Seguici sui social

Cronaca

Milan batte Atletico Madrid e resta in corsa per gli ottavi

Pubblicato

-

MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il Milan espugna con merito il Wanda Metropolitano superando nel finale per 1-0 l’Atletico Madrid, firmando l’impresa e rimanendo così aggrappato al sogno qualificazione. Di Messias la rete della vittoria che permette al Milan di festeggiare un risultato insperato alla vigilia consentendogli di salire a quota 4 punti e giocarsi il tutto per tutto nella sfida casalinga del 7 dicembre contro il Liverpool. Per passare, dovrà battere i reds e sperare in un mancato successo del Porto contro l’Atletico. Al 3′ Tatarusanu è chiamato a una super parata su De Paul, con il fuorigioco iniziale di Carrasco che di fatto vanifica la prodezza del portiere rumeno. Sembra il preludio a un primo tempo avvincente, ma non sarà così. In avvio di ripresa, Tatarusanu blocca in tuffo un destro velenoso tentato da Lemar. Al 17′ i rossoneri vanno vicini al gol, quando Hernandez batte una buona punizione dalla sinistra trovando Kjaer che di testa manda però alto da buona posizione. Al 27′ Ibrahimovic serve in profondità Messias, entrambi subentrati da poco, che penetra in area dalla sinistra servendo rasoterra all’indietro Kessiè, che calcia a botta sicura trovando però la decisiva opposizione di Savic con il corpo. Al 40′, Oblak compie un miracolo su Ibrahimovic ma il guardialinee segnala il fuorigioco. La spinta del diavolo viene premiata con merito due minuti più tardi. Hernandez verticalizza per Kessiè che dalla sinistra mette un cross al bacio per la testa di Messias che infila Oblak siglando l’1-0 che decide il match, oltre che il primo gol assoluto con la nuova maglia. Subito dopo Bennacer ci prova dal limite con il sinistro, ma Oblak devia. L’unica vera grande occasione dell’incontro per i colchoneros arriva in avvio di recupero, quando Llorente serve sul primo palo Cunha che da ottima posizione calcia però male.
(ITALPRESS).

Cronaca

Cina: dall’Italia a Xìan, il viaggio di un’archeologa lungo la Via della seta

Pubblicato

-

XI’AN (XINHUA/ITALPRESS) – Durante le vacanze per la Festa di primavera appena concluse, Marcella Festa, professoressa associata italiana presso la Northwest University di Xìan, capoluogo della provincia nord-occidentale cinese dello Shaanxi, si è recata in Pakistan per una visita esplorativa.

Per Festa, che ha dedicato quasi due decenni della sua vita all’archeologia e ha trascorso gli ultimi sei anni lavorando a Xìan, un simile lavoro sul campo di livello internazionale va oltre la semplice collaborazione accademica. Infatti, rientra nel suo più ampio impegno per indagare le interazioni storiche che hanno connesso le civiltà attraverso l’Eurasia.

L’interesse di Festa per la Cina è iniziato nell’infanzia, suscitato da un cartone animato ambientato in Cina che raccontava la storia di amicizia tra un bambino europeo e uno cinese. Quella curiosità si è trasformata in un interesse costante per la storia e la cultura cinesi, finendo per plasmare il suo percorso accademico.

“Ho scelto Archeologia durante gli studi universitari perchè offriva un modo per comprendere la Cina non solo attraverso i testi o le opere d’arte, ma anche tramite prove tangibili di vita quotidiana”, ha ricordato Festa. In seguito la professoressa ha trascorso due anni e mezzo di studi a Pechino per approfondire ulteriormente la conoscenza della lingua, della cultura e della storia della Cina.

Advertisement

“A mio avviso, lo Xinjiang rappresenta l’essenza della Via della seta, un luogo dove popoli e idee diversi coesistono e interagiscono in armonia. La regione è bellissima e continua ad affascinarmi”, ha affermato Festa.

Nel 2019, è entrata nella Facoltà di beni culturali della Northwest University, dove inizialmente ha lavorato nei campi dell’archeologia della Via della seta e di quella della Cina nord-occidentale.

Anni di lavoro sul campo hanno anche rimodellato la sua comprensione della Via della seta. Sebbene talvolta venga considerata una singola rotta commerciale, Festa la vede come una rete vasta e interconnessa.

“Quando pensiamo alla Via della seta, possono venirci in mente i reperti culturali esposti nei musei, spesso associati agli scambi tra èlite o alle interazioni diplomatiche tra società antiche. Tuttavia, il lavoro sul campo mi ha fatto comprendere come la Via della seta sia davvero una rete: una rete di persone, paesaggi, esperienze e pratiche quotidiane”, ha affermato l’archeologa.

Al di là del lavoro accademico, vivere in Cina ha arricchito anche la vita personale di Festa. La professoressa cerca infatti di adattarsi alla cultura locale, di imparare la lingua e di comprendere le pratiche accademiche locali. Si considera fortunata ad avere colleghi, studenti e amici pazienti e disponibili. Il loro incoraggiamento, ha osservato, è stato essenziale sia per la sua ricerca sia per la sua vita in Cina.

Advertisement

Le piace viaggiare nel Paese e continua a rimanere colpita. “Puoi prendere un volo di due ore e ritrovarti all’improvviso in un paesaggio completamente diverso”, ha osservato.

Festa ha notato un rinnovato interesse per la salvaguardia e la promozione della cultura tradizionale in Cina, in particolare tra le generazioni più giovani, per esempio nella crescente popolarità del turismo culturale. “E’ una cosa molto positiva che le persone siano interessate alla propria storia”, ha affermato.

La Cina, che ospita oltre 767.000 reperti culturali immobili e 60 siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO, negli ultimi anni ha compiuto progressi significativi nella conservazione del patrimonio e nel coinvolgimento del pubblico, sostenuti dall’uso delle tecnologie digitali.

“I miei amici e familiari vengono in Cina ogni anno”, ha osservato Festa. “Sono sempre colpiti da quanto il patrimonio culturale cinese sia diventato accessibile grazie a queste tecnologie”. La professoressa ha indicato il Museo di archeologia dello Shaanxi come un vivido esempio del modo in cui la tecnologia digitale possa trasformare la narrazione e avvicinare il pubblico al patrimonio culturale. Lì i visitatori possono osservare da vicino i manufatti e apprendere i processi archeologici attraverso modelli 3D, touch screen e altri strumenti interattivi.

L’archeologa ritiene che i crescenti investimenti della Cina nella protezione del patrimonio abbiano una rilevanza globale più ampia. “L’archeologia è una piattaforma per lo scambio interculturale”, ha sottolineato. A suo avviso, la cooperazione internazionale nella conservazione del patrimonio incoraggia un coinvolgimento globale significativo e la comprensione reciproca, richiamando lo stesso spirito tradizionalmente associato alla Via della seta.

Advertisement

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

Leggi tutto

Cronaca

Cina: dall’Italia a Xìan, il viaggio di un’archeologa lungo la Via della seta

Pubblicato

-

XI’AN (XINHUA/ITALPRESS) – Durante le vacanze per la Festa di primavera appena concluse, Marcella Festa, professoressa associata italiana presso la Northwest University di Xìan, capoluogo della provincia nord-occidentale cinese dello Shaanxi, si è recata in Pakistan per una visita esplorativa.

Per Festa, che ha dedicato quasi due decenni della sua vita all’archeologia e ha trascorso gli ultimi sei anni lavorando a Xìan, un simile lavoro sul campo di livello internazionale va oltre la semplice collaborazione accademica. Infatti, rientra nel suo più ampio impegno per indagare le interazioni storiche che hanno connesso le civiltà attraverso l’Eurasia.

L’interesse di Festa per la Cina è iniziato nell’infanzia, suscitato da un cartone animato ambientato in Cina che raccontava la storia di amicizia tra un bambino europeo e uno cinese. Quella curiosità si è trasformata in un interesse costante per la storia e la cultura cinesi, finendo per plasmare il suo percorso accademico.

“Ho scelto Archeologia durante gli studi universitari perchè offriva un modo per comprendere la Cina non solo attraverso i testi o le opere d’arte, ma anche tramite prove tangibili di vita quotidiana”, ha ricordato Festa. In seguito la professoressa ha trascorso due anni e mezzo di studi a Pechino per approfondire ulteriormente la conoscenza della lingua, della cultura e della storia della Cina.

Advertisement

“A mio avviso, lo Xinjiang rappresenta l’essenza della Via della seta, un luogo dove popoli e idee diversi coesistono e interagiscono in armonia. La regione è bellissima e continua ad affascinarmi”, ha affermato Festa.

Nel 2019, è entrata nella Facoltà di beni culturali della Northwest University, dove inizialmente ha lavorato nei campi dell’archeologia della Via della seta e di quella della Cina nord-occidentale.

Anni di lavoro sul campo hanno anche rimodellato la sua comprensione della Via della seta. Sebbene talvolta venga considerata una singola rotta commerciale, Festa la vede come una rete vasta e interconnessa.

“Quando pensiamo alla Via della seta, possono venirci in mente i reperti culturali esposti nei musei, spesso associati agli scambi tra èlite o alle interazioni diplomatiche tra società antiche. Tuttavia, il lavoro sul campo mi ha fatto comprendere come la Via della seta sia davvero una rete: una rete di persone, paesaggi, esperienze e pratiche quotidiane”, ha affermato l’archeologa.

Al di là del lavoro accademico, vivere in Cina ha arricchito anche la vita personale di Festa. La professoressa cerca infatti di adattarsi alla cultura locale, di imparare la lingua e di comprendere le pratiche accademiche locali. Si considera fortunata ad avere colleghi, studenti e amici pazienti e disponibili. Il loro incoraggiamento, ha osservato, è stato essenziale sia per la sua ricerca sia per la sua vita in Cina.

Advertisement

Le piace viaggiare nel Paese e continua a rimanere colpita. “Puoi prendere un volo di due ore e ritrovarti all’improvviso in un paesaggio completamente diverso”, ha osservato.

Festa ha notato un rinnovato interesse per la salvaguardia e la promozione della cultura tradizionale in Cina, in particolare tra le generazioni più giovani, per esempio nella crescente popolarità del turismo culturale. “E’ una cosa molto positiva che le persone siano interessate alla propria storia”, ha affermato.

La Cina, che ospita oltre 767.000 reperti culturali immobili e 60 siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO, negli ultimi anni ha compiuto progressi significativi nella conservazione del patrimonio e nel coinvolgimento del pubblico, sostenuti dall’uso delle tecnologie digitali.

“I miei amici e familiari vengono in Cina ogni anno”, ha osservato Festa. “Sono sempre colpiti da quanto il patrimonio culturale cinese sia diventato accessibile grazie a queste tecnologie”. La professoressa ha indicato il Museo di archeologia dello Shaanxi come un vivido esempio del modo in cui la tecnologia digitale possa trasformare la narrazione e avvicinare il pubblico al patrimonio culturale. Lì i visitatori possono osservare da vicino i manufatti e apprendere i processi archeologici attraverso modelli 3D, touch screen e altri strumenti interattivi.

L’archeologa ritiene che i crescenti investimenti della Cina nella protezione del patrimonio abbiano una rilevanza globale più ampia. “L’archeologia è una piattaforma per lo scambio interculturale”, ha sottolineato. A suo avviso, la cooperazione internazionale nella conservazione del patrimonio incoraggia un coinvolgimento globale significativo e la comprensione reciproca, richiamando lo stesso spirito tradizionalmente associato alla Via della seta.

Advertisement

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

Leggi tutto

Cronaca

Cina: dall’Italia a Xìan, il viaggio di un’archeologa lungo la Via della seta

Pubblicato

-

XI’AN (XINHUA/ITALPRESS) – Durante le vacanze per la Festa di primavera appena concluse, Marcella Festa, professoressa associata italiana presso la Northwest University di Xìan, capoluogo della provincia nord-occidentale cinese dello Shaanxi, si è recata in Pakistan per una visita esplorativa.

Per Festa, che ha dedicato quasi due decenni della sua vita all’archeologia e ha trascorso gli ultimi sei anni lavorando a Xìan, un simile lavoro sul campo di livello internazionale va oltre la semplice collaborazione accademica. Infatti, rientra nel suo più ampio impegno per indagare le interazioni storiche che hanno connesso le civiltà attraverso l’Eurasia.

L’interesse di Festa per la Cina è iniziato nell’infanzia, suscitato da un cartone animato ambientato in Cina che raccontava la storia di amicizia tra un bambino europeo e uno cinese. Quella curiosità si è trasformata in un interesse costante per la storia e la cultura cinesi, finendo per plasmare il suo percorso accademico.

“Ho scelto Archeologia durante gli studi universitari perchè offriva un modo per comprendere la Cina non solo attraverso i testi o le opere d’arte, ma anche tramite prove tangibili di vita quotidiana”, ha ricordato Festa. In seguito la professoressa ha trascorso due anni e mezzo di studi a Pechino per approfondire ulteriormente la conoscenza della lingua, della cultura e della storia della Cina.

Advertisement

“A mio avviso, lo Xinjiang rappresenta l’essenza della Via della seta, un luogo dove popoli e idee diversi coesistono e interagiscono in armonia. La regione è bellissima e continua ad affascinarmi”, ha affermato Festa.

Nel 2019, è entrata nella Facoltà di beni culturali della Northwest University, dove inizialmente ha lavorato nei campi dell’archeologia della Via della seta e di quella della Cina nord-occidentale.

Anni di lavoro sul campo hanno anche rimodellato la sua comprensione della Via della seta. Sebbene talvolta venga considerata una singola rotta commerciale, Festa la vede come una rete vasta e interconnessa.

“Quando pensiamo alla Via della seta, possono venirci in mente i reperti culturali esposti nei musei, spesso associati agli scambi tra èlite o alle interazioni diplomatiche tra società antiche. Tuttavia, il lavoro sul campo mi ha fatto comprendere come la Via della seta sia davvero una rete: una rete di persone, paesaggi, esperienze e pratiche quotidiane”, ha affermato l’archeologa.

Al di là del lavoro accademico, vivere in Cina ha arricchito anche la vita personale di Festa. La professoressa cerca infatti di adattarsi alla cultura locale, di imparare la lingua e di comprendere le pratiche accademiche locali. Si considera fortunata ad avere colleghi, studenti e amici pazienti e disponibili. Il loro incoraggiamento, ha osservato, è stato essenziale sia per la sua ricerca sia per la sua vita in Cina.

Advertisement

Le piace viaggiare nel Paese e continua a rimanere colpita. “Puoi prendere un volo di due ore e ritrovarti all’improvviso in un paesaggio completamente diverso”, ha osservato.

Festa ha notato un rinnovato interesse per la salvaguardia e la promozione della cultura tradizionale in Cina, in particolare tra le generazioni più giovani, per esempio nella crescente popolarità del turismo culturale. “E’ una cosa molto positiva che le persone siano interessate alla propria storia”, ha affermato.

La Cina, che ospita oltre 767.000 reperti culturali immobili e 60 siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO, negli ultimi anni ha compiuto progressi significativi nella conservazione del patrimonio e nel coinvolgimento del pubblico, sostenuti dall’uso delle tecnologie digitali.

“I miei amici e familiari vengono in Cina ogni anno”, ha osservato Festa. “Sono sempre colpiti da quanto il patrimonio culturale cinese sia diventato accessibile grazie a queste tecnologie”. La professoressa ha indicato il Museo di archeologia dello Shaanxi come un vivido esempio del modo in cui la tecnologia digitale possa trasformare la narrazione e avvicinare il pubblico al patrimonio culturale. Lì i visitatori possono osservare da vicino i manufatti e apprendere i processi archeologici attraverso modelli 3D, touch screen e altri strumenti interattivi.

L’archeologa ritiene che i crescenti investimenti della Cina nella protezione del patrimonio abbiano una rilevanza globale più ampia. “L’archeologia è una piattaforma per lo scambio interculturale”, ha sottolineato. A suo avviso, la cooperazione internazionale nella conservazione del patrimonio incoraggia un coinvolgimento globale significativo e la comprensione reciproca, richiamando lo stesso spirito tradizionalmente associato alla Via della seta.

Advertisement

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.