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Cronaca

ZONA LOMBARDIA – 30 APRILE 2025

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Cronaca

Ghribi (ECAM) “Tutelare spirito olimpico, presidio pace se diplomazia si inceppa”

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ROMA (ITALPRESS) – In un mondo che sta superando il proprio vecchio ordine internazionale, segnato da conflitti aperti, tensioni regionali e da un crescente clima di instabilità, le Olimpiadi tornano a ricordare un principio essenziale: anche nei tempi più difficili esiste uno spazio in cui il confronto non coincide con lo scontro.
E’ quanto dichiara Kamel Ghribi, Presidente di ECAM- The European
Corporate Council on Africa and the Middle East- commentando il valore delle Olimpiadi in un contesto attraversato da guerre, disordini e proteste che rischiano di oscurarne il significato più profondo.
“Le Olimpiadi – afferma Ghribi – non sono un evento isolato dalla realtà, ma un momento che va salvaguardato proprio perchè immerso nella complessa situazione del nostro tempo. Lo sport non ferma i conflitti, ma ricorda che esiste un luogo in cui valgono le regole invece della forza, il rispetto vince sulla prevaricazione, la competizione si svolge senza odio”.
Secondo il Presidente di ECAM, le tensioni e le contestazioni che accompagnano i grandi eventi internazionali non devono diventare uno strumento per svuotarne il senso, ma piuttosto un motivo in più per difenderne lo spirito originario. “Lo spirito olimpico – prosegue – non è ingenuità, ma consapevolezza. E’ la dimostrazione che, anche quando la diplomazia si inceppa e tutto sembra precluso o perduto, possono restare aperti canali di comunicazione tra Stati e tra popoli”.
In un’epoca in cui il dialogo internazionale appare sempre più fragile, le Olimpiadi rappresentano così un terreno simbolico e concreto di concordia: un linguaggio universale che continua a parlare anche dove la politica fatica ad arrivare.
“Le Olimpiadi – conclude Ghribi – ci ricordano che l’armonia può restare un valore condiviso. E che la pace, prima ancora di divenire un accordo tra Stati, comincia sempre da un luogo in cui il dialogo è ancora possibile”.
-foto ufficio stampa ECAM –
(ITALPRESS).

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E’ morto il fisico Antonino Zichichi

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ROMA (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 96 anni, Antonino Zichichi, fisico e divulgatore scientifico italiano, specializzato nel campo della fisica delle particelle elementari. Nato a Trapani, è stato autore di numerose ricerche, contributi e realizzazioni in vari campi della fisica nucleare e subnucleare.
Dopo aver frequentato il liceo classico a Trapani e compiuti gli studi universitari a Palermo, laureandosi in matematica e fisica con una tesi in fisica con Donato Palumbo, Zichichi ha lavorato presso il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra, dove nel 1965 ha diretto il gruppo di ricerca che osservò per la prima volta l’antideutone, in contemporanea con un team americano dell’Alternating Gradient Synchrotron ai Brookhaven National Laboratory.
Ordinario di fisica superiore dal 1965 al 2006 alla facoltà di scienze dell’Università di Bologna, ha guidato il gruppo di fisici bolognesi durante i primi esperimenti sulle collisioni materia-antimateria presso i Laboratori nazionali di Frascati.
E’ stato presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare dal 1977 al 1982 e nel 1978 è stato presidente anche della Società Europea di Fisica.
Nel 1980 incomincia la costruzione dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, dei quali Zichichi è stato uno dei principali fautori e ideatori. Dal 1986 è stato a capo del “World Lab”,un’associazione che sostiene i progetti scientifici in paesi del terzo mondo, fondata nel 1973 da Isidor Isaac Rabi e Zichichi stesso.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Milano-Cortina, Malagò “Sei medaglie in 24 ore, giornata incredibile”

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ROMA (ITALPRESS) – “Ieri è stata una giornata incredibile: sei medaglie in 24 ore alle Olimpiadi invernali rimarranno nella storia. Incredibile la multidisciplinarietà delle medaglie. Siamo diventati un paese dove siamo capaci di essere competitivi in sport dove non lo siamo mai stati. Questo è fondamentale nel programma olimpico e nel medagliere finale. Siamo terzi ora, anche se la strada è ancora lunghissima. Per quantità di medaglie saremmo straprimi. Sono sempre stato dell’idea che la forza di un paese la si vede in quante medaglie di sport diversi riesci a guadagnare, non necessariamente quelle d’oro”. Così Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, sulla storica giornata per lo sport azzurro, con ben sei medaglie conquistate (1 argento e 5 bronzi).
Perchè siamo capaci e così bravi? “Una domanda che mi fanno molti colleghi in giro per il mondo da molto tempo. Ho tre risposte: su quel materiale umano che abbiamo noi sappiamo lavorare particolarmente bene. La professionalità del Coni, di primo livello assoluto. E poi abbiamo tecnici formati molto bene, con corsi e strutture di base su percorsi di crescita agonistica che fanno la differenza”.
Sul decimo posto di Federica Brignone nella discesa olimpica:
“Impressionante la lucidità di Federica, anche nelle dichiarazioni. Le ho fatto i complimenti. Ha dimostrato di essere oggettivamente una fuoriclasse. Arrivare decimi in quel contesto di complessità mentali oltre che fisiche onestamente lascia bene sperare per SuperG e Gigante”.
Sulla cerimonia di inaugurazione: “Sono talmente contento del risultato finale che c’è sempre da pensare come migliorare.
La prima fortuna è stata una serata meravigliosa, dopo 4-5 giorni consecutivi di pioggia. Mi ero impegnato da giorni, da settimane per portare avanti un discorso che avesse un obiettivo: scuotere le coscienze degli italiani e farli sentire orgogliosi tramite il valore dei cinque cerchi. Non mi sono mai sentito così orgoglioso di essere italiano”. Cerimonia, unica pecca il vuoto degli atleti a San Siro dopo il cartello con il nome del paese: “Vero, ma l’alternativa era concentrare in un unico posto le delegazioni. E questo implicava due aspetti: chi stava a Livigno o Cortina doveva viaggiare la notte e magari poi il giorno dopo aveva le gare. E poi dovevamo valorizzare il concetto di Olimpiadi diffuse”. “Bisogna sempre guardare avanti, sennò non ci si migliora”. Malagò risponde alla domanda se i giochi di Milano-Cortina hanno colmato la delusione per la mancata assegnazione di Roma 2024. “La ferita è completamente rimarginata. Ma, se uno va guardare, la ferita c’è”.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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