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Politica

Ucraina, Tajani “Se vogliamo fermare Putin servono sanzioni finanziarie”

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DUBROVNIK (CROAZIA) (ITALPRESS) – “Dobbiamo continuare a sostenere l’Ucraina dal punto di vista politico, militare e finanziario e convincere la Russia ad arrivare alla fine delle ostilità: se necessario, bisogna per forza infliggere delle sanzioni mirandole all’aspetto finanziario. Oggi Putin paga un milione e mezzo di soldati, molto di più di quanto vengono pagati i lavoratori russi: ritirarsi dalla guerra per lui diventa un problema sociale perchè tutta l’industria è indirizzata alla difesa. Se vogliamo fermare Putin, dobbiamo incidere con le sanzioni a livello finanziario: non permettere a Putin di poter pagare così tanto i militari che sono al fronte a combattere contro l’Ucraina. Questo è un modo per convincerlo ad accettare un dialogo per arrivare alla fine della guerra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando a margine del Forum Internazionale di Dubrovnik.

“L’Italia – ha aggiunto – sta giocando un ruolo da protagonista, perchè siamo sempre dalla parte della libertà, della democrazia, non siamo in guerra con la Russia ma vogliamo che venga sempre rispettato il diritto: vogliamo si concluda questa guerra, come vogliamo si concluda quella in Medio Oriente. Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili, speriamo che alla fine il buonsenso prevalga”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Nato, Meloni “Rispettiamo gli impegni, ma stabiliamo noi modi e priorità”. E sull’Ucraina: “L’Italia conferma il sostegno convinto” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – “Vogliamo rispettare gli impegni, lo faremo e lo stiamo già facendo, però lo vogliamo anche fare in modo sostenibile, cioè stabilendo noi i tempi, i modi e le priorità in base al contesto e alle nostre possibilità”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa al termine del summit della Nato ad Ankara.

“Ad Ankara l’Italia siede al tavolo a testa alta e con una sola bussola: la difesa dell’interesse nazionale”, ha aggiunto.

“Il vertice è occasione per confrontarci con i colleghi sul lavoro fatto fin qui, su quanto e su come rendere l’Alleanza Atlantica ancora più forte, solida e maggiormente capace di rispondere alle sfide complesse del nostro tempo. Credo che questo sia il messaggio più importante del vertice di Ankara: la Nato è un’alleanza unita, consapevole delle sfide che ha di fronte e determinata a rafforzarsi”, ha proseguito Meloni.

IL VIDEO

 “Siamo convinti che sia assolutamente necessario farlo in un tempo come questo. È tempo che l‘Europa garantisca la propria sicurezza da sola, e non per fare un favore a qualcuno, ma per non dipendere da nessuno. È quindi una questione di sovranità, ancora prima che di difesa”, ha osservato la Premier.

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 “Abbiamo ricordato che il contributo italiano all’Alleanza va oltre il pur importante esercizio contabile e fa dell’Italia un fornitore di sicurezza e un alleato credibile. Lo dimostrano i quasi 3 mila militari impegnati nei principali teatri dell’Alleanza. Noi siamo la nazione NATO che offre il maggior numero di donne e di uomini nelle missioni in cui la NATO è impegnata, in termini assoluti”, ha concluso Meloni.

L’Italia conferma il proprio “sostegno convinto all’Ucraina, testimoniato anche dall’incontro bilaterale con il presidente Volodomyr Zelensky”, ha poi detto.

“Non mi pento di nulla di quello che ho fatto. Ho fatto un investimento politico, per convinzione, sull’unità dell’Occidente e l’ho rivendicato a 360 gradi. Non è una strategia che ho messo in campo con l’arrivo di Donald Trump. Ci sono delle affinità con Trump, su alcuni temi. Ritenevo che potesse essere più semplice, ma le cose stanno andando come abbiamo visto. Ma non cambio idea su quale sia l’interesse italiano”, ha detto.

“Confronto con Trump molto positivo, lo dico ormai in punta di piedi, ma il clima è stato costruttivo, positivo e di unità”. Riguardo a un eventuale disimpegno delle truppe americane in Italia, ha aggiunto: “Allo stato attuale non ci è stato comunicato alcun disimpegno formale, ma è un’ipotesi che non ci deve cogliere alla sprovvista. Gli Stati Uniti discutono da molti presidenti di un possibile disimpegno in Europa per concentrarsi su altri fronti. Io considero questo un’occasione per l’Europa di raggiugere una maggiore autonomia”, ha sottolineato.

Con i leader “ho condiviso una riflessione che considero decisiva per il futuro dell’alleanza. Penso che il punto non sia semplicemente quanto investiamo in difesa e sicurezza. Penso che il punto sia anche in cosa investiamo quando investiamo in difesa e sicurezza. Credo che la guerra in Ucraina abbia dimostrato anche come la guerra moderna stia cambiando. Se noi aumentiamo le risorse che investiamo – ha proseguito – senza porci il problema politico di come garantiamo il nostro controllo delle filiere fondamentali della difesa rischiamo di pagare per finanziare la nostra dipendenza. Delle 12 materie prime critiche individuate dalla Nato, almeno 6 sono controllate da un unico Paese. Credo che a monte serva anche, dopo che abbiamo deciso che tutti quanti spendiamo di più, capire in che cosa spendiamo e come mettiamo in sicurezza il fatto che stiamo spendendo risorse per qualcosa che controlliamo pienamente e su cui sappiamo essere sovrani”, ha concluso.

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La Camera approva il ddl delega al Governo in materia di politiche giovanili, Abodi: “Compiamo un passo storico”

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ROMA (ITALPRESS) – L‘Aula della Camera ha approvato il ddl delega al Governo con le disposizioni in materia di politiche giovanili e servizio civile universale. I voti favorevoli sono stati 139, gli astenuti 114.

È stato approvato in prima lettura alla Camera dei deputati il disegno di legge contenente disposizioni in materia di giovani e servizio civile universale e deleghe al Governo per il riordino della materia promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che per la prima volta, negli 80 anni della storia della nostra Repubblica, contiene una disciplina nazionale per le politiche in favore delle giovani generazioni, oltre a una revisione complessiva della materia.

“Con l’approvazione in prima lettura di questa legge delega compiamo un passo storico perché per la prima volta l’Italia si dota di un quadro organico per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale. È il risultato di un proficuo lavoro durato tre anni, basato su ascolto, dialogo e collaborazione con il Parlamento, ma anche con la Conferenza delle regioni e delle province autonome, che mai in passato si era riunita con il Governo sistematicamente per affrontare questi temi, così come con gli enti locali e le rappresentanze del mondo giovanile”, dichiara il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

“Vogliamo costruire politiche che non parlino ai giovani come “futuro”, ma che rispondano ai loro bisogni nel presente, rafforzando strumenti come il Servizio civile universale, la Carta Giovani Nazionale e l’Osservatorio nazionale permanente, fondamentale strumento interdisciplinare e di coordinamento, per offrire loro e promuovere al meglio opportunità concrete, misurabili e capaci di generare fiducia e speranza – prosegue -. Ringrazio, dunque, il Ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Presidente della Camera Fontana, il Presidente della XII Commissione Camera, l’on. Cappellacci, i deputati della XII Commissione, il relatore alla Camera, on. Ciocchetti, gli uffici della Commissioni e per i Rapporti con il Parlamento, e tutti i deputati di maggioranza e di opposizione che hanno contribuito al dibattito e all’approvazione di questo disegno di legge”.

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Piantedosi incontra il ministro danese Bodskov, focus sulle politiche migratorie

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ROMA (ITALPRESS) – Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato oggi al Viminale il Ministro dell’Immigrazione e dell’Integrazione danese Morten Bodskov. Tra i temi al centro del colloquio le politiche migratorie con particolare riferimento alla creazione di hub europei in Paesi terzi sicuri per il rimpatrio dei migranti, e l’importanza di sviluppare una efficace azione della Ue, in termini di collaborazione con i Paesi di origine dei migranti. “Italia e Danimarca – ha concluso Piantedosi – condividono una visione largamente convergente sui principali temi della politica migratoria europea e hanno come obiettivo comune, quello di affiancare alle tradizionali modalità di gestione dei flussi migratori, nuovi strumenti innovativi”.

– foto Viminale –

(ITALPRESS).

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