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Cronaca

Real Madrid ai quarti, Atletico sconfitto ai rigori

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MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Sono i calci di rigore a premiare il Real Madrid nel derby di ritorno degli ottavi sul campo dell’Atletico Madrid, a cui non è bastata la vittoria per 1-0 dopo 120 minuti. La squadra di Carlo Ancelotti approda così ai quarti di finale. La partita si sblocca dopo nemmeno 30 secondi. De Paul mette in mezzo una palla rasoterra dalla destra, Giuliano Simeone sfiora e alle sue spalle piomba Gallagher, il quale infila Courtois da due passi per l’immediato 1-0 che annulla il vantaggio di partenza dei blancos. Prima di vedere una nuova occasione bisogna attendere il 25′, quando Courtois deve mettere i guantoni per fermare un potente sinistro in diagonale di Alvarez. La sfida tra i due si ripete al 39′, quando l’argentino va al tiro con il destro dopo un assist di Simeone, ma il portiere non si fa sorprendere e devia in corner. Gli ospiti non reagiscono e il primo tempo si chiude sull’1-0. La ripresa si apre subito, tanto per cambiare, con un nuovo duello tra Alvarez e Courtois, vinto ancora una volta dal belga con una parata in tuffo che neutralizza un destro da fuori dell’attaccante avversario. Al quarto d’ora, Lenglet va a incornare di testa raccogliendo un piazzato dalla destra di De Paul, ma la palla esce non di molto alla destra del palo. Al 24′, i colchoneros concedono colpevolmente spazio a Mbappè che riceve da Bellingham sulla destra, salta secco Gimenez e viene trattenuto in area da Lenglet. Marciniak assegna giustamente il calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Vinicius Junior, che però spara alle stelle sciupando tutto. Passato lo spavento, i padroni di casa tornano subito in attacco con Simeone, che si allarga la palla sul destro e conclude, ma Courtois salva in angolo. L’ultimo brivido prima dei supplementari è ancora di marca biancorossa, quando il neo entrato Correa entra in area, si gira sul mancino e calcia poi alto sopra la traversa. Si va all’extra time. Le due squadre sono visibilmente stanche e lo spettacolo ne risente. In mezz’ora non accade praticamente nulla: si va ai rigori. Nella serie di tiri dagli 11 metri, sono decisivi gli errori di Alvarez e Llorente. A firmare il gol della qualificazione per il Real è invece Rudiger. Ai quarti di finale, gli uomini di Ancelotti affronteranno l’Arsenal.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Ucciso in Messico capo del cartello dei narcos, scontri con polizia

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CITTA’ DEL MESSICO (MESSICO) (ITALPRESS) – Ucciso, in una operazione delle Forze di sicurezza, Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, capo del Cartello di Jalisco Nuova Generazione, una delle più potenti organizzazioni di narcotrafficanti del Messico. Lo riferiscono fonti governative. E’ stato uno dei criminali più ricercai in Messico e negli Stati Uniti.
Dopo la sua uccisione è caos nel Paese. In almeno undici Stati, le organizzazioni criminali hanno bloccato autostrade con veicoli date alle fiamme. Attaccato anche l’aeroporto di Guadalajara.
Chiuso lo spazio aereo.
La Farnesina invita ad evitare spostamenti non essenziali: “Messico: operazioni di sicurezza. Si registrano scontri e operazioni di sicurezza in diversi Stati: si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità locali, evitando spostamenti non essenziali. L’Ambasciata d’Italia a Città del Messico rimane reperibile al numero 00525554372596, per gravi emergenze”, riporta il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Si chiude Milano-Cortina fra opera e danza, Malagò “Mantenute promesse”

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VERONA (ITALPRESS) – “Beauty in action”. Il titolo era di per sè eloquente e la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 non ha deluso. La cornice era quella, iconica, dell’Arena di Verona: il più antico anfiteatro al mondo, la casa dell’opera lirica. Opera che ha subito fatto capolino nel segmento iniziale, come trait d’union tra Verona e le Olimpiadi. Un omaggio all’Italia, preludio all’ingresso del tricolore, che viene innalzato con una prima sorpresa: l’ingresso dei medagliati azzurri a Milano-Cortina 2026, che assistono all’inno di Mameli sotto gli occhi delle istituzioni. Presenti la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana. Entra in scena anche la fiamma olimpica, racchiusa dentro una goccia di vetro di Murano e portata dai quattro staffettisti d’oro di Lillehammer 1994: Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner. Si tratta del preludio alla parata degli atleti, anticipati dai rispettivi portabandiera: per l’Italia ci sono Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto, oro rispettivamente nell’inseguimento del biathlon e del pattinaggio di velocità. Gli atleti sfilano sulle note dei grandi classici italiani, in un momento di autentica celebrazione. Dopo la premiazione delle 50km dello sci di fondo e l’omaggio ai volontari, accompagnati dalla musica di Gabry Ponte, palla a Roberto Bolle. La sua ipnotica sequenza danzante anticipa il passaggio di consegne: le Alpi Francesi, che ospiteranno i Giochi invernali del 2030, ricevono la bandiera olimpica.
Spazio poi ai discorsi istituzionali, a partire dal presidente del Comitato organizzatore di Milano-Cortina 2026, Giovanni Malagò: “Abbiamo promesso di offrire agli atleti e al Movimento Olimpico un’esperienza unica in sedi di livello mondiale, incorniciate da paesaggi di straordinaria bellezza, rispettose della sostenibilità e con un’eredità duratura. Ben fatto, Italia. Hai mantenuto le tue promesse. Grandissima Italia, sei stata di parola. Alla Cerimonia d’apertura dissi che non ero mai stato così orgoglioso di essere italiano. Questa sera, lo sono ancora di più. Lo spirito di Milano Cortina 2026 vivrà come una leggenda in ogni bambino e in ogni comunità che avrà il coraggio di sognare in grande. A tutti voi, a tutti gli italiani, posso dirlo con orgoglio: la nostra missione – la nostra missione olimpica – è stata compiuta”. Parole d’orgoglio anche per Kirsty Coventry, presidente del Cio, che dichiara chiusi i Giochi: “Ci avete dimostrato che i Giochi Olimpici sono un posto per chiunque. Un posto dove lo sport ci unisce. A tutti e a tutte voi: grazie per aver reso magici questi Giochi. Al popolo italiano, nostri gentili ospiti: grazie per aver aperto i vostri cuori. Le tribune erano piene, il tifo travolgente, l’atmosfera elettrizzante. Grazie Italia per questi Giochi magici. Avete trovato il modo di superare ogni ostacolo e organizzato dei Giochi Invernali mai visti prima, definendo un nuovo standard per le edizioni future. Dovete essere fieri di voi”.
I discorsi sono il preludio allo spegnimento del braciere olimpico, sia a Milano che a Cortina. Cala il sipario sulle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, con un breve blackout (voluto) che coinvolge tutta l’Arena, non prima di un ultimo momento musicale che coinvolge Major Lazer. Si chiudono così, con una breve festa, i Giochi dei record per l’Italia: dieci medaglie d’oro, sei d’argento e quattordici di bronzo, per un totale di trenta podi e il quarto posto nel medagliere.
– foto Ipa Agency –
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La Roma travolge la Cremonese 3-0 e aggancia il Napoli al 3° posto

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ROMA (ITALPRESS) – La Roma sfrutta alla grande i passi falsi di Napoli e Juventus, supera di slancio l’ostacolo Cremonese e sale al terzo posto in classifica, agganciando gli azzurri e volando a +4 dai bianconeri. Una serata perfetta per i giallorossi, che vincono per 3-0, centrando il quinto successo nelle ultime sei partite all’Olimpico, e continuano a sognare in grande. Gasperini ritrova Wesley, Konè e, sulla carta, anche Hermoso, ma lo spagnolo si ferma nel riscaldamento e quindi titolare c’è di nuovo Ghilardi. Nicola, invece, sceglie di tenere in panchina Vardy e di puntare sul tandem d’attacco Sanabria-Bonazzoli. Pronti, via e il piano è già evidente: il predominio territoriale è a favore della Roma, mentre la Cremonese si chiude e spera in una ripartenza veloce. E in effetti i giallorossi partono attaccando a testa bassa, coinvolgendo molto anche Wesley, ma gli uomini di Gasperini non riescono a sfondare e i ritmi si abbassano presto. Malen prova a mettere in difficoltà gli ospiti con i suoi strappi che combinano velocità e fisicità. Al 35′, Zaragoza, in una delle poche occasioni in cui ha qualche metro di spazio, fa partire un cross su cui Mancini svetta ma colpisce la traversa, mentre la rovesciata di Pellegrini, che poco prima aveva calciato alle stelle una punizione da ottima posizione, viene murata dalla difesa.
La Cremonese non ha alcun interesse ad accelerare e, di fatto, non si vede mai in attacco, se non con qualche sgasata isolata di Zerbin e Pezzella. Il pressing della Roma, nella ripresa in campo con un insolito 4-2-3-1 (fuori Ghilardi e dentro El Aynaoui), alla fine, porta i suoi frutti: al 59′, su angolo calciato da Pellegrini, Cristante trova una splendida torsione di testa per battere Audero e siglare l’1-0. Tra le fila dei giallorossi entra molto bene anche Venturino, che serve un assist per Ndicka, ma risponde presente Audero. Poco dopo, una bella azione personale di Malen si conclude con la chiusura provvidenziale di Luperto. Ma ancora su calcio piazzato, da angolo, arriva il raddoppio della Roma al 77′: cross di El Aynaoui, tocco di Cristante e a sbucare è Ndicka, che trova il suo primo gol in Serie A legittimando la supremazia della squadra di Gasperini. All’82’ arriva il lampo improvviso della Cremonese, con Vardy che ha un’occasione enorme davanti a Svilar, ma il portiere è bravissimo a non farsi saltare. Poco dopo, Thorsby spreca un’altra grande occasione, mandando alto di testa.
Gasperini è furibondo per le occasioni concesse, ma ecco che all’86’ Pisilli cala il tris, convertendo una palla vagante dopo l’ennesimo spunto di Malen. La Roma sfiora anche il poker e può ora prepararsi al meglio per lo scontro diretto contro la Juventus; mentre la Cremonese perde la quinta trasferta di fila e prosegue il digiuno di vittorie, che mancano dal 7 dicembre.
– foto Image –
(ITALPRESS).

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