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Cagliari, Nicola “Parma forte ma concentrati su noi stessi”

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CAGLIARI (ITALPRESS) – “Il Parma, come noi, ha più strategie di gioco, può abbassare il baricentro e rallentare il gioco. E’ una squadra che sa portare la pressione sulla costruzione del portiere e talvolta preferisce ‘rompersì, lasciando gli attaccanti avanti e difendendo con meno uomini. Ci sono pro e contro in tutte le interpretazioni, su cui abbiamo lavorato, ma i dati dicono che stiamo lavorando bene. Non mi preoccupa la produzione di gioco, mi preoccuperei se non ci fosse. Dobbiamo sistemare alcune cose che fanno parte dell’equilibrio”.
Così il tecnico del Cagliari Davdie Nicola alla vigilia della sfida con il Parma (ore 20.45).
“Il Parma è una squadra forte, è un dato di fatto, stanno facendo bene così come Como ed Empoli che abbiamo affrontato e conosciuto bene. Il Parma lavora molto bene con gli esterni, ma noi vogliamo continuare a concentrarci prima di tutto su noi stessi. Sono convinto che dal punto di vista della valutazione del gioco prodotto sia riscontrabile a tutti come la squadra giochi e crei, dobbiamo migliorare sui dettagli. In alcune letture dobbiamo essere più abili a riposizionarci senza perdere l’equilibrio, su questo lavoriamo per sviluppare gioco in modi differenti” ha continuato Nicola.
“Staranno fuori Wieteska, Pavoletti, Lapadula e Jankto, ma contiamo di recuperarli per la prossima settimana. Prati è recuperato e viene con noi, sta bene e anche a livello nervoso vogliamo che rientri subito, seppur non abbia completato l’iter di recupero al 100%. Siamo una squadra che si deve salvare, le sconfitte ci stanno per chi fa questo cammino. Il ritiro prolungato è stato un investimento su noi stessi, il turno di Coppa Italia ci ha dato alcuni spunti e continueremo a lavorare. Credo che la voglia di essere coraggiosi in attacco e difesa sia ormai acquisita, dopo 7 partite abbiamo già alcuni dati che danno risposte, la strada è giusta ma sappiamo di dover migliorare delle cose per arrivare a fare quello che vogliamo e come lo intendiamo tutti” conclude Nicola.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Von Allmen vince la discesa di Crans Montana, Paris è 2°

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CRANS MONTANA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Franjo Von Allmen vince la discesa maschile di Crans Montana, valevole per la Coppa del Mondo di sci alpino 2025/2026. L’elvetico classe 2001 si impone con il tempo di 1’55″00, precedendo un grande Dominik Paris (+0″65). Sul podio anche lo statunitense Ryan Cochran-Siegle, terzo a 0″70, mentre è quarto il leader della classifica generale, Marco Odermatt (+0″79). Oltre a Paris, chiudono in top ten altri tre italiani: Benjamin Alliod è 5° (+0″86), Mattia Casse è 7° (+0″92), mentre Florian Schieder è 9° (+0″95). Più indietro gli altri azzurri: Guglielmo Bosca è 20° (+1″61), Christof Innerhofer è 21° (+1″73), Giovanni Franzoni è 23° (+1″74) e Gregorio Bernardi è 55° (+3″76).

“È un ottimo risultato che dà tanta carica. Probabilmente non ho fatto una gara perfetta, ma molto meglio di tante altre. La fiducia così aumenta”. Lo ha detto Dominik Paris dopo il secondo posto nella discesa maschile di Crans Montana. “Io cerco, su ogni pista, di trovare le migliori sensazioni per fare la miglior performance possibile – le parole dell’altoatesino, riportate dalla Fisi -. Oggi ho fatto una parte centrale nella quale mi sono sentito veramente bene, forse avrei potuto fare qualcosa meglio nella parte bassa, ma ho cercato di scendere al meglio possibile. In ogni gara c’è da imparare. Da giovane si cerca il limite, e quando sei più esperto cerchi di fare tutto in modo preciso. Mi piace dare consigli ai più giovani, io lo faccio sempre volentieri”, ha concluso Paris.

ORDINE D’ARRIVO

1. Franjo Von Allmen (Sui) in 1’55″00
2. Dominik Paris (Ita) a 0″65
3. Ryan Cochran-Siegle (Usa) 0″70
4. Marco Odermatt (Sui) 0″79
5. Benjamin Jacques Alliod (Ita) 0″86
6. Lars Roesti (Sui) 0″90
7. Mattia Casse (Ita) 0″92
8. Alessio Miggiano (Sui) 0″93
9. Florian Schieder (Ita) 0″95
10. Alexis Monney (Sui) 1″06

20. Guglielmo Bosca (Ita) 1″61
21. Christof Innerhofer (Ita) 1″73
23. Giovanni Franzoni (Ita) 1″74
55. Gregorio Bernardi (Ita) 3″76

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CLASSIFICA GENERALE

1. Marco Odermatt (Sui) 1385 punti
2. Lucas Pinheiro Braathen (Bra) 798
3. Atle Lie McGrath (Nor) 694
4. Loic Meillard (Sui) 683
5. Henrik Kristoffersen (Nor) 655
6. Franjo Von Allmen (Sui) 624
7. Timon Haugan (Nor) 609
8. Marco Schwarz (Aut) 504
9. Giovanni Franzoni (Ita) 464
10. Dominik Paris (Ita) 453

14. Alex Vinatzer (Ita) 370
23. Mattia Casse (Ita) 249
25. Florian Schieder (Ita) 241
43. Christof Innerhofer (Ita) 149
54. Tommaso Sala (Ita) 110
57. Benjamin Jacques Alliod (Ita) 105
71. Guglielmo Bosca (Ita) 85
85. Giovanni Borsotti (Ita) 49

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

 

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Alcaraz trionfa all’Australian Open e completa il Career Grand Slam, battuto Djokovic in finale

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MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Carlos Alcaraz fa la storia a Melbourne. Sotto gli occhi di Rafael Nadal, il numero uno del mondo si comporta da tale e batte in rimonta Novak Djokovic nella finale dell’Australian Open 2026. 2-6 6-2 6-3 7-5, in tre ore e 5 minuti di gioco, il punteggio in favore del tennista spagnolo, che vince l’ultimo titolo Slam che gli mancava. Dopo due Roland Garros (2024, 2025), due Wimbledon (2023, 2024) e due Us Open (2022, 2025), il murciano completa il Career Grand Slam: è il nono a farlo, dopo Agassi, Don Budge, Djokovic Emerson, Federer, Nadal e Fred Perry, e il più giovane nella storia del tennis a riuscirci, all’età di soli 22 anni e 272 giorni. Tolto il primato a Don Budge, che nel 1938, a 22 anni e 363 giorni, chiuse il Career Grand Slam vincendo il Roland Garros.

Alcaraz diventa il secondo spagnolo della storia, dopo Nadal (2009, 2022), a vincere l’Australian Open. Con il successo in terra Down Under, il 22enne di Murcia diventa il più giovane nell’Era Open a raggiungere quota sette Slam: battuto Bjorn Borg (23 anni e 4 giorni). Alcaraz vince di seguito Us Open e Australian Open: è il settimo nell’Era Open a riuscirci, dopo Ken Rosewall (1970-71), Pete Sampras (1993-94, 1996-97), Agassi (1994-95, 1999-2000), Federer (2005-06, 2006-07), Djokovic (2011-12, 2015-16, 2018-19) e Jannik Sinner (2024-25).

“Quello che ha fatto Djokovic mi ispira, soprattutto il lavoro durissimo che fa con il suo team. Ed è stato un onore condividere il campo con lui e giocare davanti a una leggenda come Nadal, vederlo qui in tribuna è un privilegio. Ringrazio il mio team, solo loro sanno quanto ho lavorato duro per vincere questo torneo. La preseason è stata una montagna russa, abbiamo tenuto la testa bassa e abbiamo lavorato tanto. Il supporto del pubblico e dei fan nel corso di tutto il torneo è stato incredibile”, le parole, nel corso della premiazione, di Alcaraz, che batte per la quarta volta in uno Slam Djokovic, diventando il terzo per vittorie sul serbo nei Major dietro Nadal (11) e Federer (6).

Manca il tanto voluto 25esimo Slam il 38enne di Belgrado, che rimedia la prima sconfitta in carriera in una finale dell’Australian Open, dopo i trionfi nel 2008, 2011, 2012, 2013, 2015, 2016, 2019, 2020, 2021 e 2023.“Complimenti ad Alcaraz, che ha fatto un torneo e una partita incredibile. Quello che sta facendo è storico e gli auguro il meglio per il resto della carriera. Ringrazio il mio team per il supporto, non è stato un cammino facile. Ho sempre creduto in me stesso, anche se non pensavo di poter arrivare fino alla finale, soprattutto giocando contro ragazzi come Sinner e Alcaraz. Il pubblico mi ha dato grande amore e incoraggiamento, vedremo cosa succederà tra 6 o 12 mesi”, le dichiarazioni di Djokovic.

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In classifica Atp Alcaraz sale a quota 13.650 punti e allunga a +3.350 su Sinner, secondo a 10.300. Djokovic riprende la terza posizione (5.280) superando Zverev (4.605). Quinto Musetti a 4.405 davanti a de Minaur (4.080) e Fritz (3.940). Si conferma in top ten Bublik, 10° a 3.235.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Da Shiffrin a Klaebo, da Malinin alle stelle NHL, Milano-Cortina al top

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di Giorgio La Bruzzo

MILANO (ITALPRESS) – Gli occhi del pubblico italiano saranno tutti per le stelle azzurre, da Arianna Fontana a Sofia Goggia, da Federica Brignone a Tommaso Giacomel, da Michela Moioli a Elisa Caffont, passando per i vari Maurizio Bormolini, Federico Pellegrino, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Francesca Lollobrigida e le nazionali di curling, col sogno di eguagliare o addirittura superare le 20 medaglie di Lillehammer ’94. Ma quella di Milano-Cortina sarà un’Olimpiade dove poter ammirare da vicino anche gli altri grandi campioni degli sport invernali, per un parterre de roi che profuma di storia. La storia che vuole scrivere per esempio Lindsey Vonn, che ha rimesso gli sci a 40 anni suonati nel novembre 2024 proprio in vista dei Giochi italiani, il suo ultimo ballo dove il feeling speciale con Cortina (12 vittorie in carriera in Coppa del Mondo) potrebbe fare la differenza anche se la caduta di Crans Montana ne ha messo in dubbio nelle ultime ore la sua partecipazione. Ma gli Usa puntano al bersaglio grosso anche con Mikaela Shiffrin, tornata a brillare dopo l’infortunio che ne ha condizionato la passata stagione. Fra gli uomini, invece, riflettori sullo svizzero Marco Odermatt, dominante anche quest’anno dove è già ben indirizzato verso la quinta Coppa del Mondo generale di fila e oro in gigante quattro anni fa.

Nel biathlon il vuoto di potere lasciato dai fratelli Boe potrebbe essere riempito da Quentin Fillon Maillet, già due ori in Cina e altri 10 mondiali conquistati da allora. Ma la Francia ha anche altre carte da giocarsi, su tutte Lou Jeanmonnot, Julia Simon ed Eric Perrot. Attenzione anche alla Svezia, con Sebastian Samuelsson e le sorelle Oberg. La superstar annunciata del bob – senza però dimenticare la connazionale Laura Nolte – sarà invece il tedesco Francesco Friedrich, che a 4 o a 2 sa solo vincere: doppiette a Pyeongchang e Pechino e ora la chance di entrare nella leggenda. Leggenda lo è già Johannes Klaebo, un alieno nello sci di fondo: cinque ori olimpici e 15 titoli mondiali nella sua personale bacheca, il norvegese punta a dominare anche in Val di Fiemme mentre al femminile la stella è Jessie Diggins, a caccia della terza Olimpiade di fila a medaglia. Si profila un duello Giappone-Usa nel pattinaggio di figura, a partire dalla sfida fra Ilia Malinin e Yuma Kagiyama nel singolo maschile, mentre Kaori Sakamoto, alla ultima esibizione a cinque cerchi, proverà a insidiare Alysa Liu e Amber Glenn nel femminile. Nella danza, invece, Madison Chock e Evan Bates non sembrano avere rivali per l’oro. Dici freestyle e pensi a Eileen Gu, due ori e un argento a Pechino e apparsa in grande crescita nelle ultime uscite dopo il misterioso incidente di agosto.

Milano-Cortina sarà invece l’ultimo palcoscenico di un mito come Mikael Kingsbury, il re delle moguls dall’alto delle sue 18 medaglie fra Giochi e Mondiali. Ma quella italiana sarà anche l’Olimpiade del ritorno delle stelle della NHL, che mancavano ai Giochi dal 2014: Canada, Usa, Finlandia e Svezia si giocheranno le medaglie. Si parlerà sloveno nel salto, dove Nika Prevc e il fratello Domen stanno dominando in Coppa del Mondo ma guai a sottovalutare l’eterno Ryoku Kobayashi, mentre nello snowboard c’è grande attesa per il ritorno della due volte campionessa olimpica dell’halfipe Chloe Kim. Cerca riscatto dopo la delusione cinese la fuoriclasse tedesca dello slittino Julia Taubitz, per lo short track fari puntati, fra tutti, sulla star canadese William Dandjinou, l’americano Jordan Stolz vuole vincere tutto sulla pista lunga, nello skeleton femminile Kim Meylemans e Jacqueline Pfeifer sono pronte a darsi battaglia. Fra le possibili sorprese di questi Giochi occhio alla Gran Bretagna, che nell’ultimo quadriennio ha distribuito alle Federazioni 32,5 milioni di sterline con l’obiettivo di superare il record di 5 medaglie di Pyeongchang: a Londra ritengono realistica la possibilità di arrivare a 8, visti anche i risultati arrivati fra Mondiali (Mia Brooks oro a 16 anni nel 2023 nello slopestyle, argento per Charlotte Banks nello snowboardcross) e Coppe del Mondo, dove Matt Weston e Marcus Wyatt stanno giganteggiando nello skeleton.

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– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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