Cronaca
A2A, Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Bergamo: nel 2025 oltre 160,5 milioni di euro di valore generato
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BERGAMO (ITALPRESS) – Più di 160 milioni di euro di valore distribuito al territorio, 41 milioni di euro di investimenti, l’84% del calore del teleriscaldamento proveniente da fonti non fossili e circa 126 mila tonnellate di CO2 evitate attraverso il sistema integrato energia-ambiente, quasi 4.000 studenti e docenti coinvolti nei progetti di educazione alla sostenibilità. Sono i numeri dell’undicesimo Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Bergamo del Gruppo A2A, presentato oggi dal Presidente e dall’Amministratore Delegato di A2A, Roberto Tasca e Renato Mazzoncini, alla presenza della Sindaca Elena Carnevali. Il documento rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo sul territorio nel 2025 e i suoi piani di attività per i prossimi anni.
“Nel 2025 il legame di A2A con Bergamo si è ulteriormente rafforzato – ha dichiarato Roberto Tasca, Presidente del Gruppo -. Come partner del Climate City Contract, stiamo affiancando la città nell’ambiziosa sfida per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. Lo scorso anno abbiamo attivato 173 fornitori locali per oltre 113 milioni di euro di ordini, a dimostrazione del nostro ruolo di supporto al tessuto economico locale. La stella polare della transizione ecologica per noi non è soltanto una sfida ambientale: è una leva di competitività per le imprese e per i territori. Come dice con chiarezza il report Draghi, l’Europa non può permettersi di rinviare gli investimenti nelle infrastrutture strategiche se non vuole perdere ulteriore terreno. Noi crediamo che Bergamo possa dimostrare che transizione giusta e sviluppo economico non sono in contraddizione, ma viaggiano di pari passo”.
“Bergamo non è soltanto una delle aree più produttive d’Italia: è diventata un laboratorio europeo di decarbonizzazione urbana – ha aggiunto Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A -. L’84% del calore distribuito nella rete del teleriscaldamento proviene da fonti non fossili, una quota destinata a crescere già quest’anno e che poche città europee possono vantare; la riqualificazione energetica di oltre 160 edifici comunali consentirà di tagliare la CO2 del 60%; la raccolta differenziata sfiora l’80% in città, con zero rifiuti inviati in discarica. Questi risultati nascono da investimenti industriali costanti e da una partnership pubblico-privata che genera valore per la comunità. I 41 milioni di investimenti realizzati lo scorso anno sono la dimostrazione dell’impegno del Gruppo: ogni euro investito in infrastrutture sul territorio genera valore per i cittadini, competitività per le imprese e occupazione nelle filiere locali. Questo è il senso industriale del nostro lavoro a Bergamo”.
Anche nel 2025, A2A ha contribuito a generare valore per il territorio e per i suoi stakeholder: sono stati infatti distribuiti 160,5 milioni di euro sotto forma di dividendi, stipendi, imposte, canoni e concessioni locali, sponsorizzazioni e ordini di fornitura. In particolare, questi ultimi hanno raggiunto i 113 milioni di euro, confermando l’impegno del Gruppo nel sostenere il tessuto economico e imprenditoriale locale, con 173 fornitori attivati, di cui il 62% costituito da micro e piccole imprese.
Gli investimenti realizzati, pari a 41 milioni di euro, hanno riguardato ambiti infrastrutturali strategici per l’economia circolare e la transizione energetica, pilastri del Piano Industriale di A2A al 2035: interventi di manutenzione straordinaria, ammodernamento e sviluppo dei termovalorizzatori di Bergamo (rifiuti solidi urbani) e Filago (rifiuti speciali) che, complessivamente, hanno trattato 158.000 tonnellate di rifiuti producendo 67 GWh di energia elettrica e 119 GWh di energia termica; l’estensione della rete di teleriscaldamento, le attività di efficientamento energetico che riguardano oltre 160 edifici pubblici del Comune di Bergamo, con un taglio del 58% della CO2, e la realizzazione della nuova sede del Gruppo in via Zanica, che sarà inaugurata entro l’estate e certificata LEED Gold, con una riduzione dei consumi fino al 30%.
Il tema della decarbonizzazione resta al centro della strategia di A2A, e il teleriscaldamento si conferma una delle leve più efficaci. Nel 2025 la rete ha raggiunto i 103 km, servendo oltre 43.000 appartamenti equivalenti e raggiungendo un incremento dell’8% nei volumi di calore venduto. Grazie all’estensione del recupero energetico anche dal termovalorizzatore REA di Dalmine, l’84% del calore distribuito in città proviene da fonti non fossili. Sul fronte dell’economia circolare, Bergamo si conferma tra i territori più virtuosi a livello nazionale. Aprica ha raccolto oltre 82mila tonnellate di rifiuti, inviate interamente a recupero: il 77% sotto forma di materia e il 23% sotto forma di energia, senza alcun ricorso alla discarica. Nel Comune di Bergamo, dove nel 2025 il servizio in Città Alta è stato riorganizzato per migliorarne ulteriormente l’efficienza, la raccolta differenziata ha raggiunto il 78,5% (+1,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente), mentre in provincia si è attestata attorno al 74,5%, a fronte di una media nazionale del 66,6%.
Nel corso dell’anno sono proseguite anche le azioni di innovazione dei servizi urbani, con l’implementazione di sistemi di smart waste management con l’installazione di 50 nuove postazioni con cestini intelligenti per la raccolta differenziata sul territorio cittadino e di ulteriori 19 postazioni per la raccolta differenziata nei parchi. A conferma delle performance raggiunte, sette Comuni bergamaschi gestiti da Aprica (uno su due) sono stati premiati tra i “Comuni Ricicloni 2025” di Legambiente Lombardia. Complessivamente, le attività di raccolta differenziata e termovalorizzazione hanno portato a un beneficio ambientale complessivo stimato in circa 126mila tonnellate di CO2 evitate.
A rafforzare ulteriormente il perimetro operativo del Gruppo sul territorio, nel 2026 A2A Ambiente è entrata nel capitale di G.Eco, gestore dell’igiene urbana in 61 comuni della provincia tra Bassa, Val Seriana e Isola bergamasca, servendo circa 270mila abitanti. Il Gruppo si impegna a garantire per dieci anni il trattamento e il recupero dei rifiuti non altrimenti riciclabili nella propria rete impiantistica, per un valore complessivo stimato in circa 395 milioni di euro.
Sul fronte dell’illuminazione pubblica, A2A si è aggiudicata, al termine di una gara europea, la riqualificazione e la gestione degli impianti di illuminazione della città di Bergamo per una durata di dodici anni e con investimenti previsti in arco piano pari a 8 milioni di euro. A ciò si aggiunge l’aggiudicazione del servizio di manutenzione dell’illuminazione pubblica a Dalmine per quattro anni.
A conferma dell’attenzione verso le proprie persone, A2A ha ottenuto anche nel 2025 per tutte le Società del Gruppo la certificazione Top Employers. È stato approvato per tutti i dipendenti il Piano di Azionariato Diffuso, volto a coinvolgere le persone nel percorso di crescita della Società e a cui hanno aderito oltre 10.000 dipendenti. A Bergamo, A2A impiega oltre 400 persone. Nel corso del 2025 sono state effettuate 65 nuove assunzioni, di cui il 23% under 30, con una crescita del 30% delle ore di formazione erogate, che si attestano a 32 ore pro capite. A inizio 2026 è stato inoltre avviato il programma di diffusione delle competenze sull’intelligenza artificiale, con 32 ore di formazione per oltre 7mila dipendenti del Gruppo in tutta Italia.
Anche nel 2025, A2A ha rinnovato il proprio impegno verso le nuove generazioni con quasi 4.000 studenti e docenti coinvolti nel territorio in progetti didattici, dal programma nazionale ‘Futuro in Circolo – In Movimento per la Biodiversità’, alle attività di educazione ambientale di Aprica, fino alle visite guidate agli impianti del Gruppo. Infine, sul fronte sociale, nel 2025 è proseguito l’impegno di A2A sul territorio attraverso Fondazione Banco dell’energia, ente filantropico fondato da A2A e dalle sue Fondazioni, attivo nel contrasto alla povertà energetica. Negli ultimi anni, a Bergamo, la Fondazione ha destinato circa 175 mila euro a sostegno dei progetti ‘Nuova Illuminazione di Spazio Autismo’ e ‘Riscaldiamo l’inverno 2.0 e 3.0’.
– Foto ufficio stampa A2A –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Iran, nuovi attacchi americani a Hormuz e nel Sud del Paese
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47 minuti fa-
9 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Media filo iraniani riportano di un attacco alla base iraniana Imam Ali nella città iraniana di Chabahar nel sud dell’Iran. Segnalate esplosioni anche nel porto di Karnak e sull’isola di Lavan. Un funzionario statunitense ha riferito ad Azios che l’esercito USA sta conducendo attacchi contro obiettivi militari iraniani nello Stretto di Hormuz. Atttacchi confermati anche dai canali ufficiali di Centcom, i quali riportano che “Su ordine del Comandante in Capo, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno avviato ulteriori attacchi contro l’Iran per indebolire ulteriormente la sua capacità di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti ritengono l’Iran responsabile della recente aggressione ingiustificata contro navi mercantili ed equipaggi civili che navigano liberamente in una vitale via navigabile internazionale”.(ITALPRESS).
Foto: Ipa Agency
Cronaca
Cina, buoni di consumo per 450 mln di yuan a favore del turismo estivo
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3 ore fa-
8 Luglio 2026di
Redazione
XINING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina oggi ha avviato una campagna nazionale per promuovere i consumi culturali e turistici durante le vacanze estive, con la distribuzione di buoni di consumo per un valore complessivo superiore a 450 milioni di yuan, pari a circa 66 milioni di dollari USA.
Organizzata dal ministero della Cultura e del Turismo, la campagna punta a migliorare l’offerta di prodotti e servizi turistici stagionali e a incoraggiare le persone a viaggiare durante le vacanze estive.
In programma dall’inizio di luglio alla fine di agosto, l’iniziativa dovrebbe comprendere oltre 30.000 attività in tutto il Paese, rispondendo alle principali richieste dei viaggiatori, tra cui soggiorni estivi, vacanze al mare, turismo notturno, crociere e viaggi di studio.
Il ministero, insieme ad altri organismi competenti, introdurrà una serie di misure di sostegno, dalle guide informative di viaggio a politiche finanziarie agevolate.
Un evento di inaugurazione si è tenuto oggi nella prefettura autonoma tibetana di Haibei, nella provincia nord-occidentale cinese del Qinghai.
La campagna arriva in un momento in cui la Cina si è prefissata l’obiettivo di migliorare in modo significativo l’accesso dei cittadini al turismo e la relativa soddisfazione entro il 2030, secondo un nuovo piano quinquennale per lo sviluppo del turismo pubblicato ieri.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Cronaca
Crisafi (Remind) “Costruiamo insieme l’Italia che abiteremo”
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3 ore fa-
8 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta a Roma la nuova edizione de L’Italia che Abiteremo by Remind presso la Sala Biblioteca a Palazzo INAIL. L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta un momento di riflessione dedicato al presente e al futuro delle città, delle periferie e dei territori, in un contesto di profonda trasformazione dei luoghi dove le persone vivono, operano e transitano.
Con il contributo di esperti, decision-maker e leader del settore, l’incontro ha affrontato i temi dell’immobiliare allargato, delle infrastrutture e della mobilità, con particolare attenzione alle sfide della sostenibilità ambientale, dell’innovazione tecnologica, della sicurezza integrata e della qualità della vita.
L’iniziativa si è aperta con l’Inno d’Italia interpretato dalla Soprano Lucia Rubedo.
Ad introdurre i lavori il Cavaliere di Gran Croce Paolo Crisafi, Presidente di Remind, che ha così dichiarato «Le profonde evoluzioni che stanno ridefinendo l’abitare e la qualità della vita, insieme all’avvio del Piano Casa – promosso dal Governo guidato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai Vicepresidenti e Ministri Matteo Salvini e Antonio Tajani unitamente al Parlamento-, impongono una visione strategica condivisa e una collaborazione sempre più sinergica tra Istituzioni e Imprese. Con l’Italia che Abiteremo by Remind intendiamo promuovere un dialogo sulle grandi sfide dell’abitare, della mobilità, della rigenerazione urbana, della sostenibilità e della valorizzazione del patrimonio pubblico e privato, favorendo la condivisione di esperienze, competenze e progettualità orientate a soluzioni innovative e concretamente realizzabili. Oggi più che mai è necessario mettere a fattor comune le buone pratiche creando un patrimonio condiviso di conoscenze che possa supportare le amministrazioni pubbliche e gli operatori nella definizione di interventi efficaci, replicabili e sostenibili. Solo rafforzando il dialogo tra Pubblico e Privato sarà possibile definire e attuare politiche industriali immobiliari e infrastrutturali per territori e città più resilienti, sicure e orientate al benessere dei cittadini dove vivono, operano e transitano. Costruiamo insieme l’Italia che abiteremo!».
L’incontro ha visto l’illustre partecipazione di esponenti del Governo e del Parlamento Italiano ed Europeo.
Ad aprire i lavori è stato il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che ha ribadito la necessità di orientare le risorse pubbliche verso la capacità di attrarre investimenti privati: “Tutte le risorse che mette il settore pubblico, e che non sono illimitate, devono essere funzionali a innescare le risorse private”. Il ministro ha quindi richiamato l’importanza di un’Italia sempre più connessa e dell’innovazione tecnologica, osservando che “oggi il turista è tecnologico, è sparito il turista occasionale”. Ampio spazio è stato dedicato al turismo dei borghi e ai cammini spirituali, definiti nuovi attrattori per la destagionalizzazione dei flussi. Mazzi ha annunciato che il 30 luglio sarà inaugurato il Cammino di Francesco, mentre il 16 ottobre, in collaborazione con la Polonia, verrà lanciato il percorso dedicato a Giovanni Paolo II. “Gli investimenti del ministero per i piccoli comuni puntano alla crescita per garantire una maggiore qualità per cittadini, turisti e ambiente”, ha concluso.
A seguire, in collegamento da Bruxelles, Irene Tinagli, Presidente Commissione Speciale sulla Crisi degli Alloggi nell’Unione Europea del PE, ha sottolineato come, “per la prima volta a livello europeo”, il tema dell’abitare sia diventato una priorità delle istituzioni comunitarie. “Abitare è ormai un problema che sta creando criticità sociali ed economiche, oltre che di coesione territoriale”, ha spiegato, ricordando che un anno e mezzo fa il Parlamento europeo ha istituito una commissione speciale sulla crisi abitativa. Tinagli ha evidenziato l’aumento dei costi nelle grandi città, in particolare per gli studenti e le fasce più fragili, ribadendo la necessità di sostenere gli investimenti, accelerare la realizzazione di nuove soluzioni abitative e favorire l’accesso al credito. “L’Unione europea può intervenire e sta facendo un grande lavoro per dare risposte all’emergenza abitativa”, ha concluso.
Marco Daviddi, Consigliere Delegato Remind per l’Immobiliare Allargato e Managing Partner EY-Parthenon Italia, ha evidenziato che l’Italia “non è un Paese in crisi”, ma deve accelerare sulle trasformazioni strutturali per rafforzare la propria competitività. Secondo Daviddi, le sfide decisive per il futuro riguardano demografia, innovazione ed energia: “Il principale rischio per l’Italia non è la mancanza di risorse o di potenziale, ma l’illusione che il tempo giochi ancora a nostro favore”. Il professionista ha inoltre sottolineato come il Paese continui ad attrarre investimenti, osservando che “oggi l’Italia è considerata uno dei posti migliori a livello di turismo, con una grande domanda di investimenti”.
Dario Lo Bosco, Amministratore Delegato FS Engineering, ha evidenziato il ruolo dell’intelligenza artificiale nella prevenzione dei rischi sul lavoro, ribadendo l’obiettivo di “arrivare a zero morti sul lavoro”. Lo Bosco ha inoltre ricordato la realizzazione di una sala digitale ad alta tecnologia per il sistema ferroviario italiano, con l’impiego anche dei droni, per rafforzare la sicurezza, la connessione tra i territori e favorire occupazione e progresso.
Mario Valducci, Presidente di Invimit Sgr, ha richiamato l’attenzione sulla crescente pressione abitativa e sul ruolo del Piano Casa nel dare risposte concrete. “Le risorse devono essere gestite su base regionale”, ha spiegato, indicando due priorità per le Regioni: utilizzare i fondi europei ancora inutilizzati e valorizzare il patrimonio immobiliare già esistente, a partire dagli immobili abbandonati.
A delineare la concretezza dei progetti operativi è stato Gabriele Scicolone, consigliere delegato Remind e Amministratore Delegato Artelia Italia, il quale ha posto l’accento sulla dimensione operativa del Piano Casa, sottolineando che “la rigenerazione urbana deve tradursi in cantieri reali e non restare un impianto normativo”, richiamando la necessità di coerenza tra strumenti, tempi amministrativi e capacità di esecuzione.
Sul fronte del sostegno alle famiglie e ai giovani, Sestino Giacomoni, Presidente Consap, ha evidenziato il ruolo della digitalizzazione e delle garanzie pubbliche nelle politiche abitative e sociali. “Sono ottimista e fiducioso: tra il genio italico e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale creeremo città bellissime”, ha affermato, richiamando però le sfide legate al calo demografico, all’immigrazione e all’invecchiamento della popolazione. Giacomoni ha ricordato il ruolo dei due fondi gestiti da Consap a sostegno del futuro abitativo, citata anche dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera dei deputati, ha posto l’attenzione sul ruolo del Piano Casa, approvato definitivamente dal Parlamento, come strumento per affrontare una delle emergenze sociali più rilevanti e a lungo trascurate degli ultimi anni: l’accesso all’abitazione. Osnato ha evidenziato come esista una fascia sempre più ampia di cittadini che, pur avendo un lavoro stabile e contribuendo al sistema fiscale, si trova in difficoltà nel riuscire ad accedere sia all’edilizia residenziale pubblica sia alle soluzioni offerte dal mercato privato. Una condizione di “zona grigia” che, secondo il presidente della Commissione Finanze, per troppo tempo non ha trovato adeguato spazio nel dibattito politico e nelle strategie di intervento. Durante l’incontro, Osnato ha sottolineato come il tema abitativo sia tornato al centro dell’azione di governo attraverso un approccio orientato a misure concrete e non soltanto a dichiarazioni di principio. Il Piano Casa viene indicato come un cambio di passo rispetto al passato, con l’obiettivo di superare una visione concentrata esclusivamente su aspetti tecnici e urbanistici della costruzione, per mettere finalmente al centro la domanda abitativa e le esigenze delle persone.
Rossana Ciuffetti, Direttore Area Sport Impact di Sport e Salute, ha evidenziato il ruolo dello sport come strumento di rigenerazione urbana, inclusione sociale e promozione del benessere. Attraverso iniziative come Sport nei Parchi, Bici in Comune e Sport Illumina, Sport e Salute punta a riqualificare spazi urbani e impianti dismessi, trasformandoli in luoghi di aggregazione e partecipazione.
Domenico Siclari, Presidente di Sidief, ha sottolineato il ruolo strategico della gestione professionale della locazione residenziale: “Rappresenta una leva per città più inclusive e competitive, favorendo la mobilità e sostenendo i lavoratori nei loro progetti di vita e carriera”. Siclari ha evidenziato come le società immobiliari possano contribuire alla riqualificazione dei contesti urbani, “generando qualità, valore sociale, vivacità economica e culturale nelle comunità locali”.
Massimiliano Pierini, Direttore Generale di RX Italia, ha sottolineato la necessità di ripensare i modelli abitativi in una fase di profonda trasformazione sociale. “Servono nuovi orizzonti per nuove esigenze”, ha affermato, evidenziando l’importanza di creare spazi più moderni, flessibili e capaci di migliorare la qualità della vita e il benessere delle persone.
Ferruccio Ferranti, Amministratore Delegato di Mediocredito Centrale, ha ribadito la necessità di mettere sempre al centro le persone nelle politiche e nei piani industriali. “Donna e uomo devono essere al centro, perché ognuno deve avere un ruolo all’interno della comunità”, ha affermato, sottolineando l’importanza di uno sviluppo capace di valorizzare il contributo di tutti.
Marcello Presicci, Presidente Advisory Board FEduF, ha evidenziato il ruolo del capitale istituzionale come patrimonio di fiducia, credibilità e relazioni indispensabile per affrontare le sfide della complessità. Rafforzare questo capitale, ha spiegato, significa favorire il dialogo tra i diversi attori, costruire alleanze solide e creare valore duraturo per organizzazioni e territori.
Su questa linea si inserisce il tema della valorizzazione del patrimonio pubblico affrontato da Filippo Salucci dell’Agenzia del Demanio, che ha illustrato i Piani Città come “strumenti innovativi di pianificazione integrata per la valorizzazione del patrimonio pubblico”, con l’obiettivo di trasformare edifici dismessi o sottoutilizzati in spazi restituiti alla collettività, generando “valore sociale, economico e ambientale” e rafforzando il legame tra territori e comunità.
Sul fronte del mercato immobiliare, Gianni Guerrieri, direttore centrale Osservatorio Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, ha tracciato un quadro dell’andamento del settore italiano, evidenziando la ripresa registrata nell’ultimo decennio dopo la crisi del 2008-2013.
Il comparto residenziale ha raggiunto livelli elevati di compravendite, sostenuto dalla dinamica dei mutui e dal recente calo dei tassi di interesse, mentre nel mercato delle locazioni si osserva una ricomposizione dei contratti, con una diminuzione di quelli a lungo termine.
A completare il quadro della qualità dell’abitare è intervenuto Giulio Gravina, presidente del Dipartimento Sicurezza Urbana e Sussidiaria di Remind e Cofondatore del Gruppo Italpol, che ha sottolineato il legame tra sicurezza urbana e valore delle abitazioni. “La questione sicurezza è importantissima per la questione casa”, ha affermato, citando il caso di Milano dove il tema è al centro del dibattito. Secondo Gravina, città più sicure favoriscono la permanenza dei cittadini e contribuiscono anche alla valorizzazione del patrimonio immobiliare.
A seguire, ha proseguito i lavori Gianluca Loffredo Sub Commissario Ricostruzione Sisma 2016. Egli ha posto l’accento sul valore strategico delle aree interne, sottolineando come la valorizzazione dei territori passi attraverso nuove opportunità economiche, sicurezza e qualità della vita. La ricostruzione, ha osservato, può rappresentare un’occasione per rafforzare il legame tra comunità e territorio, contrastando spopolamento e marginalità.
Luigi Ferrara, Capo Dipartimento Casa Italia, ha sottolineato come l’abitare stia vivendo una fase di profonda trasformazione socio culturale, con le nuove generazioni che hanno un rapporto diverso con la casa rispetto al passato. “Bisogna pensare all’abitare del domani puntando sulla qualità e non sulla quantità”, ha affermato, evidenziando il ruolo della ricerca e dell’università nell’affrontare le sfide climatiche ed energetiche. Il Piano Casa, ha aggiunto, rappresenta un’opportunità per costruire nuove risposte alle esigenze future, mettendo al centro non solo gli spazi abitativi ma anche i bisogni delle persone.
Su questo fronte, Massimiliano Geoli, segretario generale della Croce Rossa Italiana, ha ribadito che “tutto parte dall’ascolto dei bisogni delle persone”, ricordando la rete capillare della CRI, composta da oltre 152 mila volontari e circa 700 comitati territoriali. “Sono pezzi di comunità che preparano e supportano la comunità”, ha spiegato, sottolineando come al centro debba esserci sempre l’attenzione alla persona, garantendo un tetto e un supporto a chi affronta situazioni di difficoltà”Accorciare queste distanze: questo fa la Croce Rossa”, ha aggiunto, ricordando che solo nel 2025 sono state accolte 70 mila telefonate attraverso i servizi dell’organizzazione.
Nel corso dell’iniziativa “L’Italia che abiteremo”, l’Assessore alla Tutela del Territorio, Demanio e Patrimonio della Regione Lazio Fabrizio Ghera ha sottolineato l’importanza di un confronto tra istituzioni, mondo pubblico e privato per costruire nuove strategie sull’abitare del futuro. Un percorso che, dopo la conclusione del Pnrr e alla vigilia delle nuove politiche sulla casa, punta a offrire risposte concrete a giovani, famiglie e categorie più fragili, creando al contempo un quadro stabile per lo sviluppo e gli investimenti. Ghera ha evidenziato come abitare significhi non solo pianificare interventi immobiliari, ma promuovere una visione più ampia fondata sulla sostenibilità, sulla tutela dei territori e sulla centralità delle comunità e delle persone.
A seguire, Ivano Ilardo, Senior Partner del Gruppo RYZE, ha evidenziato la trasformazione del settore immobiliare: “Gli immobili non sono più asset statici, ma spazi che devono adattarsi con continuità ai cambiamenti della domanda”. Secondo Ilardo, il valore non si misura più soltanto in metri quadrati o rendimento economico, ma nella capacità di generare qualità della vita, servizi e opportunità per persone e territori.
“Servono nuovi modelli di analisi e valutazione, capaci di integrare competenze diverse e orientare capitali e decisioni”, sottolinea. Sul fronte dell’innovazione e della ricerca, Marcello Cattani, consigliere delegato Remind Industria, Innovazione e Ricerca e presidente di Farmindustria, ha sottolineato il ruolo strategico della scienza, della tecnologia e dell’industria farmaceutica nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Cattani ha evidenziato il peso crescente del settore, che nel 2025 ha raggiunto il record di produzione industriale con 74 miliardi di euro, e il percorso di ammodernamento intrapreso dal sistema sanitario italiano. “L’Italia ha una voce fortissima in Europa”, ha affermato, richiamando anche il tema dei criteri che regolano il sistema dei brevetti e la necessità di sostenere la competitività del Paese.
Ha contribuito all’iniziativa anche Don Davide Banzato. Nel suo messaggio rivolto a Paolo Crisafi ha sottolineato l’importanza di una nuova visione dell’abitare, capace di mettere al centro non solo gli aspetti urbanistici e infrastrutturali, ma soprattutto le persone e la qualità della vita nelle città e nelle periferie. Egli ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni, comunità, imprese e territori per creare luoghi più inclusivi, con particolare attenzione alle fasce più fragili, come anziani e giovani. Secondo Don Banzato, i quartieri del futuro devono essere pensati come spazi di comunità, capaci di offrire servizi di prossimità, ascolto, sostegno e opportunità di crescita, contrastando isolamento, disagio sociale e forme di esclusione. Ha inoltre richiamato il concetto di un “nuovo umanesimo integrale”, dove abitare significa costruire relazioni, promuovere partecipazione e creare ambienti urbani con una dimensione umana. In questo senso, ha riconosciuto il valore dell’iniziativa di Remind nel riportare il tema dell’abitare al centro di un confronto ampio tra cittadini, famiglie, imprese e istituzioni, orientato alla costruzione di città più solidali e inclusive.
A chiudere i lavori della mattinata è stato Renato Loiero, consigliere del Presidente del Consiglio, che ha definito il Piano Casa “la prima politica nazionale organica sull’abitare dopo anni di frammentazione”. Loiero ha evidenziato il ruolo strategico del comparto immobiliare allargato, rappresentato anche da Remind, come filiera che integra abitare, infrastrutture, energia e mobilità, ponendo al centro la riflessione su chi e come abiterà l’Italia del futuro. Ha inoltre richiamato la necessità di valorizzare il patrimonio esistente, citando il caso dei circa 10 mila castelli presenti in Italia ancora non pienamente valorizzati, e sottolineando che alle risorse pubbliche deve affiancarsi il contributo dei privati, perché “quelle non bastano”.
Nel pomeriggio, i lavori sono ripartiti analizzando la portata macroeconomica delle nuove misure governative. L’Onorevole Erica Mazzetti, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Progetto Italia per i lavori pubblici, l’edilizia e l’urbanistica, ha sottolineato l’importanza del confronto promosso da Remind quale occasione di dialogo e collaborazione tra istituzioni, imprese e professionisti, con l’obiettivo di individuare strategie condivise per lo sviluppo del Paese.
Nel suo intervento ha ribadito l’impegno dell’Intergruppo nel sostenere politiche orientate allo sviluppo, all’innovazione e alla sostenibilità, promuovendo la modernizzazione delle infrastrutture, del patrimonio edilizio e del tessuto urbano attraverso un’azione sinergica tra pubblico e privato.
Dopo di lei è intervenuto Giorgio Pieralli, Direttore Immobiliare di CDP, che ha evidenziato come l’emergenza abitativa rappresenti una sfida di rilevanza nazionale ed europea, sottolineando la necessità di realizzare edifici sempre più flessibili, efficienti e salubri, in grado di rispondere ai nuovi bisogni abitativi e sociali. Nel corso del suo intervento ha illustrato l’impegno di CDP nel settore dell’housing sociale, ricordando gli investimenti effettuati sia attraverso fondi immobiliari dedicati sia mediante fondi destinati allo sviluppo delle residenze universitarie (student housing). Ha inoltre richiamato l’attività di finanziamento promossa da CDP a sostegno dell’edilizia residenziale pubblica, con interventi finalizzati alla ristrutturazione degli alloggi, all’incremento dell’accessibilità e al miglioramento della qualità dell’abitare, con particolare attenzione alle esigenze delle persone più fragili e delle fasce sociali maggiormente vulnerabili.
Renato Loiero Consigliere del Presidente del Consiglio è intervenuto soffermandosi sull’approccio del Governo in materia di rigenerazione del territorio e del patrimonio abitativo, indicando il Piano Casa come uno degli strumenti strategici per affrontare le principali sfide del settore. Nel suo intervento ha evidenziato la necessità di coniugare politiche abitative, sostenibilità energetica, qualità dei servizi e sicurezza, con l’obiettivo di tutelare il risparmio delle famiglie e migliorare le condizioni dell’abitare. Ha inoltre ricordato lo stanziamento di 975 milioni di euro destinato al recupero e alla riqualificazione del patrimonio immobiliare, finalizzato ad aumentare la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili e a promuovere interventi di rigenerazione urbana. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla tutela delle persone e delle famiglie in condizioni di maggiore fragilità, ribadendo l’importanza di politiche abitative inclusive capaci di rispondere ai bisogni sociali emergenti e di favorire una crescita equilibrata dei territori. Un altro Consigliere è intervenuto subito dopo.
Marco Rago, Consigliere del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha sottolineato come l’abitare rappresenti un pilastro della convivenza civile e un elemento fondamentale per la sicurezza, la sostenibilità e la qualità della vita. Nel suo intervento ha evidenziato il valore del modello italiano, fondato sulla tutela del territorio, sulla coesione sociale e sul benessere delle persone, ribadendo l’importanza di un dialogo costante tra istituzioni, imprese e società civile. Ha inoltre richiamato il ruolo strategico della collaborazione tra pubblico e privato e la necessità di riservare momenti di confronto e riflessione per individuare soluzioni condivise e favorire uno sviluppo più inclusivo e sostenibile.
In linea con il tema della collaborazione tra istituzioni e della necessità di tradurre il confronto in azioni concrete, Paolo Grasso, Capo di Gabinetto del Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, ha illustrato le linee guida del Piano Casa 2026. Ha evidenziato l’obiettivo di ampliare l’offerta abitativa attraverso il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, il rafforzamento dell’edilizia sociale e nuovi strumenti a sostegno delle famiglie escluse dal mercato libero.
Ha inoltre sottolineato che il Piano sarà accompagnato da misure di semplificazione amministrativa e da interventi di supporto per favorire un’attuazione efficace delle nuove politiche abitative.
In seguito, Massimo Ponzellini, Presidente del Dipartimento Remind Cultura dell’Abitare, ha posto l’attenzione sulle principali trasformazioni demografiche che stanno ridefinendo il tema dell’abitare, soffermandosi sul diritto alla casa, sulle dinamiche dell’immigrazione e sull’invecchiamento della popolazione. Ha inoltre evidenziato come urbanizzazione e sicurezza rappresentano sfide centrali per le politiche abitative, sottolineando la necessità di sviluppare modelli di città capaci di rispondere ai nuovi bisogni sociali e di garantire una migliore qualità della vita.
Proseguendo con il tema dell’Italia del futuro è intervenuto Francesco Burrelli, Presidente di Anaci e Vicepresidente di Remind, che ha incentrato il suo intervento sul Piano Casa, ribadendo la necessità di “mettere al centro la persona” nella progettazione delle politiche abitative. Ha richiamato l’attenzione sull’evoluzione demografica del Paese, interrogandosi su chi abiterà le case del futuro e su quali servizi saranno necessari per garantire qualità della vita e inclusione. Ha inoltre evidenziato l’importanza dell’innovazione tecnologica, dell’accessibilità degli edifici e di una gestione efficiente dei cantieri, quali elementi fondamentali per realizzare un patrimonio abitativo moderno e adeguato ai bisogni delle comunità.
Riprendendo il tema della qualità dell’abitare e della necessità di sviluppare modelli urbani capaci di rispondere alle nuove esigenze sociali e ambientali, Fabrizio Capaccioli, Presidente di GBC Italia, ha evidenziato la leadership dell’Italia nel campo della sostenibilità edilizia, ricordando come il Paese sia tra i primi dieci al mondo per numero di edifici certificati. Capaccioli ha sottolineato l’importanza di utilizzare protocolli di sostenibilità nella gestione degli investimenti, soprattutto in una fase caratterizzata da un significativo afflusso di risorse verso l’Italia, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e migliorare la qualità della vita degli abitanti.
Proseguendo il confronto sul futuro delle politiche abitative e sul ruolo della collaborazione tra pubblico e privato, Giorgio Spaziani Testa, Presidente di Confedilizia, ha evidenziato il ruolo decisivo della proprietà immobiliare per favorire l’ampliamento dell’offerta abitativa, sottolineando che senza fiducia dei proprietari non può crescere l’offerta in locazione. Ha richiamato la necessità di mettere a disposizione gli immobili, in particolare quelli destinati alle fasce più in difficoltà, attraverso un sistema capace di integrare l’intervento pubblico con il contributo dei privati. Secondo Spaziani Testa, il settore pubblico deve essere in grado di fornire risposte efficaci per ridurre la pressione abitativa complessiva, affiancando misure di sostegno e incentivi rivolti agli inquilini.
Rimanendo sullo stesso tema, Alfredo Ingletti, Chairman di 3TI Progetti e Presidente di FIDIC, ha portato tre spunti di riflessione sul Piano Casa, sottolineando la necessità di sviluppare una visione più ampia del tema dell’abitare. Secondo Ingletti, infatti, il Piano non deve occuparsi soltanto della casa in quanto edificio, ma anche di tutto ciò che contribuisce a renderla un luogo di qualità: servizi, infrastrutture, spazi comuni e contesto urbano. Ha inoltre evidenziato come gli interventi sul patrimonio immobiliare rappresentino una grande opportunità per accompagnare il settore verso una maggiore sostenibilità del costruito, riducendo l’impatto ambientale e migliorando l’efficienza degli edifici.
Andrea Migliore, Responsabile Global Business Development & Sales di RINA Prime, ha sottolineato l’importanza di lavorare sulla comunicazione e sulla consapevolezza collettiva rispetto al tema della trasformazione delle città. Ha evidenziato come spesso, quando si parla di costruire il futuro urbano, si immagini uno scenario fortemente futuristico, mentre la vera sfida riguarda soprattutto la valorizzazione e la trasformazione del patrimonio esistente. Migliore ha ricordato infatti che gli edifici realizzati dopo il 2000 rappresentano una quota molto contenuta del patrimonio immobiliare italiano, caratterizzato invece da una presenza significativa di immobili storici, datati, frammentati e in alcuni casi non adeguatamente gestiti.
Proseguendo il confronto sul futuro dell’abitare e sulla necessità di una rigenerazione capace di unire sostenibilità, qualità e attenzione alle persone, Andrea Marchiori, CEO di Techbau, ha posto al centro del suo intervento il tema della qualità dell’abitare, evidenziando come negli ultimi anni l’azienda si sia affacciata con maggiore attenzione al settore dell’edilizia abitativa e residenziale. Marchiori ha sottolineato come la rigenerazione urbana rappresenti una delle principali opportunità per il futuro delle città, non limitandosi al recupero degli immobili ma coinvolgendo anche i contesti in cui questi si inseriscono. Ha portato come esempio uno studentato nel cuore di Roma, realizzato in collaborazione con il Comune, quale intervento è volto a restituire funzione e valore a spazi già esistenti.
Secondo Muhannad Al Salhi, CEO di Engel & Völkers, il futuro del settore immobiliare italiano sarà determinato dalle scelte compiute oggi, con sostenibilità e innovazione destinate a diventare elementi centrali nella progettazione, nell’acquisto e nella fruizione degli spazi abitativi. Dall’osservazione delle esigenze dei clienti emerge un cambiamento profondo: il valore di un immobile non dipende più soltanto dalla posizione o dalle caratteristiche costruttive, ma anche dalla capacità di garantire efficienza energetica, comfort, tecnologia e benessere. Gli edifici ad alte prestazioni energetiche rappresentano quindi un nuovo parametro di qualità, grazie alla riduzione dei consumi e alla maggiore capacità di mantenere il proprio valore nel tempo. Al Salhi sottolinea inoltre il ruolo della rigenerazione urbana, che sta trasformando quartieri e città attraverso interventi capaci di unire sviluppo economico, inclusione e servizi. Il futuro dell’abitare, secondo il manager, sarà sempre più legato alla valorizzazione del patrimonio esistente e alla creazione di comunità più vivibili e connesse.
Leonardo Cavalli, Presidente di One-Works, ha sottolineato come “la città non sia più un concetto statico, ma un organismo in continua trasformazione”, evidenziando le nuove dinamiche che stanno modificando i territori, tra grandi aree urbane sempre più attrattive e realtà in fase di contrazione. Egli ha inoltre richiamato l’importanza di superare una visione dell’abitare limitata alla singola abitazione: le persone non sono solo individui che vivono in una casa, ma parte di comunità più ampie che condividono spazi, servizi e identità urbane. La sfida del futuro, quindi, è progettare città capaci di creare connessioni, inclusione e qualità della vita.
Andrea Galoni, Amministratore Unico di Saico, ha posto l’accento sulla nuova sfida dell’abitare in Italia, che oggi non riguarda più soltanto la programmazione o la disponibilità di risorse, ma soprattutto la capacità di tradurre le strategie in interventi concreti. Nel suo intervento ha evidenziato la crescente domanda abitativa proveniente soprattutto da giovani, studenti, lavoratori fuori sede e famiglie che si trovano spesso in una posizione intermedia: escluse dall’edilizia residenziale pubblica ma con difficoltà ad accedere al mercato libero. Secondo Galoni, la priorità è quindi aumentare l’offerta abitativa attraverso soluzioni innovative e sostenibili, capaci di rispondere ai nuovi bisogni sociali e di accompagnare l’evoluzione delle città.
Andrea Dongarrà, Consigliere Remind per la Rigenerazione Urbana, ha sottolineato come il tema dell’abitare rappresenti oggi una delle principali sfide per il futuro del Paese. Nel suo intervento ha evidenziato che abitare non significa soltanto disporre di una casa, ma garantire qualità della vita attraverso servizi, mobilità, sicurezza, inclusione e relazioni sociali, elementi fondamentali per rendere le città più attrattive e competitive. Dongarrà ha richiamato il passaggio da un modello basato sull’espansione edilizia a una nuova fase incentrata sulla rigenerazione del patrimonio esistente, sul recupero degli immobili inutilizzati e sulla riqualificazione dei quartieri. La rigenerazione urbana, ha sottolineato, non è solo una politica edilizia, ma uno strumento capace di generare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e coesione sociale.
Fabrizio Candoni, Presidente del Gruppo Wegreenit, ha illustrato il ruolo delle partnership pubblico-private nella riqualificazione del patrimonio immobiliare, evidenziando come i modelli di project finance e PPP possano rappresentare strumenti efficaci per accelerare gli interventi di rigenerazione. Candoni ha spiegato come la collaborazione tra soggetti pubblici e operatori specializzati consenta di intervenire sugli asset immobiliari attraverso l’efficientamento energetico e una più ampia riqualificazione degli edifici, con benefici sia sul piano economico sia ambientale. Questi interventi, ha sottolineato, permettono di ridurre i consumi energetici, migliorare la salubrità degli ambienti, contenere i costi delle bollette e diminuire le emissioni di CO2, contribuendo alla trasformazione sostenibile del patrimonio edilizio pubblico e privato.
Antonio De Poli, Questore del Senato della Repubblica, ha fatto presente come la casa non rappresenti ‘soltanto un bene materiale, ma un elemento centrale della vita delle persone, in quanto luogo di sicurezza, dignità e coesione sociale. In questa prospettiva, ha richiamato l’importanza di politiche capaci di integrare sviluppo, sostenibilità e inclusione, promuovendo una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, imprese, professionisti e mondo della ricerca’.
Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione del sisma 2016, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rigenerare i territori più fragili, investendo non solo nella ricostruzione degli edifici ma anche nelle infrastrutture, nei servizi e nella qualità dell’abitare. Un percorso che, grazie alla collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità locali, può trasformare le fragilità in opportunità di rinascita.
Carlo Barbato, Consigliere Frimm, ha richiamato la necessità di affrontare in modo strutturale il tema del patrimonio edilizio esistente, sottolineando che una parte significativa degli immobili non è più coerente con la domanda abitativa attuale e richiede interventi di “rigenerazione, riuso e adattamento funzionale” per rispondere ai nuovi bisogni sociali. Sullo stesso binario,
Marco Aurelio Brandolini, Direttore Commerciale Macroarea Consorzio Integra, ha evidenziato come la rigenerazione urbana debba essere letta in chiave sistemica, affermando che “la sostenibilità non è solo ambientale, ma anche economica e sociale”, e che il futuro dell’abitare dipende dalla capacità di integrare queste tre dimensioni in un unico modello di sviluppo.
A chiudere la serie di riflessioni sull’innovazione è stato Fabrizio Marchetti, Consigliere e Direttore Strategico B21, che ha dichiarato: “La città del futuro si costruisce conoscendo e governando il patrimonio esistente”, sottolineando che il Piano Casa deve evolvere in una piattaforma capace di attivare capitali istituzionali, fondi immobiliari e strumenti finanziari avanzati. Per Marchetti, il digitale rappresenta una vera “infrastruttura decisionale” in grado di integrare dati tecnici, economici e urbanistici e migliorare la pianificazione degli interventi.
Angelo Spena, Presidente del GME, ha sottolineato l’importanza della Ventilazione Meccanica Controllata come strumento essenziale per garantire la salubrità dell’aria negli ambienti costruiti. Evidenzia come tecnologie, costi e benefici della VMC siano ormai consolidati, con importanti ricadute industriali e occupazionali per l’Italia. Secondo Spena, la principale sfida resta diffondere una maggiore cultura della qualità dell’aria interna e una gestione coordinata degli interventi.
Nel corso dell’evento è arrivato anche il saluto del vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, che ha ribadito l’attenzione del Governo sui temi del futuro delle città, delle periferie e dei territori, sottolineando la necessità di una visione integrata tra istituzioni, imprese e società civile. Rixi ha indicato nel Piano Casa una risposta concreta all’emergenza abitativa, attraverso il recupero dell’edilizia pubblica, il Fondo Housing Coesione e programmi di edilizia integrata capaci di favorire anche l’apporto di capitali privati. L’obiettivo, ha sottolineato, è mobilitare circa 10 miliardi di euro tra risorse pubbliche e investimenti privati per garantire 100 mila alloggi accessibili nei prossimi dieci anni, senza nuovo consumo di suolo. “Il confronto con Remind, che promuove una riflessione avanzata e multidisciplinare sulle nostre città, resta per il Ministero un punto di riferimento prezioso” ha concluso l’On. Rixi.
Ha chiuso i lavori Tommaso Accetta, Consigliere Generale di Remind, sottolineando che il mercato abitativo italiano necessita di una nuova strategia: “il Piano Casa dovrebbe essere affiancato da un Piano Patrimonio per valorizzare e riqualificare gli edifici esistenti”. Secondo Accetta, il crescente orientamento verso la locazione e i nuovi bisogni sociali richiedono abitazioni più moderne, efficienti e adeguate ai cambiamenti familiari.
-Foto ufficio stampa Remind-
(ITALPRESS).


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