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Immigrazione, Piantedosi “È lo Stato che gestisce e coordina i soccorsi in mare, non le ONG”

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ROMA (ITALPRESS) – “È lo Stato che contrasta i trafficanti di esseri umani e gestisce e coordina i soccorsi in mare. Non le ONG”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sui social, postando la notizia del fermo della nave Mediterranea che ha disobbedito alle disposizioni del Ministero, sbarcando i migranti soccorsi in mare nel porto di Trapani invece che in quello indicato dal Viminale.

ONG “DA PIANTEDOSI SILENZIO SUGLI SPARI DEI LIBICI”

“Il ministro Piantedosi ha oggi dichiarato sul suo account ufficiale che è lo Stato a gestire e coordinare i soccorsi in mare, non le Ong. Questo è quanto chiediamo da sempre: un coordinamento efficace e efficiente dei soccorsi finalizzato a ridurre morti in mare e una missione di ricerca e soccorso istituzionale per salvare vite. Non abbiamo però ascoltato nessuna parola in merito al fatto che operatori umanitari e persone naufraghe siano state brutalmente attaccate da spari armati dalla guardia costiera libica in acque internazionali e dopo il coordinamento con le Autorità competenti dello Stato italiano. Nemmeno una parola”. E’ quanto dichiara Valeria Taurino, la Direttrice di Sos Mediterranee Italia, ricordando che “Domenica pomeriggio, la Ocean Viking, nave di ricerca e soccorso di Sos Mediterranee è stata deliberatamente presa di mira in un attacco a fuoco da parte della Guardia Costiera libica.

“Sebbene nessuno sia rimasto ferito fisicamente, tutti a bordo hanno temuto per la propria vita e le attrezzature di soccorso essenziali, così come la nave stessa, hanno subito danni significativi. Al momento dell’attacco, la Ocean Viking si trovava in acque internazionali, a circa 40 miglia nautiche a nord della costa libica, quando è stata avvicinata da una motovedetta di classe Corrubia della Guardia Costiera libica”.

“Sos Mediterranee opera sempre nel pieno rispetto del diritto marittimo internazionale ed è nata per colmare il vuoto di soccorso lasciato dagli Stati – continua Taurino – Lo Stato italiano ha anteposto politiche di esternalizzazione della gestione delle frontiere e si è progressivamente disimpegnato nel tutelare la vita in mare, preferendo il controllo dei confini e accordi economici con paesi come Libia e Tunisia non rispettosi dei più basilari diritti umani. In particolare, l’Italia ha investito in accordi vergognosi con la Libia la cui guardia costiera la scorsa domenica ci ha scaricato addosso centinaia di colpi di arma da fuoco, mettendo in pericolo la vita del nostro equipaggio e dei naufraghi. Oltre a questo, il Governo italiano ha intrapreso una campagna di criminalizzazione verso gli attori umanitari in mare con prassi e leggi punitive e restrittive che hanno svuotato il Mediterraneo lasciando le persone abbandonate in mare, di fronte ai respingimenti e alla morte. Chiediamo al Ministro e al Governo di interrompere qualsiasi collaborazione con la Libia e di avviare immediatamente una indagine finalizzata al perseguimento dei responsabili di atti criminali come quello subito dalla Ocean Viking”.

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Il governo proroga lo sconto sulle accise per il gasolio fino al 5 settembre. Approvato il decreto per la continuità degli impianti ex Ilva

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giorgia Meloni, del ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, ha approvato un decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali. In considerazione del perdurare dell’incremento dei prezzi dei prodotti energetici, il provvedimento proroga, dal 27 agosto al 5 settembre 2026, la riduzione già in vigore di 17 centesimi al litro del prezzo del gasolio usato come carburante, tramite una riduzione dell’aliquota di accisa di 14 centesimi e dell’Iva di ulteriori 3 centesimi. Per lo stesso periodo, la stessa aliquota si applica ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel immessi in consumo come carburanti. È inoltre prorogato per lo stesso periodo il credito d’imposta riconosciuto in favore delle imprese di autotrasporto. Alla copertura si provvede mediante le maggiori entrate derivanti dalla modifica delle modalità di versamento delle ritenute sugli utili dei gruppi di maggiori dimensioni operanti nel settore energetico.

Il Consiglio dei ministri, inoltre, su proposta del presidente Giorgia Meloni, del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha approvato un decreto-legge recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale. Il provvedimento interviene sulla periodicità delle garanzie finanziarie prestate a presidio delle attività di gestione dei rifiuti e delle discariche interne agli stabilimenti siderurgici di interesse strategico nazionale soggetti a procedure di vendita, per corrispondere all’esigenza di preservare la funzionalità degli impianti, nelle more della vendita stessa, nel rispetto delle norme ambientali.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Musumeci “Italia territorio a rischio, dobbiamo essere preparati per calamità”

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RIMINI (ITALPRESS) – “L’Italia è tutta un territorio a rischio, il 94% ha frane, disastri idrogeologici, terremoti. Dobbiamo attrezzarci e organizzarci, dobbiamo cercare di essere preparati alla prossima calamità; una volta si diceva ‘se accadè, oggi la domanda da farci è ‘quando accadè”. Così Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, nel corso di un punto stampa al Meeting di Rimini. “Credo che il miglior volontario di Protezione Civile sia il cittadino che per primo deve chiedersi se vive in una zona sismica o soggetta ad alluvione. Se non ci poniamo queste domande finiamo solo per chiedere sicurezza allo Stato ma non ne produciamo. Ognuno deve essere consapevole delle condotte più appropriate in caso di necessità. Puntiamo soprattutto sui giovani e sui bambini perchè questa generazione potrebbe avere una maggiore consapevolezza della percezione del rischio”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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Manovra, Tajani “Contrario a extraprofitti, parola che sa di Unione Sovietica”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse. Cioè, quando sento la parola ‘tassè mi viene l’orticaria. Un confronto, un contributo è giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche, con le assicurazioni. Deve esserci un confronto concordato”, si può “chiedere un contributo in momento difficile anche da parte delle aziende del settore, ma non voglio sentire la parola ‘extraprofittò che sa molto di Unione Sovietica“. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando al Meeting di Rimini.

“E’ una parolaccia ‘extraprofittò. Un contributo concordato mi sembra invece una cosa giusta, l’abbiamo sempre sostenuto – aggiunge -. Nel momento di difficoltà, tutti devono contribuire alla soluzione dei problemi, ma un conto è contribuire con un accordo, un conto è abbattere la mannaia delle tasse; io sono contrario all’aumento della pressione fiscale, il nostro mantra è ‘meno tasse, meno tasse, meno tassè. Le tasse sono come la gramigna, sono un elemento negativo e vanno estirpate comunque”.

Sui carburanti, nel Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio “si proroga la decisione già adottata all’ultimo Cdm, il tempo necessario per preparare un intervento sostanziale che possa essere anche strutturale”, ricorda. “Per quanto riguarda l’aspetto dell’energia stiamo lavorando anche” per “tutte le proposte che dovremo fare alla Commissione Europea; grazie allo scostamento che abbiamo ottenuto con la possibilità di poter utilizzare questi 14 miliardi, ritengo che si possano fare cose molto positive che vadano nella riduzione dei costi energetici nei confronti delle famiglie e delle imprese. Ma quei fondi non possono essere utilizzati per tagliare le accise, serve un intervento strutturale. Nello stesso tempo lavoriamo perchè si possa ricomporre la situazione internazionale, perchè non è una responsabilità nè dell’Italia e nè dell’Europa se aumenta il costo del petrolio, del gas e dei fertilizzanti. Ci sono delle guerre in corso, c’è una crisi a Hormuz e la chiave del problema è lì”, conclude Tajani.

(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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