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Economia

Webuild, la controllata statunitense Lane completa la tratta strategica del progetto I-275 in Florida

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MILANO (ITALPRESS) – Fine dei lavori sull’Interstate 275 in Florida per Lane, controllata statunitense di Webuild, che completa così la Fase 1 della Sezione 7 del progetto, cruciale per rispondere ai flussi crescenti dell’area di Tampa Bay garantendo una mobilità più efficiente e sicura. “Il progetto – spiega Webuild in una nota – ha previsto l’ampliamento delle corsie autostradali e la realizzazione di sistemi avanzati di segnaletica e illuminazione per migliorare visibilità e la sicurezza, dallo svincolo con la I-4 fino a nord di Hillsborough Avenue. Utilizzati materiali innovativi e soluzioni progettuali ecosostenibili, oltre all’installazione di generatori di emergenza per le telecamere di monitoraggio per garantirne il funzionamento anche durante eventi climatici estremi”.

Lane è attualmente impegnata in numerosi progetti stradali in Florida, tra cui i progetti I-275/I-4 Downton Tampa Interchange e Westshore Interchange per il potenziamento di due degli snodi più trafficati e vie di evacuazione principali in occasione di eventi climatici eccezionali nell’area di Tampa Bay, il Seminole Expressway/SR 417 Widening Project nella contea di Seminole, e l’intersezione tra la I-4 e Sand Lake Road nella contea di Orange.

Il Gruppo Webuild, con un track record di circa 82.600 chilometri di strade e autostrade realizzate nel mondo, è all’opera per l’ammodernamento delle infrastrutture stradali e autostradali degli Stati Uniti con progetti come la tratta Newport News del progetto I-64 Hampton Roads Express Lanes (HREL) in Virginia e il progetto I-440 Beltline Widening nella Contea di Wake, in North Carolina. Lane è inoltre è impegnata nel progetto di ammodernamento “495 Express Lanes Northern Extension (495 NEXT)” nell’area metropolitana di Washington, D.C., e nei lavori di sostituzione e ammodernamento dei ponti Wateree e Pond sulla I-20, nella conta di Kershaw, in Carolina del Sud.

– foto ufficio stampa Webuild –

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Economia

Pubblicato il bilancio di previsione di Palazzo Chigi, stanziamenti a 5,7 miliardi

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ROMA (ITALPRESS) – È stato pubblicato sul sito del Governo il bilancio di previsione 2026 della Presidenza del Consiglio dei ministri. Complessivamente, gli stanziamenti del bilancio di previsione ammontano a 5,7 miliardi di euro. Di questi, 101 milioni di euro saranno riversati allo Stato per rispettare gli obiettivi di revisione della spesa per il 2026. In coerenza con il programma di Governo e gli stanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio, il bilancio della Presidenza del Consiglio prevede: l’aumento delle risorse per le politiche per la famiglia, pari a 205 milioni, con un incremento di 63,5 milioni (+44,81%); l’incremento degli stanziamenti per le Pari opportunità, pari a 154 milioni, con un aumento di 17,5 milioni (+12,83%); maggiori risorse per il Servizio civile universale, pari a 382 milioni, con un aumento di 48 milioni (+14,39%); ulteriori investimenti per le politiche dello sport, pari a 299 milioni, con un incremento di 46,8 milioni (+18,57%). Salgono ad un miliardo e 200 milioni di euro gli stanziamenti per le esigenze di Protezione Civile, con particolare attenzione agli interventi per la prevenzione delle calamità naturali e del rischio sismico; sono, inoltre, previsti nuovi finanziamenti, pari a 41 milioni di euro, per gli interventi del Commissario straordinario per la scarsità idrica.

Nell’ambito del più ampio impegno del Governo Meloni sul fronte del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, è stato sbloccato il rinnovo contrattuale del CCNL della Presidenza del Consiglio dei ministri per il triennio 2019-2021. È stata, inoltre, avviata la procedura per la tornata contrattuale successiva. Parallelamente, sono state potenziate le strutture per rispondere alle nuove funzioni stabilite dall’Autorità politica, a partire dalle politiche per il Sud. Infine, il bilancio certifica una generale diminuzione delle voci di spesa per beni e servizi, in particolare per missioni, eventi, rappresentanza e mobilità, anche grazie all’attuazione della Direttiva del Segretario Generale del 12 settembre 2025, che ha sollecitato i responsabili delle diverse strutture della Presidenza del Consiglio dei ministri ad un’ulteriore riduzione del cinque per cento sugli stanziamenti iniziali previsti.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Banca Ifis completa con successo l’emissione di un bond Tier 2 decennale da 400 milioni

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MILANO (ITALPRESS) – Banca Ifis ha completato con successo il collocamento di un prestito obbligazionario subordinato Tier 2 destinato ad investitori istituzionali. L’emissione ha durata decennale, con scadenza nell’aprile 2036, ha una cedola del 4,546% ed è richiamabile dopo 5 anni. L’importo emesso è pari a 400 milioni di euro. L’offerta di Banca Ifis ha ricevuto una domanda di oltre due volte superiore rispetto all’ammontare emesso, a conferma del forte appeal che i livelli di solidità dell’istituto riscuotono presso i maggiori investitori istituzionali sia domestici che internazionali.

Il risultato dimostra l’apprezzamento da parte degli investitori verso il progetto di sviluppo di Banca Ifis, anche a seguito delle recenti acquisizioni di illimity Bank ed Euclidea Sim. Nel dettaglio, a fine collocamento, la Banca ha registrato un prezzo di emissione del 100%, equivalente a uno spread di 200 punti base rispetto al tasso di riferimento: si tratta del minor livello di spread della storia della Banca per una emissione subordinata Tier 2. L’emissione odierna è finalizzata a sostituire le altre obbligazioni subordinate attualmente circolanti, emesse da Banca Ifis e illimity Bank, e genererà nel medio periodo un significativo risparmio in termini di costo del funding per il Gruppo Banca Ifis.

L’obbligazione emessa oggi sarà quotata presso il Luxembourg Stock Exchange, con un rating atteso di Ba3 da parte di Moody’s e di BB- da parte di Fitch. Nell’operazione, Banca Ifis si è avvalsa del supporto di Barclays, Crédit Agricole CIB, IMI-Intesa Sanpaolo, NatWest, Santander, Société Générale, UniCredit in qualità di joint bookrunners. Bonelli Erede ha fornito assistenza legale a Banca Ifis mentre Clifford Chance ha supportato legalmente le banche.

– foto ufficio stampa Banca Ifis –

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Economia

Tra Italia e Uzbekistan opportunità di crescita per l’interscambio

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ROMA (ITALPRESS) – Favorire il dialogo tra istituzioni e imprese, per approfondire le opportunità di cooperazione economica e commerciale tra Italia e Uzbekistan, un mercato in forte evoluzione e di crescente interesse per le aziende italiane: è il focus della Country Presentation dedicata all’Uzbekistan, oggi alla Camera. Ad aprire l’incontro, organizzato dalla Camera di commercio Italia-Uzbekistan in collaborazione con Unioncamere, è stato l’ambasciatore italiano in Uzbekistan, Guido De Sanctis, che in un videocollegamento ha ricordato le potenzialità del paese, “un paese molto giovane, in cui il 30% della popolazione ha meno di 14 anni”. Questo “vuol dire che ci sono molti giovani da formare: la scelta di molti giovani uzbeki è di formarsi in Italia e questa è una sfida che dobbiamo raccogliere”. Il presidente dell’ICE, Matteo Zoppas, ha ricordato che l’Uzbekistan rappresenta anche un’opportunità per le imprese italiane. “È un centro di interesse, soprattutto perché ci sono i confini russi che danno delle limitazioni”, quindi “dobbiamo costruire e rafforzare il canale commerciale”, mentre il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, ha sottolineato che “siamo una squadra, vogliamo sincronizzarci per raggiungere l’obiettivo di 700 miliardi di export che il ministro Tajani si è dato e ci ha dato entro la fine della legislatura”.

Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, ha annunciato l’appuntamento di fine marzo. “Stiamo organizzando una missione l’ultima settimana di marzo, un momento di consolidamento di un percorso che parte da lontano: abbiamo sottoscritto una lettera invitando i ministri delle altre nazioni dell’area per confrontarci sulle loro e nostre potenzialità, da mettere a fattore comune per far crescere le nostre economie e ovviamente migliorare non solo i rapporti di interscambio di natura economica, ma anche culturale, mettendo a disposizione il nostro modello di produzione e capendo quali strumenti possono essere offerti alle nostre imprese, cercando di creare economia, ricchezza e lavoro per noi e per gli altri”. Anche il ministero degli Esteri è fortemente impegnato a favorire gli scambi tra i due Paesi, ha aggiunto Mauro Battocchi, Direttore Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del ministero. “Per l’Italia non è semplicemente un tema di export, ma è un tema di collaborazione industriale e tecnologica: vogliamo offrire delle soluzioni tecnologiche che aiutino questo paese a modernizzarsi sempre di più e essere sempre più avanzato”. Per il presidente della Camera di Commercio Italia-Uzbekistan, Giorgio Veronesi, che ha organizzato l’evento, “il mercato uzbeko offre grandi opportunità per gli investimenti diretti nel Paese, per l’esportazione di tecnologia e attrezzature e per l’importazione di prodotti selezionati. La concorrenza è presente, ma quando sono richiesti know-how, supporto operativo e prodotti di qualità, l’Italia può essere competitiva. I fattori chiave sono i finanziamenti, la presenza locale e la continuità dei contatti” e “per quanto riguarda lo scambio culturale, il CIUZ promuove vari eventi, la cooperazione tra università italiane e uzbeke e il grande potenziale turistico dell’Uzbekistan”.

La Ceo di Simest, Regina Corradini D’Arienzo, ha sottolineato che “prima degli strumenti finanziari, dobbiamo riuscire a capire quali opportunità ci sono in quel paese e soprattutto portarci le aziende. Se ci andiamo come sistema, insieme pubblico e privato, si creeranno opportunità di lungo termine per le grandi, per le medie e soprattutto per le piccole imprese”. Paola Valerio, Head of Institutional Affairs di Sace, ha spiegato che “l’obiettivo è quello di aumentare non solo l’export, ma anche il numero delle aziende esportative. Come Sace abbiamo tutti gli strumenti che possono affiancare le aziende che vogliono avvicinarsi ai nuovi mercati e in Uzbekistan abbiamo un portafoglio di circa 400 milioni che riguarda una serie di operazioni in settori diversificati”. Paolo Lombardo, Direttore Cooperazione Internazionale allo Sviluppo di Cassa Depositi e Prestiti, ha aggiunto che “in meno di due anni abbiamo mobilitato 430 milioni di euro nella regione, di cui 100 milioni in Uzbekistan per accelerarne la transizione verde e sviluppare progetti ad alto valore tecnologico. Nel 2026, CDP lancerà in Uzbekistan la propria piattaforma di business matching per facilitare l’ingresso delle imprese in un mercato ricco di prospettive”.

– foto xi2/Italpress –

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