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YOU PAVIA UNO TV: AL FRASCHINI BRILLA L’IFIGENIA IN TAURIDE

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La stagione d’opera al Fraschini di Pavia, L’Ifigenia in Tauride, di Marzia Forni. Prima nazionale al teatro Fraschini di Pavia per il nuovo allestimento de “L’Ifigenia in Tauride”, tragedia lirica in quattro atti, su libretto di Nicolas-François Guillard, tratto dall’omonima tragedia di Euripide, con musica di Christoph Willibald Gluck. La prima rappresentazione fu a Parigi al teatro dell’Opèra, il 18 Maggio 1779. Il tema dell’Ifigenia fu spesso ripreso, sulle orme di Euripide, anche nelle letterature moderne. Gluck (1714-1787) sviluppa un forte senso drammatico unito alla purezza dell’invenzione melodica e all’organicità del dramma musicale. L’Ifigenia in Tauride fu accolta con entusiasmo, tanto da sconfiggere ogni critica avversa. Nella sublime purezza delle sue forme melodiche e architettoniche, l’opera raggiunge la sintesi dello spirito musicale del tempo.
Il nuovo allestimento è stato curato dalla regista Emma Dante, con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano diretta da Diego Fasolis e il Coro di OperaLombardia. Principali attori in scena Anna Caterina Antonacci nei panni di Iphigènie e Bruno Taddia nelle vesti di Oreste. Tutti gli approfondimenti e i prossimi spettacoli sono sul sito teatrofraschini.it, con l’acquisto dei biglietti on line.

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S. MESSA DI DOMENICA 15 MARZO 2026 – IV di QUARESIMA “LAETARE” /A

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Dalla chiesa di Porana di Pizzale (PV) la Santa Messa di Domenica 15 Marzo 2026, IV di Quaresima "Laetare" / A. Celebra Don Marko Osuru Alisentus.

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Crescere Insieme – 15 Marzo 2026

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L’incontro con Don Franco Tassone, parroco del SS.mo Salvatore e della Chiesa del Sacro Cuore a Pavia. Sacerdote da sempre a fianco degli ultimi, è responsabile della Caritas Pavese e per anni ha guidato la Casa del Giovane, allievo del venerabile Don Enzo Boschetti.

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Rapina a Pavia, ti entrano in casa con l’ascia perché rischiano troppo poco

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La Voce Pavese – Rapina a Pavia, ti entrano in casa con l’ascia perché rischiano troppo poco

Un’ora di paura nella notte per un artigiano in pensione di Pavia, vittima di una violenta rapina nella sua abitazione di via Motta San Damiano. Tre uomini incappucciati hanno fatto irruzione nella villa poco dopo le 22 di venerdì, minacciando e picchiando il proprietario di casa nel tentativo di farsi consegnare denaro e gioielli.

La vittima è Walter Piacentini, 62 anni, vedovo, che vive da solo con il suo cane. Sabato mattina l’uomo era ancora sotto shock mentre nella sua abitazione lavoravano gli agenti della polizia scientifica e della squadra mobile, impegnati nei rilievi e nelle indagini per identificare i responsabili.

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«Ho avuto paura di morire», racconta con voce ancora provata. Secondo la ricostruzione, i tre malviventi hanno forzato una finestra della villa e, una volta entrati, hanno abbattuto due porte interne. Piacentini dormiva quando si è trovato davanti i rapinatori, armati di coltelli e di un’ascia.

I banditi hanno subito chiesto le chiavi della cassaforte, convinti di trovare denaro e preziosi. Ma la cassaforte era vuota: i gioielli di famiglia erano stati affidati alla figlia dell’uomo che vive a Torino. A quel punto i rapinatori hanno tirato fuori un piccolo flessibile e hanno tagliato lo sportello della cassaforte, scoprendo però che non c’era nulla.

La scoperta ha scatenato la violenza. Uno degli aggressori ha spinto il pensionato a terra e lo ha colpito con pugni, continuando a chiedere dove fosse una seconda cassaforte che però non esisteva. Alla fine i rapinatori si sono accontentati del portafoglio dell’uomo, che conteneva meno di cento euro.

Prima di fuggire lo hanno rinchiuso in bagno, intimandogli di contare fino a cento prima di uscire. I tre si sono poi allontanati in auto in direzione Belgioioso.

Piacentini ha atteso qualche istante, poi è riuscito a uscire dalla finestra e a chiedere aiuto al vicino di casa che ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenute le pattuglie della squadra volante della questura e gli investigatori della squadra mobile, insieme a un’ambulanza del 118.

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L’uomo, dolorante e molto scosso, ha preferito non recarsi in ospedale. «Mi hanno misurato la pressione e dato dei farmaci per calmarmi», spiega. «Ma dimenticare quelle voci non sarà facile».

Secondo quanto riferito dalla vittima, i rapinatori parlavano tra loro in una lingua che sembrava dell’Est Europa mentre con lui si esprimevano in un italiano incerto. Le indagini della polizia sono in corso per risalire ai responsabili della brutale aggressione.

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