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Chivu “Arsenal fra le big d’Europa ma non partiamo battuti”

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MILANO (ITALPRESS) – “Per me Arsenal e Bayern sono fra le più forti d’Europa ma questo non significa che partiamo sconfitti. Cercheremo di giocare la nostra partita, faremo del nostro meglio nel capire i momenti, quello che l’avversario ci offrirà e che ci farà subire”. Cristian Chivu e la sua Inter sono pronti al crash test contro i Gunners. Dopo un’ottima partenza nella League Phase di Champions, le sconfitte con Atletico Madrid e Liverpool hanno rallentato la rincorsa a un posto fra le prime otto che assegna il pass diretto per gli ottavi e un passo falso anche domani potrebbe compromettere definitivamente le chance nerazzurre di bypassare i play-off.

“Tutte le partite sono importanti, a prescindere dall’avversario – sottolinea il tecnico rumeno – Una squadra come la nostra non deve mai sottovalutare l’avversario, avere cali di attenzione. Il nostro obiettivo è finire fra le prime otto per andare dritti al turno successivo. Stiamo lavorando anche per sfatare quello che da fuori si dice un tabù – il riferimento agli scontri diretti che finora i nerazzurri non sono riusciti a vincere – Siamo consapevoli che non è mai semplice, bisognerà essere pronti mentalmente e fisicamente e sbagliare il meno possibile. L’Arsenal ha tanti modi per farci del male, è una squadra completa, siamo consapevoli di quello che è l’Arsenal in questo momento. Affrontiamo una delle squadre più forti d’Europa, hanno speso, hanno costruito un’identità, hanno giocatori che possono metterti in difficoltà, sono stati dominanti in Premier e quest’anno sono in testa, stanno facendo una stagione importante. Ma conosciamo la Champions, le squadre inglesi, i momenti di una partita, siamo consapevoli di quello che siamo diventati negli ultimi anni in Europa, sappiamo affrontare queste partite e cercheremo di essere la nostra miglior versione anche domani”.

L’Inter farà affidamento anche sulla ritrovata solidità difensiva: “Merito di 22 giocatori applicati alla causa. La fase difensiva non si fa col singolo reparto ma con tutta la squadra. Ci prendiamo dei rischi ma abbiamo dei giocatori capaci di mantenere il livello di attenzione e determinazione nella fase difensiva”, aggiunge Chivu, che spende belle parole per il collega Arteta. “Dagli altri allenatori c’è sempre da imparare, sta dimostrando di essere un allenatore forte, bravo, che ha tante ambizioni, con una società alle spalle che ha tradizione e ambizione”.

Al fianco del tecnico è intervenuto in conferenza stampa anche Manuel Akanji: “L’Arsenal è fra le migliori squadre d’Europa, la più forte per me in questo momento è il Bayern ma l’Arsenal è fra le migliori. Hanno una rosa molto profonda, con tanti calciatori che possono tappare dei buchi se qualcuno manca, hanno un rendimento costante e questo è importante se vuoi essere competitivo su tutti i fronti – aggiunge – Servirà essere efficaci perchè qualsiasi errore può essere punito: dovremo essere cattivi sotto porta e puliti in fase di possesso. Sarà una grande sfida ma sono fiducioso che saremo pronti”. Dal punto di vista difensivo anche il difensore svizzero riconosce che “abbiamo fatto dei progressi, siamo migliorati e si è visto nelle ultime partite. Non concediamo grandi occasioni ormai, prima prendevamo più gol, e anche in attacco abbiamo trovato dei modi interessanti per segnare”.

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Per quanto riguarda gli obiettivi, nessun mistero: “Vogliamo vincere lo scudetto e il primo obiettivo in Champions è finire fra le prime otto della prima fase. Poi vedremo, tutti sanno di cosa è capace l’Inter”. Infine, sui rumors in Inghilterra relativi all’ipotesi che il City possa richiamarlo dal prestito in questo mercato vista l’emergenza in difesa, Akanji è categorico: “Nessuna possibilità. In estate non so, non dipende solo da me, vediamo che succede a fine stagione, io spero di poter continuare qui”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Oro Taddeucci e bronzo Caponi nella 10 km femminile agli Europei di Parigi

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Ginevra Taddeucci è d’oro nella 10 km degli Europei di nuoto in acque libere, in corso a Parigi. La 29enne toscana doma in volata, lungo la Senna, l’ungherese Viktoria Mihalyvari Farkas e conquista il terzo oro europeo della carriera, il primo nella 10 km. Bronzo olimpico nel 2024, sempre nella capitale francese, Taddeucci tocca in 2h07’49”90 e precede di 9”71 Farkas, che si prende l’argento. La medaglia di bronzo va all’altra azzurra Linda Caponi, terza a 13”58, che si mette al collo la prima medaglia in acque libere della carriera.

Si tratta della quarta medaglia d’oro per l’Italia agli Europei, dopo quelle nel team eventi di tuffi, con Jodoin Di Maria, Santoro, Pelligra e Pellacani, nel trampolino da 3 metri sincro misto con Santoro e Pellacani e quella della stessa Pellacani nel trampolino da un metro. In tutto, con questo successo e col podio di Caponi, per gli azzurri fino a ora ben 11 medaglie a Parigi.

“Sono molto contenta, mancavano le avversarie più temibili. Il campo partenti era abbastanza semplice, Parigi per me è stato sempre un posto fortunato. Mancavano le più forti e mi dispiace un po’ che non ci fossero le rivali principali. La gara l’ho tenuta sotto controllo anche se non mi sentivo”. Così Ginevra Taddeucci, ai microfoni di Sky Sport. “Qui ho vinto anche la Coppa del mondo nel 2022 e il bronzo olimpico nel 2024. Ho attaccato all’ultimo giro ed è andata bene. Io la più forte di tutte? No, da me non sentirete mai dire questo”, ha detto. “La Senna? Era bella zozza. Ho trovato di tutto: rami e foglie sugli occhialini e poi tanta plastica. Per fortuna dicevano che era pulita, figurati se era sporca. Il campo gara di Parigi2024, secondo me, era più pulito”, ha dichiarato ancora l’azzurra, ai microfoni di Rai Sport.

“Ho fatto fatica nelle ultime settimane e ho fatto fatica a trovare condizione. Sono stata spesso male, ma avevo voglia di gareggiare. Alla fine ero molto molto stanca ma volevo la medaglia, faccio ancora fatica a crederci”, afferma invece Linda Caponi, medaglia di bronzo.

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– foto IMAGE –

(ITALPRESS).

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Nuoto artistico, Italia di bronzo nel Team Tech agli Europei di Parigi

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – L’Italia è di bronzo nel tecnico a squadre degli Europei di nuoto artistico, in scena a Parigi. La squadra azzurra, composta da Beatrice Andina, Valentina Bisi, Beatrice Esegio, Marta Iacoacci, Alessia Macchi, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti e Giulia Vernice, totalizza 284.6725 punti e precede di 8 punti la Francia, che chiude in quarta posizione (276.4857). L’oro è degli Atleti Neutrali B, che scavallano i 300 punti (303.2467), davanti alla Spagna (argento a quota 296.4299). Dodicesima medaglia per l’Italia nella rassegna continentale della capitale francese.

TUFFI, PELLACANI E PIZZINI IN FINALE DAL TRAMPOLINO 3 METRI FEMMINILE

I preliminari dei tuffi femminili del trampolino dai tre metri promuovono le azzurre. Un’ora e 40 minuti di gara, 27 atlete, cinque tuffi ciascuna: le prime 12 ammesse all’atto conclusivo (in scena stasera, dopo la piattaforma sincro uomini). Promosse alla finale degli Europei, in scena a Parigi, entrambe le azzurre: Chiara Pellacani da prima con 336.85 ed Elisa Pizzini da dodicesima con 268.60 punti. Hanno lo stesso programma di tuffi (doppio e mezzo indietro, doppio e mezzo avanti con un avvitamento, triplo e mezzo avanti, doppi e mezzo ritornato e rovesciato) invertendo l’ordine degli ultimi due. La romana, già bronzo ai Mondiali di Singapore e quarta agli Europei di Antalya, allenata da Tommaso Marconi per MR Sport Fratelli Marconi e Fiamme Gialle, grande protagonista di questi Europei, punta alla quarta medaglia d’oro consecutiva. La veneta, settima ad Antalya e decima a Singapore lo scorso anno, allenata da Benedetta Molaioli per Aniene e Fiamme Gialle, vuole migliorarsi ancora.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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A Milano l’ultimo saluto a Franco Baresi, in migliaia fuori dalla basilica di Sant’Ambrogio / Fotogallery e Video

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MILANO (ITALPRESS) – Milano si è raccolta stamani per l’ultimo saluto a Franco Baresi, lo storico capitano del Milan scomparso all’età di 66 anni lo scorso 31 luglio. Il feretro è uscito dalla Basilica di Sant’Ambrogio, dove monsignor Carlo Faccendini, abate di Sant’Ambrogio, ha celebrato i funerali.

Applausi, cori e commozione per le migliaia di persone accorse all’esterno. Il coro “C’è solo un capitano” e sciarpe rossonere hanno accolto lo storico capitano del Milan. Arrivati accolti da lunghi applausi Demetrio Albertini, Paolo Maldini, Giovanni Galli e Aldo Serena. Ma anche Giuseppe Marotta, Roberto Baggio e Claudio Ranieri. Contestati al loro arrivo il presidente del Milan Paolo Scaroni e il proprietario Gerry Cardinale. Fischi anche per il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

“L’eredità è quella che riusciremo a cogliere, i messaggi Franco Baresi li ha mandati tutti. È stato un grande, ha cercato di coniugare sempre la classe e lo stile con la semplicità dei suoi comportamenti. L’appartenenza alla famiglia del Milan e a quella del calcio in generale è il motivo per cui è amato da tutti”. Lo ha detto il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, al suo arrivo alla basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

“Era un giocatore universale, rispettato da compagni e avversari, che portava dentro di se’ un valore che si è perso, il senso di appartenenza. Franco è un’icona del calcio, un esempio da seguire non solo per i giovani giocatori ma per tutti”. Lo ha detto il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta.

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“È un momento difficile, iniziato qualche giorno fa appresa la notizia. Come ricordarlo? Con le imprese sportive, tutti sapete quello che ha fatto e il segno che ha lasciato. Io ricordo Franco la sera della finale, dopo aver vinto la prima Champions a Barcellona. C’era il presidente della Uefa che dava la coppa, ero dietro a Franco e l’ho sollevato, era un uomo felice. Ha vissuto grandi sofferenze per e con il suo Milan, ma lo ha riportato dove doveva stare”. Così Giovanni Galli.

“Ci ha lasciato giovanissimo, ognuno ha i suoi ricordi e le emozioni che ci ha dato in questi anni di calcio, dentro e fuori dal campo. I ricordi sono tanti. L’abbraccio dopo il gol fatto in semifinale col Monaco, con il suo abbraccio quando mi è sembrato di riavere la stessa emozione del gol fatto venti secondi prima”. Così Demetrio Albertini.

“Ho giocato con lui quando ha avuto la fascia di capitano per la prima volta ed era un esempio e un campione. A 22 anni era maturo, non ne nascono spesso di persone così”. Lo ha detto l’ex attaccante del Milan Aldo Serena.

LE IMMAGINI 

– Foto Ipa Agency –
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