Politica
Cecilia Sala “Incappucciata e interrogata per 10 ore”
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12 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Gli interrogatori avvenivano ogni giorno, per 15 giorni, incappucciata. L’ultimo interrogatorio, il giorno prima della mia liberazione, annunciata alle 9 di mattina dell’8 gennaio, era durato 10 ore”. Lo ha detto Cecilia Sala, detenuta in Iran per 21 giorni, a “Che Tempo Che Fa”. “Sono stata fortunatissima a stare lì dentro
solo 21 giorni – aggiunge -. Il recupero è più rapido rispetto a tante altre persone sono rimaste lì centinaia di giorni”. “Avevo chiesto il Corano in inglese – aggiunge – perché pensavo fosse un libro che in un carcere di massima sicurezza dell’Iran non mi potessero negare ma mi è stato negato. Ho passato il tempo a contarmi le dita, a leggere gli ingredienti sulle buste”.
-foto ufficio stampa “Che tempo che fa” –
(ITALPRESS).
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Politica
Ucraina, il Senato approva la risoluzione della maggioranza sul sostegno a Kiev
Pubblicato
2 ore fa-
15 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – L’Aula del Senato ha approvato, per alzata di mano, la risoluzione presentata dai gruppi di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto in merito alla proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore dell’Ucraina. Le altre 5 risoluzioni, presentate dalle opposizioni sono risultate invece precluse.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Strage Crans-Montana, il Governo italiano: “L’Ue si costituisca come parte civile”
Pubblicato
2 ore fa-
15 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, oltre a rappresentanti dei ministeri degli Esteri, dell’Interno, degli Affari europei e della Protezione Civile hanno incontrato a Palazzo Chigi i familiari delle vittime dell’incendio di Crans Montana avvenuto la notte di Capodanno.
Una riunione convocata per coordinare una linea comune sul fronte giudiziario, sia in territorio elvetico che in quello italiano, e per valutare le possibili iniziative da intraprendere.
“L’attenzione del governo, in particolare della presidente del consiglio, fin dall’esplodere di questa tragedia non intende limitarsi ai primi momenti, ma intende proseguire per affrontare tutte le questioni che sono rimaste e che chiamano in causa dati oggettivi”, ha detto Mantovano riferendosi alle difficoltà che derivano dalla non appartenenza della Svizzera all’Unione Europea. “Questo rende ancora più necessario, ed è una delle ragioni dell’incontro, un coordinamento tra le famiglie e gli avvocati che le rappresentano – ha aggiunto -. L‘Avvocatura generale si sta già attivando nella prospettiva per la costituzione di parte civile nel procedimento aperto in Svizzera e facendo questo diventa punto di riferimento per coloro che intendono far valere le proprie ragioni in tale procedimento. Questo avverrà nella individuazione di interlocutori in territorio elvetico”.
Il sottosegretario ha specificato che l’attenzione, nonostante questo incontro fosse rivolto ai familiari delle vittime, è rivolta anche a quelli dei feriti. “Intendiamo come Governo”, ha aggiunto Mantovano, “proporre alle nazioni europee che, come l’Italia, hanno visto i propri cittadini vittime o feriti in questa tragedia, una sorta di coordinamento per affiancare, nel rispetto del diritto elvetico ma in coerenza con le esigenze e i diritti dei danneggiati, l’autorità giudiziaria elvetica. Intendiamo chiedere“, infine, “come Italia, alla Commissione europea che essa si costituisca parte civile nel procedimento in Svizzera. Esistono dei precedenti. Qui ci sono interessi di carattere finanziario ed economico perché l’Italia sta sostenendo delle spese ma esiste qualcosa di più significativo che non può non trovare una sede rappresentativa anche da parte della commissione europea”.
“La giurisdizione italiana in delitti commessi all’estero, anche a danni di cittadini italiani, è sottoposta a dei vincoli rigorosi. Uno dei quali è la presenza nel territorio dello stato degli eventuali responsabili per dolo e dolo eventuale. In questo caso questa presenza non c’è ed un difetto di giurisdizione”, ha detto il ministro Nordio. “Abbiamo notizia che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di incendio e omicidio colposo aggravato – ha aggiunto -. Per cui saranno chieste delle rogatorie all’autorità svizzera per conoscere tutte le circostanze che possono essere utili alla ricostruzione dell’evento. La giurisdizione Svizzera è sovrana ma noi abbiamo assicurato ai parenti e ai loro rappresentanti legali tutta la nostra vicinanza e collaborazione per tutto ciò che può servire anche per il coinvolgimento di organi sovranazionali”.
“L’idea è di essere presenti e seguire la parte iniziale delle indagini e avere accesso agli atti. Al momento non abbiamo indicazioni sulle modalità, perché non le conosciamo. Vogliamo dare un significato alla presenza dello Stato non solo formale ma anche sostanziale di aiuto alle famiglie”, ha detto l’avvocato generale dello Stato Palmieri Sandulli, che ha spiegato la natura della riunione volta alla formazione di “un coordinamento e di una linea comune giudiziaria per ottimizzare e dare l’immagine coesa e coordinata di tutta l’azione dello stato e delle singole famiglie”.
A proposito dei parenti l’avvocato ha messo in evidenza l’inento di dar loro sostegno in “un momento emotivamente difficile. Il segnale deve arrivare chiaro e forte: vogliamo essere a loro sostegno”. “Il Canton Vallese ha deciso di stanziare diecimila franchi per ogni vittima o ferito. I familiari verranno contatti direttamente dalle autorità cantonali, ma possono prendere contatto diretto attraverso un indirizzo mail”, che poi verrà comunicato.
“Vi è un altro strumento: l’aiuto alle vittime di reati fornito dai cantoni in generale. Le famiglie possono rivolgersi al Canton di loro scelta”, ha affermato l‘ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, che ha riferito in sintesi le decisioni dei cantoni, del cantone generale e del governo federale, rispetto agli aiuti messi a disposizione dei parenti. “I termini per presentare le domande sono di cinque anni dalla conoscenza del reato. Questi contributi saranno di notevole dimensione per cui il governo svizzero ha deciso, ieri in sede di consiglio dei ministri, di chiedere al Parlamento l’autorizzazione a dare un ulteriore finanziamento ai cantoni per far fronte a queste richieste di risarcimento che superano le disponibilità attuali”
“L’incontro di oggi è stato molto importante. Abbiamo accolto il ricorso a un coordinamento perché siamo in un paese che non fa parte della comunità europea, quindi parlare con una voce unitaria ci porterà a dei risultati”, ha affermato l’avvocato di una delle famiglie delle vittime di Crans-Montana, Alessandro Vaccaro. Vaccaro che ha messo in evidenza il supporto di governo e forze presenti alla riunione tanto significativo da dare “una spinta ad andare avanti. Non è una questione di risarcimenti perché il dolore delle famiglie è ben lontano da questo discorso”, ma si tratta, ha aggiunto, di “accertare i fatti e c’è tanta strada da fare. Quindi il sostegno del governo italiano ci aiuterà a far sentire la nostra voce che sarà unitaria”.
“La prima fase è conclusa”, ha detto il capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano. “Resta in Svizzera una cittadina che è ancora ricoverata all’ospedale di Zurigo e restano i ragazzi ricoverati all’ospedale Niguarda, uno dei quali è stato trasferito ieri al Policlinico di Milano per una complicanza. Questa attività ha dei costi che saranno messi nelle mani dell’Avvocatura generale dello Stato per proporre la costituzione di Parte Civile”.
-Foto xl5/Italpress-
(ITALPRESS).
Politica
Sanità, Tajani “Superare incompatibilità che riduce il numero di medici effettivamente disponibili nel SSN”
Pubblicato
4 ore fa-
15 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Ridurre i tempi delle liste d’attesa, incrementare il numero delle prestazioni disponibili e rafforzare la sanità pubblica valorizzando le risorse professionali già presenti, attraverso un sistema più flessibile. Sono questi gli obiettivi della proposta di Forza Italia presentata oggi in conferenza stampa, alla presenza del vicepremier e Segretario Nazionale, Antonio Tajani, e del ministro della Sanità Orazio Schillaci. All’evento sono intervenuti anche Letizia Moratti, eurodeputata FI-PPE e presidente della Consulta di Forza Italia, i capigruppo di Camera e Senato, Maurizio Gasparri e Paolo Barelli e il presidente della commissione Affari Sociali della Camera, Ugo Cappellacci.
La proposta – un emendamento al ddl 2800 in materia di professioni sanitarie che modifica l’articolo 4, comma 7, della legge 412 del 1991 – punta a superare l’attuale regime di incompatibilità che, come ha spiegato Tajani, “finisce per ridurre il numero di medici effettivamente disponibili nel Ssn per rispondere ai bisogni dei cittadini”. Il testo prevede inoltre, su base volontaria, la possibilità di prestare un numero maggiore di ore di lavoro aggiuntive presso soggetti pubblici o privati accreditati, aumentando concretamente l’offerta. “Gli obiettivi sono chiari”, ha spiegato Moratti: “aumentare l’offerta di prestazioni sanitarie pubbliche e specialistiche; trattenere i professionisti nel Servizio Sanitario Nazionale, rendendolo meno rigido e più attrattivo; rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, una delle criticità storiche del nostro sistema. Si passa così da un modello protezionistico a un modello fondato sulla responsabilità professionale”, per “rendere il Servizio Sanitario Nazionale più flessibile, più attrattivo e più vicino ai bisogni dei cittadini”.
“Durante l’esame della legge di stabilità e avevamo presentato un emendamento sulla questione dell’incompatibilità e dell’assetto organizzativo sanitario ma si è convenuto che una questione così delicata e rilevante non potesse essere collocata tra i moltissimi commi della manovra. Si è deciso, quindi, di farne oggetto di un’iniziativa specifica e più organica. Forza Italia non ha rinunciato a quell’obiettivo: intende collocarlo in un provvedimento strutturato perché il nostro è un intento costruttivo”, ha sottolineato Gasparri. “Molte sono le criticità dell’attuale normativa ed è per questo che oggi Forza Italia avanza la sua proposta con la nostra formulazione tecnica, elaborata dal nostro Tavolo Sanità e il contributo sostanziale del Professor Maggi. Nel pieno rispetto degli equilibri economico-finanziari e dell’autonomia delle Regioni in materia sanitaria – ha spiegato Barelli – la nostra proposta intende superare un vincolo che riteniamo non più funzionale, con l’obiettivo di rendere più efficiente il sistema, valorizzare i professionisti e soprattutto rafforzare la tutela sanitaria dei cittadini”. Per rendere un servizio migliore, “non è sufficiente garantire maggiori risorse finanziarie – ha aggiunto Cappellacci – sebbene in questa fase sia stato raggiunto il record storico delle risorse destinate alla sanità. Il passaggio fondamentale è la riforma del sistema, perché oggi i bisogni di salute sono profondamente cambiati: è cambiata la domanda di assistenza, è cambiata la demografia, è cambiato il contesto complessivo in cui opera il nostro sistema sanitario”.
“Mancano medici e infermieri e l’incompatibilità” con altri rapporti di lavoro, per i professionisti sanitari che hanno un contratto con il Servizio sanitario nazionale, “rende più difficile il lavoro del medico e riduce il numero dei medici disponibili per dare risposte ai cittadini”, ha concluso Tajani. “Questa proposta è parte di una strategia complessiva che grazie al lavoro di tutta la squadra di politici ed esperti siamo riusciti a realizzare e offrire al governo. La tutela della Salute del cittadino per noi rappresenta una priorità”, ha aggiunto il Segretario azzurro. Plauso dal ministro Schillaci, per il quale questa proposta rappresenta una risposta adeguata all’aumento della domanda di cure: “Pensare oggi a un solo contratto fisso da 38 ore settimanali nel pubblico è anacronistico, perché le esigenze di cittadini e professionisti sono cambiate. Un medico giovane, ad esempio, potrebbe voler lavorare di più”. Per questo, ha concluso, è necessario garantire “maggiore flessibilità e rafforzare il ruolo del Ministero nella gestione dei contratti di lavoro”.
– foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).

Tg News 15/1/2026
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