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Economia

Il gruppo Iren chiude il 2025 con Ebitda e utile netto in crescita, Dal Fabbro: “I risultati confermano le previsioni”

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ROMA (ITALPRESS) – Il gruppo Iren chiude il 2025 con ricavi consolidati che si attestano a 6.574,1 milioni, in aumento del +8,8% rispetto ai 6.043,1 milioni dell’esercizio 2024, mentre l‘Ebitda ammonta a 1.353 milioni, in aumento del +6,2% rispetto ai 1.274,1 milioni dell’esercizio 2024.

Il risultato operativo è pari a 530 milioni, in aumento del +2% rispetto ai 519,7 milioni di euro dell’esercizio 2024. l’utile netto di gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 300,5 milioni, in aumento (+11,9%) rispetto al risultato dell’esercizio 2024. L’indebitamento finanziario netto si attesta a 4.222 milioni al 31 dicembre 2025, in incremento (+3%) rispetto al dato del 31 dicembre 2024.

Gli investimenti lordi realizzati nel periodo ammontano a 1.407 milioni, di cui 925 milioni di investimenti tecnici (+12%) destinati principalmente alle reti idriche ed elettriche, all’attività di raccolta e al completamento degli impianti di trattamento rifiuti e all’estensione della rete di teleriscaldamento, e 522 milioni di investimenti finanziari riconducibili all’acquisizione della quota di minoranza di Iren Acqua (283 milioni) e al consolidamento di Egea (237 milioni).

 Il Gruppo prevede di realizzare nel 2026 investimenti pari a quasi un miliardo, in linea con il piano strategico approvato a novembre 2025, che si concentreranno nei settori “regolati” e principalmente sulla BU Reti per incrementare la resilienza delle reti di distribuzione elettrica, oltre che sul servizio idrico integrato per la costruzione di nuovi depuratori e l’ammodernamento delle infrastrutture per una gestione più efficiente e una conseguente riduzione delle perdite idriche.

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Il Cda ha deliberato di proporre all’assemblea degli azionisti, che si terrà il 21 maggio, il pagamento di un dividendo pari a 13,86 centesimi per azione, in crescita del 8% rispetto allo scorso anno. Data stacco della cedola il 22 giugno.

I risultati conseguiti nel corso del 2025 confermano le previsioni comunicate al mercato, con un Ebitda che si attesta a 1.353 milioni in crescita del +6%, un utile netto superiore ai 300 milioni, in aumento del +12%, e un rapporto debito/Ebitda a 3,1x in miglioramento rispetto all’anno precedente. L’integrazione di Egea sta già esprimendo risultati molto positivi (+60 milioni nel 2025), contribuendo alla crescita del Gruppo e al rafforzamento della nostra piattaforma industriale. La scelta di anticipare questo consolidamento, sostenuta finanziariamente dall’emissione del bond ibrido da 500 milioni, ha permesso inoltre di ottenere già nel 2025 parte delle sinergie individuate. Poiché i risultati appena approvati rispecchiano in pieno le attese, confermiamo la dividend policy di piano e proponiamo all’assemblea dei soci un dividendo in crescita del +8% e pari a 13,86 centesimi di euro per azione”. Così Luca Dal Fabbro, presidente del Gruppo Iren, commenta i dati relativi all’esercizio 2025.

Nel 2025 abbiamo dato concreta esecuzione alla nostra strategia, rafforzando il posizionamento nei business regolati e semi-regolati che raggiungono il 74% dell’Ebitda e costruendo un modello sempre più resiliente e capace di generare valore sostenibile nel tempo. I risultati lo dimostrano: investimenti tecnici per 925 milioni, in crescita del +12%, e sinergie per 20 milioni in crescita di 2,5x rispetto all’anno precedente. Il piano di sinergie proseguirà quest’anno in linea con le attese. Guardiamo al 2026 con fiducia, facendo leva su un modello industriale focalizzato ed equilibrato, in grado di garantire stabilità anche in contesti volatili grazie al maggior sviluppo atteso nei business regolati. Prevediamo una crescita dell’Ebitda del +4%, investimenti tecnici per circa 950 milioni e il mantenimento del rapporto indebitamento finanziario netto/Ebitda a 3,1x”. Così Gianluca Bufo, Ad e direttore generale del Gruppo Iren, commenta i dati relativi all’esercizio 2025.

-Foto ufficio stampa Iren-
(ITALPRESS).

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Economia

Nei primi tre mesi del 2026 il Pil cresce dello 0,3%

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ROMA (ITALPRESS) – Secondo la stima dei conti economici trimestrali, nei primi tre mesi del 2026, il Pil italiano è cresciuto dello 0,3% in termini congiunturali. Lo rileva l’Istat nella Nota di andamento dell’economia italiana su maggio-giugno. “A questa dinamica hanno contribuito positivamente sia la domanda nazionale al netto delle scorte sia, in misura più marcata, la domanda estera, mentre la variazione delle scorte ha fornito un contributo negativo”. La crescita acquisita per il 2026 si attesta allo 0,6%. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Mario Orfeo si dimette da Repubblica, dal 9 settembre sarà il direttore editoriale di QN Media

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ROMA (ITALPRESS) – Mario Orfeo si è dimesso da direttore di Repubblica. Dal prossimo 9 settembre sarà il direttore editoriale di QN Media (già Editoriale Nazionale), il gruppo che detiene i quotidiani il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e QN. Nel nuovo ruolo, Mario Orfeo affiancherà l’editore, Leonardo Maria Del Vecchio, e l’amministratore delegato, Gabriele Benedetto, “nel percorso di crescita del gruppo, con una funzione di indirizzo e di coordinamento della strategia editoriale e dei nuovi progetti di sviluppo”, si legge in una nota, che prosegue: “Il progetto di Leonardo Maria Del Vecchio punta a ridisegnare il posizionamento dell’intero gruppo editoriale a partire dal nuovo QN, in arrivo il prossimo autunno, che evolverà in una testata di opinione di fascia alta, autorevole, capace di parlare anche a un pubblico giovane, con un linguaggio contemporaneo”.

Agnese Pini è confermata direttrice responsabile delle testate del gruppo e “contribuirà all’ambizioso progetto di rilancio del nuovo QN: una testata completamente rinnovata, con una veste grafica ispirata ai principali quotidiani europei, un’impostazione orientata alla leggibilità e alla valorizzazione dei contenuti, e una piattaforma digitale riprogettata da zero insieme al prodotto cartaceo”.

Allo stesso tempo, la visione dell’editore si traduce in una “nuova architettura del gruppo che punta a rendere ogni testata locale più identitaria e riconoscibile: Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno manterranno ciascuno il loro ruolo centrale nell’informazione regionale, rafforzando il radicamento nei rispettivi territori”.

Mario Orfeo, 60 anni, è direttore di Repubblica dal 2024, è l’unico giornalista nella storia della Rai ad aver diretto i tre principali telegiornali della tv di stato (Tg1, Tg2, Tg3), di cui è stato amministratore delegato nella stagione 2017-2018. Prima ha diretto Il Mattino e Il Messaggero.

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GEDI “AUGURI A ORFEO, STORIA DI REPUBBLICA PROSEGUE”

“Prendiamo atto della decisione di Mario Orfeo e desideriamo ringraziarlo per il lavoro svolto con professionalità e dedizione, rivolgendogli i migliori auguri di successo per il prosieguo del suo percorso professionale. La storia cinquantennale di la Repubblica proseguirà nel solco della sua tradizione di qualità dell’informazione, forte del valore dei suoi giornalisti e di un piano di investimenti e crescita su cui il gruppo è al lavoro”. Così in una nota il gruppo Gedi.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Misurata Free Zone in Libia, la “porta dell’Africa” presentata alle imprese italiane / Video

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ROMA (ITALPRESS) – Non solo una zona franca, ma “un ponte di collegamento” tra l’Africa e l’Europa. E’ questo l’ambizioso obiettivo che si pongono le autorità che gestiscono la Misurata free Zone in Libia. Un’opportunità per tutte le imprese italiane, secondo quanto è stato ribadito oggi all’evento di presentazione “Misurata Free Zone: la porta dell’Africa per le imprese italiane”, organizzato a Roma nella sede di Unioncamere dalla Camera di commercio italo-libica e da Confindustria Assafrica & Mediterraneo, in collaborazione con l’ambasciata d’Italia a Tripoli, Unioncamere e l’International Propeller Club – Port of Roma. L’iniziativa si inserisce nell’attività di promozione delle opportunità per le imprese italiane nel mercato libico e riflette l’interesse non solo per la Libia, ma per l’intero continente africano, da parte dell’Italia. “Nel corso degli ultimi 4 anni è stata dimostrata l’intenzione di rimettere al centro l’Africa negli interessi italiani”, ha dichiarato Marco Scurria, presidente dell’intergruppo parlamentare Amici della Libia, in apertura dei lavori.

“Sono qui per dire alle imprese italiane che questa eventuale collaborazione, che può nascere con le imprese libiche, è un percorso in cui le istituzioni italiane sono perfettamente allineate”, ha aggiunto Scurria, sottolineando l’importanza del Sistema Italia per sostenere le aziende nei loro progetti all’estero. Un’importanza messa in evidenza anche dall’ambasciatore d’Italia a Tripoli, Gianluca Alberini. “Il Sistema Italia è presente a Tripoli e siamo in grado di assistere le aziende che sono interessate”, ha detto il diplomatico parlando con la stampa a margine dei lavori. “La Libia può essere la porta dell’Italia verso l’Africa, così come l’Italia è la porta dell’Europa per la Libia”, ha ancora detto Alberini, ricordando però la necessità di porre fine alla crisi politica attuale e portare a termine la riunificazione per consentire al Paese di esprimere pienamente il proprio potenziale.

Dal punto di vista economico, la Libia è oggi “il mercato più naturale per le nostre Pmi”, secondo Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica, intervistato dall’agenzia Italpress. Guardare più a lungo termine, secondo Colicchi, “significa guardare al mercato africano“, e in quest’ottica la giornata di oggi ha offerto l’opportunità di “organizzare un’attività forte, con una fortissima presenza italiana, in quello che è l’hub più promettente”. Misurata rappresenta uno snodo di particolare rilievo nei traffici marittimi del Mediterraneo centrale e può costituire un hub operativo verso il mercato libico e, più in generale, verso l’Africa e il Medio Oriente.

La Misurata Free Zone, in questo contesto, “rappresenta sicuramente una nuova opportunità per le imprese italiane” secondo Patrizia Mauro, direttore generale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo. “La Misurata Free Zone è una nuova opportunità: un hub che si può consolidare come base logistica nei settori dell’oil and gas, dell’agroalimentare, delle infrastrutture, delle costruzioni, ma anche della formazione e della sanità. Stiamo investendo molto come Confindustria Assafrica & Mediterraneo nella Libia; è sempre stato per noi un partner strategico”, ha dichiarato a Italpress.

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La Misurata Free Zone intercetta attualmente circa il 60% del volume degli scambi non petroliferi del Paese e dispone di solide infrastrutture, ma offre anche agli investitori incentivi, vantaggi ed esenzioni, tra cui l’esenzione da dazi doganali, imposte e oneri su importazioni ed esportazioni. L’obiettivo non è però “limitarsi” ad essere una “zona franca”, secondo il direttore della struttura, Ayman Hamida Al-Drouish. “La Misurata Free Zone è in un luogo strategico non solo per il mercato libico ma anche per quelli africani e del Mediterraneo. Il concetto supera quello della zona franca, vogliamo essere un collegamento tra Europa e Africa“, ha dichiarato Al-Drouish.

La giornata è anche servita a ospitare incontri di networking e a firmare due protocolli d’intesa, uno tra la Misurata Free zone e la Camera di commercio italo-libica, e l’altro tra la Zona franca e Confindustria Assafrica & Mediterraneo. Entrambi gli accordi vedono una durata triennale, rinnovabile automaticamente, e puntano a promuovere la Misurata free Zone come meta sempre più in grado di attrarre gli investimenti italiani.

– foto lcr/Italpress –

(ITALPRESS).

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