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Cronaca

Milano, numeri da record per le lavanderie self-service

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MILANO (ITALPRESS) – Tutti pazzi per le lavanderie self-service. Un fenomeno che, come sempre, parte da Milano dove la richiesta per questo tipo di servizio è letteralmente esplosa e fa registrare quotidianamente forti crescite. Sono i numeri a certificare come quello delle ‘laundry self-servicè sia un fenomeno in continua espansione: da settembre a oggi gli accessi sono cresciuti del 30% e del 250% se confrontati con lo stesso periodo del 2022. A creare in città quello che fino a poco tempo fa era solo la rappresentazione di film e telefilm americani, è Lavanderie Italiane, primo network di lavanderie self service presente a Milano con 6 punti d’accesso, l’ultimo dei quali, che conta ben 18 macchine, sorto in via Melchiorre Gioia 114, a poche centinaia di metri dalla Stazione Centrale e dal Bosco Verticale. I 6 self-service milanesi fanno registrare complessivamente un totale medio di 15.000 cicli di lavaggio/asciugatura al mese.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio stampa Lavanderie Italiane

Cronaca

Lombardia Live 24 Breaking News – 21/1/2026

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I fatti del giorno: A Voghera teatro aperto per omaggiare Valentino – Aggressione a Vigevano, denunciato il presunto responsabile – Palazzo San Felice restituito alla città di Pavia – La delega alla sicurezza resta a Sala, affiancato da un criminologo – Omicidio a Bovisio, chiesti 14 anni per Stella Boggio – Ritrovato a Milano il 14enne scomparso nel Veronese – Ponte di Bressana, nuove chiusure notturne il 22 e 23 Gennaio – Pronto Meteo Lombardia 22 Gennaio.

L’articolo Lombardia Live 24 Breaking News – 21/1/2026 proviene da Pavia Uno TV.

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Cronaca

“Energie per il futuro dell’export”, nel roadshow di Sace coinvolte 400 imprese

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ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto oggi a Roma l’evento conclusivo di “Energie per il futuro dell’export”, il roadshow itinerante di SACE, l’Export Credit Agency direttamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dedicato al dialogo e all’ascolto delle imprese italiane. Un percorso che ha coinvolto oltre 400 imprese attraverso sette tappe in Italia – Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Roma – e una a Dubai, ospitate nelle sedi di SACE, vere e proprie Case delle imprese che ogni giorno supportano le aziende nei loro percorsi di crescita in Italia e nel mondo.
Il roadshow di SACE ha raccolto i nuovi bisogni delle imprese italiane, anche alla luce del contesto economico in continua evoluzione, per poter scrivere insieme le strategie e gli strumenti SACE del prossimo futuro e valorizzare al massimo il potenziale di crescita dell’export, con una attenzione particolare alle principali filiere, distretti e settori strategici del Made in Italy. Nella tappa finale di questo percorso oggi a Roma – oltre ad ascoltare le imprese di Lazio, Abruzzo e Molise e le testimonianze di grandi champion di filiera come Fincantieri e Leonardo – sono state infatti presentate le principali evidenze emerse nei precedenti quattro mesi di incontri sul territorio.
“Il roadshow di SACE dedicato al futuro dell’export si è inserito in un momento storico cruciale, in cui le catene del valore si stanno ridisegnando, i flussi commerciali stanno cambiando direzione e nuove economie stanno crescendo a ritmi elevati, generando nuove opportunità per le future generazioni – ha dichiarato il Presidente di SACE Guglielmo Picchi – L’Italia è una delle maggiori economie esportatrici a livello globale, con oltre 120 mila imprese esportatrici che danno lavoro a 4,3 milioni di addetti e che generano un terzo del Pil nazionale. Per questo, sostenere l’export significa sostenere il futuro del Paese”.
“Ascoltare il territorio è stato essenziale per comprendere sfide e opportunità e rafforzare i nostri strumenti per dare ulteriore energia al futuro delle imprese e al nostro export, anche in una logica di filiera, in linea con la missione istituzionale di SACE e con il mandato della Presidenza del Consiglio e del
Ministero dell’economia e delle finanze – ha sottolineato l’Amministratore delegato di SACE Michele Pignotti -. Questo non è un punto di arrivo, ma di partenza: le imprese chiedono strumenti che trasformino l’eccellenza del Made in Italy in una presenza più solida sui mercati esteri, vogliono diversificare e hanno bisogno di coperture, informazioni e accompagnamento. Ed è qui che SACE è percepita come una leva strategica per l’intero Sistema Paese”.
L’evento di Roma, alla presenza del management e gli advisor territoriali di SACE, ha preso il via da un’analisi dell’Ufficio Studi di SACE sugli scenari globali e i mercati di opportunità per l’export italiano, con un focus specifico sul territorio di Lazio, Abruzzo e Molise: un contributo di valore utile a stimolare un momento di confronto e condivisione rispetto a prospettive concrete di sviluppo. Al centro dell’evento, le testimonianze di aziende come Cisalfa Sport e Rustichella d’Abruzzo, che hanno affrontato con successo la crescita internazionale, grazie anche agli strumenti e servizi di accompagnamento di SACE, e di grandi campioni come Fincantieri e Leonardo che hanno rappresentato il potenziale di crescita estera per le filiere di riferimento.
SACE, con la sua offerta da Export Credit Agency e con la sua rete di export advisor, è considerata dalle imprese uno strumento vitale del Sistema Paese per esplorare nuovi mercati percepiti come complessi, sviluppare filiere internazionali, cogliere le opportunità dei Paesi più dinamici, costruire una presenza stabile nei mercati del futuro.
Sono tre in particolare le priorità strategiche evidenziate dalle imprese durante gli incontri del roadshow di SACE. In primo luogo, rafforzare la competitività: le imprese chiedono strumenti che trasformino l’eccellenza del Made in Italy in una presenza strutturata sui mercati esteri, con maggior continuità, stabilità e supporto nel posizionamento internazionale, anche in una logica di filiera; in secondo luogo, vogliono investire in innovazione e digitalizzazione: leve indispensabili per aumentare produttività, attrattività e capacità esportativa; infine, puntano ad espandersi su nuovi mercati e gestire i rischi: le imprese vogliono diversificare, ma chiedono coperture, informazioni e accompagnamento.
Sull’andamento dell’export italiano analizzato dall’Ufficio Studi di SACE, emerge la necessità di aumentare la diversificazione dei mercati di riferimento. E’ grazie a questa strategia che l’export italiano sta mostrando segnali di crescita in un contesto globale complesso, realizzando un incremento del 3,1% nei primi undici mesi del 2025.
Nonostante il rallentamento di mercati maturi come la Germania, molte imprese stanno già ampliando la propria presenza in aree in forte espansione come Medio Oriente, Sud-Est asiatico, India e Nord Africa. Tuttavia, il potenziale di crescita è ancora molto ampio. Sebbene negli ultimi venticinque anni l’export italiano verso i Paesi emergenti sia cresciuto maggiormente rispetto ai mercati maturi (+6,6% medio annuo contro +4,2%), la concentrazione geografica dell’export italiano rimane ancora molto elevata: poche imprese esportano fuori dall’UE e il 44% si concentra su un solo mercato.
-foto ufficio stampa Sace –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Ue-Mercosur, il Parlamento Europeo chiede un parere giuridico sull’accordo

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STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Parlamento europeo ha deciso di chiedere alla Corte di giustizia dell’Unione di valutare se l’accordo Mercosur sia conforme ai Trattati dell’Ue.
Con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astensioni, gli eurodeputati hanno infatti adottato una risoluzione che chiede un parere giuridico alla Corte di giustizia (CGUE) sull’accordo. Una seconda risoluzione, che chiedeva anch’essa una valutazione legale, è invece stata respinta con 225 voti a favore, 402 contrari e 13 astensioni.
La base giuridica dell’accordo di partenariato UE-Mercosur (EMPA) e dell’accordo commerciale provvisorio (iTA) sarà ora esaminata dalla Corte di giustizia, secondo le indicazioni contenute nel testo adottato. In attesa del parere della Corte, il Parlamento europeo potrà continuare l’esame dei testi ma dovrà attendere la sua pubblicazione prima di poter approvare o respingere l’iTA.
L’iTA, che riguarda una competenza esclusiva dell’UE, è infatti soggetto solo alla ratifica a livello dell’Unione; ciò richiederà appunto il consenso del Parlamento europeo e l’approvazione formale finale del Consiglio, dopo la quale potrà entrare in vigore. L’iTA cesserà di applicarsi una volta entrato in vigore l’EMPA.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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