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”Team Warriors Milano”, intervista al Personal Trainer Marco Ferreni

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Marco Ferreni è il coach e personal trainer punto di riferimento per molte nuove giovani leve nel campo delle arti marziali, volto che abbiamo iniziato a conoscere dopo i trionfi internazionali del giovane Portalberese Alessandro Capone che proprio a Marco ed alla sua palestra deve la rinascita sportiva.

Abbiamo raggiunto Marco per una chiacchierata, partendo proprio dalla sua palestra ”Il tempio sello sport” che si trova a Milano in via Cirenei 10, e parlando del noto ”Team Warriors” che prepara, supporta e accoglie le giovani promesse delle arti marziali, ovviamente guidate e seguite da Marco in persona.

  • Marco, dopo gli ultimi successi di Alessandro Capone nella MMA inevitabilmente il pensiero va a chi prepara questi atleti e le palestre di appartenenza, in questo caso la tua “Team Warriors Milano”. Cosa provi per questi successi?

”Sono molto felice, però per me ogni traguardo è in realtà un punto di partenza. È uno stimolo per aver la conferma che il lavoro è giusto ma si deve migliorare per evitare lo stallo, o addirittura farsi sorpassare. Per cercare di salire sempre di un gradino. Poco alla volta ma in maniera costante. Credo fortemente nella cultura della competenza, del lavoro e del capire che abbiamo sempre da imparare. Per chiudere direi che sono contento sempre a metà quando vinciamo.”

  • Quando hai pensato di essere pronto per gestire un team in grado di preparare atleti a match internazionali?

”Ma in realtà non mi sono mai fatto questa domanda, credo molto, come appunto dicevo prima dell’ incontro tra talento, preparazione e fortuna nella vita. Io ho iniziato a studiare quando non avevo atleti, ho continuato e continuo. Semplicemente quando c è stata l’ opportunità di avere tanti atleti, io ero pronto perché ho lavorato per anni. Spesso le persone aspettano l’occasione per mettersi a lavorare, credo nel contrario, anche perché c è il rischio che l’occasione non la vedi o non sei pronto o non hai gli strumenti per gestirla.”

  • La tua palestra esattamente di cosa si occupa, solo arti marziali o anche altri sport e preparazioni?

”La mia palestra, anche se mi piace dire nostra perché è fatta dalle persone e cresce anche grazie a loro, si occupa di sport da combattimento: Kickboxing, MMA, Boxe. Per quello è titolata Fight Center. Inoltre siamo specializzati nella preparazione atletica per i combattenti. Un’altra sala è dedicata alla Pole dance e danza sportiva. Perché adoro questa contrapposizione tra “sport da Combattimento” e “Danza Sportiva”. E credo ci siano molte similitudini.”

  • Cosa ti piacerebbe portare in futuro in aggiunta ai tuoi corsi?

”In futuro, in teoria non molto lontano, più che aggiungere corsi, che siamo già pieno così, vorrei e stiamo lavorando per ingrandire il centro sportivo, offrire un miglior servizio agli atleti che credono in questo Team.”

  • Oggi i social offrono allenamenti, schede, prodotti e tramite immagini e video rendono molto semplice percorsi in realtà duri per i personal trainer come te. Pensi sia un problema per professionisti del tuo calibro e per chi voglia affacciarsi nel mondo dello sport e delle arti marziali oppure in realtà queste sono minoranze?

”Ma alla fine credo che cambiamento, il mondo è in continuo cambiamento. Ma chi ha contenuti e basi solide rimane, gli altri alla fine spariscono o avranno la loro piccola nicchia di persone che comunque vogliono quello. Non credo rubino più di tanto, almeno a me. Abbiamo due target di persone e clientela molto differente. Sul discorso social, ci sarebbe da dirne molte. Alcune cose positive altre negative ma, è un discorso molto lungo secondo me.”

  • C’è qualcosa che ancora non hai raggiunto, in campo professionale, e che vorresti realizzare?

”’Non ho ancora realizzato niente, voglio avere questa mentalità. La cosa che più mi preme è vivere con onestà intellettuale e migliorare come uomo. Mi godo il percorso e mi diverte un sacco”

Potete contattare il personal trainer per info corsi o consulenze ai seguenti indirizzi:
3460957129
info@iltempiodellosport.asd
marcoferrenipt@gmail.com

www.iltempiodellosport.com

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Alessandro Paola Schiavi

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San Matteo, nel limbo del Pronto soccorso da un mese

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La Voce Pavese – San Matteo, nel limbo del Pronto soccorso da un mese

Ha compiuto trent’anni al pronto soccorso del San Matteo, dove si trova dal 23 gennaio perché nessuna struttura del territorio lo ha ancora accolto. L’uomo è finito in un limbo assistenziale che dopo quasi un mese non si è sbloccato.
Il giovane, seguito da un amministratore di sostegno, presenta una forte fragilità sociale più che clinica. È affetto da una patologia cronica che può manifestarsi anche con sintomi assimilabili al disagio psichico. A fine gennaio, dopo un episodio acuto, era stato inviato al pronto soccorso dall’istituto Santa Margherita per un consulto psichiatrico.
I medici hanno escluso la necessità di ricovero, riconoscendo però la sua vulnerabilità sociale. E qui il sistema si è inceppato. Il Policlinico ha attivato la rete territoriale, contattando amministratore di sostegno, Comuni e comunità di accoglienza, ma al momento nessuna struttura lo ha preso in carico: criteri di accesso non compatibili oppure liste d’attesa troppo lunghe.
Nel frattempo, in un ospedale per acuti dove i posti letto sono destinati ai casi più gravi, al giovane è stata predisposta una branda nell’area dei codici meno critici. Dimetterlo senza un supporto adeguato significherebbe lasciarlo senza tutela.
Una vicenda che riaccende i riflettori sulle difficoltà di collegamento tra ospedale e servizi sociali territoriali. Al momento il paziente risulta ancora al San Matteo, in attesa di una soluzione. Una storia che interroga sulla capacità di dialogare con tempestività e di gestire casi che esulano dai soliti binari.

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