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Euro2025 donne, Soncin “Sfide importanti per cullare un sogno”

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FIRENZE (ITALPRESS) – “Le prossime due partite sono importanti per la qualificazione e per continuare il nostro percorso di crescita. Abbiamo avuto la possibilità di poter organizzare uno stage in cui abbiamo visto anche altre ragazze che sicuramente potranno essere utili a questo gruppo, ci attendono due gare contro avversarie di alto livello, crescere vuol dire avere la personalità per determinare anche contro squadre importanti”. Così il commissario tecnico della nazionale femminile, Andrea Soncin, dal ritiro di Tirrenia dove la Nazionale da ieri prepara la gara in programma venerdì prossimo a Oslo contro la Norvegia e valida per le qualificazioni ad Euro 2025. “Le ragazze hanno già dimostrato di essere all’altezza in altre situazioni, si stanno allenando bene, con la giusta mentalità e la giusta visione di insieme per cullare un sogno e per realizzarlo bisogna passare anche attraverso partite di questo tipo”, spiega Soncin, consapevole del valore delle avversarie. “La Norvegia è un avversario con giocatrici di alto livello anche nei duelli individuali – ha aggiunto Soncin -. Cercano spesso le seconde palle, hanno sicuramente esperienza internazionale ma concedono anche”.
“Noi ci stiamo preparando per andare a colpire quelle che sono le loro criticità, sappiamo che sarà una partita da affrontare da squadra, che ci saranno momenti in cui bisognerà difendersi con la difesa bassa, altri in cui dovremo andare a prendere i nostri avversari più alti, ma le ragazze stanno mettendo grandissima determinazione e passione per cullare quello che è il nostro sogno”, ha sottolineato Soncin che insiste sull’importanza di questo imminente doppio impegno. Le prossime due gare “possono essere già determinanti, l’idea di avere un gruppo di calciatrici allargato è per gestire meglio entrambe, però noi passiamo assolutamente dalla prima partita, il nostro percorso di crescita ci mette nelle condizioni di giocare con qualità anche sfide di questo tipo, senza fare calcoli che eventualmente faremo più avanti anche perchè lo dobbiamo ai tifosi che ci seguono sia negli stadi che da casa. Dobbiamo trasferire passione, l’emozione di indossare la maglia azzurra e l’orgoglio di provare contro chiunque a ottenere un qualcosa di storico e di unico” ha concluso Soncin.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Napoli di rimonta, ma non basta: il Verona strappa il 2-2 al Maradona

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NAPOLI (ITALPRESS) – L’Hellas Verona rallenta la corsa scudetto del Napoli. I campioni d’Italia, infatti, non vanno oltre il 2-2 contro i gialloblù nel match del Maradona, valevole per la 19esima giornata di Serie A: ai gol di Frese e Orban per il doppio vantaggio scaligero rispondono McTominay e Di Lorenzo, che evitano ai partenopei il ko interno. I padroni di casa spingono subito sull’acceleratore e all’8′ sfiorano il vantaggio con una conclusione sul primo palo di Elmas, che viene respinta da Montipò. Dopo un avvio di gara complicato, i veneti reagiscono alla grande e al 16′ trovano la rete del vantaggio con una magia di Martin Frese: Niasse arriva sul fondo e crossa per il danese che, di prima intenzione, gira la sfera in porta con un meraviglioso colpo di tacco. Quattro minuti più tardi Orban tenta il tiro dal limite dell’area, ma non centra lo specchio della porta. Il Napoli accusa il colpo e al 28′ deve fronteggiare anche un calcio di rigore assegnato, dopo revisione Var, da Marchetti per un fallo di mano di Buongiorno: sul dischetto si presenta Gift Orban, che supera Milinkovic-Savic e firma il raddoppio con il suo quinto gol stagionale. I ragazzi di Antonio Conte iniziano a macinare gioco, tanto che al 34′ vanno vicini a riaprire la contesa con Hojlund, il cui colpo di testa termina pochi centimetri oltre la traversa. Al 42′ gli azzurri si ritagliano un’altra grande occasione con McTominay, che riceve palla in area e calcia a botta sicura, ma colpisce in pieno Nunez.

Al termine dei 4′ di recupero, si va a riposo con il Verona in vantaggio 2-0. In apertura di ripresa Milinkovic-Savic compie un’uscita a vuoto, ma la difesa riesce a rimediare all’errore del portiere sventando la minaccia. Al 54′ anche Montipò esce a vuoto su un corner calciato da Lang e Scott McTominay ne approfitta per insaccare in rete, riaprendo così il match. Galvanizzato dal gol, il Napoli prova a cavalcare il momento positivo, sfiorando il pareggio al 60′ con Di Lorenzo, che non arriva su un pallone insidioso per una questione di centimetri. I partenopei creano un forcing asfissiante che al 72′ porta alla rete di Hojlund che però, dopo una revisione Var, viene annullato per un tocco di mano del centravanti. L’appuntamento con il pareggio è soltanto rimandato, poiché all’82’ gli azzurri acciuffano il 2-2 con Giovanni Di Lorenzo, che realizza la deviazione vincente sul cross di Marianucci. Nel recupero i padroni di casa si sbilanciano e rischiano su un clamoroso contropiede di Giovane che, a tu per tu con Milinkovic-Savic, spreca il match-point. Al Maradona, dunque, termina 2-2: gli scaligeri sorridono per un prezioso punto in ottica salvezza, gli azzurri compiono un passo falso nella lotta scudetto. In seguito a questo risultato, infatti, il Napoli sale a 38 punti in classifica, mentre l’Hellas Verona si porta a quota 13. I campani torneranno in campo domenica sera al Meazza per il big-match contro l’Inter; i veneti, invece, ospiteranno la Lazio al Bentegodi.

IL TABELLINO

NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic 6; Di Lorenzo 6.5, Rrahmani 6, Buongiorno 5; Politano 6, Lobotka 6, McTominay 6.5, Gutierrez 5 (10’st Spinazzola 6); Elmas 5 (18’st Marianucci 6.5), Hojlund 5.5, Lang 5.5 (31’st Lucca 5.5). In panchina: Meret, Contini, Juan Jesus, Olivera, Prisco, De Chiara. Allenatore: Conte 6.

VERONA (3-5-2): Montipò 5; Nunez 6 (33’st Nelsson 6), Bella-Kotchap 5.5, Valentini 6; Bradaric 6.5, Niasse 6.5 (42’st Serdar sv), Gagliardini 6, Bernede 6.5, Frese 7; Sarr 5.5 (19’st Giovane 5.5), Orban 6.5 (42’st Mosquera sv). In panchina: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Yellu, Slotsager, Kastanos, Harroui, Ebosse, Cham, Al-Musrati. Allenatore: Zanetti 6.

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ARBITRO: Marchetti di Ostia Lido 5.5.

RETI: 16’pt Frese, 28’pt Orban (rig); 9’st McTominay, 37’st Di Lorenzo.

NOTE: Serata piovosa, terreno di gioco appesantito dalla pioggia. Ammoniti: Orban, Bradaric, Bella-Kotchap. Angoli: 6-1 per il Napoli. Recupero: 4′; 7′.

– foto IMAGE –

(ITALPRESS).

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L’Atalanta batte un Bologna in crisi, decisivo Krstovic con una doppietta

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BOLOGNA (ITALPRESS) – Seconda vittoria consecutiva per l’Atalanta che vince 2-0 contro il Bologna grazie alla doppietta di Krstovic: i bergamaschi salgono a quota 28, rimanendo a 8 punti dal quarto posto. I rossoblù, invece, incassano la sesta sconfitta stagionale: contro il Como servirà una reazione per rimanere nelle parte alta della classifica. I nerazzurri nel prossimo turno ospiteranno il Torino. L’Atalanta ha dovuto rinunciare a Gianluca Scamacca, fermatosi all’ultimo minuto a causa un edema fibrillare al flessore destro: al suo posto Krstovic, con De Ketelaere e Zalewski a supporto. Il Bologna ha risposto col solito 4-2-3-1, in mezzo al campo spazio a Freuler, tornato titolare dopo i problemi alla clavicola. I nerazzurri hanno iniziato con un piglio differente rispetto ai padroni di casa, dopo appena 4 minuti Ederson – su assist di Zalewski – ha sfiorato la rete del vantaggio con un improbabile colpo di tacco. Il recupero sulla trequarti avversaria del pallone ha favorito i bergamaschi, reattivi rispetto ai rossoblù, spesso in affanno sui ritmi alti. Al 17′ Dallinga si è divorato una buona occasione da dentro l’area piccola calciando alto. Al 37′ Krstovic, servito da De Ketelaere, è riuscito a sbloccare il match tornando al gol dopo oltre 100 giorni.

La squadra di Italiano ha provato ad alzare il ritmo nella ripresa, ma nemmeno l’ingresso di Rowe ha cambiato l’inerzia del match. Al quarto d’ora ancora Krstovic, servito dal colpo di testa di De Roon, è partito in posizione regolare beffando Heggem e superando per la seconda volta Ravaglia. La reazione dei rossoblù è arrivata grazie allo stesso Rowe, ma Carnesecchi si è opposto deviando in calcio d’angolo. Inutile il forcing nel finale, l’Atalanta vince per la seconda volta consecutiva e rimane agganciata al treno Champions.

IL TABELLINO

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia 5.5; Zortea 5.5, Vitik 5, Heggem 5, Miranda 5; Ferguson 5.5, Freuler 6 (27’st Moro 6); Orsolini 5.5 (1’st Rowe 6), Fabbian 5 (27’st Castro 6), Cambiaghi 5.5 (35’st Dominguez sv); Dallinga 5 (15’st Immobile 5.5). In panchina: Pessina, Franschelli, Holm, Pobega, Casale, Odgaard, Lykogiannis, Lucumì, De Silvestri, I.Sulemana. Allenatore: Italiano 5.5

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7; Scalvini 6.5 (23’st Hien 6), Djimsiti 7, Ahanor 7; Zappacosta 6.5, De Roon 6.5, Ederson 6.5 (32’st Brescianini 6), Bernasconi 6; De Ketelaere 7 (39’st K.Sulemana sv), Zalewski 6.5 (23’st Musah 6); Krstovic 8 (32’st Samardzic 6). In panchina: Rossi, Sportiello, Pasalic, Maldini. Allenatore: Palladino 7.5

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ARBITRO: Di Bello di Brindisi 6.5

RETI: 37’pt, 15’st Krstovic

NOTE: terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Palladino. Angoli 6-6. Recupero 1’pt, 5’st.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Ciclismo, a 33 anni si ritira Simon Yates: nel 2025 vinse il Giro d’Italia

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LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Lo scorso 1 giugno festeggiava a Roma la vittoria al Giro d’Italia e oggi appende la bici al chiodo a soli 33 anni. Simon Yates coglie tutti alla sprovvista e annuncia via social il ritiro.

“Potrà sorprendere molti, ma non è una decisione presa alla leggera – le parole via social del corridore della Visma-Lease a Bike – Ci pensavo da molto tempo e ora sento che è il momento giusto per allontanarmi da questo sport”. Yates chiude dunque una carriera che lo ha visto trionfare anche alla Vuelta 2018 e collezionare dieci successi di tappa nel grandi giri, l’ultimo dei quali nella decima frazione dello scorso Tour. Nel suo palmares, fra le altre cose, anche la Tirreno-Adriatico del 2020.

“Il ciclismo ha fatto parte della mia vita da quando ho memoria – scrive Yates, che ha iniziato a pedalare assieme al gemello Adam, anche lui corridore professionista – Dalle gare su pista al Velodromo di Manchester, alle competizioni e alle vittorie sui palcoscenici più importanti, fino a rappresentare il mio Paese ai Giochi Olimpici: ha plasmato ogni capitolo della mia vita. Sono profondamente orgoglioso di ciò che sono riuscito a ottenere e altrettanto grato per le lezioni che questo percorso mi ha insegnato. Le vittorie resteranno sempre i momenti più importanti, ma anche i giorni più duri e le battute d’arresto sono stati fondamentali. Mi hanno insegnato resilienza e pazienza, rendendo i successi ancora più pieni di significato”.

-Foto IPA Agency-
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