Politica
Seggi aperti per il referendum sulla riforma della giustizia, oltre 51 milioni di italiani chiamati alle urne
Pubblicato
4 mesi fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Hanno aperto alle 7 e chiuderanno alle ore 23, per poi riaprire domani dalle 7 alle 15 i seggi per il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia voluta dal governo Meloni e approvata dal Parlamento lo scorso ottobre. 51,4 milioni di cittadini sono chiamati alle urne. Non è previsto quorum e l’esito dipenderà esclusivamente dai voti validamente espressi: votare “sì” significa confermare la riforma e consentirne l’entrata in vigore, votare “no” significa respingerla e mantenere l’attuale assetto della magistratura.
Il cuore della riforma della giustizia è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, oggi appartenenti allo stesso ordine. Chi entra come giudice, resterà giudice per tutta la carriera; chi sceglie di fare il pm non potrà mai diventare giudice (e viceversa). Oltre due percorsi professionali distinti fin dall’inizio, questo comporta una distinzione più marcata tra chi accusa e chi giudica nel processo penale: secondo i sostenitori della riforma, in questo modo si rafforza il principio del “giudice terzo”. Per i critici, invece, la separazione delle carriere rompe l’unità della magistratura. Tra le principali novità della riforma c’è anche la creazione di due Consigli superiori della magistratura separati, uno per i giudici e uno per i pm: entrambi continueranno a occuparsi di assunzioni, promozioni, trasferimenti e valutazioni professionali.
Una novità molto discussa riguarda la selezione dei componenti dei due Csm che avverrà, almeno in parte, con il sorteggio. L’obiettivo dichiarato della riforma è ridurre il peso delle correnti interne alla magistratura, ma i contrari sottolineano il rischio di una minore rappresentatività. Un altro cambiamento importante riguarda la disciplina dei magistrati. Oggi le sanzioni disciplinari sono gestite dal CSM. Con la riforma, questa funzione viene tolta al CSM e viene creata una nuova Alta Corte disciplinare che giudica i magistrati in materia disciplinare, opera come organo autonomo e decide sia in primo che in secondo grado, senza ricorso in Cassazione. Inoltre l’azione disciplinare viene attribuita al ministro della Giustizia: si tratta di uno dei punti più contestati dal fronte del “no” perché tocca l’equilibrio tra poteri dello Stato. Nel complesso, la riforma non interviene direttamente sui processi o sulla loro durata, ma ridisegna l’architettura interna della magistratura e i rapporti tra i suoi organi, modificando equilibri consolidati da decenni.
Secondo la maggioranza, che sostiene il “sì”, la separazione delle carriere rafforza l’imparzialità del giudice e limita possibili commistioni tra chi accusa e chi giudica.
Inoltre, la riforma viene presentata come uno strumento per ridurre l’influenza delle correnti nella magistratura e garantire maggiore trasparenza. Per la premier Giorgia Meloni, la riforma è necessaria per modernizzare il sistema giudiziario, sostenendo che respingerla significherebbe “rischiare di restare con una giustizia che non funziona”. Sul fronte opposto si collocano i partiti di opposizione, gran parte della magistratura associata e diversi costituzionalisti secondo cui la riforma rischia di indebolire l’indipendenza della magistratura. Secondo i sostenitori del “no”, la separazione delle carriere e il nuovo sistema di governance potrebbero rendere i pubblici ministeri più esposti al potere politico e compromettere l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Per la segretaria del PD, Elly Schlein, la riforma “serve a chi sta al potere per sfuggire a ogni controllo”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Espulsi per spionaggio due addetti militari dell’Ambasciata Russa, convocato l’ambasciatore Paramonov
Pubblicato
18 ore fa-
9 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il Governo italiano ha deciso di espellere due addetti militari dell’ambasciata della Federazione Russa in Italia, responsabili delle attività di spionaggio emerse nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma”. Lo rende noto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato all’ambasciatore russo a Roma che Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono lasciare Roma entro 3 giorni. Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia. Un’ingerenza grave e inaccettabile per le Istituzioni italiane e per la sicurezza nazionale”, aggiunge Tajani.
CONVOCATO L’AMBASCIATORE PARAMONOV
Su indicazione del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il Segretario Generale della Farnesina, Ambasciatore Riccardo Guariglia, ha convocato oggi l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Aleksej Paramonov per manifestare “la più ferma protesta del Governo italiano a seguito delle attività illegali, compiute da due funzionari con status diplomatico dell’Ambasciata della Federazione Russa, recentemente individuate sul territorio nazionale, grazie alla segnalazione dell’AISI”. Nel corso dell’incontro, il Segretario Generale ha ribadito che tali azioni “costituiscono un’ingerenza grave e inaccettabile per la sicurezza nazionale e per le istituzioni italiane – spiega la Farnesina in una nota -. È stato inoltre sottolineato che l’Italia continuerà a contrastare con la massima determinazione ogni attività ostile condotta contro il Paese, in stretto coordinamento con i propri Alleati”.
In tale contesto è stata notificata all’Ambasciatore Paramonov la decisione di procedere all’espulsione del Personale diplomatico della Federazione Russa – Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov – coinvolto nelle attività accertate “incompatibili con quanto previsto dalla Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche”.
– Foto Ipa Agency
(ITALPRESS).
Politica
Forza Italia, al via la mobilitazione per le adesioni 2026
Pubblicato
20 ore fa-
9 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Con la nuova campagna per il tesseramento, Forza Italia rinnova il proprio legame con il territorio, rafforza la propria identità e apre le porte a chi vuole condividere un progetto fondato sulla partecipazione, sulla libertà e sul buon governo. La tessera 2026 è il simbolo di un partito vitale, dinamico e radicato, capace di crescere e rinnovarsi senza rinunciare alla propria identità. Diamo il via a una grande mobilitazione per accogliere i cittadini che, sempre più numerosi, guardano a Forza Italia come al grande ed unico centro della politica italiana”. Lo ha detto il responsabile nazionale Adesioni di Forza Italia Tullio Ferrante intervenendo alla conferenza stampa del partito con il Segretario nazionale Antonio Tajani e il Responsabile nazionale dell’Organizzazione Francesco Battistoni.
“Forza Italia è un partito centrale per la Nazione. Apriamo il nostro tesseramento a chi vuole costruire una grande opportunità politica al centro per l’Italia. Il campo largo si è rivelato il fondo stretto, manca il centro. È un opposizione solo di sinistra – ha detto Tajani -. Si sentono soltanto parole che sono classiche di una campagna di estrema sinistra, si inseguono AVS e M5S e PD per andare sempre più sinistra. È scomparso il centro. Una fetta di chi aveva votato il centro sinistra è rimasta senza casa. A questi elettori diciamo, la vostra casa è questa. Dobbiamo essere il centro di gravità permanente dell’Italia, citando Battisti. Vogliamo essere una piattaforma comune per far vincere i valori cristiani e democratici. Chi vuole costruire una Forza di centro capace di determinare la politica del nostro paese è ben accolto. Grande capacità di unire i 3 filoni: cristiano, liberale e riformista”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
Politica
Tajani “Espulsi per spionaggio due addetti militari dell’Ambasciata Russa”
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22 ore fa-
9 Luglio 2026di
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– Foto Ipa Agency
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