Cronaca
Piantedosi “Nessuna criminalizzazione del fenomeno migratorio”
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3 anni fa-
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RedazioneROMA (ITALPRESS) – “I Cpr sono fortemente voluti da direttive europee e raccomandati dall’UE”, da parte del governo “non c’è una criminalizzazione” del fenomeno migratorio. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a “Piazzapulita”, in onda questa sera su La7, commentando le immagini girate all’interno di alcuni Cpr. “C’è la presa di consapevolezza che un Paese come l’Italia, con una presenza così importante di persone che sono in una condizione di irregolarità”, debba avere “una politica per rafforzare il sistema di efficacia delle espulsioni e dei rimpatri”. Non averla “sarebbe omissivo”.
All’interno dei Centri di Permanenza per i Rimpatri “posso garantire che tutte le prestazioni sanitarie sono nella normalità, garantite, monitorate e controllate”, ha assicurato Piantedosi, commentando le immagini girate all’interno di alcuni Cpr. “Sono immagini sicuramente non belle, ma non vanno decontestualizzate. Riguardavano un intervento resosi necessario per il comportamento assunto dagli ospiti: c’era stato un intervento per sedare un incendio, dei danneggiamenti, e quindi si era reso necessario frapporre la forza pubblica”, sottolinea. Forse bisogna fare qualche controllo in più? “Probabile, possibile: adesso ci stiamo attrezzando. Abbiamo voluto prevedere anche la possibilità, laddove la gestione in concessione affidata a un privato si rivelasse non soddisfacente, la possibilità di assumere i Cpr in gestione diretta dello Stato, con una funzione commissariale”.
– foto agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Strage di Crans Montana, la Regione Lombardia assegna il Premio Rosa Camuna 206 ai sanitari
Pubblicato
46 minuti fa-
19 Febbraio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Oggi Regione Lombardia ha ufficialmente conferito il Premio Rosa Camuna 2026 al team dei professionisti lombardi Che nelle scorse settimane sono intervenuti e hanno curato i ragazzi feriti nella tragedia di Crans Montana. Ben 12 giovani sono stati fatti ricoverati nelle strutture ospedaliere lombarde. Il riconoscimento è stato attribuito al personale dell’Ospedale Niguarda di Milano, della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e di AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza). Per il presidente Attilio Fontana, il premio si tratta di “un atto doveroso e profondamente sentito. Credo che sia una medaglia d’oro olimpica che vogliamo dare anche noi a questi eroi che hanno aiutato questi pazienti perché altrimenti oggi staremmo piangendo più vittime”.
“Questo riconoscimento – ha aggiunto il governatore – è il segno concreto della gratitudine dell’intera comunità lombarda verso donne e uomini che, con professionalità e dedizione, hanno trasformato una tragedia in un percorso di cura e speranza”.
L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha sottolineato che “il Premio Rosa Camuna è un giusto riconoscimento non solo al valore clinico, ma anche alla straordinaria capacità di coordinamento e lavoro di squadra che ha consentito di ottenere risultati tanto difficili quanto fondamentali per la vita dei pazienti. E le nostre strutture sanitarie premiate stanno ancora lavorando per la loro salute”.
Parlando poi a margine con i giornalisti, Bertolaso ha voluto ricordare che “la persona che ha dato più coraggio ai nostri ragazzi è stato Sergio Mattarella: quando è venuto ha chiesto lui di andare a trovare i ragazzi anche dopo aver visto i medici e i genitori. Per loro è stata medicina più bella”. I ragazzi ricoverati al Niguarda “sono tutti coscienti, ma capiscono che prima di uscire dall’ospedale per alcuni di loro ci vorranno ancora mesi e ogni giorno bisogna accompagnarli in questo difficilissimo percorso”. Centrale è stato il contributo dell’Ospedale Niguarda, che ha accolto e curato i 12 pazienti gravemente ustionati, garantendo elevate competenze in Anestesia e Rianimazione, Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso e nella gestione delle grandi ustioni, ambito in cui rappresenta un punto di riferimento internazionale. Fondamentale il lavoro di organizzazione e coordinamento di reparti, sale operatorie e percorsi assistenziali, che ha coinvolto oltre 100 professionisti tra personale medico, infermieristico e tecnico, assicurando una risposta corale ed efficace a un evento senza precedenti.
A ritirare il premio erano presenti Giampaolo Casella, direttore Anestesia e Rianimazione; Filippo Galbiati, direttore Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso; Lara Madini, referente per la programmazione e organizzazione del personale del comparto sanitario; Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza e direttore della Chirurgia Plastica Ricostruttiva, delle Grandi Ustioni e delle Lesioni Tegumentali Complesse. AREU ha invece garantito una risposta immediata, assumendo la regia sanitaria dell’intervento e attivando alle ore 10.30 dell’1 gennaio, a poche ore dalla tragedia, la Centrale Operativa Maxiemergenze presso la SOREU Metropolitana, dirigendo le operazioni di trasferimento dei pazienti verso il Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Niguarda tramite un ponte aereo sanitario internazionale. I 12 pazienti sono stati trasferiti con coordinamento dei trasporti in elicottero, impiegando quelli di Milano, Bergamo e Como, e supporto clinico tramite un team specializzato multidisciplinare congiunto (Burn Assessment Team) inviato in Svizzera. L’intervento ha rappresentato un modello di cooperazione sanitaria transfrontaliera. Il direttore generale Massimo Lombardo ha ritirato la Rosa Camuna per AREU.
Per quanto riguarda il Policlinico di Milano, la Terapia Intensiva ‘Vecla’ della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Centro di Coordinamento Regionale per la gestione dei pazienti con insufficienza respiratoria acuta che necessitano di supporto ECMO, ha svolto un ruolo decisivo nell’assistenza ai casi più complessi, confermando l’eccellenza della Rete ECMO lombarda e la capacità di garantire terapie avanzate in linea con i migliori standard internazionali. Il riconoscimento riguarda l’intera équipe multidisciplinare – medici, infermieri, perfusionisti, fisioterapisti, psicologi e personale tecnico — il cui contributo integrato è stato determinante per l’esito clinico dei pazienti. In rappresentanza della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico hanno ritirato la Rosa Camuna Giacomo Grasselli, Direttore del Dipartimento Area Emergenza-Urgenza, e il dott. Shady Kamel, tecnico perfusionista.
– Foto xh7/Italpress –
(ITALPRESS)
Cronaca
A Rozzano il ministro Bernini dà il via al murale di Brera e a otto progetti
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46 minuti fa-
19 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il cielo tra le case di Rozzano, le stelle tra i palazzi della città: un muro che da semplice parete si trasforma in orizzonte. Un murale, realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Brera, che richiama l’osservatorio astronomico d’eccellenza presente in città e ne riprende il significato: alzare lo sguardo, andare oltre, immaginare nuove prospettive di crescita per la comunità. Con una prima pennellata simbolica, il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, hanno dato oggi il via alla realizzazione di questa grande opera su un palazzo di proprietà dell’Aler ispirato al cielo stellato, simbolo della rinascita della città lombarda.
“Rigenerare un territorio – ha dichiarato il Ministro Bernini – significa investire sulle competenze e sulle opportunità. Università e AFAM possono incidere concretamente anche nei contesti più fragili: orientano i giovani, rafforzano i servizi di comunità, creano lavoro qualificato e rendono la cultura accessibile. A Rozzano dimostriamo che arte e formazione sono scelte strategiche per rendere i territori più sicuri e favorire la crescita sociale ed economica di una comunità”.
L’avvio dei lavori è avvenuto in occasione dell’incontro tra il Ministro Bernini, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e il Sindaco di Rozzano Mattia Ferretti, durante il quale sono stati presentati otto progetti promossi da istituzioni universitarie, AFAM ed enti del Terzo Settore nell’ambito del Piano straordinario per le aree urbane ad alta vulnerabilità sociale. Le iniziative porteranno a Rozzano percorsi di alta formazione e professionalizzazione, laboratori scientifici per le scuole, programmi di screening sanitario assistiti da intelligenza artificiale, progetti di arte partecipata, modelli di co-housing intergenerazionale e servizi di supporto psicologico e orientamento, con un impatto diretto sulla comunità in termini di rigenerazione urbana, inclusione e nuove opportunità di lavoro.
Le iniziative coinvolgono tre istituzioni AFAM – Accademia Teatro alla Scala, Conservatorio “G. Verdi” di Milano e Accademia di Belle Arti di Brera – e cinque realtà universitarie e del Terzo Settore: Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Milano-Bicocca, Humanitas University, Università Vita-Salute San Raffaele e CSVnet Lombardia. L’Accademia Teatro alla Scala propone un programma che trasforma Rozzano in un “palcoscenico diffuso”, con spettacoli e produzioni artistiche negli spazi urbani e nel Teatro comunale.
Attiva giornate di orientamento nelle scuole sui mestieri dello spettacolo e percorsi professionalizzanti in ambiti come trucco e parrucco teatrale, sartoria, suono e luci. Previste anche residenze artistiche e bandi per progetti di arte partecipata e rigenerazione urbana. Il Conservatorio “G. Verdi” di Milano attiva laboratori musicali rivolti a bambini, giovani e anziani, con percorsi che culminano in performance pubbliche. I bambini scoprono gli strumenti musicali attraverso attività esperienziali; i ragazzi realizzano spettacoli utilizzando anche oggetti quotidiani come strumenti; per la popolazione anziana sono previsti incontri dedicati al repertorio lirico e alla canzone italiana. L’Accademia di Belle Arti di Brera, in collaborazione con IRCCS Istituto Humanitas, realizza laboratori artistici ispirati ai modelli di art therapy che coinvolgono pazienti e cittadini nella creazione di opere collettive. Tra le iniziative: un progetto dedicato alla sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno e un percorso laboratoriale basato su stoffe e tessuti come metafora delle “trame” della città. Le opere saranno esposte in spazi pubblici, rafforzando il legame tra arte, salute e comunità. L’Università Cattolica del Sacro Cuore attiva corsi di alta formazione e master per la preparazione di educatori territoriali, operatori di strada e figure impegnate nell’intervento sociale, con attività di stage direttamente sul territorio.
Prevede inoltre servizi di supporto psicologico e orientamento con l’obiettivo di sostenere il benessere individuale e l’inclusione sociale. L’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con la Fondazione Anthem, sviluppa un programma di screening ecografico per la prevenzione dei tumori tiroidei, assistito da sistemi di intelligenza artificiale, per favorire diagnosi precoce e sostenibile. Parallelamente attiva un Living Lab di rigenerazione urbana partecipata, in cui cittadini, associazioni e ricercatori collaborano su temi come ambiente, mobilità, energia e qualità degli spazi pubblici. L’Humanitas University realizza laboratori interdisciplinari e interateneo rivolti a studenti e scuole del territorio, con esperienze pratiche in ambito STEM. Prevede inoltre un’area polifunzionale per attività culturali, divulgative e di prevenzione sanitaria e l’istituzione di una Scuola per Operatori Socio-Sanitari (OSS), finalizzata all’inserimento lavorativo nel settore sanitario.
L’Università Vita-Salute San Raffaele, con il progetto “Rozzano città intergenerazionale” promuove la rigenerazione degli spazi urbani, prevede modelli di co-housing e abitare collaborativo, iniziative formative e percorsi di cittadinanza attiva. CSVnet Lombardia integra la dimensione accademica con percorsi di formazione civica e sociale, attiva “cantieri di comunità” per l’arte partecipata e la rigenerazione urbana e promuove un Hub del volontariato nel futuro polo universitario. Prevede inoltre un programma di “Sentinelle Sociali” per formare cittadini e associazioni nel riconoscimento precoce di situazioni di disagio e isolamento, in particolare tra i giovani.
– Foto MIUR –
(ITALPRESS).
Cronaca
Professioni sanitarie, torna l’onorificenza “Quotidianità Straordinaria” con la sua terza edizione
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46 minuti fa-
19 Febbraio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – In occasione della Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato del 20 febbraio 2026, l’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM e PSTRP) di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio propone l’onorificenza “Quotidianità Straordinaria: Storie di Professionisti Sanitari”, giunta alla sua terza edizione.
La ricorrenza, che negli anni precedenti ha visto la premiazione degli iscritti all’Ordine che si sono distinti per la crescita della Professione, l’impegno umanitario, i progetti messi in campo e il contributo alla ricerca scientifica, si incentra quest’anno sul tema del dono, valorizzando i gesti che vanno oltre l’impegno già straordinario che tutti i Professionisti Sanitari profondono ogni giorno.
“È ormai il terzo anno che riproponiamo questa celebrazione dichiara Diego Catania, Presidente dell’Ordine -. Mettere in luce le storie dei colleghi virtuosi è un modo per ricordare alla società che il nostro SSN ha un patrimonio inestimabile, troppo spesso dato per scontato, rappresentato dai professionisti e dalle loro competenze. Nel caso degli Ordini TSRM e PSTRP, parliamo di ben 19 profili attivi nell’area sanitaria tecnica, della riabilitazione e della prevenzione: una vera e propria forza propulsiva per il sistema salute, dai poli ospedalieri a quelli territoriali, dalle residenze per i più fragili al domicilio dei pazienti: dove c’è una domanda di cura, c’è anche un professionista sanitario”.
Quest’anno, a fregiarsi dell’onorificenza sono Maria Grazia Alloisio, Anna Maria Gasbarre e Maria Grazia Pisoni. Maria Grazia Alloisio, Assistente Sanitaria, dimostra un impegno incessante nella tutela della salute pubblica e nel miglioramento continuo della professione. Il suo approccio, fondato su un concetto di salute inteso in senso olistico, l’ha portata a elaborare progettualità avanzate che hanno influenzato positivamente il panorama della prevenzione e dell’educazione alla salute. La sua opera non si è limitata all’ambito professionale, ma si è estesa anche al settore del volontariato e del terzo settore, dove ha saputo offrire idee innovative e supporto concreto. A coronamento di una carriera esemplare, ha inoltre lasciato un prezioso contributo alla comunità professionale attraverso la pubblicazione del libro “Essere assistenti sanitari. Guida alla professione”, un’opera che rappresenta una risorsa fondamentale per chiunque desideri comprendere a fondo questa disciplina. La Dott.ssa Anna Maria Gasbarre, Tecnico Audiometrista, si distingue per una competenza tecnica rigorosa.
Le sue esperienze in audiologia infantile e nella gestione degli impianti cocleari la pongono di fronte a sfide cliniche e umane di altissima complessità, e la sua capacità di gestire pazienti così piccoli testimonia una grande empatia. Attraverso la collaborazione con l’associazione “Ascolta e Vivi”, ha messo le proprie competenze a disposizione della Kibarani School for the Deaf in Kenya. Nonostante l’intensa attività professionale e di volontariato, la Dott.ssa Gasbarre mantiene un costante impegno nell’aggiornamento culturale e nella formazione universitaria, dettato dalla volontà di offrire ai propri pazienti le soluzioni tecnologiche e metodologiche più all’avanguardia. La sua vita professionale è la testimonianza di come l’alta specializzazione possa davvero cambiare il mondo, un “decibel” alla volta. Maria Grazia Pisoni, Educatrice Professionale, riveste un ruolo attivo nella tutela della salute mentale, affiancando il lavoro quotidiano a iniziative di sensibilizzazione sul territorio. È responsabile scientifico del Progetto Innovativo regionale “Lavoro di rete e inclusione sociale e lavorativa insieme all’Esperto in Supporto tra Pari (ESP)” e membro del Gruppo ProESP Lombardia, incentrato sul ruolo dell’ESP e sulla volontà di porre il sapere esperienziale al centro del percorso riabilitativo. Instancabile nel diffondere una cultura dell’inclusione e un approccio orientato alla recovery, ha pubblicato alcuni testi che valorizzano il ruolo dell’ESP (“ESP in cammino”, “1+1 fa 3”).
Da quattro anni promuove nel legnanese l’evento “Sem minga matt”, per parlare di salute mentale attraverso musica, arte e laboratori. “Nella presente edizione le candidature, prima inviate unicamente dalle Commissioni d’Albo dell’Ordine, sono state aperte a tutti gli iscritti” precisa il Presidente. “L’entusiastica adesione da parte dei professionisti, che hanno candidato numerosi colleghi e figure di riferimento del loro percorso formativo e lavorativo, testimonia che c’è un grande bisogno di raccontare, sì, ma anche di raccontarsi. Creare momenti di condivisione può essere un modo, uno dei tanti, per superare il senso di stress e isolamento vissuto sul luogo di lavoro, e per costruire una narrazione diversa non solo della sanità, ma anche di tutte le figure che la compongono: professioni che si distinguono per competenza, per grado di specializzazione e per la capacità di offrire cure di alto livello in condizioni spesso difficili e sfidanti”.
– Foto Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio –
(ITALPRESS).

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