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Derby della Mole senza gol, Toro-Juve finisce 0-0
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2 anni fa-
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Redazione
TORINO (ITALPRESS) – Si chiude senza nessun gol il derby della Mole, con uno 0-0 che non accontenta nè Torino nè Juventus in chiave classifica e potenziali obiettivi stagionali. Pari senza reti ma diverse le occasioni per entrambe le squadre, con un tempo per parte che fotografa perfettamente l’equilibrio della sfida dell’Olimpico Grande Torino. La prima clamorosa occasione della gara arriva dopo soli sette minuti e per la Juventus, con Chiesa che sgasa sulla destra e mette al centro per Vlahovic, che liberissimo da due passi centra però il palo graziando di fatto il Torino. Bianconeri aggressivi, vicini al gol nuovamente, al 13′, con Chiesa che serve in area Cambiaso, bravo a lavorare il pallone per la conclusione di Locatelli che termina però alta. La squadra di Allegri porta tanti uomini nell’area granata, così come accade al 31′, ancora con Vlahovic a concludere da posizione ravvicinata ma bloccato dal ginocchio di Milinkovic-Savic. Nel finale di tempo si fa vedere concretamente anche il Torino, con il cross dalla sinistra di Bellanova e il colpo di testa di Vlasic, non preciso e che finisce largo. In avvio di ripresa è ancora Torino, che dopo appena due minuti troverebbe il gol del vantaggio grazie alla girata vincente in area di Zapata, viziata tuttavia da un precedente fallo di Bellanova ai danni di Kostic che vanifica tutto. Granata più vivi nel secondo tempo e ancora pericolosi al minuto 60, con l’ennesimo cross di Bellanova e la testata di Sanabria sul quale è molto reattivo Szczesny nel respingere in tuffo. Si riporta in avanti la Juventus, con il neo entrato Yildiz che parte da sinistra, si accentra e calcia con il destro sul secondo palo dove è attento Milinkovic-Savic nella parata. Nel lungo recupero finale, dopo l’espulsione di Juric per proteste reiterate, c’è spazio per un’altra occasione granata, ancora su una palla aerea schiacciata di testa da Lazaro ma che non centra lo specchio della porta di Szczesny, con il risultato che non si sblocca e andrà poco dopo in archivio.
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(ITALPRESS).
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Federica Brignone da leggenda, è medaglia d’oro in Super-G sotto gli occhi del presidente Mattarella
Pubblicato
2 ore fa-
12 Febbraio 2026di
Redazione
CORTINA (ITALPRESS) – L’Italia conquista il quinto oro ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina. Sull’Olympia delle Tofane Federica Brignone trionfa nel super-G femminile. La 35enne valdostana, sotto gli occhi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha chiuso la sua prova in 1’23″41 ed è davanti di 41 centesimi alla francese Romane Miradoli, con l’austriaca Cornelia Huetter terza a 0″52. Fra le prime dieci anche Laura Pirovano ed Elena Curtoni mentre è uscita dopo i primi due intermedi Sofia Goggia.
Vincitrice dell’ultima Coppa del Mondo e protagonista di un recupero record dopo il terribile infortunio dello scorso aprile ai campionati italiani (frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra e rottura del legamento crociato anteriore), la Tigre di La Salle, tesserata per il Centro Sportivo Carabinieri, conquista la sua quarta medaglia olimpica, la prima d’oro, dopo bronzo (2018) e argento (2022) in gigante e argento in combinata (2022). L’Italia sale intanto a quota 14 (5-2-7) nel medagliere.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è sceso all’arrivo della pista del SuperG femminile dove ha salutato e fatto i complimenti a Federica Brignone per la conquista dell’oro olimpico. Il Capo dello Stato ha poi salutato il pubblico che lo acclamava: “Presidente sei un grande”, “Grazie Presidente”, “Bravo Presidente” fra le grida rivolte a Mattarella. Io ci contavo”, ha detto Mattarella alla campionessa valdostana, che sorridendo ha risposto “Io non tanto”. E sopra Cortina volano le Frecce Tricolori della Pattuglia acrobatica nazionale inaugurando la stagione.
“Sono senza parole, non so veramente cosa dire. Ho cercato di lasciare andare gli sci, avevo il SuperG in testa, non volevo essere perfetta, ma rimanere nel ritmo, non pensavo di vincere l’oro. Sono arrivata giù, ho detto ‘ho fatto una bella manche’ ma non pensavo cosi. Non ci credo neanche io”. Lo ha dichiarato ai microfoni di HBO Max Federica Brignone, medaglia d’oro nel SuperG alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. “Non ho niente da aggiungere, ho visto i miei familiari piangere, ormai ho una certa esperienza, so benissimo dove mi trovo e cosa sto facendo, quando andrò in mezzo alla mia squadra mi commuoverò tanto”
BUONFIGLIO “BRIGNONE HA DIMOSTRATO COME SAPER REAGIRE”
“È un onore essere qui accanto a delle atlete e a degli atleti che ci stanno rendendo orgogliosi. La scelta di Brignone come portabandiera? Le Olimpiadi non sono soltanto vincere medaglie, ma anche vincere le avversità. Per quello ho pensato a Federica, tutti noi nella vita attraversiamo sofferenze e avversità, ha dimostrato come saper reagire. Dietro di lei c’è tutto, devo dirlo, è una delle poche volte in cui mi sono commosso”. Così a Raisport il presidente del Coni Luciano Buonfiglio commenta l’oro di Federica Brignone.
LA MAMMA DI FEDERICA BRIGNONE “CREDEVO NEL RITORNO, MA MAI VINCERE ORO IN SUPERG”
“Io credevo che sarebbe tornata, ma vincere l’oro in Super-G…è troppo brava, sto male. Mancava l’oro olimpico, adesso non manca più. Grazie a tutti quelli che ci sono stati vicini, coi regali, con le parole, con l’affetto. Cosa cambierà? Niente, continueremo a dirle “brava quando è brava”, “hai sbagliato” quando lo fa”. Così Maria Rosa Quario, ex sciatrice azzurra e mamma di Federica Brignone.
LE PAROLE DELLE ALTRE AZZURRE
“Volevo dare un po’ di spigolo ma su questa neve non era possibile – ha affermato in zona mista Laura Pirovano – Il bilancio resta comunque positivo, poteva andare meglio ma anche molto peggio. Sono nel complesso di come l’ho affrontata, anche se ho avuto un feeling strano perché la neve è cambiato rispetto alla discesa”. In testa al super-G c’è Federica Brignone: “È fantastica, bravissima ed è stata sciolta e molto precisa. Anche quando gli ostacoli sembrano più grandi di lei li affronta come se non esistessero”, dice ancora.
“Ho sciato come so fare, sicuramente sapevo che bisognava fare attenzione sul passaggio dello Scarpadon, il rischio è che se fossi andata troppo a sinistra non sarei riuscita più a riprenderla, era un pezzo veloce, avevo una linea più stretta”. Così Sofia Goggia. “Ho sciato fortissimo, non mi aspettavo di essere davanti 7 decimi nella prima parte, ma le gare vanno portate fino in fondo, è come se non avessi partecipato. Alle Olimpiadi si deve sempre dare il 100%, l’ho messo in pista oggi, mi porto via come ho sciato fino a quel punto, riparto da lì con le prossime”. “Onore a Federica (Brignone, ndr) che non ha avuto un avvicinamento facile ai Giochi. È bello vedere un’italiana vincere a Cortina, sapevamo che avrebbe potuto fare molto bene perché la neve era molto nelle sue corde. Oggi era una giornata importante per l’Italia. È arrivato Mattarella a Cortina e sono arrivati tre ori, speriamo rimanga qui”, aggiunge ridendo Goggia sui tre ori conquistati dall’Italia a Cortina dopo l’arrivo di Mattarella nella giornata di ieri nella località ampezzana. “Ho portato a casa un bronzo estremamente difficile e mi dispiace tanto per il superG di oggi”, il bilancio della bergamasca.
“Era un tracciato tattico, dove di solito riesco ad esaltarmi e a divertirmi. Ero agitata in partenza ma ci ho messo il cuore. C’è un po’ di rammarico, ma va bene così”. Queste le parole, in zona mista, di Elena Curtoni dopo il settimo posto nel superG di Cortina d’Ampezzo. “È una campionessa, so cosa ci vuole per tornare dagli infortuni e non avevo dubbi che sarebbe andata forte. L’ho vista carica”, prosegue Curtoni su Brignone. Finale di stagione tutto da scrivere per la 35enne di Morbegno, che non si sbilancia sul suo futuro: “C’è ancora tutta la stagione davanti con tanti superG e tante discese, poi a fine stagione si vedrà”.
– Foto Quirinale –
(ITALPRESS).
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Casco commemorativo con gli atleti vittime in Ucraina, escluso da Milano-Cortina lo skeletonista Heraskevych
Pubblicato
6 ore fa-
12 Febbraio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Vladyslav Heraskevych, atleta di skeleton ucraino, non parteciperà alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. A comunicarlo è stato il Cio, l’atleta aveva dichiarato nei giorni scorsi di voler scendere comunque in pista con un casco commemorativo nei confronti degli atleti vittime in Ucraina, nonostante il divieto ricevuto di poterlo utilizzare sia in gara che negli allenamenti ufficiali.
“Al pilota di skeleton Vladylsav Heraskevych non è stato permesso di partecipare a Milano Cortina 2026 dopo essersi rifiutato di aderire alle linee guida del CIO sull’espressione degli atleti – si legge in una nota ufficiale del Cio –. Dopo aver avuto un’ultima opportunità, il pilota di skeleton ucraino Vladylsav Heraskevych non potrà prendere il via questa mattina ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. La decisione è stata presa in seguito al suo rifiuto di conformarsi alle Linee Guida del CIO sull’Espressione Visiva degli Atleti. La decisione è stata presa dalla giuria della Federazione Internazionale di Bob e Skeleton (IBSF) in base al fatto che il casco che intendeva indossare non era conforme al regolamento.
Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha pertanto deciso con rammarico di ritirargli l’accreditamento per i Giochi di Milano Cortina 2026. Nonostante i numerosi scambi e incontri di persona tra il CIO e il signor Heraskevych, l’ultimo dei quali questa mattina con la presidente del CIO Kirsty Coventry, quest’ultimo non ha preso in considerazione alcuna forma di compromesso. Il CIO era molto interessato affinché il signor Heraskevych gareggiasse. Per questo motivo, il CIO si è incontrato con lui per trovare il modo più rispettoso per esprimere il suo desiderio di ricordare i suoi colleghi atleti che hanno perso la vita a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. L’essenza di questo caso non sta nel messaggio, ma nel modo in cui voleva esprimerlo”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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La Lazio batte il Bologna ai rigori e vola in semifinale di Coppa Italia
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16 ore fa-
11 Febbraio 2026di
Redazione
BOLOGNA (ITALPRESS) – Come per il Como ieri sera a Napoli, anche alla Lazio servono i calci di rigore per superare il Bologna all’Dall’Ara e strappare il pass per la semifinale di Coppa Italia dove ad attenderla c’è l’Atalanta. Noslin risponde a Castro per l’1-1 al termine dei due tempi regolamentari. Dagli undici metri fatali agli emiliani gli errori di due specialisti come Ferguson e Orsolini. Per Italiano e Sarri può essere la partita del riscatto, entrambi lo sanno e schierano la migliore formazione possibile: Orsolini, Odgaard e Cambiaghi nel terzetto d’archi rossoblu a sostegno della punta Castro.
Sul fronte opposto viene confermato il tridente biancoceleste che ha pareggiato domenica allo Stadium con la Juventus. Isaksen e Pedro larghi, Maldini falso nove. In avvio Castro sporca i guantoni a Provedel, mentre si spegne a lato un diagonale di Isaksen. La partita la fa prevalentemente il Bologna e al quarto d’ora si assiste a una super parata di Provedel su Cambiaghi che poi centra la traversa.
Il gioco poi viene fermato, e il gol sarebbe stato eventualmente annullato, per un precedente fallo di Castro. Chiffi lascia correre invece (e il Var non lo richiama) su un presunto contatto tra Ferguson e Dele-Bashiru con il laziale che frana a terra mentre scattava verso la porta.
Alla mezz’ora il vantaggio felsineo: corner da sinistra di Moro, Castro arriva prima di tutti sul primo palo e batte Provedel, forse ingannato anche dalla deviazione di Gila. La reazione ospite in una girata al volo di Maldini sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti: Skorupski si supera deviando in angolo. Nel finale di tempo tegola in casa Lazio con il brutto infortunio alla caviglia destra di Pedro che non ce la fa a proseguire e deve addirittura andare in ospedale per gli accertamenti del caso, al suo posto Noslin.
L’olandese ha un buon feeling con la Coppa Italia ed è proprio lui ad aprire la ripresa in cui arriva subito il pareggio biancoceleste: palla in profondità di Marusic per Dele-Bashiru che brucia Ferguson a destra e mette al centro un cioccolatino facile da scartare per Noslin sul secondo palo. Per il Bologna è come un fulmine a ciel sereno il gol della Lazio, ma la squadra di Italiano si arma di pazienza e ricomincia a martellare. Costante la pressione nella metà campo ospite, pochi però i pericoli per Provedel che vede sfilare sul fondo i tiri di Ferguson, Castro e Moro.
Nel finale il ritmo rallenta, l’ultima chance prima del 90° è per i capitolini con il neoentrato Cataldi, ma anche la sua conclusione non trova lo specchio della porta. Si va dunque ai rigori e la Lazio è perfetta nonostante i fischi assordanti del Dall’Ara: Tavares, Dia, Marusic e Taylor battono Skorupski. Per il Bologna a segno il solo Dallinga che non basta per continuare il cammino, la detentrice della Coppa è eliminata.
IL TABELLINO
BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski 6.5; Zortea 6.5, Vitik 6, Lucumì 5.5 (35’st Helland sv), Miranda 6; Moro 6.5 (16’st Freuler 6), Ferguson 4.5; Orsolini 5, Odgaard 5 (25’st Sohm 6), Cambiaghi 6.5 (25’st Bernardeschi 5.5); Castro 7 (35’st Dallinga sv). In panchina: Ravaglia, Pessina, Pobega, Rowe, Casale, Joao Mario, Dominguez. Allenatore: Italiano 6.
LAZIO (4-3-3): Provedel 6; Marusic 6.5, Gila 5.5, Romagnoli 6, Pellegrini 5.5 (35’st Tavares 6); Rovella 6 (16’st Cataldi 6), Dele-Bashiru 6.5, Taylor 6; Isaksen 5.5 (35’st Cancellieri sv), Maldini 6 (16’st Dia 6), Pedro 5.5 (45’pt Noslin 6.5). In panchina: Motta, Furlanetto, Patric, Ratkov, Belahyame, Hysaj, Provstgaard, Basic, Przyborek. Allenatore: Sarri 6.
ARBITRO: Chiffi di Padova 6.5.
RETI: 30’pt Castro, 3’st Noslin.
SEQUENZA RIGORI: Tavares gol, Ferguson parato, Dia gol, Dallinga gol, Marusic gol, Orsolini fuori, Taylor gol.
NOTE: Serata serena, terreno di gioco in buone condizioni.
Ammoniti: Gila, Castro, Miranda, Tavares, Vitik.
Angoli: 5-2.
Recupero: 4’pt, 4’st.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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