Cronaca
Università Cattolica di Milano, Beccalli “Solo il diritto riconoscibile dà la liberta ai cittadini”
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1 mese fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – In un sistema giuridico sempre più complesso – dove si sovrappongono diritto nazionale, diritto sovranazionale, Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e diritto internazionale – è sempre più evidente la necessità di trovare un equilibrio e garantire ai cittadini norme comprensibili, chiare e ben definite.
È attorno a questa riflessione che si è svolto oggi all‘Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano il convegno “Prevedibilità della decisione e ordinamento multilivello: per un diritto riconoscibile”. L’incontro ha acceso i riflettori sulla “crisi della certezza del diritto”, tra “eccessiva produzione legislativa” e le nuove sfide dell’intelligenza artificiale, sottolineando la necessità di garantire sempre al cittadino la conoscenza delle conseguenze giuridiche delle proprie azioni, fattore che “può essere minacciato dall’imprevedibilità del giudizio”.
Hanno partecipato al dibattito Marta Cartabia, presidente emerita della Corte Costituzionale, Università Bocconi, Antonella Sciarrone Alibrandi, giudice della Corte Costituzionale, Renato Balduzzi, ordinario ordinari Diritto Costituzionale, Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei Deputati, e Fabio Pinelli, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. A moderare il dibattito Stefano Solimano, preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica.
Il convegno è stato aperto dai saluti della rettrice dell’Ateneo, Elena Beccalli, che ha sottolineato come l’incontro si è posto nel solco di altre iniziative simili avviate nei mesi scorsi dalla Cattolica “per favorire momenti di dialogo e di confronto tra la nostra comunità universitaria e le Istituzioni nazionali e internazionali”. “È realisticamente ambizioso riflettere sulla conformazione che deve assumere un diritto riconoscibile. In un contesto caratterizzato dalla crescente complessità delle fonti e dall’intreccio tra livelli normativi nazionali, sovranazionali e internazionali, la prevedibilità delle decisioni assume un rilievo non trascurabile – ha sottolineato la rettrice – . A questo intreccio, si aggiungono le questioni sollevate dalla giustizia predittiva, in cui l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale sulla base di precedenti giurisprudenziali consente di stimare statisticamente l’esito di una controversia. Se da un lato questi strumenti aumentano la riconoscibilità statistica del diritto, dall’altro i risvolti etici sono molto delicati”.
Alla luce di tali complessità, “per orientare il dibattito e la giurisprudenza verso l’obiettivo della prevedibilità della decisione occorre una consapevolezza profonda dei fatti, una saggezza istituzionale e una competenza trasversale”.
“L’Università Cattolica del Sacro Cuore ha raccolto convintamente l’invito di Papa Leone XIV a difendere i principi cardine della democrazia autentica, di una democrazia cioè che non è una mera procedura per prendere le decisioni, ma una modalità di organizzazione del potere che innanzitutto riconosce la dignità di ogni persona – ha ricordato poi Beccalli – . Scrive, infatti, in un recente messaggio che ‘la legittimità dell’autorità non dipende dall’accumulo di forza economica o tecnologica, ma dalla saggezza e dalla virtù con cui essa viene esercitata’. Mi permetto di ricordare tali considerazioni perché sono convinta che nel pensare e attuare un diritto riconoscibile non si debba perdere di vista questa premessa indispensabile del nostro vivere comunitario”. Secondo la rettrice, la complessità del sistema giuridico odierno “riguarda aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini”.
Infatti, “la prevedibilità della decisione in un ordinamento multilivello rappresenta una delle sfide più complesse della teoria del diritto in quanto non si tratta solo di un’esigenza accademica, ma di un pilastro dello Stato di diritto: se il cittadino non può prevedere le conseguenze legali delle proprie azioni, la libertà individuale viene meno”, ha concluso.
Anche il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, ha richiamato la necessità di un “diritto riconoscibile”. Secondo Pinelli, la certezza del diritto, “pietra d’angolo del sistema di tutele giurisdizionali in uno Stato di diritto”, è oggi insidiata da un “occasionalismo legislativo” che provoca disorientamento. “L’intensità della produzione normativa, spesso caratterizzata da interventi ravvicinati sulla stessa materia, provoca disorientamento, invia messaggi poco coerenti, se non proprio confliggenti, alla collettività, e, soprattutto, vanifica la capacità della legge di dettare discipline efficaci, razionali e facilmente riconoscibili”, ha sottolineato. “Un sistema orfano di riferimenti chiari inevitabilmente apre la strada al creazionismo giudiziale”.
Questo scenario aumenta il rischio che “casi analoghi vengano trattati e decisi da giudici diversi in modo anche radicalmente diverso”, aprendo la strada al “soggettivismo giudiziario”. Pinelli ha poi evidenziato la necessità di “ritornare a riconoscere centralità alla Corte costituzionale, non solo come organo di garanzia, ma anche e soprattutto come organo di chiusura dell’ordinamento interno”.
Le sentenze della Corte costituzionale, ha spiegato, “conseguono un effetto di ‘ripulitura’ dell’ordinamento che la singola decisione di disapplicazione del singolo giudice comune non può mai avere, dal momento che la norma che un giudice disapplica continua a sopravvivere nell’ordinamento ed a spiegare i suoi effetti. Un altro giudice potrebbe, viceversa, ritenerla perfettamente applicabile”.
“Solo l’incidente di costituzionalità è in grado di garantire l’uniforme applicazione del diritto, e dunque la prevedibilità delle future decisioni giudiziarie, e dunque, in ultima analisi, la certezza del diritto”, ha concluso Pinelli.
-Foto xm4/Italpress-
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COMO (ITALPRESS) – Incidente stradale poco dopo mezzanotte sulla Regina all’altezza del confine tra Brienno e Argegno (Como). Un’auto, con due persone a bordo, è finita nel lago. Una donna, che è stata recuperata dall’abitacolo dai soccorritori si trova in gravi condizioni ed è stata trasportata in codice rosso in ospedale con l’elicottero. Un uomo risulta disperso. Sul posto i vigili del fuoco, i sommozzatori, mezzi di soccorso e carabinieri.
-Foto Vigili del Fuoco-
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Cronaca
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16 Giugno 2026di
Redazione
GENOVA (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Genova ha sequestrato oltre 6 chilogrammi di hashish e marijuana provenienti dalla Spagna. Il sequestro è scattato al termine di una mirata attività di analisi di rischio condotta dalle Fiamme Gialle. Sotto la lente d’ingrandimento dei militari sono finiti diversi colli che, nonostante gli accorgimenti utilizzati dai mittenti per nascondere il tipico odore della sostanza, presentavano anomalie evidenti: l’indicazione di dati fittizi nel campo del destinatario e la scelta di punti di ritiro intermedi per la consegna.
Le successive ispezioni hanno consentito di scoprire un elaborato sistema di occultamento studiato per eludere i controlli. Le spedizioni intercettate apparivano come normali colli contenenti una cassetta degli attrezzi e una cassa acustica portatile. All’interno di quest’ultima, dopo aver rimosso i circuiti elettronici originali, i trafficanti avevano inserito un involucro di marijuana confezionato sottovuoto.
Ancora più sofisticato il metodo utilizzato per la cassetta degli attrezzi, all’interno della quale diversi panetti di hashish erano stati completamente inglobati e nascosti in un’abbondante colata di schiuma espansa per renderne impossibile l’individuazione.
IL VIDEO
– Foto: Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).
Cronaca
L’Uruguay di Bielsa fermato dall’Arabia Saudita sull’1-1
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1 ora fa-
16 Giugno 2026di
Redazione
MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – L’Uruguay non va oltre l’1-1 contro l’Arabia Saudita all’esordio ai Mondiali 2026. Gli uomini di Bielsa vanno sotto nel primo tempo con la rete di Al Amri (41′), ma reagiscono con qualità e carattere nella seconda frazione. Araujo (80′) evita ai sudamericani quello che sarebbe stato un pesante ko in apertura. Con il pareggio tra Spagna e Capo Verde è tutto in equilibrio in un girone H che sembrava decisamente indirizzato verso le Furie Rosse e la selezione di Bielsa. Nella prossima giornata l’Uruguay se la vedrà con Capo Verde (22 giugno ore 24), mentre l’Arabia Saudita sarà chiamata a un’altra impresa con la Spagna (21 giugno ore 18).
Buon avvio dell’Uruguay, che prende subito in mano il pallino del gioco costringendo i sauditi a schiacciarsi nella propria metà campo. Araujo scalda i guantoni di Al Owais, ma i Green Falcons tengono botta senza sbandare. La prima grande chance capita sulla testa di Vinas, che colpisce di testa da pochi metri, ma senza angolare e trovando la respinta di Al Owais. L’Uruguay si sbilancia e l’Arabia Saudita si rende pericolosa in contropiede: Al Amri ci prova di destro in area, ma Muslera devia in corner. Ed è da calcio d’angolo che arriva il vantaggio saudita: colpo di testa di Kanno, respinta non perfetta di Muslera e il più lesto di tutti sulla ribattuta è Al Amri, che firma l’1-0 al 41′. Immediata la reazione sudamericana, ma si va negli spogliatoi con l’Arabia avanti.
Appena iniziata la ripresa l’Uruguay sfiora il pari con Vinas che incorna su cross di Varela ma trova l’opposizione di Al Owais. Assedio della squadra di Bielsa, a centimetri dall’1-1 al 60′ con un palo colpito da Ugarte con una rasoiata dai 20 metri. All’80’ ecco il pari: ennesimo colpo di testa di Vinas, incerto nella respinta Al Owais e Araujo ribadisce in rete per l’1-1 a dieci minuti dalla fine. Saltano gli schemi nel finale con Al Owais che salva l’Arabia Saudita su un destro a giro a fil di palo di Valverde nel recupero. Nonostante un secondo tempo dominato, l’Uruguay non riesce a ribaltare i Green Falcons e non va oltre l’1-1.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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