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Finale caos in Coppa d’Africa, Infantino “Scene inaccettabili”

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RABAT (MAROCCO) (ITALPRESS) – Una finale che rischia di restare nella storia dalla parte sbagliata. Il Senegal ha vinto ieri sera la sua seconda Coppa d’Africa piegando ai supplementari a Rabat il Marocco padrone di casa ma a prendersi la scena è stato quanto successo in campo e fuori, col rigore assegnato al 98′ ai Leoni dell’Atlante, la protesta dei rivali che hanno lasciato il campo prima di rientrare e il “cucchiaio” maldestro di Brahim Diaz parato da Edouard Mendy che ha spedito la gara all’overtime. E anche il contorno non è stato edificante, con liti e risse a bordocampo e sugli spalti.

Il tutto sotto gli occhi del presidente della Fifa, Gianni Infantino, che se da un lato ha voluto complimentarsi sia col Senegal per la vittoria che col Marocco per l’organizzazione, dall’altro non ha potuto fare a meno di sottolineare di aver assistito “a scene inaccettabili in campo e sugli spalti”. “Condanniamo fermamente il comportamento di alcuni “tifosi” nonché di alcuni giocatori senegalesi e membri dello staff tecnico – ha scritto Infantino in un post su Instagram – Abbandonare il terreno di gioco in questo modo è inaccettabile e, allo stesso modo, la violenza non può essere tollerata nel nostro sport. Dobbiamo sempre rispettare le decisioni prese dagli ufficiali di gara, dentro e fuori dal campo. Le squadre devono competere sul terreno di gioco e nel rispetto delle regole, diversamente si mette a rischio l’essenza stessa del calcio”.

Infantino ha ricordato anche che “sta alle squadre e ai giocatori comportarsi in modo responsabile e dare il giusto esempio ai tifosi presenti negli stadi e ai milioni di persone che seguono in tutto il mondo. Le brutte scene viste devono essere condannate e non devono mai più ripetersi. Ribadisco che non hanno posto nel calcio e mi aspetto che i competenti organi disciplinari della Confederazione africana adottino le misure appropriate”.

Duro anche il commento di Walid Regragui, ct del Marocco, dispiaciuto per la sconfitta (“Abbiamo perso l’occasione di una vita”) ma soprattutto per il caos in campo: “L’immagine che abbiamo dato del calcio africano è stata piuttosto vergognosa. Dover fermare la partita per più di 10 minuti con il mondo intero a guardare non è stato affatto elegante”.

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Sull’altro fronte Sadio Manè, decisivo nel convincere i compagni di squadra a rientrare, ammette che “sarebbe stato davvero triste e spiacevole vedere una finale finire in questo modo, non si può trasmettere un’immagine del genere al mondo intero. Il calcio africano oggi è seguito, si è sviluppato in modo incredibile. Avrei preferito perdere piuttosto che finire così. È questo che mi ha spinto a dire ai ragazzi di tornare in campo e giocare il nostro calcio”.

Eroe in negativo della serata l’ex milanista Diaz, che ha avuto fra i piedi il pallone che poteva regalare la Coppa d’Africa al Marocco. Un rigore, il suo, tirato talmente male che qualcuno ha pensato l’avesse sbagliato di proposito, come se ci fosse un tacito accordo con i giocatori senegalesi per portare avanti la finale dopo la discutibile decisione dell’arbitro. “Bisogna essere seri. Credete davvero che a un minuto dalla fine, con un Paese che aspetta un titolo da 50 anni, ci si possa mettere d’accordo? Voleva segnare e io ho avuto il merito di pararlo, tutto qui”, ha messo in chiaro Mendy. Versione che coincide con quella di Regragui: “E’ passato molto tempo prima che potesse calciare il rigore e questo potrebbe averlo turbato. Abbiamo fermato la partita sotto gli occhi del mondo per 10 minuti. Non è una scusa per il modo in cui ha tirato, ma non possiamo tornare indietro. Brahim aveva già calciato un rigore contro il Mali e lo aveva segnato. Ora lo ha sbagliato. Fa parte del calcio”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

 

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Oro Taddeucci e bronzo Caponi nella 10 km femminile agli Europei di Parigi

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Ginevra Taddeucci è d’oro nella 10 km degli Europei di nuoto in acque libere, in corso a Parigi. La 29enne toscana doma in volata, lungo la Senna, l’ungherese Viktoria Mihalyvari Farkas e conquista il terzo oro europeo della carriera, il primo nella 10 km. Bronzo olimpico nel 2024, sempre nella capitale francese, Taddeucci tocca in 2h07’49”90 e precede di 9”71 Farkas, che si prende l’argento. La medaglia di bronzo va all’altra azzurra Linda Caponi, terza a 13”58, che si mette al collo la prima medaglia in acque libere della carriera.

Si tratta della quarta medaglia d’oro per l’Italia agli Europei, dopo quelle nel team eventi di tuffi, con Jodoin Di Maria, Santoro, Pelligra e Pellacani, nel trampolino da 3 metri sincro misto con Santoro e Pellacani e quella della stessa Pellacani nel trampolino da un metro. In tutto, con questo successo e col podio di Caponi, per gli azzurri fino a ora ben 11 medaglie a Parigi.

“Sono molto contenta, mancavano le avversarie più temibili. Il campo partenti era abbastanza semplice, Parigi per me è stato sempre un posto fortunato. Mancavano le più forti e mi dispiace un po’ che non ci fossero le rivali principali. La gara l’ho tenuta sotto controllo anche se non mi sentivo”. Così Ginevra Taddeucci, ai microfoni di Sky Sport. “Qui ho vinto anche la Coppa del mondo nel 2022 e il bronzo olimpico nel 2024. Ho attaccato all’ultimo giro ed è andata bene. Io la più forte di tutte? No, da me non sentirete mai dire questo”, ha detto. “La Senna? Era bella zozza. Ho trovato di tutto: rami e foglie sugli occhialini e poi tanta plastica. Per fortuna dicevano che era pulita, figurati se era sporca. Il campo gara di Parigi2024, secondo me, era più pulito”, ha dichiarato ancora l’azzurra, ai microfoni di Rai Sport.

“Ho fatto fatica nelle ultime settimane e ho fatto fatica a trovare condizione. Sono stata spesso male, ma avevo voglia di gareggiare. Alla fine ero molto molto stanca ma volevo la medaglia, faccio ancora fatica a crederci”, afferma invece Linda Caponi, medaglia di bronzo.

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– foto IMAGE –

(ITALPRESS).

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Nuoto artistico, Italia di bronzo nel Team Tech agli Europei di Parigi

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – L’Italia è di bronzo nel tecnico a squadre degli Europei di nuoto artistico, in scena a Parigi. La squadra azzurra, composta da Beatrice Andina, Valentina Bisi, Beatrice Esegio, Marta Iacoacci, Alessia Macchi, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti e Giulia Vernice, totalizza 284.6725 punti e precede di 8 punti la Francia, che chiude in quarta posizione (276.4857). L’oro è degli Atleti Neutrali B, che scavallano i 300 punti (303.2467), davanti alla Spagna (argento a quota 296.4299). Dodicesima medaglia per l’Italia nella rassegna continentale della capitale francese.

TUFFI, PELLACANI E PIZZINI IN FINALE DAL TRAMPOLINO 3 METRI FEMMINILE

I preliminari dei tuffi femminili del trampolino dai tre metri promuovono le azzurre. Un’ora e 40 minuti di gara, 27 atlete, cinque tuffi ciascuna: le prime 12 ammesse all’atto conclusivo (in scena stasera, dopo la piattaforma sincro uomini). Promosse alla finale degli Europei, in scena a Parigi, entrambe le azzurre: Chiara Pellacani da prima con 336.85 ed Elisa Pizzini da dodicesima con 268.60 punti. Hanno lo stesso programma di tuffi (doppio e mezzo indietro, doppio e mezzo avanti con un avvitamento, triplo e mezzo avanti, doppi e mezzo ritornato e rovesciato) invertendo l’ordine degli ultimi due. La romana, già bronzo ai Mondiali di Singapore e quarta agli Europei di Antalya, allenata da Tommaso Marconi per MR Sport Fratelli Marconi e Fiamme Gialle, grande protagonista di questi Europei, punta alla quarta medaglia d’oro consecutiva. La veneta, settima ad Antalya e decima a Singapore lo scorso anno, allenata da Benedetta Molaioli per Aniene e Fiamme Gialle, vuole migliorarsi ancora.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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A Milano l’ultimo saluto a Franco Baresi, in migliaia fuori dalla basilica di Sant’Ambrogio / Fotogallery e Video

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MILANO (ITALPRESS) – Milano si è raccolta stamani per l’ultimo saluto a Franco Baresi, lo storico capitano del Milan scomparso all’età di 66 anni lo scorso 31 luglio. Il feretro è uscito dalla Basilica di Sant’Ambrogio, dove monsignor Carlo Faccendini, abate di Sant’Ambrogio, ha celebrato i funerali.

Applausi, cori e commozione per le migliaia di persone accorse all’esterno. Il coro “C’è solo un capitano” e sciarpe rossonere hanno accolto lo storico capitano del Milan. Arrivati accolti da lunghi applausi Demetrio Albertini, Paolo Maldini, Giovanni Galli e Aldo Serena. Ma anche Giuseppe Marotta, Roberto Baggio e Claudio Ranieri. Contestati al loro arrivo il presidente del Milan Paolo Scaroni e il proprietario Gerry Cardinale. Fischi anche per il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

“L’eredità è quella che riusciremo a cogliere, i messaggi Franco Baresi li ha mandati tutti. È stato un grande, ha cercato di coniugare sempre la classe e lo stile con la semplicità dei suoi comportamenti. L’appartenenza alla famiglia del Milan e a quella del calcio in generale è il motivo per cui è amato da tutti”. Lo ha detto il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, al suo arrivo alla basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

“Era un giocatore universale, rispettato da compagni e avversari, che portava dentro di se’ un valore che si è perso, il senso di appartenenza. Franco è un’icona del calcio, un esempio da seguire non solo per i giovani giocatori ma per tutti”. Lo ha detto il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta.

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“È un momento difficile, iniziato qualche giorno fa appresa la notizia. Come ricordarlo? Con le imprese sportive, tutti sapete quello che ha fatto e il segno che ha lasciato. Io ricordo Franco la sera della finale, dopo aver vinto la prima Champions a Barcellona. C’era il presidente della Uefa che dava la coppa, ero dietro a Franco e l’ho sollevato, era un uomo felice. Ha vissuto grandi sofferenze per e con il suo Milan, ma lo ha riportato dove doveva stare”. Così Giovanni Galli.

“Ci ha lasciato giovanissimo, ognuno ha i suoi ricordi e le emozioni che ci ha dato in questi anni di calcio, dentro e fuori dal campo. I ricordi sono tanti. L’abbraccio dopo il gol fatto in semifinale col Monaco, con il suo abbraccio quando mi è sembrato di riavere la stessa emozione del gol fatto venti secondi prima”. Così Demetrio Albertini.

“Ho giocato con lui quando ha avuto la fascia di capitano per la prima volta ed era un esempio e un campione. A 22 anni era maturo, non ne nascono spesso di persone così”. Lo ha detto l’ex attaccante del Milan Aldo Serena.

LE IMMAGINI 

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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