Politica
Meloni chiude Atreju: “L’alleanza di centrodestra mette al servizio dell’Italia una visione condivisa”
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2 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Siete uno spettacolo meraviglioso e voglio veramente ringraziarvi per questo entusiasmo, per la vostra energia contagiosa, per questo impegno senza sosta in queste giornate che profumano di buona politica e appartenenza. Vedervi qui così numerosi mi ripaga di ogni giorno impossibile, di ogni notte passata senza dormire abbastanza, di ogni fine settimana passato a lavorare per cercare di fare tutto quello che possiamo per il bene di questa nazione”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ad Atreju. “Siete la risposta più bella, più limpida, più potente a chi ancora ha il coraggio di raccontarci che gli ideali non contano più, che la passione non serve, che la politica è solo un gioco di palazzo fatto di tatticismi e convenienze, che il sacrificio è inutile, che gli italiani sono stupidi, che tanto i politici sono tutti uguali e che siccome non può cambiare niente, tanto vale fare come hanno fatto tutti gli altri. Luoghi comuni che questo evento smonta uno a uno”.
“L’Italia ha può contare su un’alleanza che non nasce per ravanare qualche poltrona, ma per mettere al servizio della nazione una visione condivisa, fondata sulla libertà sulla responsabilità. Non siamo un incidente della storia, non siamo un accordo di convenienza, non siamo una somma di disperazioni come accade ad altri: noi siamo una comunità di destino, costruita mattone su mattone in trent’anni di battaglie comuni”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ad Atreju. “Lo so che molti sperano che il dibattito tra i partiti della maggioranza finisca per degenerare per mandare il governo a casa però qualcosa mi dice che non accadrà”, sottolinea. “Il problema della sinistra è che giudica noi partendo da quello che vivono e sono loro, sperano nell’implosione della maggioranza perché a loro banalmente è sempre andata così. Dalle nostre parti è diverso: si discute per ragionare insieme e per trovare una sintesi, che abbiamo sempre trovato perché c’è una differenza di fondo che fingono di non vedere. Noi siamo alleati e siamo amici, ci capiamo l’un l’altro”.
“Le ammucchiate sono quelle che la sinistra ha fatto per anni in Parlamento e tenta ancora oggi di replicare pur di gestire il potere ed è un comportamento anni luce distante da quello che noi facciamo qui, cioè ascoltare con riguardo persone il cui pensiero non condividiamo, ma ci interessa, anche per confermare a noi stessi e al mondo che non ci ammucchieremo mai con loro”.
TAJANI “ABBIAMO CAMBIATO QUESTO PAESE”
“La mia presenza non vuole essere soltanto una presenza formale, ma per riconfermare un impegno che tutti noi abbiamo preso nel 1994 quando insieme abbiamo cambiato questo Paese, quando abbiamo impedito al Partito comunista di governare l’Italia. L’accordo che volle Berlusconi oggi è ancora vivo”. Così Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, intervenendo ad Atreju
“La coalizione si candida a vincere anche le elezioni del 2027. Questa è una coalizione che dà speranza, che guarda in avanti – prosegue -, ci conosciamo da tanti anni e siamo tutti militanti, i gradi contano poco, questo è il motivo per il quale siamo impegnati in politica e non abbiamo mai cambiato bandiera. Abbiamo sempre difeso la nostra bandiera e non abbiamo mai rinunciato ai nostri valori e continueremo a batterci per questi. Sono qui più da militante che da dirigente. Questo governo ha una visione, sappiamo cosa vogliamo, dove andare, come impegnarci, quale deve essere l’Italia dei prossimi 10-15 o 20 anni. Questa è la grande differenza tra chi guarda solo a domani mattina e chi guarda avanti. Una coalizione fatta da donne e uomini che hanno il senso della patria, tutte le nostre scelte sono frutto di una visione”.
“Siamo l’unico Paese in Europa che può garantire” un governo stabile “sui tavoli europei c’è sempre lo stesso premier e lo stesso ministro, cambiano gli altri e noi rimaniamo. Tutto ciò ci ha permesso di raggiungere risultati importanti anche fuori dai confini nazionali. Se siamo un interlocutore importante con gli Usa, questo permette a noi di essere protagonisti. L’Europa deve cambiare. Io sono un convinto europeista ma questo non significa essere un sostenitore della macchina burocratica europea. Dobbiamo avere il coraggio di difendere l’Europa politica”, aggiunge.
SALVINI “PROVANO A FARCI LITIGARE, NON CI RIUSCIRETE MAI”
“Provano sempre a metterci contro, a farci litigare. Dico agli amici giornalisti: mettetevi l’anima in pace, non ci riuscirete mai. Se prima c’era stima, da tre anni e mezzo c’è amicizia umana e personale che è un collante che va al di là del collante elettorale”. Così Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, intervenendo ad Atreju.
Sul referendum: “Votare sì al referendum sulla giustizia è un dovere morale e chi non vota poi non si lamenti. Il sì alla separazione delle carriere non è il punto di arrivo, ma una fase di passaggio perché questi 32mila italiani aspettano anche la responsabilità civile dei magistrati che, se sbagliano devono pagare come tutti i lavoratori e le lavoratrici”.
Sul Ponte sullo Stretto: “Il Paese non può essere unito se tutta l’Italia non è unita. Io do la mia parola e farò di tutto per avviare i benedetti cantieri per il Ponte sullo Stretto. Non ci fermeranno le alghe, i pipistrelli e i piccioni, sarà un’opera pubblica che il mondo studierà e invidierà”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Meloni apre il secondo vertice Italia-Africa ad Addis Abeba “Cooperazione da pari a pari fondata sulla fiducia”
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Italia-Africa, Meloni “Cooperazione da pari a pari fondata sulla fiducia”
Politica
Meloni apre il secondo vertice Italia-Africa ad Addis Abeba “Cooperazione da pari a pari fondata sulla fiducia”
Pubblicato
5 ore fa-
13 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Due anni fa abbiamo assunto un impegno molto ambizioso: scrivere una pagina nuova nella storia delle nostre relazioni, costruire un modello completamente diverso di cooperazione, fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Una cooperazione da pari a pari, lontana da qualsiasi tentazione predatoria ma anche dall’approccio paternalistico che, per lungo tempo, ha distorto i rapporti tra l’Africa, l’Europa, l’Occidente, e ha spesso impedito alle nostre nazioni di comprendere le straordinarie peculiarità, ma soprattutto le straordinarie potenzialità dei popoli africani”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aprendo il secondo vertice Italia-Africa ad Addis Abeba, in Etiopia.
“Abbiamo dato forma al Piano Mattei per l’Africa, lo abbiamo radicato nei nostri sistemi istituzionali, lo abbiamo fatto crescere così tanto che oggi viene riconosciuto non più come un’iniziativa italiana, ma come una strategia di respiro internazionale. Questo è stato possibile grazie alle sinergie strutturate che abbiamo costruito insieme alle principali agenzie delle Nazioni Unite, insieme all’Unione Europea, all’Unione Africana, al G7, ai tantissimi partner che condividono la nostra visione, dall’Europa fino al Golfo, passando per l’Africa orientale. Così facendo abbiamo la presunzione di credere che stiamo contribuendo a rivoluzionare il modo di guardare all’Africa e conseguentemente di agire in Africa”. “Oggi il Piano Mattei è una realtà operativa e strutturata, che genera risultati tangibili per i nostri popoli, che può contare su un’architettura finanziaria solida e innovativa, frutto della preziosa collaborazione che abbiamo instaurato con la Banca Mondiale, la Banca Africana di Sviluppo, le principali istituzioni finanziarie internazionali”, ha aggiunto.
“In questi due anni abbiamo avviato e concluso progetti concreti di grande impatto sociale, mobilitando miliardi di euro tra risorse pubbliche e risorse private, e lo abbiamo fatto dando concretezza a un metodo che coinvolge le energie migliori del popolo italiano, in un gioco di squadra che valorizza tutto il sistema Italia – imprese, università, mondo della cooperazione e della ricerca – un patrimonio di eccellenze che ha lavorato in modo coordinato per perseguire un obiettivo comune. Questo obiettivo non è quello di attuare un semplice pacchetto di progetti, ma è quello di dare forma a un patto tra nazioni libere, noi e voi, che scelgono di lavorare insieme perché si fidano l’una dell’altra e sanno trovare insieme le aree di collaborazione nelle quali poter fare la differenza, in un’ottica di benefici condivisi. È un metodo che costruisce soluzioni concrete, si realizza in tempi rapidi, genera benefici verificabili soprattutto negli ambiti strategici per la nostra crescita comune“, ha sottolineato Meloni.
“La sfida di una cooperazione completamente nuova che ci siamo dati è soprattutto basata sulla capacità che l’Africa possa vivere della sua ricchezza, processando le sue materie prime e non lasciando che vengano depredate, coltivando i suoi campi, dando lavoro e una prospettiva alle sue energie migliori, potendo contare su governi stabili e società dinamiche. Non ci interessa sfruttare la migrazione per avere manodopera a basso costo da impiegare nei nostri sistemi produttivi. Vogliamo invece combattere le cause profonde che spingono troppi giovani a dover lasciare il luogo nel quale sono nati e cresciuti, e che impediscono loro di assicurare il contributo che vorrebbero dare al progresso e allo sviluppo delle loro nazioni”, spiega. “È una scelta di responsabilità condivisa, non di convenienza di breve periodo. Abbiamo fatto tutto questo – sottolinea – seguendo un metodo che non passa dall’arroganza di chi impone dall’alto modelli precostituiti o costruiti altrove, che non tengono conto delle istanze dei popoli africani, ma che al contrario costruisce insieme le soluzioni con umiltà e con rispetto”.
“L’obiettivo di questo vertice non è celebrare quello che abbiamo fatto fin qui, ma è quello di ragionare insieme su cosa possiamo ancora fare per rendere il Piano Mattei più efficace, più concreto, più aderente alle esigenze dei territori. Prendendo spunto dalla saggezza africana, nessun sentiero si traccia senza incontrare pietre, ma è grazie a quelle pietre che noi possiamo camminare e andare avanti. Vogliamo continuare in questa direzione con la consapevolezza che i risultati che abbiamo raggiunto non sono il punto d’arrivo, sono dei semi indispensabili a generare un nuovo raccolto, più ricco e più abbondante. Se sapremo mantenere questo approccio e questo sguardo, sono convinta che potremo contribuire tutti insieme, ciascuno nel proprio ruolo, a rendere concreta la lezione che ci ha consegnato un gigante del nostro tempo come San Giovanni Paolo II, che diceva: ‘Tutti siamo veramente responsabili di tutti’. Questo è il nostro approccio, questo è quello che ci muove e che vogliamo continuare a fare”, conclude Meloni.
– Foto Palazzo Chigi –
(ITALPRESS).
Politica
Salvini “Da Gratteri mi aspetto delle scuse, le sue parole ingenerose”
Pubblicato
7 ore fa-
13 Febbraio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Dire che quelli che voteranno sì” al referendum sulla giustizia “sono sostanzialmente dei poco di buono, mi sembra ingeneroso nei confronti di decine di milioni di italiani e di tanti suoi colleghi”. Così il vicepremier e ministero Matteo Salvini, commentando le parole di ieri del procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri sul referendum, a margine dell’inaugurazione della mostra promossa dal Mit e dedicata agli investimenti infrastrutturali per i Giochi di Milano-Cortina in collaborazione con il Gruppo FS Italiane e Grandi Stazioni Retail.
“Al referendum io voterò sì e mi ritengo una persona per bene. Diciamo che da un procuratore della Repubblica un cittadino italiano si aspetta sobrietà, non insulti a casaccio. Quindi, la prima cosa che mi aspetterei da cittadino italiano sono le scuse”, ha aggiunto.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Politica
Arianna Meloni “Non esiste la possibilità di un voto anticipato”
Pubblicato
15 ore fa-
13 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “La riforma della giustizia è una riforma storica che gli italiani attendono da più di 30 anni. Il governo ha fatto il suo dovere portando a compimento uno dei punti più importanti del programma, ora i cittadini sono chiamati a scegliere se cambiare o no il sistema giudiziario che si è visto in questi ultimi anni”. E soprattutto, il referendum “non è un voto su Giorgia Meloni, come qualcuno vorrebbe far passare”. Così Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia, intervistata dal Corriere della Sera.
“Il giudizio su quello che avrà fatto il governo arriverà alle elezioni del 2027 – prosegue -, fino a quel giorno continueremo a lavorare per gli italiani e per la nostra nazione, forti del mandato politico ricevuto. Quello che bisogna avere ben chiaro è che i governi passano, le riforme restano, e la riforma della giustizia è una grande riforma”.
Sulla possibilità del voto anticipato è categorica: “Non esiste possibilità di elezioni anticipate. Finché ci sarà il sostegno della maggioranza, che non è mai venuto meno, andremo avanti. Poi ci presenteremo agli elettori e chiederemo loro se vogliono proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso. Sapendo che, qualunque sarà il giudizio, abbiamo la coscienza pulita di chi ha fatto tutto solo per il bene degli italiani”, conclude.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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