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Cronaca

Giovani e mobilità urbana al centro dell’edizione 2023 di Eicma

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MILANO (ITALPRESS) – Sono pronti ad accendersi nuovamente i riflettori del più importante palcoscenico per l’industria delle due ruote e la sua community di appassionati. Torna nei padiglioni di Fiera Milano a Rho, dal 7 al 12 novembre prossimi, lo spettacolo di Eicma, l’Esposizione internazionale delle due ruote. L’Edizione numero 80 dell’evento espositivo più longevo al mondo è stata presentata stamane al Piccolo Teatro Strehler – Scatola Magica di Milano. “Un luogo non casuale, perchè – ha spiegato il presidente di Eicma Pietro Meda – in qualche misura EICMA è l’organizzazione di una complessa opera teatrale, che deve essere in grado di entusiasmare e soddisfare tanto il grande pubblico quanto gli espositori che salgono sul palco che allestiamo per loro”. E i numeri del “cartellone” 2023, che tornano con forza ai parametri pre-pandemici, annunciano già un’edizione di successo. Sono infatti 1700 i marchi che riempiranno gli otto padiglioni di questa Edizione, due in più rispetto al 2022. Molto significativi e importanti i ritorni, sia tra le Case costruttrici che tra le imprese dell’intera filiera; il 28% sono invece nuovi espositori, mentre il 64% delle aziende presenti quest’anno proviene dall’estero in rappresentanza di ben 45 i Paesi. “Segno quest’ultimo della centralità strategica e della nostra attrattività internazionale, oltre che una conferma – ha evidenziato l’AD di Eicma Paolo Magri durante la conferenza stampa – della attualità di un modello espositivo dinamico e sempre più ricco di contenuti ed iniziative speciali”. Due, tra gli altri, i nuovissimi temi espositivi e le aree d’interesse, che connotano l’impegno di Eicma per questa Edizione 2023: l’Eicma Esports Arena e un’area dedicata all’Urban Mobility. Il primo sarà uno spazio interamente dedicato al mondo degli sport elettronici e dei videogiochi motorsport, che accoglierà un ricco palinsesto di iniziative, tra cui le finali del campionato online di motocross su quattro tappe, che Eicma ha lanciato nei giorni scorsi in tutta Europa e negli Stati Uniti e che si sta giocando in queste settimane. “Un progetto nato per coinvolgere giovani e giovanissimi, e – ha commentato il presidente Meda – anche uno strumento per le imprese del settore per traguardare il mercato di domani. Non mancano certo i giovani in Eicma, ma con questa iniziativa, insieme a quella degli NFT lanciata lo scorso anno e che continua, vogliamo introdurre una sorta di ‘algoritmo Eicmà in rete per ingaggiare il nostro pubblico e portalo a vivere un’esperienza diretta di passione tra gli stand”. La seconda novità di Eicma, l’area Urban Mobility, rimarca invece il valore istituzionale della manifestazione. E’ lo stesso Amministratore Delegato della società organizzatrice, Paolo Magri, a sottolineare “quanto negli ultimi anni sia stato molto importante il lavoro per sviluppare le attività di advocacy e public affair a favore del nostro comportato e le occasioni di confronto e formazione per i top manager del settore”. “L’Area destinata alla mobilità urbana – ha spiegato ancora Magri – accoglierà imprese, istituzioni e, soprattutto, le startup di settore, a cui offriamo una vetrina internazionale grazie al sostegno dell’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ma ospiterà anche talk e incontri divulgativi: l’obiettivo è quello di rappresentare quanto le due ruote, a pedale e a motore, siano già e saranno sempre di più una risposta concreta a una nuova e più complessa domanda di mobilità che viene dalla città. Questo spazio, promosso con Ancma, l’associazione dei costruttori e dell’intera filiera, è un seme nel terreno di Eicma che vogliamo far crescere e si configura anche come luogo privilegiato di ascolto delle istanze delle imprese e dei cittadini”. Per quanto riguarda ancora gli aspetti legati al business, Eicma ha poi implementato per questa edizione una nuova piattaforma di preregistrazione e di programmazione di incontri B2B (Eicma business meeting), ha sviluppato ulteriormente i servizi digitali per i giornalisti e gli operatori della comunicazione. Un’altra novità 2023, all’interno del padiglione 19, è l’allestimento di uno specifico spazio di lavoro dedicato ai content creator e influencer accreditati, che affiancherà l’ampia sala stampa. Non mancheranno, infine, la consolidata proposta dell’area di test ride e-bike, il set fotografico Eicma effect, dove i fotografi di Eicma immortaleranno gratuitamente le emozioni del pubblico accese dell’esperienza di visita, e il Temporary Bikers Shop, lo spazio commerciale dedicato ai motociclisti dove acquistare accessori, abbigliamento, caschi, componenti e attrezzatura di ogni tipo per la moto e tanto altro ancora. La settimana di Eicma sarà poi contraddistinta naturalmente dalla passione e dalle numerose presentazioni prodotto, dalle novità ed anteprime mondiale e dalle infinite iniziative che gli espositori proporranno nei loro stand. A questo si aggiunte l’immancabile spettacolo offerto nell’aera esterna MotoLive, dove il pubblico potrà godere gratuitamente del fitto palinsesto di iniziative, che comprendono spettacoli, test ride moto, musica, intrattenimento, esibizioni degli stuntmen, gare titolate sulla pista di motocross allestita per l’occasione, run di Freestyle e Trial Acrobatico. Nel complesso, una proposta espositiva molto ricca, che Eicma mette a punto ogni anno anche grazie ai partener istituzionali e agli sponsor. E’ quindi tutto pronto per scatenare quell’Eicma effect scelto anche quest’anno come slogan ed obiettivo di questa edizione orami alle porte. Il 7 e l’8 novembre saranno le giornate dedicate ai professionisti del settore, con l’esclusivo press day del primo giorno e l’apertura alla stampa e agli operatori del secondo, mentre da giovedì 9 a domenica 12 cancelli aperti al grande pubblico.(ITALPRESS).

Foto: ufficio stampa Eicma

Cronaca

Massimo Caputi alla guida di Federturismo Confindustria: il nuovo presidente conosce bene l’Oltrepò

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Il manager abruzzese, già presidente di Federterme e titolare delle Terme di Salice, è stato designato dal Consiglio Generale per il mandato 2026-2030. La nomina sarà formalizzata l’11 giugno a Roma

di Emanuele Bottiroli

È Massimo Caputi il nuovo presidente designato di Federturismo Confindustria per il mandato 2026-2030. Il Consiglio Generale della federazione ha scelto il manager e imprenditore originario di Chieti (classe 1952) per succedere a Marina Lalli alla guida dell’organizzazione che rappresenta il comparto turistico all’interno del sistema confindustriale.

La designazione dovrà essere ratificata dall’Assemblea dei Soci, convocata a Roma per l’11 giugno. In precedenza, il 28 maggio, Caputi presenterà programma e squadra in occasione della riunione del Consiglio Generale.

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Un profilo da costruttore di sistemi

Il curriculum di Caputi attraversa tre decenni di finanza, real estate e turismo. Alla fine degli anni Novanta è stato amministratore delegato di Grandi Stazioni, dove ha guidato la ristrutturazione di alcune delle principali stazioni ferroviarie italiane e internazionali. Nel 2002, su indicazione dell’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è stato nominato ceo del Gruppo Sviluppo Italia — oggi Invitalia. È presidente esecutivo e socio fondatore di Feidos Spa, società di investimenti attiva nel settore termale e dell’ospitalità.

Attualmente presiede Terme & Spa Italia e Terme di Saturnia e ricopre la carica di presidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia, nonché di presidente della sezione Turismo di Confindustria Toscana Sud e vicepresidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi. Fa parte del gruppo di lavoro Confindustria-Credito & Finanza.

Nel mandato uscente ha guidato Federterme — fino alla fine del 2025 — contribuendo al rafforzamento del comparto termale nel quadro del turismo nazionale e promuovendo il turismo del benessere e quello sanitario come asset strategici del sistema Paese.

Il nodo locale: Salice Terme

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C’è anche un filo che lega Caputi al territorio dell’Oltrepò Pavese. Dal 2021 è titolare delle Terme di Salice, aggiudicate all’esito di quattro procedure d’asta — le prime tre andate deserte — per un importo di 1.575.000 euro. Il lotto comprendeva lo stabilimento termale, il Grand Hotel, il parco, la club house, il maneggio, le serre e gli altri immobili del complesso lungo via Diviani a Godiasco, oltre alla nuda proprietà di alcuni spazi in usufrutto al Comune. In precedenza Caputi aveva già rilevato, per 932.000 euro, il Nuovo Hotel delle Terme nel territorio di Rivanazzano Terme.

La struttura, chiusa dal 2017 e rimasta a lungo in stallo anche per via della pandemia, attende ancora interventi di recupero prima di poter riaprire la cui partenza, ora, dovrebbe essere imminente. Il ricongiungimento dell’intero patrimonio immobiliare in capo a un unico soggetto aveva alimentato aspettative concrete su un progetto organico di rilancio sanitario e turistico. Ora che quel soggetto siede — o è prossimo a sedersi — al vertice di Federturismo Confindustria, quelle aspettative tornano di stretta attualità.

L’articolo Massimo Caputi alla guida di Federturismo Confindustria: il nuovo presidente conosce bene l’Oltrepò proviene da Pavia Uno TV.

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Ambasciatore del Sudan Altohamy “Auspichiamo solidarietà verso il nostro popolo”

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ROMA (ITALPRESS) – Il 15 aprile di tre anni fa è iniziato un conflitto in Sudan che ancora oggi sta causando “un deterioramento catastrofico della situazione umanitaria”. Così l’ambasciatore del Sudan a Roma, Emadeldin Mirghani Altohamy, ha commentato la guerra in corso nel suo Paese, che vede contrapposti le Forze Armate Sudanesi (Saf) e il gruppo paramilitare delle Forze di Supporto Rapido (Rsf).

In un’intervista con Claudio Brachino per Diplomacy Magazine, la rubrica di geopolitica dell’agenzia Italpress, l’ambasciatore parla di un “anniversario funesto” per la popolazione sudanese.In quello stesso giorno, le Forze di supporto rapido hanno iniziato a commettere crimini non solo in Sudan, ma anche in Africa e nel mondo, e sono considerate responsabili di alcuni dei più gravi crimini contro l’umanità. La guerra ha portato all’occupazione di 11 Stati su 18 in Sudan, alla morte di 150 mila persone, allo sfollamento di 12 milioni di cittadini e alla distruzione completa delle infrastrutture del Paese, con un deterioramento catastrofico della situazione umanitaria”, ha detto il diplomatico. “Auspichiamo la solidarietà dei popoli verso il popolo sudanese”, ha aggiunto.

Un appello alla solidarietà che l’Italia ha già accolto con l’iniziativa umanitaria Italy for Sudan lanciata lo scorso dicembre. “L’iniziativa rappresenta una concreta espressione della solidarietà del popolo e del governo italiano nei confronti del popolo e del governo sudanese, ed è fondata sulle eccellenti relazioni bilaterali tra i due Paesi in questo contesto”, è il commento dell’ambasciatore, che ha ringraziato le autorità italiane. “Questa iniziativa ha avuto un forte impatto e una vasta diffusione tra i cittadini sudanesi ed è stata accolta positivamente dal nostro governo. Ciò dimostra la solidità delle relazioni tra Sudan e Italia in queste circostanze”, ha proseguito il diplomatico.

Fra Italia e Sudan le relazioni “sono antiche e continuative”, secondo Altohamy, e comprendono una cooperazione in diversi ambiti, tra cui quello culturale, sociale e politico. “Esiste inoltre un buon livello di attività economica tra i due Paesi, poichè il Sudan ha un grande potenziale economico, soprattutto nei settori agricolo, zootecnico e minerario”, ha spiegato il diplomatico. “L’Italia importa dal Sudan numerosi prodotti naturali, in particolare la gomma arabica, di cui esportiamo circa il 90 per cento della produzione mondiale. Il Sudan è inoltre il terzo produttore mondiale di sesamo e il primo in Africa. Esportiamo anche prodotti agricoli e zootecnici come pelli e semi oleosi. Importiamo numerosi prodotti italiani, poichè l’Italia è un Paese avanzato dal punto di vista tecnologico, industriale e agricolo, e pertanto esiste un ampio scambio che include beni industriali, apparecchiature elettriche, materiali da costruzione e prodotti alimentari, oltre a una significativa collaborazione con numerose grandi aziende italiane, soprattutto nei settori delle infrastrutture, delle strade e dei ponti”, ha proseguito l’ambasciatore secondo cui, tuttavia, “il volume degli scambi commerciali tra i due Paesi necessita di ulteriori sforzi”.

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Il Paese si trova attualmente in una situazione emergenziale e gli aiuti umanitari sono al momento una componente essenziale. L’ultima conferenza internazionale dei donatori, tenuta a Berlino lo scorso 15 aprile, ha però attirato le critiche delle autorità sudanesi. “La Conferenza di Berlino non è la prima in questo contesto, essendo stata preceduta dalle conferenze di Parigi e di Londra. Tuttavia, quella di Berlino, a mio avviso, ha commesso un grave errore nel non invitare il governo sudanese riconosciuto a livello internazionale. Il governo sudanese è il governo legittimo e il rappresentante legittimo del popolo sudanese, e la comunità internazionale lo riconosce come tale sulla base di tali principi. Le Forze armate sudanesi sono le forze ufficiali del Paese secondo la Costituzione sin dall’indipendenza del Sudan. Trattare le Forze armate sudanesi e le Forze di supporto rapido come due parti in conflitto rappresenta una grave ingiustizia e una violazione della sovranità”, ha osservato l’ambasciatore.

In un momento così difficile, la dimensione culturale può rappresentare un canale di dialogo e di avvicinamento tra i popoli. Secondo Altohamy, questa dimensione rappresenta uno degli ambiti più importanti, anche nei rapporti con l’Italia. “Le relazioni tra Sudan e Italia affondano le loro radici nella storia, risalgono all’Impero Romano e alla civiltà nubiana antica, come confermato dalle scoperte archeologiche”, ha osservato. “Le relazioni culturali e umane tra Sudan e Italia sono quindi fondate su basi storiche antichissime”, ha proseguito, e in questo contesto, secondo il diplomatico “uno dei migliori programmi realizzati” è stato quello sviluppato in collaborazione con il Parlamento italiano sotto lo slogan “Uniti per il Sudan”.

-Foto Italpress-
(ITALPRESS).

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Celiachia e ormoni, diagnosi incrociate per una prevenzione più efficace

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ROMA (ITALPRESS) – In occasione della Giornata Mondiale degli Ormoni (24 aprile), promossa da ESE (European Society of Endocrinology) e supportata da AME Associazione Medici Endocrinologi, si accende l’attenzione sull’importanza degli ormoni per la salute generale e sul ruolo centrale dell’endocrinologo nella prevenzione, diagnosi e gestione di numerose patologie.
Gli ormoni regolano funzioni vitali fondamentali: metabolismo, crescita, fertilità, equilibrio energetico e risposta allo stress. Alterazioni anche minime del sistema endocrino possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita, spesso con sintomi poco specifici o difficili da riconoscere. Proprio per questo motivo, una valutazione specialistica tempestiva può fare la differenza nell’individuazione precoce di condizioni ancora non evidenti.
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha evidenziato una stretta correlazione tra celiachia e malattie endocrine, in particolare quelle di natura autoimmune. La celiachia, infatti, non è solo una patologia intestinale, ma una condizione sistemica
che può associarsi ad altre disfunzioni ormonali, influenzando diversi organi e apparati.
In Italia si stimano circa 280.000 diagnosi di celiachia, ma il numero reale è molto più elevato, con un ampio sommerso di persone non ancora diagnosticate.
Questo legame si basa su meccanismi comuni, tra cui una predisposizione genetica condivisa e una risposta immunitaria alterata, che può portare l’organismo ad attaccare non solo l’intestino ma anche le ghiandole endocrine.
Tra le patologie endocrine più frequentemente correlate si segnalano: Tiroiditi autoimmuni (fino a 3-4 volte più frequenti nei celiaci); Diabete mellito di tipo 1 (prevalenza di celiachia fino al 3-12%); Insufficienza surrenalica (rischio fino a 11 volte superiore).
Allo stesso tempo, pazienti già affetti da patologie endocrine autoimmuni presentano una maggiore probabilità di sviluppare celiachia, spesso in forma silente o con sintomi sfumati. Nei pazienti con diabete tipo 1, circa 1 su 10 può risultare anche celiaco.
Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dal fatto che la celiachia non diagnosticata può interferire con l’assorbimento dei farmaci e dei nutrienti essenziali,
con possibili ripercussioni sulla gestione delle terapie endocrine e sull’equilibrio metabolico complessivo.
Il messaggio di AME per la Giornata Mondiale degli Ormoni è chiaro: è fondamentale promuovere un approccio integrato e multidisciplinare alla salute.
“Se sei celiaco, è consigliabile effettuare una valutazione endocrinologica: potresti avere condizioni associate ancora non diagnosticate. Se soffri di una patologia endocrina, in particolare autoimmune, è opportuno considerare uno screening per la celiachia”.
L’endocrinologo svolge un ruolo chiave nell’individuare queste connessioni, contribuendo a diagnosi precoci e a una gestione più efficace delle patologie. La collaborazione tra specialisti è oggi sempre più centrale per garantire un percorso
diagnostico e terapeutico completo.
Investire nella prevenzione significa migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurre il rischio di complicanze. Una maggiore consapevolezza del legame tra celiachia e disturbi endocrini rappresenta un passo fondamentale verso una medicina
sempre più personalizzata. In occasione del World Hormone Day, l’invito è rivolto a cittadini e operatori sanitari:
ascoltare il proprio corpo, non sottovalutare i segnali e affidarsi a specialisti per un percorso di salute completo.
-foto ufficio stampa AME –
(ITALPRESS).

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