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Economia

Confcommercio, l’economia accenna a ripartire ma i consumi sono ancora deboli

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ROMA (ITALPRESS) – Nonostante l’incertezza continui a dominare gli scenari economici interni e internazionali, nuove evidenze statistiche fanno emergere alcuni spunti positivi: dall’ottimo settembre per il turismo straniero, al rimbalzo statistico della produzione industriale nello stesso mese, fino alla buona tenuta degli scambi con l’estero, seppure fortemente oscillanti di mese in mese. Lo rivela l’analisi di Confcommercio.

Questi elementi, dentro un contesto di moderazione inflazionistica – ormai data per strutturale dopo le fiammate del passato – e redditi reali crescenti, sostenuti anche da un mercato del lavoro tonico, comportano lievi miglioramenti dei consumi e prospettive di aumento della fiducia e, di conseguenza, previsioni meno pessimistiche non tanto sull’anno in corso, in un certo senso compromesso in termini di crescita, quanto sul prossimo che potrebbe anche raggiungere una variazione del PIL all’1%. Non si può, dunque, escludere un’intonazione più favorevole dell’economia anche perché le prime stime indicherebbero un consolidamento di questa prospettiva anche in ottobre e novembre. Si tratta di segnali deboli, in attesa di conferma, ma che sarebbe inappropriato trascurare, tanto più che per il bimestre ottobre-novembre il PIL mensile indica una crescita congiunturale di quattro decimi di punto coerente con una possibile variazione tendenziale dell’ultimo quarto dell’anno in corso attorno all’1%.

In questo contesto, nonostante i progressi registrati in termini di rientro dell’inflazione, scesa a ottobre all’1,2%, con i positivi effetti sulla dinamica del reddito reale delle famiglie, i consumi si confermano l’anello debole della catena. A settembre, infatti, le vendite a volume hanno registrato un andamento negativo confermando e amplificando le difficoltà di molti segmenti di consumo. Tuttavia, questa dinamica sembra essersi marginalmente modificata a ottobre. La spesa delle famiglie, misurata nella metrica dell’ICC, aumenta di un decimo di punto rispetto a ottobre 2024. Se la variazione anno su anno appare marginale, la variazione congiunturale (+0,4% rispetto a settembre) porta a guardare con maggior fiducia alla possibile evoluzione della domanda nei prossimi mesi.

La domanda si conferma negativa per l’automotive, l’abbigliamento e le calzature, gli alimentari, i mobili e gli elettrodomestici. I servizi, tornati a crescere dopo un trimestre deludente, si confermano, anche in questi ultimi mesi del 2025, la componente più dinamica. I prezzi al consumo sono, nel complesso, in diminuzione da alcuni mesi. A novembre la stima di Confcommercio è di un’ulteriore lieve flessione (-0,1%) con una variazione su base annua che rimane all’1,2%. Le attese sono di un ulteriore rientro delle dinamiche dei prezzi dei beni alimentari e degli altri prodotti e servizi acquistati con maggior frequenza dalle famiglie. Il consolidarsi di queste dinamiche dovrebbe contribuire ad alimentare il recupero della fiducia delle famiglie restituendo maggiore slancio alla domanda per consumi.

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– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Economia

Webuild, la nuova diga foranea di Genova avanza in mare aperto: posato il ventiquattresimo cassone

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MILANO (ITALPRESS) – La Nuova Diga Foranea di Genova continua a crescere a ritmo serrato. A pochi giorni dal superamento del primo chilometro di estensione, il cantiere guidato da Webuild ha posato con successo il ventiquattresimo cassone. Un passo avanti per il progetto del Consorzio PerGenova Breakwater, realizzato per conto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che vede uomini e mezzi impegnati in una complessa operazione corale tra terra e mare.

L’efficienza organizzativa del cantiere e la piena operatività delle squadre impegnate si confermano elementi fondamentali per la realizzazione di uno dei progetti infrastrutturali più strategici per il sistema portuale italiano.

Il cassone – 40 metri di lunghezza, 25 di larghezza e 18,70 di altezza – ha infatti raggiunto la sua posizione sul fondale grazie a una serie complessa di operazioni in mare, condotte nel rispetto dei più rigorosi standard di sicurezza e pur in presenza di condizioni meteo marine non sempre favorevoli.

-Foto ufficio stampa Webuild-
(ITALPRESS).

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Economia

Tajani “Bene risiko italiano, no a tassa sugli extraprofitti”

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ROMA (ITALPRESS) – “Governo e politica si limitano a fare le regole, non devono essere arbitri ma individuare i meccanismi di controllo, in Italia e in Europa. Non spetta dunque all’esecutivo scendere in campo con la maglia di una delle parti. La parola spetta alle autorità, non alla politica”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista a “Milano Finanza commentando l’opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps. “Le iniziative di varia provenienza a cui assistiamo in questi giorni dimostrano che il sistema bancario italiano è sano, ha superato la crisi del 2008 e degli anni successivi, è cresciuto e si è consolidato”, spiega. “Lavoriamo perché il sistema sia di supporto nel suo complesso all’economia reale e alla crescita”.

Sulla vicenda Mps, “credo che il governo l’abbia gestita molto bene. Le banche, è questo il nostro principio, servono l’Italia e il mondo dell’economia, non i partiti o i governi. La politica deve dettare le regole e verificare l’efficienza dei meccanismi che controllano il sistema bancario. Spetta poi alla Consob, alla Agcm, alla Bce e a Banca d’Italia valutare, non alla politica. Il nostro obiettivo come governo è che il risparmio italiano sia ben gestito e che arrivi alle imprese e alle famiglie”. Sulla proposta di un’ulteriore tassazione per le banche, “pagano già un’Ires maggiorata. Bisogna agire con equilibrio e buon senso”, chiarisce Tajani.

Per quanto riguarda le offerte su Mps, Tajani esclude un ricorso al Golden Power. “Non credo proprio che si vada in questa direzione. L’azione di Intesa Sanpaolo, a quanto pare, potrebbe dare vita al primo o secondo gruppo dell’Eurozona per valore. Poi rafforzerà Mediobanca, che ha come scopo quello di assistere le imprese grandi, medie e piccole. Con una base azionaria italiana, il che significa attenzione alle imprese tricolori in tutto il mondo. Come ministro degli Esteri che ha tra le sue incombenze il commercio estero ne sono contento: l’export rappresenta il 40% del pil italiano”.

Su questo tema, “nel mio Piano d’Azione per l’export ho individuato come obiettivo 700 miliardi di esportazioni entro la fine della legislatura. Questa è la nostra bussola e continua a orientare e motivare il lavoro del Sistema Italia, con la piena collaborazione delle Istituzioni e del mondo delle imprese”. E nella prossima manovra, “porteremo a 60 mila euro la soglia per la riduzione fiscale Irpef della nostra classe media e puntiamo alla detassazione delle tredicesime. Vogliamo abbassare le tasse anche ai giovani, per aumentare il loro salario”, conclude Tajani.

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Rixi “L’Italia ha le carte in regola per crescere sui mercati globali” / Video

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RAPALLO (ITALPRESS) – L’economia italiana attraversa una fase positiva e dispone di tutte le condizioni per rafforzare il proprio ruolo nel commercio internazionale. Lo ha detto il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi all’Optimum Investors Summit – The Portofino Conversation, l’appuntamento internazionale promosso a Rapallo da Optimum Asset Management, società di gestione del risparmio attiva in Europa e Stati Uniti.

“L’Italia registra un tasso di occupazione senza precedenti e può giocare da protagonista sui mercati globali”, ha detto Rixi, sostenendo che l’impatto dei dazi statunitensi è stato più pesante per alcuni concorrenti rispetto al sistema produttivo italiano.

Il viceministro ha indicato come prioritaria una maggiore presenza nei mercati emergenti, dall’Africa all’India fino al Sud America, invitando il Paese a guardare oltre gli scambi intraeuropei. “Dobbiamo rafforzare il nostro ruolo nel Mediterraneo e aumentare gli scambi con i mercati extraeuropei”, ha concluso, evidenziando come l’instabilità del Mediterraneo e del Medio Oriente abbia ricadute dirette sulle economie europee.

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-Foto IPA Agency-
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