LA VOCE PAVESE – CASE PER STUDENTI, PAVIA NON BASTA PIÙ
«Con 450 euro non ho trovato nulla, tra residence a mille euro e alloggi troppo isolati». La testimonianza di un diciannovenne di Ventimiglia al Corriere della Sera, fotografa il problema: a Pavia trovare casa per studiare è diventata un’impresa. L’antico ateneo continua ad attrarre matricole e specializzandi (nelle magistrali uno su quattro è straniero) ma l’offerta di stanze singole, la più ricercata, si è quasi dimezzata in un anno (-44%), mentre i prezzi restano elevati, con una media di 363 euro a posto letto.
La pressione è aumentata con l’arrivo di 1.500 iscritti al semestre filtro di Medicina, contro i 500 abituali. E molti milanesi scelgono sempre più Pavia: in dieci anni sono raddoppiati. A complicare il quadro, l’aumento dei residenti (+3 mila in cinque anni, oggi 73.600). «Serve nuova edilizia mirata, come la riqualificazione della ex Neca, che porterà studentati e housing sociale», spiega il sindaco Michele Lissia.
L’università conta 27.500 iscritti (32 mila con specializzandi e dottorandi), ma i posti in collegio sono appena 2.500. «Arriveranno altri 700 alloggi nei prossimi 3-4 anni», annuncia il rettore Francesco Svelto, indicando Medicina, Economia e Ingegneria come corsi più attrattivi. Intanto, Regione Lombardia avvia un progetto di coabitazione tra studenti e over 65, con affitti calmierati e servizi di volontariato in cambio di una stanza.
Pavia si conferma città universitaria di richiamo, ma senza nuovi spazi abitativi il rischio è la gentrificazione, processo urbano che avviene quando un quartiere o una città, inizialmente abitata da persone con redditi medio-bassi, viene progressivamente “trasformata” dall’arrivo di nuovi residenti con maggiore capacità economica, insieme a investimenti immobiliari e attività commerciali più costose.
Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 12 gennaio 2026
Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore, potete trovare le notizie in breve del territorio e della regione. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in soli 5 minuti.
La Voce Pavese – Certificati di residenza falsi, inchiesta a Pavia
Sarebbero alcune centinaia i certificati di residenza rilasciati in modo irregolare da un dipendente comunale, formalmente emessi ma privi della documentazione prevista dalla legge. Molte di queste residenze risulterebbero riferite allo stesso numero civico, dove ha sede una pizzeria. Sulla vicenda sono in corso due accertamenti paralleli: uno della Procura e uno dell’ufficio procedimenti disciplinari del Comune, a Pavia, negli uffici di Palazzo Mezzabarba.
L’istruttoria è ancora nella fase iniziale, ma se le contestazioni dovessero trovare conferma il dipendente rischierebbe il provvedimento più grave: il licenziamento. Secondo quanto emerso, i certificati sarebbero stati concessi soprattutto a cittadini stranieri, in larga parte di origine egiziana. Non è chiaro come l’anomalia sia stata scoperta, ma l’ipotesi più accreditata è che un controllo su uno dei presunti residenti abbia fatto emergere la coincidenza dell’indirizzo con quello di un esercizio commerciale. Quando i nominativi collegati allo stesso civico sono diventati decine è scattato l’approfondimento.
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Gli investigatori sarebbero così risaliti al dipendente comunale, già ascoltato in questura. Accertamenti sono in corso anche sui gestori della pizzeria, per verificare se fossero a conoscenza dell’utilizzo dell’indirizzo o se vi fosse un eventuale accordo. Vale, come sempre, la presunzione di non colpevolezza. Sul piano penale, qualora i fatti fossero confermati, le ipotesi di reato potrebbero essere il falso in atto pubblico, se le residenze fossero state concesse come favore, oppure la corruzione, nel caso di compensi o utilità in cambio. Sul fronte disciplinare, invece, non sarebbe necessario attendere una sentenza definitiva: basterebbe la rottura del rapporto di fiducia con l’amministrazione.
La vicenda riaccende l’attenzione sulle procedure per il rilascio della residenza, che prevedono passaggi rigorosi. Per i cittadini stranieri sono richiesti documento di identità valido, codice fiscale, titolo di disponibilità dell’alloggio o dichiarazione di ospitalità, oltre al permesso di soggiorno o alla ricevuta della richiesta. Dopo la domanda allo sportello Anagrafe, la polizia locale effettua un sopralluogo per verificare la reale dimora, di norma entro 45 giorni. Solo dopo esito positivo viene rilasciato il certificato. Proprio questi passaggi, secondo gli inquirenti, nel caso sotto esame non sarebbero stati rispettati o non risulterebbero adeguatamente documentati agli atti.
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 12 gennaio 2026
Il servizio di meteorologia di Pavia Uno Tv su scala regionale e nazionale è curato dallo staff di 3B Meteo. Ogni giorno due bollettini, al mattino e al pomeriggio, vi forniscono un quadro preciso dell’evoluzione meteo in Lombardia e in Italia per tenervi sempre aggiornati con un gruppo di esperti previsori su Pavia Uno Tv.
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