Politica
Vertice intergovernativo a Roma tra Italia e Germania, Meloni “La volontà di cooperazione con gli Usa rimane salda”
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Questo vertice cade in una congiuntura storica particolarmente complessa, che impone all’Europa di scegliere se intenda essere protagonista del suo destino o piuttosto subirlo. Dal nostro punto di vista è una fase che richiede lucidità, responsabilità, coraggio e soprattutto l’intelligenza che è necessaria a trasformare le crisi in opportunità”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphilj. “Sono convinta che Italia e Germania abbiano una responsabilità particolare per storia, per peso, per leadership: siamo due grandi nazioni europee, fondatrici dell’Unione, protagoniste delle dinamiche internazionali, siamo le due principali potenze manifatturiere d’Europa, con sistemi produttivi e industriali che sono fortemente interconnessi tra loro, per molti aspetti sono complementari, ma soprattutto siamo entrambi interpreti di una visione comune su alcuni dei dossier più strategici e perseguiamo di fatto lo stesso obiettivo di fondo, e cioè costruire un’Europa autorevole, consapevole del proprio ruolo nel mondo, capace di essere competitiva sullo scenario globale, capace di rafforzare la propria autonomia strategica con pragmatismo, con concretezza, con buonsenso”.
“Credo di poter dire che Italia e Germania sono più vicine che mai e penso che questo rappresenta una buona notizia non solo per i nostri popoli, ma anche per l’Europa nel suo complesso. Perchè se due nazioni importanti, amiche, alleate, solide sia dal punto di vista economico e industriale come sono Italia e Germania si muovono nella stessa direzione, portando ciascuna il proprio valore aggiunto, allora ci sono le condizioni per ottenere ottimi e importanti risultati per le nostre imprese, per i nostri lavoratori, per i nostri cittadini nel loro complesso”.
“Vogliamo rafforzare la nostra cooperazione su in materia di difesa e sicurezza, riteniamo che i nostri sistemi produttivi possano dare un contributo significativo alla costruzione di quel solido pilastro europeo dell’Alleanza Atlantica che per tanti anni abbiamo invocato senza mai realmente fare dei passi avanti ed agire di conseguenza. A questo fine ho anche comunicato al cancelliere Merz la decisione italiana di aderire all’accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna sull’esportazione di armamenti”.
“La volontà di cooperazione con gli Stati Uniti rimane salda. Italia e Germania, che sono entrambe nazioni che storicamente Europa intrattengono con gli Stati Uniti relazioni privilegiate che sono date dagli scambi commerciali, dagli investimenti reciproci, dal fatto che in entrambi i paesi vi sono delle basi americane possono aiutare in questo rapporto. Penso che Italia e Germania lo possano fare particolarmente se lavorano insieme, anche grazie a un approccio diciamo così pragmatico e non istintivo alle relazioni con gli Stati Uniti”. “Sicuramente io e il cancelliere Merz condividiamo un altro elemento fondamentale e cioè che il dibattito principale in Europa non debba essere su che cosa ci aspettiamo che facciano gli altri nei nostri confronti – prosegue -, il nostro principale dibattito deve essere su che cosa noi possiamo fare per noi stessi, che è esattamente quello di cui si occupa ad esempio il nostro documento congiunto sulla competitività, ed è il lavoro che stiamo cercando di fare insieme per rafforzare la capacità strategica, la forza economica e la credibile presenza internazionale dell’Europa. In questo sicuramente Italia e Germania insieme possono fare un lavoro molto importante”.
“Donald Trump è il presidente eletto degli Stati Uniti, questi stessi discorsi” sul fatto di non essere in grado di governare il proprio Paese “li ho sentiti fare su Joe Biden prima di lui, li ho sentiti fare addirittura su di me quando a un certo punto mi sono dovuta assentare per 5 giorni perché non stavo bene. Credo che occorra fare i conti con la democrazia e con leader che sono eletti e scelti dai propri cittadini, con i quali ci interfacciamo perché non siamo noi a scegliere chi governa le altre nazioni”. “Spero che un giorno potremo dare un premio Nobel per la pace a Donald Trump e confido che possa fare la differenza sulla pace giusta e duratura per l’Ucraina e quindi finalmente anche noi potremmo candidare Trump al Nobel per la pace”.
SULL’UE: “SERVE CAMBIO PASSO SU COMPETITIVITÀ”
“L’altro tema molto importante sul quale con il Cancelliere Merz siamo d’accordo è che sia necessario un deciso cambio di passo in Europa in materia di competitività delle nostre imprese, perché è ormai un dato acclarato e evidente a chiunque sia intellettualmente onesto che è una certa visione ideologica della transizione green ha finito per mettere in ginocchio le nostre industrie, per consegnare l’Europa a nuove e pericolose dipendenze strategiche senza peraltro riuscire a incidere realmente nella tutela globale dell’ambiente e della natura. Siamo convinti che ci siano i margini per correggere questi errori, scongiurare il declino industriale del nostro continente, ma serve ovviamente coraggio”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphilj.
“Vogliamo spingere l’acceleratore su questi temi: ci presenteremo al prossimo vertice informale del 12 febbraio a Bruxelles – dove si inizia la discussione per il successivo vertice di marzo, particolarmente importante proprio sui temi della competitività – con un nostro non paper comune che è focalizzato su alcune priorità a nostro avviso non rinviabili: la semplificazione e il taglio della burocrazia europea, il rafforzamento del mercato unico, il rilancio dell’industria automobilistica nel segno della neutralità tecnologica, una politica commerciale ambiziosa basata su regole condivise e pari condizioni”.
“Credo che l’Italia in Europa rappresenti una nazione fondamentale, che sta dimostrando sullo scacchiere internazionale e in Europa la sua stabilità, la sua forza, la sua concretezza e anche il suo coraggio nel porre le questioni che sono giuste per il futuro del continente, anche quando porle può sembrare scomodo e penso che così stia guadagnando maggiore rispetto tra i suoi interlocutori. Cerco di fare la mia parte, non mi interessa sostituire nessuno: mi interessa che le grandi nazioni europee riescano a dialogare sulle grandi sfide dell’Europa, perché purtroppo noi non siamo in un’epoca storica nella quale ci possiamo permettere degli infantilismi nella lettura della politica estera. La fase è delicata, complessa, per certi versi grave, ha bisogno di risposte adeguate. Per questo bisogna occuparsi delle questioni serie e profonde e non delle semplificazioni”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rispondendo a una domanda sulla possibilità che l’Italia sostituisca la Francia come partner principale della Germania.
SUL BOARD OF PEACE “HO CHIESTO A TRUMP DI RIAPRIRE CONFIGURAZIONE”
“Per quello che riguarda il Board of Peace, la posizione dell’Italia è di disponibilità, di interesse verso l’iniziativa. Credo che l’Italia, ma anche la Germania, possa giocare un ruolo di primo piano nella stabilizzazione del Medio Oriente e penso che il lavoro che serve per consolidare una tregua complessa e fragile e trasformarla in una funzione di lungo termine fino alla proposta dei due stati necessiti di un nostro coinvolgimento, quindi ovviamente abbiamo una posizione di apertura e di disponibilità”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphili. “Dopodiché ci sono oggettivamente dei problemi per come l’iniziativa è stata configurata, che per noi sono di carattere costituzionale. Ad oggi, lo statuto che ci è stato inviato sarebbe incostituzionale e quindi incompatibile con il nostro ordinamento. Ho chiesto al presidente degli Stati Uniti se ci fosse una disponibilità a riaprire questa configurazione – aggiunge Meloni -, per andare incontro anche alle necessità che non sono solamente italiane ma anche di altri paesi europei. Penso che non sia mai la scelta migliore quella di autoescludersi a priori, penso che in un tempo come questo la presenza di paesi come i nostri possa fare la differenza e quindi questa è attualmente la nostra posizione, poi si vedrà quali sono i margini per trovare delle soluzioni condivise”.
SULLA GROENLANDIA: “DA USA METODI DISCUTIBILI, MA QUESTIONE GIUSTA”
“Credo che, con i loro metodi sicuramente discutibili e assertivi, gli Stati Uniti pongano una questione strategica che però esiste, che riguarda l’Artico in questo tempo. L’Artico è uno dei grandi domini strategici del XXI secolo e io credo che questa questione si debba seriamente affrontare all’interno dell’Alleanza Atlantica”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphili. “Continuo a essere ottimista sulla possibilità di ricondurre tutti alla questione reale che è come la NATO, insieme, si occupo di elevare la sua attenzione, la sua presenza e coordinarsi in un territorio che rimane strategico per tutti quanti noi”
SULL’UCRAINA: “SOSTEGNO FINO A UNA PACE GIUSTA”
Sull’Ucraina e il Medio Oriente “la nostra sintonia è sempre stata forte: continueremo a fare la nostra parte sia per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina, sia per costruire un quadro stabile di sicurezza e di prosperità in Medio Oriente”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Abbiamo anche discusso di come valorizzare la nostra cooperazione su molti altri fronti, penso a quello delle interconnessioni energetiche, economiche e infrastrutturali che sono sempre più decisive in quest’epoca – ha aggiunto -. Stiamo lavorando insieme per sostenere le iniziative strategiche che corrispondono a questo obiettivo, penso al South-East-2 Corridor, il corridoio che collegherà India, Medio Oriente e Europa, nel quale Italia e Germania sono protagoniste in Europa”
SULLL’IMMIGRAZIONE ILLEGALE: “PIENA SINTONIA”
“Tra le sfide cruciali per il nostro continente sulle quali c’è piena sintonia con il cancelliere tedesco c’è anche quella della migrazione: entrambi pensiamo che la sfida principale sia nella difesa dei confini, nel contrasto al traffico di esseri umani, nell’impegno ad assicurare il rispetto della legalità, nel rafforzamento del sistema dei rimpatri, ma anche nella cooperazione con le nazioni di origine e di transito che l’Italia in particolare, ma non solo l’Italia, sta cercando di sviluppare attraverso un nuovo modello di cooperazione con il continente africano. Il nostro obiettivo è consolidare questo cambio di approccio che, anche grazie ai nostri governi, si è affermato e si sta affermando sempre di più in Europa e che ha consentito in questi anni di assicurare una riduzione significativa degli ingressi irregolari, delle partenze illegali e degli sbarchi”, aggiunge il presidente del Consiglio. “È un impegno che l’Italia intende portare avanti anche con le soluzioni innovative a partire dal protocollo con l’Albania del quale ci siamo fatti promotori. Voglio dire al Cancelliere Merz che sono grata per la sua decisione di partecipare stabilmente al gruppo di lavoro informale che si riunisce proprio tra paesi like mind, che sono i paesi che condividono la stessa visione a margine dei Consigli europei proprio sul tema della migrazione”, sottolinea Meloni.
SU INTESA UE-MERCOSUR “PER L’ITALIA ACCORDO EQUILIBRATO”
“Io rivendico il lavoro che l’Italia ha fatto per rendere l’accordo sul Mercosur più equilibrato: noi ritenevamo che l’accordo avesse degli squilibri particolarmente verso alcuni settori, come il settore agricolo, abbiamo lavorato in maniera molto serrata con la Commissione, abbiamo portato a casa – grazie alla disponibilità della Commissione, ma anche dei partner – alcune risposte molto importanti per tranquillizzare e difendere un asset fondamentale dell’economia europea che è per l’agricoltura. A quel punto per noi l’accordo è diventato equilibrato e l’Italia ha dato il via libera per la sottoscrizione all’accordo, dopo di che c’è stato un intervento del Parlamento che potrebbe posticipare l’entrata in vigore di almeno un anno, un anno e mezzo, fino a due anni e quindi la Commissione sta valutando se farlo entrare in vigore temporaneamente, ma è una competenza che riguarda la Commissione”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphilj. “Quello che posso dire io è che oggi l’Italia lo considera un accordo equilibrato e che aver garantito quell’equilibrio può consentire al libero scambio con le nazioni del Mercosur di spiegare tutti i suoi effetti positivi”, ha aggiunto.
SULL’AUTOMOTIVE: “FOCUS PARTICOLARMENTE IMPORTANTE”
“Il focus sull’automotive, per due nazioni come Italia e Germania, è particolarmente importante e mi pare che abbiamo già dimostrato con la nostra cooperazione quanto i risultati possano arrivare lavorando insieme, perché siamo già riusciti a ottenere la riapertura del regolamento sulla CO2, a scongiurare l’obbligo del tutto elettrico al 2035, a ottenere gli obiettivi che per noi sono ancora troppo timidi. Lo voglio dire con chiarezza, bisogna fare molto ma molto di più. Credo che su questo si possa fare un lavoro abbastanza simile a quello che abbiamo fatto sulla migrazione, cioè aprire questo dibattito anche informalmente ad altri Stati membri in vista di queste importanti riunioni del Consiglio europeo e cercare di costruire un consenso che ci consenta di affermare questi principi, e non credo che sia così difficile riuscire su questioni di buon senso – prosegue -. Penso che siamo in un’epoca storica nella quale tutti si rendono conto che ci sia bisogno di buon senso e che non possiamo più permetterci l’uso degli approcci ideologici e irragionevoli perché rischiamo di pagare un prezzo troppo alto”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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ROMA (ITALPRESS) – “In questi quattro anni la posizione dell’Europa e dell’Italia è rimasta sempre la stessa, a fianco di Kiev, del suo popolo e delle sue istituzioni”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle dichiarazioni congiunte al termine del bilaterale a Palazzo Chigi con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Sostenere l’Ucraina non è solamente un dovere morale ma anche una necessità strategica perché in gioco non sono solamente la dignità, la libertà e l’indipendenza di Kiev ma anche la sicurezza dell’Europa nel senso chiaramente più ampio del termine”, ha aggiunto.
“Dobbiamo sempre ricordare che se oggi esistono le condizioni per lavorare ad una pace giusta e duratura in Ucraina lo dobbiamo soprattutto alla tenace resistenza del popolo ucraino e anche al convinto sostegno che l’Occidente ha assicurato in questi anni, due fattori che hanno impedito alla Russia di realizzare il disegno che si era prefissata e cioè quello di invadere l’intera nazione, farla capitolare in pochi giorni, installare un governo fantoccio al posto di quello democraticamente eletto dagli ucraini”, ha detto la premier.
“Gli sforzi diplomatici per arrivare a una pace giusta e duratura chiamano direttamente in causa l’Europa e l’Italia intende continuare a fare la sua parte per arrivare a soluzioni condivise che tutelino la sovranità di Kiev, che assicurino la solidità dell’alleanza euroatlantica perché un Occidente diviso e un’Europa spaccata sarebbero l’unico vero regalo che potremmo fare a Mosca”, ha proseguito Meloni.
“Col presidente Zelensky ci siamo anche confrontati sul processo di adesione l’Ucraina all’Unione europea, che l’Italia auspica al pari delle altre nazioni europee che hanno da tempo avviato questo cammino”, ha continuato Meloni.
“L’Italia continuerà a promuovere in sede G7 e in sede di Unione Europea la pressione economica sulla Federazione Russa che continua a non mostrare segnali concreti nel percorso negoziale, insiste negli attacchi contro i civili, persevera nel colpire le infrastrutture indispensabili per la popolazione. Il ventesimo pacchetto di sanzioni che l’Europa si appresta ad adottare rappresenta un passaggio importante per ridurre ancora le entrate che alimentano la macchina bellica russa. Allo stesso modo – ha aggiunto – continueremo a lavorare anche per garantire l’erogazione del sostegno finanziario che è stato deciso dal Consiglio europeo, uno strumento fondamentale per garantire la sopravvivenza dell’Ucraina perché un eventuale crisi finanziaria produrrebbe danni incalcolabili anche per l’intera stabilità europea”.
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MATTARELLA “L’ITALIA SARA’ SEMPRE AL FIANCO DI KIEV”
“E’ un vero piacere accoglierla al Quirinale insieme alla delegazione che l’accompagna e rinnovare non soltanto il sentimento di amicizia profonda che lega Ucraina e Italia, ma anche il grande sostegno, la vicinanza piena dell’Italia al suo Paese, a quanto sta facendo con grande resistenza e grande eroismo”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “So che ha visto la presidente del Consiglio che le ha certamente confermato il sostegno pieno dell’Italia, la fermezza di questa posizione che io condivido pienamente e le ribadisco che l’Italia sarà sempre a fianco all’Ucraina. Benvenuto presidente”, ha concluso Mattarella.
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ZELENSKY “GRAZIE ALL’ITALIA PER IL SUO AIUTO E A MELONI PER LA SUA LEADERSHIP”
“L’Italia, sin dai primi giorni dell’invasione russa dell’Ucraina, ha compiuto una scelta netta a favore della nostra protezione. Sono grato per tutto l’aiuto dell’Italia agli ucraini politiche in materia di sicurezza economica e umanitaria”. Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel corso delle dichiarazioni congiunte al termine del bilaterale a Palazzo Chigi, rivolgendo un ringraziamento alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Ti ringrazio personalmente per la tua leadership che ci aiuta ad attraversare questo momento di crisi e per i tuoi sforzi personali per proteggere l’Europa e gli interessi europei”, ha aggiunto.
“Abbiamo parlato anche della necessità di sbloccare il pacchetto europeo di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro: questa decisione è necessaria. Grazie anche all’Italia per il supporto”, ha aggiunto.
“La guerra è cambiata e ora, senza una difesa veramente solida e sicura da tutti i tipi di droni, nessuno può sentirsi al sicuro. L’Ucraina ha sviluppato un formato speciale di accordo sulla sicurezza, lo chiamiamo ‘Drone deal’: è importante che ci sia interesse da parte dell’Italia per questo formato di cooperazione”. Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel corso delle dichiarazioni congiunte al termine del bilaterale a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sottolineando poi che “abbiamo concordato che i nostri team lavoreranno sui dettagli del programma ‘Drone deal’ tra l’Italia e l’Ucraina. Lavoriamo anche per aumentare l’interazione tra le nostre aziende del settore della difesa: questo aggiungerà certamente forza, tecnologia e posti di lavoro in entrambi i nostri Paesi”.
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ZELENSKY A MATTARELLA “PER NOI E’ FONDAMENTALE UNA PACE GIUSTA”
“Siamo davvero grati all’Italia per il vostro sostegno e anche per la sua fermezza personale, signor presidente, nel condannare l’aggressione russa, nel sostenere la nostra sovranità e, naturalmente, nel sostenere il nostro popolo e l’idea che la guerra debba concludersi con una pace giusta per noi”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, incontrando al Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Non basta che la guerra finisca. Certamente, questo è una priorità. È molto importante che la Russia risponda per tutto ciò che ha fatto contro il popolo ucraino. Per noi la questione della giustizia è una delle priorità fondamentali – ha sottolineato Zelensky rivolgendosi a Mattarella -. Siamo grati all’Italia per l’aiuto umanitario e anche per il sostegno durante questo inverno. L’inverno è stato molto duro, signor presidente. Abbiamo lottato, le persone hanno resistito, siamo andati avanti e abbiamo rafforzato la nostra nazione e il nostro Stato. Siamo grati di non essere soli su questo cammino e di sviluppare le relazioni tra i nostri Paesi. Oggi c’è stata una conversazione importante con il Primo Ministro Giorgia Meloni, che ci sostiene sempre. Parliamo della sicurezza non solo dell’Ucraina, ma anche della sicurezza dell’Italia e dell’Europa, e continueremo a sviluppare queste relazioni”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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15 Aprile 2026di
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ROMA (ITALPRESS) – “Lo scenario internazionale, segnato da conflitti che feriscono Europa e Mediterraneo, vede sconvolti gli equilibri di pace e di stabilità che ritenevamo ormai consolidati fino a pochi anni addietro. Le fondamenta della convivenza pacifica, già provata da crisi numerose, in diverse aree del mondo, sono oggi scosse ulteriormente nel profondo da atti di aggressione che violano sovranità e anche le più elementari regole del diritto internazionale, a partire da quello umanitario. In questo momento così travagliato appare più che mai necessaria la difesa, con rinnovata fermezza, dei valori sanciti dalla nostra Costituzione”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro al Quirinale con il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e una rappresentanza dell’Arma Azzurra, in occasione del 103esimo anniversario di fondazione.
-Foto ufficio stampa Quirinale-
(ITALPRESS).
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Salvini “Condanno attacchi di Trump a Papa e Meloni, ma rapporti con Usa saranno ancora positivi”
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15 Aprile 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “L’ho ribadito, attaccare il Papa non è utile, non è intelligente, non è opportuno ed è offensivo. Chi governa si occupi di governo e lasci che dello spirito, delle anime e del benessere delle persone si occupi il Santo Crede. Se uno crede o non crede. È chiaro che quando attacchi il Papa o la Meloni per me sei da condannare in un caso o nell’altro. Mi sembra chiaro ed evidente, non devo fare dieci comunicati al giorno per ripetere queste cose”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, commentando le dichiarazioni fatte ieri dal presidente Usa Donald Trump sul Papa e sulla premier Giorgia Meloni, durante una conferenza stampa sul Remigration summit nella sede milanese della Lega in via Bellerio. “E’ chiaro che ieri ho incontrato la presidente Meloni a Verona. Abbiamo parlato a Verona di tutto”, ha risposto poi a chi gli chiedeva dei mancati comunicati ufficiali da parte sua sulle dichiarazioni di Trump. “C’è totale sostegno all’attività del governo e al presidente del Consiglio da tutti i punti di vista e su tutti i fronti”. Secondo Salvini, nella presa di distanza del governo italiano dalle dichiarazioni di Trump, “non c’è niente di politico. Se Trump attacca il Papa sbaglia, se Trump attacca il governo italiano sbaglia, ma il problema non è nostro, il problema è suo”.
“La vicinanza agli Stati Uniti c’era e rimane, a prescindere dai presidenti. Siamo saldamente ancorati all’alleanza con i Paesi liberi, democratici e occidentali – ha sottolineato Salvini –. I rapporti con gli Stati Uniti e l’America sono e continueranno a essere positivi, non è qualche caduta di stile di queste ore a mettere in discussione il rapporto tra l’Italia e gli Stati Uniti”. Tuttavia, “spero che smettano gli attacchi al Papa e alla Meloni perché, in un momento delicato a livello internazionale, se c’è un governo attento ai buoni rapporti non solo politici ma anche economici, culturali con gli Stati Uniti è quello italiano – ha proseguito il vicepremier – . Ma quando attacchi il Santo Padre non attacchi solo l’Italia, attacchi alcuni miliardi di persone nel mondo. Il problema del mondo non è il Santo Padre ma il fanatismo islamico che c’è in Iran, c’è in Libano, c’è in alcune capitali europee”. “Quindi conto che il il presidente americano lasci stare il Santo Padre”, ha concluso.
– foto IPA Agency –
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