Economia
Bonomi “Pregiudizio anti-impresa, sogniamo Paese unito”
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4 anni fa-
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Redazione
“Il pregiudizio imperante anti-impresa nel dibattito pubblico ci vede costantemente accusati o, ancor peggio, perché avvertiamo un totale disinteresse per l’importanza del valore creato dalle imprese stesse. Perché nel giudizio generale non si distingue tra i settori in cui sfruttamento del lavoro e lavoro nero sono diffusamente praticati, rispetto a industria e manifattura in cui il senso di responsabilità sociale, la copertura contrattuale e il rapporto con i sindacati è tale da contenere in maniera massiccia tali gravi fenomeni di disgregazione sociale”. Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso della sua relazione all’Assemblea pubblica. “Continueremo a volere e a sognare un Paese unito. Un Paese in cui il verbo prioritario non è ‘prendere’, ma è ‘dare’: dare agli altri; dare lavoro; dare futuro; dare dignità; dare libertà. Senza mai montarci la testa, ma avverando quel che San Paolo scriveva accomiatandosi dalla comunità cristiana di Corinto: ‘In tutti i modi vi ho mostrato che è così, lavorando e penando come io ho fatto in mezzo a voi, che si deve sovvenire ai deboli’”, ha aggiunto. “Noi sappiamo benissimo che soltanto chi, con i suoi beni e il suo lavoro, ha realizzato un onesto profitto, è in grado di esercitare la solidarietà verso il prossimo. Come diceva San Paolo – ha proseguito – voi conoscete bene di quante pene sia fatto il nostro lavoro quotidiano. Ma nessuna di esse, ieri, oggi, domani, ci distoglierà mai dalla nostra missione. Non siamo quelli che vincono sempre, ma siamo quelli che non si arrendono mai”. Per il leader degli industriali “oggi che gli orizzonti della politica sembrano sempre più corti e schiacciati su false priorità, avvertiamo più che mai la necessità di progetti di lungo orizzonte, come unica via per dare risposta ai drammatici problemi della società italiana. E crediamo profondamente che sia proprio l’industria, la nostra industria, a poter costituire il primo motore di un vero, nuovo, umanesimo industriale, ad essere progettista di futuro”.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-
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Economia
Investimenti in aerospazio, difesa e sicurezza: Confindustria lancia Connext Filiere
Pubblicato
5 ore fa-
24 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Trasformare la nuova stagione di investimenti in aerospazio, difesa e sicurezza in una leva di sviluppo industriale per il Paese. Con questo obiettivo Confindustria ha lanciato oggi, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made In Italy Adolfo Urso, Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza il nuovo progetto dedicato alla costruzione e al rafforzamento delle filiere industriali strategiche italiane partendo da un comparto che nei prossimi anni sarà tra i principali motori della crescita del tessuto produttivo europeo. Tra i relatori dell’evento di lancio anche Giacinto Ottaviani, Direttore Nazionale degli Armamenti; Lorenzo Mariani, Amministratore Delegato e Direttore Generale Leonardo; Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale Fincantieri; Riccardo Procacci, Amministratore Delegato Avio Aero.
“Quello di oggi è un dibattito sulla politica industriale”, ha sottolineato nel suo intervento il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. “L’obiettivo NATO della spesa in difesa al 3,5% del Pil entro il 2035 non è solo un traguardo finanziario: deve essere uno dei pilastri della politica industriale italiana ed europea. Questa decisione, infatti, impone una strategia nazionale capace di trasformare tale scelta in un’opportunità per costruire un piano industriale di lungo periodo per il Paese in cui gli investimenti si traducano in innovazione, competenze, occupazione qualificata e competitività. La cosa da evitare è che questi investimenti finiscano all’estero. Per il nostro sistema delle imprese è prioritario generare crescita in Italia, puntando su ricerca e sviluppo a livello nazionale, nella consapevolezza che gli investimenti nei settori dell’aerospazio e della difesa generano sempre importanti ricadute dual use, con applicazioni strategiche anche in ambito civile. L’Europa e l’Italia devono capire che solo sostenendo con risorse adeguate le loro filiere strategiche saranno in grado di non perdere la grande sfida che ci lanciano Stati Uniti e Cina. Germania, Francia e Spagna, infatti, stanno rafforzando le proprie basi industriali. La Spagna, secondo i dati SIPRI, tra il 2024 e il 2025 ha aumentato del 50% le spese nel comparto e negli ultimi 9 anni queste sono passate dal 1,1% del PIL nel 2016 al 2,1% nel 2025. Noi non possiamo rimanere indietro”.
“Lo spazio è da sempre una dimensione naturale dell’Italia e rappresenta oggi una delle maggiori potenzialità di crescita dell’economia italiana ed europea. È uno dei settori in cui si stanno definendo i nuovi equilibri economici, tecnologici e geopolitici globali: la competizione non è più soltanto tra nazioni, ma tra continenti e grandi sistemi industriali”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali del Governo, sen. Adolfo Urso. “La forza italiana – ha aggiunto – sta nella sua filiera, che unisce grandi campioni nazionali, PMI altamente specializzate, startup innovative e distretti industriali diffusi in sedici regioni del Paese. Per questo abbiamo messo in campo 7,8 miliardi di euro entro il 2028 per rafforzare l’ecosistema spaziale nazionale e sostenerne la crescita. Il programma Artemis, con Luca Parmitano pilota della missione Artemis III e il modulo abitativo lunare sviluppato a Torino dall’industria italiana, è una dimostrazione concreta del ruolo che il nostro Paese può svolgere nei programmi più avanzati a livello internazionale”. “È questa la sfida che abbiamo di fronte: trasformare le nostre competenze industriali e tecnologiche in maggiore competitività, occupazione qualificata e leadership europea nei settori strategici del futuro”, ha concluso Urso.
Il raggiungimento dell’obiettivo NATO del 3,5% del PIL per la difesa entro il 2035 potrebbe tradursi, per l’Italia, in un incremento cumulato del PIL pari al +3% (+51 miliardi) grazie a un effetto moltiplicativo stimato intorno a due volte il valore degli investimenti, questo a patto che destiniamo l’aumento della spesa alle filiere del nostro tessuto produttivo. Qualora, invece, decidessimo di rivolgere gli investimenti strategici importando dall’estero la crescita cumulata non supererebbe lo 0,9% del PIL. Si prevede, inoltre, una forte crescita della produttività, con un valore aggiunto dell’industria che aumenta più del PIL (+6,5%) e traina occupazione (+2,1%) ed entrate fiscali, oltre a generare importanti ricadute tecnologiche sull’intero sistema produttivo.
L’Italia parte da una base industriale già consolidata. Secondo la mappatura realizzata da CTNA – Il Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio – e Confindustria, il settore aerospaziale nazionale vale oltre 21,4 miliardi di euro di fatturato, impiega 54.300 addetti e investe circa il 5% dei ricavi in ricerca e sviluppo. La filiera è composta per oltre l’80% da piccole e medie imprese altamente specializzate e diffuse su tutto il territorio nazionale.
Il progetto guarda sia alla space economy che ai comparti della difesa, della cybersecurity, dell’aeronautica civile e della cantieristica, settori accomunati da elevata intensità tecnologica e da una crescente integrazione tra applicazioni civili e militari. Nella space economy, ad esempio, la produttività supera del 65% la media nazionale e il nuovo documento strategico di settore prevede risorse per 7,8 miliardi di euro entro il 2028. Il mercato italiano della cybersecurity invece vale oltre 2,2 miliardi di euro e cresce a ritmi superiori al 12% annuo.
Uno degli elementi centrali del progetto è il coinvolgimento delle PMI. Per Confindustria, il rafforzamento della filiera passa dalla capacità di accompagnare le imprese nei percorsi di crescita dimensionale, aggregazione, accesso al credito e partecipazione ai grandi programmi industriali e tecnologici.
“Senza PMI forti non esiste una filiera forte” ha sottolineato Giorgio Marsiaj, vice presidente di Confindustria per l’Aerospazio. “In uno scenario internazionale caratterizzato dal rafforzamento delle politiche industriali nazionali e dalla crescente competizione tra sistemi produttivi, Confindustria punta a svolgere un ruolo sempre più operativo nel favorire connessioni industriali, investimenti e sviluppo dimensionale delle imprese. La sfida non è creare una filiera da zero, ma valorizzare e rafforzare un patrimonio industriale già esistente, affinché la crescita del settore si traduca in crescita per l’intero Sistema Paese. Ci muoviamo in questa direzione con una logica di filiera, per garantire che i campioni nazionali siano in grado di attivare e coinvolgere il tessuto delle piccole e medie imprese italiane, valorizzando l’intero ecosistema industriale nazionale”.
Strumento operativo del progetto è, infatti, ConnextFiliere, la piattaforma digitale proprietaria sviluppata da Confindustria per favorire scouting, profilazione e matching industriale tra imprese. L’obiettivo è rendere visibili competenze, capacità produttive e specializzazioni presenti nel sistema industriale italiano, creando nuove opportunità di collaborazione lungo le catene del valore.
L’Aerospazio, Difesa e Sicurezza rappresenta la prima applicazione concreta della piattaforma. Dopo il convegno di lancio del 24 giugno, il progetto proseguirà con una serie di appuntamenti territoriali nella seconda metà del 2026 e nel corso del 2027, con l’obiettivo di estendere progressivamente il modello ad altre filiere strategiche.
-Foto locandina evento ufficio stampa Confindustria-
(ITALPRESS).
Economia
Corte dei Conti “Mantenere il controllo dei conti pubblici e garantire una attenta selezioni degli interventi”
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7 ore fa-
24 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Si conferma l’esigenza, da un lato, di mantenere il controllo sui conti pubblici, e, dall’altro, di garantire una più attenta selezione degli interventi da avviare al fine di contrastare gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche e, conseguentemente, ridefinire le priorità con una sempre maggiore attenzione alla valutazione costo – efficacia che deve orientare l’azione del Governo nella definizione delle misure da attuare”. Lo afferma il presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, nell’introduzione alla relazione sul rendiconto generale dello Stato. “La restrizione dei margini di bilancio impone dunque una rigorosa ridefinizione delle priorità di spesa, inclusa la riprogrammazione di alcuni aumenti settoriali come quelli destinati alla difesa, pur mantenendo fermi i presidi a tutela dei redditi delle famiglie e della liquidità aziendale”, prosegue.
“Non può peraltro essere sottaciuto che tale quadro di stabilità rimane esposto a fortissimi rischi esogeni, nella considerazione soprattutto che l’instabilità del contesto globale potrebbe rendere necessarie revisioni significative degli scenari economici in tempi brevi e la conseguente adozione di politiche anticicliche atte a contenere in via preventiva gli effetti negativi di tale perdurante instabilità – sottolinea Carlino -. In tale ambito resta di particolare rilievo l’accelerazione della spesa per gli interventi, in via di conclusione, finanziati con il PNRR al fine di garantirne l’obiettivo principale volto alla modernizzazione del Paese, nonché lo sviluppo delle misure di riforma e degli investimenti diretti all’allungamento del periodo di aggiustamento del PSB e suscettibili di determinare nuove pressioni sulla spesa riconducibili a spese per difesa, invecchiamento della popolazione, tutela della salute e trasformazione delle economie – spiega il presidente della Corte dei Conti -. Anche sotto il profilo della spesa infrastrutturale, principale motore della crescita, si sottolinea l’importanza di decisioni orientate alla coesione nazionale, alla riduzione dei divari e al rafforzamento dell’accessibilità che richiede una attenta riflessione in vista del progressivo esaurimento degli effetti prodotti dalle risorse iniettate nel sistema con il PNRR”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Economia
Istat, nel 4° trimestre del 2025 rallenta il mercato immobiliare
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9 ore fa-
24 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo onerosi per unità immobiliari ammontano a 220.404 nel III trimestre 2025 (+2% rispetto al trimestre precedente – dato destagionalizzato – e +5,1% su base annua – dato grezzo) e a 282.274 nel IV trimestre 2025 (-1,5% rispetto al trimestre precedente e -0,9% su base annua). Lo rende noto l’Istat.
Nel IV trimestre 2025 le compravendite del comparto abitativo diminuiscono, rispetto al trimestre precedente, nel Nord-est (-3,3%), al Sud (-1,6%), nel Nord-ovest (-1,0%) e nelle Isole (-0,7), mentre crescono nel Centro (+2,7%). Le compravendite di immobili a uso economico diminuiscono in tutte le aree geografiche del Paese: Nord-est (-14,3%), Centro (-10,8%), Nord-ovest (-9,3%), Isole (-6,7%) e Sud (-3,1%).
Il 93,8% delle convenzioni stipulate nel IV trimestre 2025 riguarda i trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (264.634), il 5,9% quelli a uso economico (16.522) e lo 0,4% quelli a uso speciale e multiproprietà (1.118). Rispetto al IV trimestre 2024, le transazioni immobiliari registrate nel IV trimestre 2025 diminuiscono nel comparto abitativo (-0,8%) e ancor di più nel comparto economico (-2,3%). A livello territoriale, le compravendite del comparto abitativo calano su base annua al Sud (-6,4%), nel Nord-est (-1,9%) e al Centro (-0,8%), mentre crescono nel Nord-ovest (+2,1%) e nelle Isole (+1,5%); quelle del comparto economico calano in tutte le aree geografiche del Paese: Sud (-7,6%), Isole (-6,8%), Nord-ovest (-4,0%) e Centro (-1,0%), ad eccezione del Nord-est (+5,3%). Il calo riguarda sia i grandi sia i piccoli centri (rispettivamente -0,2% e -1,3% nel comparto abitativo; -3,3% e -1,6% in quello economico).
Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare ammontano a 88.183 nel III trimestre 2025 (-0,2% rispetto al trimestre precedente – dato destagionalizzato – e +10,8% su base annua – dato grezzo) e a 104.669 nel IV trimestre 2025 (+1,4% rispetto al trimestre precedente e +6,1% su base annua). Su base congiunturale l’aumento registrato nel IV trimestre 2025 riguarda il Centro (+5,9%), il Sud (+1,4%), il Nord-ovest (+1,3%), mentre nelle Isole e nel Nord-est si registra una diminuzione (rispettivamente -1,8% e -0,4%). Su base annua la crescita interessa tutto il territorio nazionale: Nord-ovest (+8,9%), Nord-est (+5,4%), Isole (+5,3%), Centro (+4,2%) e Sud (+3,4%), grandi e piccoli centri (rispettivamente +6,9% e +5,6%).
Nell’intero anno 2025, il mercato immobiliare con 986.940 convenzioni notarili di compravendita registra un andamento in crescita rispetto all’anno precedente (+3,9% nel complesso; +4,0% il settore abitativo e +1,5% il comparto economico). I mutui, con 382.389 convenzioni, sono in aumento del 15,5%.
“Il quarto trimestre chiude l’anno 2025 con 282.274 compravendite immobiliari. I volumi intermediati diminuiscono dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Su base congiunturale, l’indice destagionalizzato diminuisce (-1,5%), dopo l’incremento del III trimestre (+2%) – commenta l’Istat -. Nello stesso trimestre le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (104.669) aumentano del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’indice destagionalizzato mostra una ripresa (+1,4%) dopo la stabilità osservata nel III trimestre”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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