Economia
Top Manager Reputation, Mazzoncini sul podio con Messina e Descalzi
Pubblicato
2 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A giugno i temi ESG associati ai leader d’azienda sono in crescita del 33%. Alla guida della Top Manager Reputation (www.topmanagers.it ), l’Osservatorio permanente di Reputation Manager S.p.A S.B, che da oltre dieci anni monitora la reputazione online delle figure apicali delle principali aziende in Italia, si conferma Carlo Messina (81.14), AD di Intesa Sanpaolo che rientra nel Casl: l’evento è accolto molto positivamente da esponenti sindacali e commentatori. Saldo in seconda posizione Claudio Descalzi (79.07), che al G7 presenta le iniziative di Eni in Nordafrica e dallo studio di “In Mezz’ora” invita l’Europa ad aprire al capitale privato sulla transizione energetica. Con un balzo di due posizioni, arriva sul podio l’AD di A2A Renato Mazzoncini (78.00) che presenta il bilancio di sostenibilità a Milano e Brescia e inaugura l’impianto fotovoltaico sui padiglioni di Fiera Milano.
In crescita di tre posizioni, conquista il quarto posto Pier Silvio Berlusconi (77.63), che chiude il primo semestre di Mediaset con una raccolta pubblicitaria in crescita del 6%, superando il mercato sia in Italia che in Spagna. Al quinto il CEO di Unicredit Andrea Orcel (76.50), seguito da Luigi Ferraris (75.50) che si conferma sesto. Guadagnano una posizione: Brunello Cucinelli (75.32) in settima, Urbano Cairo (74.80) in ottava e Giorgio Armani (72,94) in nona. Arretra al decimo Matteo del Fante (71.58). In crescita di quattro, arriva all’undicesimo Alessandro Benetton (71.47) che avrà il compito di rilanciare il Gruppo di famiglia, dopo l’uscita di scena del padre Luciano. L’AD di Renault Luca de Meo (66.07), che chiama Flavio Briatore in Alpine per ricostruire la scuderia del gruppo in Formula 1, sale di quattro al dodicesimo. Tredicesimo Renzo Rosso (65.99) e quattordicesimo Pietro Labriola (65.11). Al quindicesimo troviamo Cristina Scocchia (64.33), che ha appena pubblicato la sua autobiografia, seguita da John Elkann (64.28). Francesco Milleri (63.52), diciassettesimo, sale di uno.
Chiudono la Top 20: Stefano Venier (63.30), Pierroberto Folgiero (63.07) e Miuccia Prada (63.01). In Top 100 in crescita: Marina Berlusconi (22°,+6), Diego Della Valle (31°,+6), Giuseppe Castagna (49°,+5), Alessandro Araimo (57°,+15), Gianpiero Strisciuglio (67°,+9). L’AD di Rai Roberto Sergio (40°,+6) a un anno dall’inizio del suo mandato registra un incremento del 30,7% e ha scalato la classifica di 51 posizioni.
– foto ufficio stampa Top Manager Reputation –
(ITALPRESS).
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Economia
Industrie energivore, Urso all’Ue “Servono riforme radicali, subito”
Pubblicato
1 ora fa-
2 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – I principali dossier europei di rilevanza per le industrie energivore – con particolare riferimento a CBAM, ETS, misure di salvaguardia per acciaio e ferroleghe e ai Piani d’azione europei per acciaio, metalli e chimica – sono stati al centro del tavolo di confronto al Mimit presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
All’incontro hanno partecipato i delegati de ministeri interessati e le principali associazioni delle industrie energivore dei settori chimica, meccanica, vetro, carta, acciaio, ceramica, cemento, manifattura, siderurgia e gomma-plastica.
“Il processo di revisione dei dossier europei che impattano sulle imprese energivore è iniziato grazie all’Italia, che ha saputo costruire un consenso con gli altri Paesi Ue a partire dal non-paper di revisione del CBAM e da quello sulla chimica europea”, ha dichiarato il ministro.
“Il 2026 – ha proseguito Urso – dovrà essere l’anno delle riforme e della svolta. Occorrono ora decisioni coraggiose e pragmatiche dalla Commissione, per difendere e rilanciare la produzione europea dei settori più esposti, come l’automotive e le industrie energivore. Non noi molleremo, non ci accontenteremo di palliativi. Occorrono riforme radicali, immediate”.
Nel corso dell’incontro il ministro ha riferito sugli esiti dei colloqui avuti a Bruxelles con cinque Commissari europei, tra cui Stèphane Sèjournè e Teresa Ribera, e con la delegazione italiana al Parlamento Ue sulle riforme di politica industriale del Continente. Temi che saranno al centro anche dell’incontro informale dei Leader europei sulla competitività del 12 febbraio e del Consiglio Competitività del 26 febbraio.
Sull’estensione del CBAM ai prodotti a valle, Urso ha sottolineato la richiesta italiana di maggiore ambizione e tempi più rapidi, evidenziando che la data del 1° gennaio 2028 è troppo lontana. E’ inoltre necessario definire con attenzione il perimetro dei prodotti inclusi per tutelare le filiere industriali ed evitare distorsioni, valutando con cautela l’eventuale estensione ai rottami ferrosi pre-consumo.
Occorre infine maggiore chiarezza sul funzionamento del fondo temporaneo per la decarbonizzazione e sui meccanismi antielusione del CBAM. Per quanto riguarda la revisione del sistema ETS, è stato ribadito che “essa deve tener conto delle prime evidenze del CBAM e correggere le distorsioni di mercato, a partire dall’eccessiva volatilità dei prezzi legata a fenomeni speculativi. Il Ministro ha spiegato che, per alcuni settori energivori, la neutralità climatica resta oggi tecnicamente ed economicamente irraggiungibile, trasformando l’ETS in una forma di tassazione aggiuntiva”.
“Il mantenimento delle quote gratuite oltre il 2034 rappresenterebbe quindi uno strumento equilibrato per riconoscere gli sforzi delle imprese già impegnate nella decarbonizzazione, in attesa che ulteriori vettori energetici siano pienamente maturi ed economicamente accessibili”, sottolinea il Mimit.
Urso si è poi soffermato sul Piano d’azione europeo per l’industria chimica e sull’Industrial Accelerator Act, di prossima presentazione da parte della Commissione, che prevede la promozione dei mercati guida e il principio della preferenza europea a sostegno dei prodotti delle industrie energivore, come acciaio, cemento verde e automotive.
Infine, sul piano nazionale, il ministro ha ricordato che il Mimit è al lavoro con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con gli altri dicasteri competenti per la definizione del decreto energia.
L’incontro, che segue quello sull’automotive di venerdì scorso, rientra nel ciclo di confronti che il Mimit sta portando avanti con i diversi comparti industriali nazionali. “Dobbiamo creare una forza d’urto – ha evidenziato il ministro – che agisca con coesione e unità di intenti, governo, associazioni, sindacati affinchè l’Europa si muova, senza infingimenti, subito”.
– Foto ufficio stampa Mimit –
(ITALPRESS).
Economia
Top Manager Reputation, a gennaio in vetta l’ad di UniCredit Andrea Orcel
Pubblicato
3 ore fa-
2 Febbraio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – A inizio anno in vetta alla Top Manager Reputation, l’Osservatorio permanente a cura di Reputation Manager, l’Ad di Unicredit Andrea Orcel (90.76). Al secondo Pier Silvio Berlusconi (88.51) che festeggia i 34 anni del TG5 e l’anno della svolta di MFE con l’operazione ProSiebenSat. Al terzo sale di due l’Ad di Eni Claudio Descalzi (86.09), al quarto Carlo Messina (85.77), Ad di Intesa Sanpaolo, annoverata tra i Top Employer in Europa. Quinto posto per l’Ad di A2A Renato Mazzoncini (83.40), sesto Matteo Del Fante (80.02) con le voci di riconferma in Poste. Settimo Alessandro Benetton (77.87) e ottavo Stefano Antonio Donnarumma (76.72). Al nono sale di uno Flavio Cattaneo (76.19), mentre cresce l’attesa per il Capital Markets Day di Enel. Decimo posto per Urbano Cairo (75.77). All’undicesimo stabile l’Ad di Terna Giuseppina Di Foggia (74.67), seguita al dodicesimo da Pierroberto Folgiero (73.78) che sale di uno con Fincantieri, tra i protagonisti industriali nella partita delle rotte artiche.
Al tredicesimo sale di tre Pietro Labriola (71.67), Ad di Tim che vive il suo momentum in borsa sfiorando i 12 miliardi di capitalizzazione. Guadagna una posizione l’Ad di Illycaffè Cristina Scocchia (71.11), che chiude il 2025 con un +10% di fatturato nonostante l’incremento del 50% dei costi sulla materia prima. Quindicesimo Luca de Meo (69.79). Al sedicesimo sale di uno l’Ad di Banca Generali Gian Maria Mossa (69.08) con risultati 2025 oltre le attese. Diciassettesimo Luca Dal Fabbro (68.35), al diciottesimo Miuccia Prada (68.17) con le nuove collezioni fa un balzo di quattro. Chiudono la top 20: Marina Berlusconi (67.06) e Fabrizio Palermo (65.72). In Top 200 in crescita: Renzo Rosso (24°,+4); Massimiliano DI Silvestre (26°,+8); Sabrina De Filippis (35°,+4); Ermenegildo Zegna (57°,+7); Vinicio Mosè Vigilante (100°,+34); Aldo Bisio (121°,+26).
– foto Top Manager Reputation –
(ITALPRESS).
Economia
Donazioni immobiliari, ecco cosa cambia con la riforma
Pubblicato
5 ore fa-
2 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La nuova legge sulle donazioni immobiliari, approvata a fine 2025 e introdotta con l’articolo 44 del Ddl Semplificazioni, è “una riforma davvero epocale, un anno zero dal quale ricominciare, garantendo senza limiti e senza oneri per gli acquirenti la circolazione degli immobili di provenienza donativa”. Ne ha parlato a Stefania Giudice di idealista/news, Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato. “L’acquirente di un immobile che al venditore era pervenuto per donazione non correrà più il rischio di vedersi prendere l’immobile acquistato o una quota di esso, o in alternativa di dover sborsare somme rappresentanti il valore dell’immobile o quota di esso, anche dopo molto anni dall’acquisto – afferma -. Gli eredi hanno la medesima tutela che avevano prima della riforma, con la sola differenza che la stessa si ferma al patrimonio del donatario, con tutto il quale egli risponde alle pretese dei legittimari. I terzi acquirenti, sono finalmente lasciati fuori da ogni vicenda successoria”.
Per Fiocchi la riforma “avrà l’impatto, auspicato da anni dal Notariato, di semplificare la circolazione degli immobili con provenienza donativa, rendendola sicura, con la conseguenza, a favore degli acquirenti – giovani e giovani coppie soprattutto – di poter accedere a un mutuo per l’acquisto, senza dover contrarre costose assicurazioni e senza vedersi negare il credito a causa della provenienza donativa. Avrà inoltre la diretta conseguenza di consentire ai cittadini di programmare con serenità la devoluzione del proprio patrimonio in vita, attraverso donazioni a uno o più figli, o al coniuge, senza timore di bloccare la commerciabilità dei beni donati e ferma restando la tutela dei propri legittimari, confermata dalla legge”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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