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Economia

A2A, nel primo trimestre ricavi +16% a 3,9 miliardi. Mazzoncini “Risultati confermano la solidità”

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MILANO (ITALPRESS) – Si è riunito il Consiglio di amministrazione di A2A, che sotto la presidenza di Roberto Tasca ha esaminato e approvato l’Informativa trimestrale al 31 marzo 2025. Nel periodo in esame i Ricavi del Gruppo sono pari a 3.968 milioni di euro, in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (3.425 milioni di euro).

La variazione è riconducibile principalmente al primo consolidamento della società Duereti e all’aumento dei prezzi unitari del comparto retail e teleriscaldamento. In linea con l’andamento dei ricavi e delle relative dinamiche legate al mercato delle commodities, i costi operativi si attestano a 3.063 milioni di euro, registrando un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+22%).

Il costo del personale, pari a 230 milioni di euro, aumenta di circa 15 milioni di euro (+7%). La variazione è legata per circa il 60% al maggior numero di FTE (Full-Time Equivalent) del primo trimestre del 2025 rispetto all’anno precedente (+671 FTE, +5%) a seguito di assunzioni effettuate nel corso del 2024 e nei primi tre mesi del 2025, dell’integrazione delle risorse della società Duereti, dell’avvio e potenziamento di impianti e strutture in coerenza con gli obiettivi di sviluppo del Gruppo, nonché dell’assegnazione di gare nel comparto dell’igiene urbana avvenute nel corso del 2024. La parte restante dell’incremento è ascrivibile agli effetti degli aumenti retributivi per rinnovi contrattuali (CCNL Igiene Urbana, Elettrico, Gas Acqua) e agli incrementi di merito.

Il Margine Operativo Lordo è pari a 675 milioni di euro, in riduzione del 4%, -28 milioni rispetto ai primi tre mesi del 2024 (703 milioni di euro) a seguito prevalentemente dell’allineamento della produzione idroelettrica alle medie storiche. Al netto della normalizzazione relativa all’idraulicità, l’EBITDA è in crescita dell’1%. Al netto delle partite non ricorrenti (+3 milioni di euro nel 2025, +4 milioni di euro nel 2024), il Margine Operativo Lordo Ordinario è pari a 672 milioni di euro in riduzione del 4%, -27 milioni di euro, rispetto al primo trimestre dell’anno precedente (699 milioni di euro).

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L’incidenza delle attività regolate sull’Ebitda di Gruppo sale al 31% (25% nel primo trimestre del 2024) anche grazie al positivo contributo della nuova società di distribuzione elettrica Duereti. Il Risultato Operativo Netto si attesta a 415 milioni di euro, in riduzione dell’11%, -50 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2024 (465 milioni di euro).

Tale variazione è riconducibile alla flessione del Margine Operativo Lordo e all’incremento degli ammortamenti per 18 milioni di euro, principalmente per investimenti realizzati dal Gruppo nel periodo aprile 2024-marzo 2025, nonché per la variazione di perimetro riconducibile al consolidamento di Duereti. Gli Oneri Finanziari Netti risultano pari a 42 milioni di euro, in incremento rispetto ai 32 milioni di euro del primo trimestre dell’anno precedente, principalmente per i maggiori oneri relativi sia all’European GreenBond emesso a gennaio 2025 sia ai finanziamenti erogati a partire dal terzo trimestre 2024, in particolar modo il finanziamento Green “ponte” da 600 milioni di euro per l’acquisizione delle reti elettriche di e-distribuzione.

Le Imposte si attestano a 109 milioni di euro, con un tax rate al 29%, come nello stesso periodo dell’anno precedente, in riduzione di 18 milioni di euro rispetto ai primi tre mesi del 2024 per una minore base imponibile. Per le dinamiche sopra esposte, l’Utile Netto Ordinario di pertinenza del Gruppo è pari a 252 milioni di euro, in riduzione del 14% rispetto al primo trimestre 2024 (294 milioni di euro).

L’Utile Netto di pertinenza del Gruppo risulta pari a 257 milioni di euro in riduzione di 37 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (294 milioni di euro, -13%). Al netto della normalizzazione relativa all’idraulicità, L’Utile Netto è in riduzione del 5%. Le poste straordinarie nel periodo in esame risultano pari a 5 milioni di euro e fanno riferimento all’aggiustamento prezzo relativo all’acquisizione della partecipazione in Tecnoa (WtE Crotone) avvenuta negli anni precedenti. Gli Investimenti complessivi effettuati nel primo trimestre 2025 sono stati pari a 335 milioni di euro, di cui 302 milioni di euro destinati ad investimenti organici (+37% rispetto all’anno precedente) e 33 milioni di euro relativi ad operazioni di M&A.

In particolare: gli investimenti organici hanno riguardato per circa il 60% interventi principalmente finalizzati al potenziamento ed efficientamento delle reti a supporto della decarbonizzazione, allo sviluppo di impianti fotovoltaici, all’aumento della flessibilità degli impianti di generazione, al recupero di materia ed energia e alla digitalizzazione del Gruppo; le operazioni di M&A, sono state pari a 33 milioni di euro, riconducibili prevalentemente all’acquisizione da Edison della centrale cogenerativa di Sesto San Giovanni, con una capacità installata di circa 110 MW. La Posizione Finanziaria Netta al 31 marzo 2025 risulta pari a 5.616 milioni di euro (5.835 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Escludendo le variazioni di perimetro intervenute nell’arco del periodo in esame, pari a 33 milioni di euro, la PFN si attesta a 5.583 milioni di euro, dopo investimenti per 302 milioni di euro, registrando una generazione di cassa netta pari a 252 milioni di euro.

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“I risultati di questo trimestre confermano la solidità industriale e degli indicatori economico-finanziari del Gruppo. Grazie all’integrazione della nuova società delle reti elettriche Duereti, l’incidenza delle attività regolate sull’Ebitda è salita al 31%, contribuendo a migliorare la visibilità e a rafforzare la stabilità dei risultati futuri e consentendoci di confermare la guidance per il 2025”. Lo afferma Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A. “Abbiamo aumentato i nostri investimenti del 37% rispetto al primo trimestre 2024, nel potenziamento ed efficientamento delle reti, nello sviluppo delle rinnovabili, nella flessibilità degli impianti di generazione e nel recupero di materia ed energia – prosegue –. Il flusso di cassa ha garantito sia la copertura degli investimenti che il miglioramento del rapporto PFN/EBITDA, ora pari a 2,4x”.

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A maggio il saldo della della bilancia dei pagamenti turistica dell’Italia è risultato in avanzo di 2,7 miliardi

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ROMA (ITALPRESS) – Lo scorso maggio, secondo i dati della Banca d’Italia, il saldo della bilancia dei pagamenti turistica dell’Italia è risultato in avanzo di 2,7 miliardi, in lieve aumento rispetto allo stesso mese del 2025.

Sia la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia (5,4 miliardi) sia quella dei viaggiatori italiani all’estero (2,7 miliardi) sono cresciute nel confronto con maggio 2025, rispettivamente del 4,3 e del 2,2%. Nella media dei tre mesi terminanti in maggio 2026 i flussi in entrata hanno registrato un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari al 2,3%, a fronte di una sostanziale stabilità delle uscite. La crescita della spesa in Italia è risultata significativamente più elevata per i viaggiatori provenienti dai paesi della Ue rispetto a quelli dai paesi extra-Ue (4,1 e 0,4%, rispettivamente).

La spesa degli italiani all’estero è cresciuta nei paesi UE (3%), mentre è diminuita in quelli extra-UE (-2,7%).

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Ferragosto al ristorante, spesa di oltre un miliardo: i dati Fipe-Confcommercio

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ROMA (ITALPRESS) – Agosto è il mese dell’anno in cui si spende di più per colazioni, aperitivi, pranzi e cene fuori casa, con una spesa complessiva per i consumi alimentari che raggiungerà i 10,8 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi generati dai turisti stranieri. Secondo le stime del Centro Studi FIPE-Confcommercio, i ristoranti assorbiranno 6,2 miliardi di euro, seguiti dai bar con 2,2 miliardi.

La sola giornata del 15 agosto registrerà il picco della domanda con oltre un miliardo di euro spesi nei pubblici esercizi. Tra pranzi e cene di Ferragosto, la spesa nei ristoranti sarà di almeno 500 milioni di euro. La cena rappresenterà la principale occasione di consumo del mese con 5,5 miliardi di euro, seguita dal pranzo con 2,7 miliardi. Colazioni e aperitivi genereranno 700 milioni di euro ciascuno, mentre break e dopocena valgano 400 milioni di euro a testa, rileva il Centro Studi FIPE-Confcommercio.

“I dati previsionali di agosto sono confortanti, nonostante il complesso contesto geopolitico che condiziona i flussi turistici” e “confermano come la ristorazione non sia solo un servizio di supporto al turismo, ma tra i principali generatori di valori economici, sociali, identitari e culturali del Paese”, spiega Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE-Confcommercio. “Dietro a questi numeri c’è l’impegno straordinario di oltre un milione di addetti che, con professionalità e impegno, continuano a tenere vivi e vivibili i territori e a valorizzare la nostra identità enogastronomica”.

Il quadro generale dell’estate 2026 (giugno-settembre) evidenzia un andamento caratterizzato da un incremento della spesa per consumi fuori casa rispetto al 2025, passando da 38 a 38,2 miliardi di euro. A rendere possibile il pieno funzionamento della macchina dell’accoglienza, spiega ancora il Centro Studi FIPE-Confcommercio, è un bacino di oltre 1,375 milioni di lavoratori dipendenti, di cui il 51% è composto da donne e circa il 40% da giovani sotto i 30 anni.

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Una categoria che garantisce la tenuta del settore anche nei giorni di massima pressione turistica, affrontando turni complessi nei bar, ristoranti e stabilimenti balneari. La centralità del fattore umano rimane il vero pilastro della ristorazione italiana: un patrimonio di professionalità, sacrificio e dedizione che continua a rappresentare la principale leva di attrazione per il turismo nazionale e internazionale.

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A giugno cresce l’export: +1,6% su base mensile, +9,8% su base annua

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ROMA (ITALPRESS) – A giugno 2026 si stima una crescita congiunturale più ampia per le esportazioni (+1,6%) rispetto alle importazioni (+1,2%). L’incremento su base mensile dell’export “è sintesi di un aumento delle vendite verso l’area Ue (+6,7%) e di una riduzione di quelle verso l’area extra Ue (-3,6%)”. Nel secondo trimestre 2026, rispetto al precedente, “l’export cresce del 2,2%, l’import del 5,4%”. Lo rileva l‘Istat.

A giugno 2026 l’export cresce su base annua del 9,8% in valore e del 5,1% in volume. La crescita tendenziale delle esportazioni in termini monetari è più sostenuta per i mercati Ue (+15,1%) rispetto a quelli extra Ue (+4,1%). L’import registra una crescita tendenziale del 13,2% in valore, più intensa per l’area extra Ue (+18,7%) rispetto a quella Ue (+9,1%); in volume, le importazioni aumentano del 2,8%.

A esclusione dei mobili (-2,2%), la crescita tendenziale dell’export riguarda tutti i settori; quelli che più contribuiscono alla crescita sono metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+25,8%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+45,1%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+13,3%) e autoveicoli (+17,0%).

Su base annua, prosegue l’Istat, la Germania (+22,9%) è il paese che fornisce il contributo positivo maggiore all’export nazionale; seguono Francia (+6,8%), Paesi Bassi (+22,4%), Svizzera (+10,5%) e Spagna (+9,4%). L’apporto negativo maggiore, invece, deriva dalle minori esportazioni verso il Regno Unito (-8,5%). Nel primo semestre 2026, l’export registra una crescita tendenziale del 4,5%, spiegata soprattutto dalle maggiori vendite di metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (+28,9%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+23,3%) e autoveicoli (+8,3%).

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Il saldo commerciale a giugno 2026 è pari a +4.232 milioni di euro (era +5.384 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-5.002 milioni) è superiore rispetto a un anno prima (-3.922 milioni).

L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici si attesta a +9.234 milioni, da +9.306 milioni di giugno 2025. Nel mese di giugno 2026 i prezzi all’importazione diminuiscono dell’1,3% su base mensile mentre crescono del 4,9% su base annua (da +6,5% di maggio).

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