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Cronaca

La Juve torna a vincere, a Lecce la decide Vlahovic

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LECCE (ITALPRESS) – La Juventus vince di misura a Lecce e compie un passo importante nella corsa a un posto in Champions League. A decidere la sfida il gol di Vlahovic all’alba del match, con i bianconeri che nel corso della gara si sono anche visti annullare due reti. Il Lecce resta invischiato nella lotta per non retrocedere, con quattro punti che – in attesa del match tra Cremonese e Pisa – lo distanziano dal terzultimo posto.
Bastano solo dodici secondi alla Juventus per l’1-0, grazie al cross dalla sinistra di Cambiaso per il controllo e girata vincenti di Vlahovic. Risponde il Lecce, con Banda che serve in area Cheddira, rapido a calciare verso la porta ma fermato dalla parata di Di Gregorio. Inizio di gara intenso e con diverse occasioni, ci riprova la Juventus che avrebbe la chance del raddoppio con Conceiçao, che pescato in verticale da Locatelli calcia di mancino colpendo il palo alla sinistra di Falcone. Bianconeri pericolosi e che gestiscono il vantaggio per tutta la prima frazione, andando nuovamente vicini al 2-0 al 39′, ancora con Vlahovic, libero di avanzare centralmente sulla trequarti e di liberare il sinistro che termina di poco alto. Il serbo si farà pericoloso anche in avvio di ripresa, segnando il gol che varrebbe il raddoppio, ma il Var annulla tutto per posizione di fuorigioco dello stesso Vlahovic. Una situazione quasi analoga si ripete al 59′, stavolta con Kalulu ad andare in gol ma al termine di un’azione viziata nuovamente da un offside di Vlahovic. Sfortunata la Juventus, ancora in gara il Lecce, con Di Francesco che cambia tutti i suoi interpreti d’attacco in cerca del pari. La squadra di Spalletti però continua ad avere spazi offensivi, così il tecnico bianconero inserisce Zhegrova, Boga e David per mettere al sicuro il risultato. Nell’ultima azione del match è proprio il canadese a servire il pallone buono a Boga, che non riesce a superare Falcone, bravo poi a opporsi anche a Zhegrova in quella che sarà l’ultima occasione del match del Via del Mare.
– foto Ipa Agency –
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Cronaca

Inchiesta urbanistica, tutti assolti in primo grado gli imputati del processo sul grattacielo Torre Milano

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MILANO (ITALPRESS) – Sono stati assolti in primo grado, dal Tribunale di Milano, gli otto imputati nel processo sul grattacielo Torre Milano di via Stresa. Le accuse erano di abuso edilizio e lottizzazione abusiva. La Procura aveva chiesto condanne per tutti e la confisca formale dell’intera torre.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Sabotaggio all’alta velocità, 7 arresti per terrorismo anarchico

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ROMA (ITALPRESS) – Blitz antiterrorismo della Polizia di Stato. I medici della Digos di Roma, insieme alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, hanno smantellato una cellula anarco-insurrezionalista radicata nella Capitale e legata a gruppi simili a Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli. Su richiesta della Procura di Roma, il Gip ha emesso sette misure cautelari: 5 persone sono finite in carcere e 2 agli arresti domiciliari, tutte accusate di associazione con finalità di terrorismo ed eversione.

L’indagine ha fatto luce sul grave sabotaggio dello scorso 14 febbraio contro la linea ferroviaria dell’Alta Velocità Roma-Firenze. Due degli arrestati sono infatti accusati di aver piazzato ordigni esplosivi rudimentali ma efficaci, provocando il blocco della circolazione e danni all’infrastruttura per 455 mila euro. L’attacco, insieme a un altro tentato sulla Roma-Napoli, era stato rivendicato sul sito ispiraazione.noblogs.org in concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, con messaggi antimilitaristi.

Tra gli obiettivi della cellula c’era anche quello di mantenere viva la protesta del movimento anarchico contro il regime di 41bis a cui è sottoposto Alfredo Cospito, pianificando altre azioni violente. Oltre agli arresti, la Digos ha avviato decine di perquisizioni in tutta Italia, che hanno coordinato le questure di Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti, e che hanno interessato anche il centro sociale romano Bencivenga Occupato.

L’inchiesta, data la sua portata internazionale, è coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

IL VIDEO

– Foto: Da video Polizia

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Cronaca

Stroncato traffico internazionale di droga tra Lazio e Sud America, 11 indagati

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ROMA (ITALPRESS) – Blitz dei Carabinieri di Civitavecchia nelle province di Roma, L’Aquila, Reggio Calabria e Catania. I militari, coordinati dalla Dda di Roma, hanno smantellato una banda di narcotrafficanti che importava fiumi di cocaina dal Sud America per rivenderla in Italia: 11 le persone coinvolte, di cui 8 finite in carcere e 3 indagate a piede libero.

L’operazione è il risultato di mesi di indagini partiti nell’agosto 2025. La rete criminale aveva la sua base tra Roma e il litorale nord del Lazio, ma contava su solidi agganci con i clan calabresi e campani. A gestire i fili della spola internazionale c’erano figure chiave con ruoli ben definiti: un broker dominicano per i soldi e i contatti esteri, un capo colombiano (chiamato “Il Presidente”) a gestire i rifornimenti, un broker romano per piazzare la droga sul mercato del centro Italia e un complice calabrese che modificava le auto creando doppi fondi telecomandati.

I canali d’ingresso della droga erano tre: via terra dalla Spagna con le auto truccate, via mare dal porto di Guayaquil (Ecuador) gettando i borsoni in acqua con localizzatori Gps per il recupero, e attraverso i corrieri “ovulatori” negli aeroporti. La banda lavorava come un’azienda: la cocaina veniva comprata all’ingrosso a 16-17 mila euro al chilo e rivenduta a 21-24 mila. Al telefono usavano codici come “Biancaneve” o “Rosalba” (per la cocaina rosa).

Le intercettazioni hanno svelato anche un “colpo gobbo” subito dalla banda: esponenti della Camorra napoletana sono riusciti a rubare ai colombiani 10 chili di cocaina (un danno da 280 mila euro) inscenando un finto controllo della Polizia. Per risolvere lo sgarro senza scatenare una guerra, i boss hanno dovuto organizzare dei veri e propri summit chiarificatori in Campania.

La violenza del gruppo era comunque altissima: per recuperare i soldi da chi non pagava erano pronti a usare mazze da baseball, armi e a sequestrare i debitori in appartamenti affittati per l’occasione. Contavano inoltre sul supporto dei “Los Choneros”, il clan più spietato dell’Ecuador, e ripulivano i guadagni usando le criptovalute.

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L’inchiesta si è chiusa con la scoperta di una vera e propria raffineria clandestina nelle campagne di Sant’Agata del Bianco, a Reggio Calabria. Lì i Carabinieri hanno sequestrato presse, stampi e oltre 500 chili di sostanze chimiche usate per tagliare la droga e raddoppiare i profitti. Tutti gli indagati sono da considerare innocenti fino a una condanna definitiva.

IL VIDEO

– Foto: ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).

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