Cronaca
Cina, potenziata l’assistenza per i disturbi del sonno
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4 mesi fa-
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Redazione
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Solo pochi anni fa, solo una manciata di pazienti si presentava alla clinica del sonno dell’Ospedale del Popolo della contea di Huimin, a Binzhou, nella provincia orientale cinese dello Shandong. Oggi quel numero è triplicato, con le visite annuali salite da circa 200 a 600.
“Non è che improvvisamente più persone non riescano a dormire”, ha detto Yin Jianfeng, direttore della clinica. “E’ che più persone sono disposte a chiedere aiuto”.
L’aumento delle richieste riflette sia la diffusione dei disturbi del sonno in Cina sia la crescente consapevolezza pubblica sulla salute del sonno, una sfida messa in primo piano mentre il Paese sabato ha celebrato la Giornata mondiale del sonno.
Secondo un’indagine pubblicata nel 2025, i cinesi di età pari o superiore a 18 anni dormono in media tra 7,06 e 7,18 ore, mentre il 48,5% riferisce di avere problemi di sonno, una quota che aumenta con l’età.
L’indagine, condotta dalla Chinese Sleep Research Society e dal Chinese Center for Disease Control and Prevention, ha mostrato che in media gli adulti cinesi si addormentano alle 23:15 e si svegliano alle 6:38.
Tra i più giovani, andare a dormire tardi è diventata la norma, con circa la metà che non si addormenta prima di mezzanotte.
Tra i gruppi più a rischio di insonnia vi sono i professionisti sottoposti a forte pressione, le persone con malattie croniche e quelle con disturbi della salute mentale.
Huang Zhili, professore della Fudan University e presidente della Chinese Sleep Research Society, ha sottolineato che l’aumento dell’insonnia è strettamente legato al rapido sviluppo industriale e digitale della Cina, che ha portato a una competizione più intensa, carichi di lavoro più pesanti e una crescente dipendenza dai dispositivi elettronici.
L’uso eccessivo degli schermi può disturbare il sonno attraverso la stimolazione di luce e rumore, mentre l’esposizione costante alle informazioni può anche accrescere l’ansia.
Huang ha inoltre avvertito che i disturbi del sonno colpiscono sempre più i giovani, i cui disturbi del sonno sono spesso associati all’uso eccessivo dello smartphone, alla pressione scolastica e alle aspettative dei genitori.
All’Ospedale Huashan di Shanghai, i servizi per il sonno vengono offerti da oltre due decenni e il suo centro per i disturbi del sonno è ora una delle principali scelte per i pazienti.
Per la professoressa Yu Huan del dipartimento di neurologia dell’ospedale, l’impennata della domanda è evidente. Il suo orario ambulatoriale, un tempo limitato a mezza giornata, ora si estende dal pomeriggio fino alle 22.
“Le visite dei pazienti nelle cliniche del sonno stanno aumentando vertiginosamente”, ha detto Yu, attribuendo la tendenza sia ai ritmi di vita frenetici sia alla crescente consapevolezza pubblica della salute.
Per soddisfare la domanda crescente e avvicinare i servizi per il sonno a un numero maggiore di persone, la Cina ha intensificato gli sforzi per estendere le cliniche del sonno oltre le grandi città.
Nel febbraio 2025, le autorità sanitarie cinesi hanno disposto che ogni città a livello di prefettura debba avere almeno un ospedale che fornisca servizi di clinica del sonno entro la fine dell’anno.
A fine dicembre 2025, le visite ambulatoriali alle cliniche del sonno a livello nazionale erano aumentate del 39% rispetto a un anno prima, rendendo più facile per un numero maggiore di pazienti accedere a cure professionali più vicino a casa.
Alcune regioni stanno andando oltre. Nello Shandong, le cliniche del sonno sono state estese al livello di contea per migliorare l’accessibilità. A ottobre 2025, oltre 300 istituzioni mediche in tutta la provincia avevano attivato tali servizi.
“Con la crescente diffusione delle cliniche del sonno, lo stereotipo che circonda gli ospedali psichiatrici viene gradualmente abbattuto. Molti pazienti non soffrono più in silenzio di disturbi del sonno. Cominciano a cercare aiuto”, ha detto Li Xirong, direttore del centro di medicina del sonno dello Shandong Mental Health Center.
Con l’espansione dei servizi per il sonno, cresce il riconoscimento del fatto che il trattamento dei disturbi del sonno richiede più dei soli farmaci.
Li ha detto che molti pazienti in passato avevano un pregiudizio comune, cioè che i sonniferi fossero l’unico modo per trattare l’insonnia.
“Usare i sonniferi per addormentarsi è come ottenere un sonno falso”, ha detto Li, osservando che la dipendenza a lungo termine dai farmaci non solo non affronta alla radice i disturbi del sonno, ma può anche danneggiare l’organismo.
Le terapie non farmacologiche, tra cui la terapia cognitivo-comportamentale, gli aggiustamenti dello stile di vita e i trattamenti basati su dispositivi come le macchine CPAP o la stimolazione magnetica transcranica, sono sempre più utilizzate nelle cliniche.
Anche l’esercizio fisico regolare, la meditazione e le pratiche di mindfulness sono incoraggiati come parte di un approccio olistico a un sonno migliore.
Anche la medicina tradizionale cinese, inclusi l’agopuntura, i rimedi erboristici e il massaggio tui-na, viene incorporata per affrontare i disturbi del sonno e promuovere l’equilibrio generale.
Fondata nel 2006, la clinica del sonno dell’Ospedale Guang’anmen della China Academy of Chinese Medical Sciences gestisce oggi quasi 100.000 visite ambulatoriali ogni anno, con i pazienti affetti da insonnia che rappresentano circa il 60-70% del totale.
“Il vantaggio della medicina tradizionale cinese sta nel suo approccio personalizzato”, ha detto Hong Lan, medica senior della clinica.
“Non si concentra solo sull’aiutare i pazienti ad addormentarsi, ma pone l’accento anche sull’equilibrio complessivo di corpo e mente”, ha detto Hong.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
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Pubblicato
28 minuti fa-
10 Luglio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Milano nei confronti di 7 indagati (4 agli arresti domiciliari, un commercialista destinatario della misura interdittiva del divieto di esercitare attività professionale, i rimanenti due sottoposti uno all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’altro all’obbligo di dimora), ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati di frode fiscale e riciclaggio.
Contestualmente, è in corso un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 810 mila euro. L’operazione, scrivono le fiamme gialle in una nota, che segue le perquisizioni dello scorso 15 maggio, nel corso delle quali erano stati sottoposti a sequestro denaro e beni per oltre 1,7 milioni, ha permesso “di smantellare una sofisticata e “invisibile” infrastruttura finanziaria: un sistema illegale che faceva perno su una “banca occulta” utilizzata per evadere il fisco e riciclare i relativi proventi illeciti”.
Il circuito illecito si articolava in quattro fasi: le società cartiere: entità giuridiche, gestite da prestanome italiani e stranieri, offrivano a imprese italiane operanti nel settore dei metalli ferrosi un servizio illegale di emissione di fatture per operazioni inesistenti (oltre 134 milioni di euro il volume d’affari complessivo delle false fatturazioni emesse); il pagamento delle fatture fittizie: le imprese italiane beneficiarie della frode effettuavano i pagamenti delle false fatture ricevute, abbattendo così il proprio reddito imponibile; il trasferimento del denaro all’estero: il sodalizio cinese, a fronte dei bonifici ottenuti dalle imprese italiane, provvedeva a spostare il denaro su conti esteri riconducibili ad altri connazionali (oltre 80 milioni di euro l’importo dei trasferimenti verso l’estero accertati); il “cash-back” del denaro: l’importo corrisposto a titolo di pagamento delle fatture false veniva immediatamente restituito agli imprenditori italiani mediante la consegna, ad opera di corrieri appositamente incaricati dai broker cinesi, di un’equivalente cifra di denaro contante, al netto di una commissione per il servizio illegale reso.
Lo schema fraudolento ricostruito è riconducibile al meccanismo del cosidetto “underground banking system”, consistente nel trasferimento di denaro contante al di fuori dei canali finanziari ufficiali e regolamentati, così da aggirare i presidi antiriciclaggio. Nel corso delle indagini è emerso che uno dei punti di raccolta e smistamento del denaro contante era stato ricavato all’interno di un appartamento di Milano che fungeva da vera e propria sede della “banca occulta”.
Qui i Finanzieri, nel corso delle perquisizioni svolte a maggio, avevano rinvenuto oltre 120 mila euro in contanti e diverse macchine conta-soldi di ultima generazione, capaci non soltanto di quantificare l’importo ma anche di leggere e memorizzare i numeri seriali delle banconote. Tra i soggetti colpiti da misura cautelare vi è anche un commercialista che, sulla base delle risultanze dell’indagine, avrebbe fornito assistenza all’organizzazione per strutturare la rete di società cartiere incaricate dell’emissione delle false fatture attraverso le quali sono state drenate ingenti risorse finanziarie.
Grazie alla preziosa sinergia con l’Autorità Giudiziaria di Milano, l’operazione di servizio testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria ed in particolare alle frodi fiscali e al riciclaggio di denaro sporco.
-Foto di repertorio Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).
Cronaca
Smantellato traffico di droga tra l’Italia e l’Albania, 23 arresti
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48 minuti fa-
10 Luglio 2026di
Redazione
LECCE (ITALPRESS) – All’alba, nelle province di Lecce, Brindisi, Bari, Roma, Vibo Valentia e Matera, la Direzione Investigativa Antimafia sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 23 soggetti (21 in carcere e 2 ai domiciliari) emessi dal gip di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di altrettanti soggetti indiziati di fare parte di due associazioni dedite al traffico internazionale di stupefacenti con canali di approvvigionamento albanese, per la cocaina, l’eroina e la marijuana, e calabrese, per la cocaina. Il termine “Whisper” (sussurro) con cui è stata denominata l’operazione deriva dalla modalità che gli indagati usavano per interloquire tra di loro, caratterizzata da estrema accortezza, quasi sottovoce. L’attività investigativa trae origine dalle risultanze emerse nell’ambito dell’indagine denominata “URA” (“ponte”), tra settembre 2021 e giugno 2022, eseguita dal Centro Operativo DIA di Bari, anche tramite la Squadra Investigativa Comune costituita tra D.D.A. di Bari e S.P.A.K. di Tirana, che documentava ‘un rilevante traffico di stupefacenti, gestito da un’organizzazione criminale albanese capeggiata da un noto trafficante del paese delle Aquile (destinatario oggi di misura restrittiva) stabilmente stanziato a Durazzo, destinato in parte alle province di Brindisi e Leccè.
L’indagine della DDA di Lecce è stata condotta dal 2022 al 2025, permettendo di disarticolare due distinte associazioni criminali dedite al traffico e spaccio internazionale di ingenti quantità di differenti tipologie di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana, eroina ed hashish), operanti rispettivamente nel territorio della provincia di Brindisi – in particolare nel Comune di Oria – e del capoluogo leccese, con disponibilità di armi da fuoco e che per la movimentazione dello stupefacente utilizzavano minori, donne nonchè soggetti di origine albanese, con compiti di corriere su autobus di linea (per la tratta internazionale Italia-Albania e viceversa).
Durante le varie fasi dell’attività investigativa sono stati sottoposti a sequestro circa 58 chili di sostanza stupefacente (3 chili di cocaina, 30 chili eroina e chili marijuana, individuando anche 2 laboratori attrezzati per il taglio ed il confezionamento dello stupefacente), 2 pistole complete di munizionamento e sono stati tratti in arresto in flagranza di reato 15 soggetti, tra cui 2 donne, 3 cittadini albanesi ed un pericoloso latitante oritano, inserito in contesti associativi di criminalità organizzata, sottrattosi alla cattura poichè colpito da più provvedimenti anche emessi dall’Autorità Giudiziaria estera, per vari reati.
– Foto screenshot video DIA –
(ITALPRESS).
Cronaca
Amazon, Busnelli “Dal 2010 investiti in Italia oltre 25 miliardi”
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48 minuti fa-
10 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Amazon consolida il proprio radicamento in Italia e guarda con attenzione al Mezzogiorno. Ne parla Giorgio Busnelli, Country Manager del gruppo in Italia, intervistato da Claudio Brachino per il format tv Italpress Economy.
“Abbiamo celebrato il 15° anniversario di presenza in Italia lo scorso anno – ricorda Busnelli -. Abbiamo aperto nel nostro Paese nel 2010 e in questo periodo abbiamo investito più di 25 miliardi di euro e creato 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato”. Secondo alcuni studi, ha sottolineato il manager, Amazon è l’azienda privata che ha creato più occupazione nell’ultimo decennio, con una presenza che conta 60 siti su tutto il territorio nazionale.
Fondamentale, per il gruppo, anche il sostegno alle piccole e medie imprese: sono oltre 20.000 quelle che collaborano con Amazon per raggiungere clienti in Italia e nel mondo. Tra le iniziative, la vetrina dedicata al Made in Italy, che coinvolge 5.500 aziende italiane e più di 3 milioni di prodotti messi a disposizione a livello internazionale. Nel complesso, le aziende italiane che vendono su Amazon hanno esportato lo scorso anno beni per 3,5 miliardi di euro. Il 45% delle Pmi coinvolte si trova in zone rurali, un canale che secondo Busnelli permette a piccoli artigiani ed eccellenze locali di raggiungere clienti in Europa e nel mondo.
Sul fronte degli investimenti, Busnelli ha ricordato la recente apertura di un nuovo centro logistico a Jesi, nelle Marche, che porterà oltre 1.000 posti di lavoro nei prossimi tre anni.
Capitolo a parte per il Mezzogiorno, definito “centrale” nella strategia italiana del gruppo: oltre 2 miliardi di euro investiti dall’ingresso in Italia, 3.000 dipendenti e un indotto stimato in 1,5 miliardi di euro. Da qui il lancio del progetto “Amazon Destinazione Sud”, che comprende incentivi per le nuove Pmi meridionali che iniziano a collaborare con Amazon e il programma di formazione digitale “Accelera con Amazon”, aperto a tutte le imprese, anche a chi non vende sulla piattaforma. Sul fronte dei giovani, l’obiettivo è formare entro fine anno 200.000 ragazzi sulle materie Stem a livello nazionale, con borse di studio e target specifici dedicati proprio al Sud.
Busnelli si sofferma poi su “Amazon Dona”, il programma che punta a dare nuova vita ai resi e a sostenere le famiglie in difficoltà: dal 2025 600.000 prodotti donati per un controvalore di 8 milioni di euro a 35.000 famiglie fragili, grazie alla collaborazione di 1.400 enti del terzo settore. L’iniziativa, spiega il manager, si basa sulla legge anti-spreco – di cui quest’anno ricorre il decennale – e su un modello logistico innovativo sviluppato con i partner Fondazione Valore e Centro Five, che aggregano la domanda degli enti sul territorio.
Busnelli infine risponde a una domanda sul nuovo dazio doganale sulle spedizioni provenienti da Paesi extra Ue sotto i 150 euro. “Il 97% delle spedizioni in Italia e in Europa avviene all’interno dell’Unione – ha precisato Busnelli -, quindi la gran parte della nostra attività non è toccata da questo cambiamento”. Il manager comunque esprime apertura verso “una legislazione che porti a condizioni di concorrenza eque per tutti gli attori coinvolti”, auspicando un’applicazione “proporzionata e favorevole” per clienti e Pmi partner.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).


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