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REGIONE LOMBARDIA, SI RESTA IN ZONA BIANCA

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Pavia Uno Tv Informazione – In collaborazione con Lombardia Notizie. “La settimana si conclude con due buone notizie: la prima è che la Lombardia si conferma in zona bianca e la seconda è che ieri oltre 60.000 lombardi hanno prenotato la terza dose”. Lo annuncia il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, in un video. Il presidente spiega che “la conferma della zona bianca, comunicata da Roma, in base al consueto monitoraggio settimanale del venerdì di Ministero della Salute e Iss, è dovuta sicuramente al fatto che il 90% dei cittadini ha effettuato la seconda dose. Adesso dobbiamo insistere perché venga effettuata anche la terza, che conclude il ciclo vaccinale e permette un’immunità, (come dicono gli esperti ndr) che si protrarrà non per alcuni mesi, ma per anni”. E proprio le prenotazioni della terza dose sono alla base della seconda buona notizia annunciata da Fontana. “Ieri – ha concluso – sono arrivate più di 60.000 prenotazioni di cittadini per la terza dose. Grazie alla serietà dei lombardi, grazie al loro grande senso civico. Continuiamo così e concludiamo la vaccinazione tutti insieme”.

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Tg Sport Italpress – 17 Aprile 2026

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ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione: – Champions, Arsenal e Bayern in semifinale: beffa per Real e Sporting – Juventus, Locatelli rinnova fino al 2030 – Mercato Retegui, infortunio e duello Milan-Juve – Roma, scontro frontale Gasperini-Ranieri: clima rovente a Trigoria – Tennis: Alcaraz si ferma, Sinner punta al record di Madrid – Basket: Fontecchio riflette sul futuro dopo l’eliminazione di Miami – L’Italia fuori dall’Europa, un vuoto lungo 39 anni

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La salute vien mangiando – 17 Aprile 2026

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ROMA (ITALPRESS) – La sindrome metabolica è una delle grandi emergenze della sanità. Ne parla Rosanna Lambertucci nella nuova puntata della rubrica "La salute vien mangiando", nella quale intervista Salvatore Maria Corsello, professore ordinario di Endocrinologia all’università UniCamillus di Roma.

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America Week – 17 Aprile 2026

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – C’è qualcosa di diverso questa settimana nel caos che circonda Donald Trump. È una escalation che sta assumendo un carattere più profondo e sempre più pericoloso. Nel giro di pochi giorni, Trump ha aperto due fronti clamorosi: con il Papa e con la premier italiana Giorgia Meloni. Ma soprattutto ha spostato il conflitto su un terreno nuovo per la politica americana: quello religioso. Partiamo dal Vaticano. All’inizio, Papa Leone XIV critica la guerra in Iran con parole nella tradizione della Chiesa: appello alla pace, condanna della violenza. È su queste dichiarazioni che Trump attacca per la prima volta. Poi interviene il suo vice, JD Vance, arrivando a mettere in discussione l’autorità teologica del Pontefice. Ma giovedì, dal Camerun, è il Papa ad alzare il livello dello scontro: parla di un mondo "devastato da una manciata di tiranni" e denuncia l’uso della religione per giustificare la violenza. Parole durissime. E qui il paradosso: mentre il Papa alza i toni, Trump li abbassa. Dal giardino della Casa Bianca dice ai giornalisti che è lecito non essere d’accordo con il Pontefice, che il Papa può esprimersi, ma che lui ha il diritto di criticarlo. Non è una marcia indietro. È un aggiustamento.

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