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Cronaca

A Bergamo dal 19 al 21 maggio la sesta edizione dell’Industrial Valve Summit

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MILANO (ITALPRESS) – Si è svolta oggi a Milano, presso la Sala Pirelli di Palazzo delle Stelline, la conferenza stampa di presentazione della sesta edizione di IVS – Industrial Valve Summit, il più importante evento internazionale dedicato alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control. L’appuntamento, promosso da Servizi Confindustria Bergamo e Promoberg, si svolgerà presso la Fiera di Bergamo dal 19 al 21 maggio 2026. IVS 2026 segna un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita dell’evento: gli organizzatori del Summit preannunciano numeri record, a partire dalle aziende presenti. Gli espositori saranno 416 (+30% rispetto al 2024), provenienti da 20 Paesi: oltre all’Italia, Spagna, Germania, Francia, UK, USA, Repubblica Ceca, Polonia, Paesi Bassi, Portogallo, Austria, Belgio, Canada, Croazia, Finlandia, Irlanda, Messico, Sud Africa, Turchia e UAE. In grande sviluppo la componente internazionale, con circa cento imprese (+56%): la più grande adesione dall’estero di sempre. Il layout espositivo della Fiera di Bergamo si amplierà offrendo due padiglioni aggiuntivi, per un totale di quattro, raggiungendo una superficie pari a 21.400 metri quadrati, area superiore alla precedente edizione di circa il 40%. Il programma si estenderà definitivamente su tre intere giornate di apertura al pubblico, crescendo da due-giorni espositiva a vera e propria settimana delle valvole. Un’evoluzione che riflette la volontà degli organizzatori di rispondere alla crescente domanda di contenuti, occasioni di networking e confronto qualificato. Grazie al contributo scientifico di Valve Campus – l’Associazione per la formazione dei produttori italiani di valvole industriali e partner storico di Industrial Valve Summit -, IVS 2026 proporrà un programma tecnico posizionato alla frontiera dell’innovazione, costruito per rispondere alle sfide più attuali del settore.

Particolare attenzione sarà riservata alle tecnologie emergenti e alle opportunità offerte da nuovi mercati applicativi come l’idrogeno, il nucleare, CCUS (Carbon Capture Utilisation and Storage, le tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio per ridurre le emissioni di CO2) e le fonti di energia rinnovabili: direttrici strategiche per lo sviluppo dell’industria. Il palinsesto complessivo comprende 68 appuntamenti (il 30% in più rispetto ai 52 eventi del 2024) tra convegni, tavole rotonde e conferenze, che si articoleranno attorno a sei aree tematiche principali: standardizzazione e sviluppo normativo; tecnologie digitali applicate a valvole, attuatori e sistemi di controllo; progettazione delle valvole e materiali per servizi in situazioni estreme; soluzioni avanzate di tenuta per valvole industriali; applicazioni dell’intelligenza artificiale alla progettazione meccanica, alla supply chain e alla produzione; manifattura additiva. A queste si affiancheranno ulteriori momenti di confronto su altri temi chiave come l’innovazione nei materiali di tenuta, le emissioni fuggitive e l’impatto delle sostanze PFAS. Un focus specifico sarà dedicato all’intelligenza artificiale, con sette convegni che ne approfondiranno le applicazioni in diversi contesti industriali, affiancati da contributi su produzione decentralizzata e additive manufacturing. Il Summit ospiterà inoltre quattro tavole rotonde ad alto contenuto specialistico, dedicate ad altrettante tematiche: l’attuazione di valvole sottomarine in ambienti deepwater, l’utilizzo delle valvole di strozzamento in sistemi ad alta pressione, le prestazioni e la sicurezza delle valvole di controllo in applicazioni critiche e le tecnologie di trattamento superficiale per aumentare la resistenza di componenti a erosione e corrosione. A queste si aggiunge una tavola rotonda dedicata all’energia nucleare, con il coinvolgimento di enti regolatori, aziende, associazioni e istituzioni, con approfondimenti sia sul nucleare di nuova generazione (Small Modular Reactor) sia su quello tradizionale.

Di grande stimolo all’incremento delle presenze internazionali sono le sinergie con ICE (l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), AVR ANIMA (l’Associazione industriale di categoria che rappresenta le aziende italiane del settore valvole e rubinetteria), Confindustria Assafrica & Mediterraneo (la Rappresentanza internazionale di Confindustria che supporta le imprese italiane nel loro percorso crescita in Africa e Medio Oriente) e UNIDO ITPO Italy (l’Ufficio italiano per la Promozione Tecnologica e degli Investimenti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale). IVS ha inoltre siglato accordi con BVAA (l’Associazione che rappresenta produttori, fornitori, distributori e rivenditori di valvole industriali e attuatori in Gran Bretagna), Fluidex (l’associazione spagnola degli esportatori di apparecchiature per la gestione dei fluidi, soluzioni e tecnologie di processo), SPAP (l’associazione di categoria polacca per le aziende operanti nel settore delle valvole e dell’armatura industriale), CzechTrade (l’Agenzia governativa di promozione del commercio della Repubblica Ceca), Evolen (l’Agenzia governativa di promozione del commercio della Repubblica Ceca), CEIR (l’Associazione europea dei produttori di valvole), SPE (Società Ingegneri Petroliferi) ed ESA (European Sealing Association), anche attraverso la presenza di padiglioni-Paese.
Durante la conferenza stampa sono state presentate le anticipazioni dell’edizione 2026 dell’Osservatorio IVS-Prometeia “The Oil & Gas Valve Industry in Italy”, realizzato con il contributo dell’ufficio studi di Confindustria Bergamo. Il nuovo report mette a fuoco lo stato del comparto italiano delle valvole industriali, che si conferma un segmento strategico del manifatturiero nazionale e un’eccellenza nel contesto competitivo europeo. L’industria conta 140 imprese, più di 10.000 addetti e un valore della produzione che si mantiene stabilmente al di sopra dei 3 miliardi di euro. Con circa il 38% della produzione europea complessiva (nel 2024, era il 36%), l’Italia si conferma leader nel mercato delle valvole per Oil & Gas, superando la Germania (30%) e la Francia. La Lombardia si afferma come cuore produttivo del settore: nella Provincia di Bergamo e nei 100 km circostanti si genera infatti il 90% del fatturato complessivo del settore nazionale.

Il 2024 si è confermato molto favorevole per la filiera, con un terzo incremento consecutivo a doppia cifra delle vendite (+14% vs 2023), sostenuto dal backlog del biennio precedente, e da un deciso miglioramento della redditività: l’EBITDA margin si è attestato all’11,5% (+2,5% sul 2023 e quasi il doppio rispetto al 2022). La tendenza è proseguita nel 2025, con investimenti Oil & Gas in crescita lungo tutta la filiera e nuove opportunità legate a rinnovabili, nucleare, data center e spazio. Nonostante le tensioni commerciali connesse alle politiche tariffarie USA, l’export ha mantenuto un profilo espansivo (+5,2% complessivo e +2% negli USA, che assorbono il 13% dell’export). Più incerto il 2026: il Medio Oriente, che pesa oltre un quarto dell’export tricolore, resta centrale ma molto esposto ai rischi geopolitici. Le tensioni con l’Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbero incidere su tempi e priorità degli investimenti, con effetti sulla dinamica degli ordinativi. L’Osservatorio IVS-Prometeia, che sarà integralmente presentato il 19 maggio in apertura di IVS – Industrial Valve Summit 2026, offrirà un aggiornamento sul quadro competitivo e sulle prospettive del settore. IVS – Industrial Valve Summit 2026 promuove attivamente il coinvolgimento degli studenti degli istituti superiori del territorio attraverso il progetto IVS Young, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni a un comparto industriale strategico. L’iniziativa si articola in diverse attività: dalla “Roberto Brevi Scholarship for Education in the Valve Industry”, che sostiene il percorso formativo degli studenti dell’I.T.I.S. “Pietro Paleocapa” e ne favorisce l’ingresso nel mondo del lavoro in collaborazione con OMB Valves S.p.A., al progetto “Electronics diagnostic controller for industrial valves”, avviato con gli studenti dell’Istituto “Ettore Majorana” e l’azienda Starline S.p.A..

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A queste si affiancano le visite aziendali, pensate per offrire un’esperienza diretta dei processi produttivi, e il progetto IVS RadioAut, la radio ufficiale della manifestazione, realizzata in collaborazione con “Spazio Autismo”, realtà di riferimento per persone con disturbo dello spettro autistico e le loro famiglie. Nel loro insieme, queste iniziative testimoniano un impegno strutturato nel creare un ponte tra formazione e industria, contribuendo allo sviluppo di competenze tecniche e alla valorizzazione del capitale umano locale. “La sesta edizione di IVS segna un nuovo record, con una crescita del 30% degli espositori rispetto al 2024 – ha dichiarato Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo -. Un risultato che conferma la crescente attrattività internazionale della manifestazione, con una partecipazione sempre più ampia anche dall’estero e nuovi Paesi coinvolti. Nonostante un contesto globale complesso, che potrebbe incidere sui flussi di visitatori, i dati di registrazione restano incoraggianti. L’evento si conferma così un appuntamento chiave per la community delle valvole industriali, momento di confronto su scenari di mercato, innovazione e nuove applicazioni. Per Confindustria Bergamo, la crescita di IVS non è un obiettivo fine a sé stesso, ma si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione e rafforzamento delle filiere produttive del territorio. È una risposta concreta a un’esigenza espressa direttamente dalle imprese: quella di aumentare la propria visibilità sui mercati internazionali. Analizzare le filiere, coinvolgere gli imprenditori e costruire iniziative mirate di supporto è parte centrale del nostro ruolo, e IVS rappresenta in questo senso un esempio concreto e di successo”.

“La forte crescita registrata nella passata edizione, quella targata 2024, sommata all’alto livello qualitativo delle imprese, conferma la bontà del progetto – ha commentato Luciano Patelli, presidente di Promoberg –. Il Summit è la punta di diamante nel percorso di internazionalizzazione di Promoberg e della Fiera di Bergamo, grazie ai moltissimi operatori di alto profilo provenienti da tutto il mondo. Siamo onorati, come polo fieristico, di essere protagonisti nel sostegno all’economia e alla promozione di Bergamo e di apportare valore al territorio, sia in termini di sviluppo che di incremento del gettito economico. Oggi il nostro polo espositivo rappresenta un grande valore aggiunto, centro di una delle macroregioni più importanti a livello mondiale e punto nevralgico della mobilità, grazie anche all’aeroporto internazionale BGY che unisce Bergamo con tutta Europa, il Medio Oriente e il Nord Africa. E le politiche e le strategie di sviluppo anche in tema di raddoppio del polo fieristico ci consentiranno di sviluppare ulteriormente la crescita del Summit, portando ancora più beneficio e ricaduta economica sul territorio“. Per Francesco Apuzzo, presidente di Valve Campus, “Valve Campus conferma il proprio ruolo di riferimento per il programma scientifico della manifestazione, con un’offerta di contenuti sempre più orientata alle esigenze concrete del settore e che anticipa le sfide tecnologiche e industriali. Il nostro obiettivo è rafforzare il dialogo tra industria, ricerca e utilizzatori finali, proponendo contenuti concreti e immediatamente applicabili. Il programma 2026 punterà in particolare su innovazione, digitalizzazione ed evoluzione dei materiali, con un’impostazione che privilegia casi reali, esperienze operative e confronto diretto tra i diversi attori della filiera. Cresce anche la dimensione internazionale della manifestazione, sempre più punto di incontro tra aziende, EPC, end user e mondo accademico, con il contributo di esperti e operatori internazionali. Accanto ai contenuti tecnici, resta centrale il tema della formazione e del coinvolgimento dei giovani, considerato un elemento chiave per lo sviluppo del settore. Valve Campus si conferma una piattaforma di conoscenza per l’intero ecosistema delle valvole, in cui il valore aggiunto è rappresentato dalla qualità e dall’indipendenza dei contenuti. Con questa impostazione, contribuiamo a consolidare il posizionamento di IVS come evento di riferimento a livello internazionale per il comparto”.

– ufficio stampa Industrial Valve Summit –

(ITALPRESS).

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La Voce Pavese – Vinitaly, il Classese protagonista: il rilancio dell’Oltrepò Pavese

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Al salone internazionale del vino è stato presentato il progetto Classese, una nuova denominazione dedicata al Pinot Nero metodo Classico prodotto nelle colline pavesi. Sul palco, tra gli altri, gli assessori regionali lombardi Alessandro Beduschi e Elena Lucchini, insieme alla presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Francesca Seralvo.
Il messaggio è chiaro: l’Oltrepò vuole ripartire dalla propria identità. “Il debutto del Classese — ha detto l’assessore Lucchini — rappresenta un passaggio strategico per l’Oltrepò Pavese e per l’intero sistema vitivinicolo lombardo. Parliamo di un territorio con una vocazione storica straordinaria per il Pinot Nero, che oggi sceglie di rafforzare la propria identità attraverso un progetto condiviso e orientato alla qualità”.
Una scelta di campo, non solo di marketing. Il nome “Classese” richiama la tradizione spumantistica di un’area che per decenni ha prodotto basi per le grandi maison, spesso senza riconoscimento diretto. Ora il Consorzio vuole cambiare registro: disciplinare più rigido, raccolta manuale in cassetta, solo vigne su pendici collinari, almeno l’ottantacinque per cento di Pinot Nero e affinamento prolungato sui lieviti.
“L’Oltrepò ha scelto cosa vuole fare — ha spiegato la presidente Seralvo — diventare un territorio credibile e leggibile”.
Regione Lombardia si è schierata con convinzione al fianco del progetto. L’assessore Beduschi ha sottolineato come il rilancio del comparto passi necessariamente dal gioco di squadra: “La collaborazione con il Consorzio dimostra che visione condivisa e metodo possono produrre risultati concreti”.
Il Classese si candida dunque ad essere l’ambasciatore di una nuova stagione per uno dei territori vitivinicoli più ricchi di potenziale — e più a lungo sottovalutati — dell’intera Lombardia.

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Università Cattolica lancia Piano Strategico per scrivere il futuro dell’Ateneo

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MILANO (ITALPRESS) – Non un documento, ma un processo condiviso iniziato nove mesi fa, caratterizzato da 34 workshop tematici, cui hanno aderito 665 membri della comunità, 1.711 rispondenti alla survey online e 54 proposte progettuali presentate attraverso la call for ideas.
E’ questo il percorso alla base del Piano Strategico 2026-2028 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, presentato dal Rettore Elena Beccalli. “Avviamo nuove linee progettuali che vanno dalla Scuola di integrazione dei saperi al lifelong learning in collaborazione con una primaria piattaforma digitale internazionale”, spiega Beccalli. “Anche il metodo -aggiunge – è originale e distintivo: non è usuale per un Piano Strategico impostare un metodo così partecipativo, fondato sulla collaborazione attiva di tutta la comunità universitaria, sulla co-progettazione e sull’ascolto dei principali interlocutori e scrivere insieme il futuro dell’Ateneo per i prossimi tre anni”.
Il piano strategico “non è un adempimento burocratico. E’ una iniziativa, cioè dichiara la responsabilità e la determinazione di far fronte e di orientare la vita dell’università”.
Illustrando la vision, il Rettore individua i “tre indirizzi che guidano la nostra missione istituzionale: valorizzare il profilo di ateneo cattolico non profit; favorire una piena integrazione tra la dimensione di comunità educante e quella di research university; costruire un luogo di esperienza del sapere e non solo di trasmissione del sapere. Ciò significa, per esempio, attivare proposte pedagogiche innovative come il service learning, fondato sul coinvolgimento della comunità studentesca in percorsi di cittadinanza attiva e partecipazione sociale, o come il peer mentorship, per un aiuto tra pari anche su contenuti, conoscenze e competenze”.
Il Piano Strategico 2026-2028 è articolato in cinque pilastri tra loro collegati. “Il primo pilastro – afferma Beccalli – riguarda l’istituzione di una scuola di integrazione dei saperi, in grado di potenziare l’interdisciplinarità dell’Ateneo nell’affrontare le grandi questioni del nostro tempo a partire da una prospettiva trasversale, evitando il rischio di una parcellizzazione delle competenze”. Il secondo pilastro è rappresentato dalla valorizzazione della ricerca, delle ricercatrici e dei ricercatori, “con l’obiettivo di rendere ancor più incisivo il profilo di research university. Si intende, cioè, promuovere un ambiente di ricerca favorevole in grado di attrarre e sostenere le giovani ricercatrici e i giovani ricercatori attraverso incentivi e premialità”.
Il terzo pilastro poggia su “un’offerta formativa di qualità che valorizzi l’esperienza del sapere negli spazi fisici e digitali, per un pieno sviluppo della comunità educante. Ciò anche attraverso un rinnovamento dei contenuti e delle metodologie didattiche con particolare attenzione agli strumenti dell’intelligenza artificiale e lo sviluppo di percorsi in collaborazione con la piattaforma digitale internazionale FutureLearn per una formazione che abbracci l’intero arco della vita professionale”.
Il quarto pilastro attiene all’internazionalizzazione e si muove lungo due direttrici. “Da un lato, l’ampliamento della dimensione globale attraverso accreditamenti, attenzione ai ranking e a ulteriori dual degree in aggiunta ai 112 già attivi; dall’altro, un orientamento più identitario ispirato alla solidarietà, volto a proseguire nella realizzazione del Piano Africa”.
Infine, il quinto pilastro è dedicato alle attività di fundraising “facendo leva su principi identitari e istituzionali, guidati dall’idea del dono come reciprocità. La finalità, pertanto, va oltre la raccolta di risorse e abbraccia il rafforzamento delle relazioni con gli alunni e gli interlocutori esterni per sostenere progettualità strategiche e garantire l’accesso ai nostri corsi a giovani meritevoli ma privi di mezzi”.
Secondo il Presidente dell’Istituto Toniolo, l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini, “con il piano strategico l’Università Cattolica si ripropone come espressione di una presenza cattolica che pratica l’autonomia della ricerca e insieme esprime con gratitudine l’appartenenza alla Chiesa cattolica italiana e alla comunità internazionale”.
A raccontare in che modo l’università diventa luogo di esperienza del sapere e stato il direttore artistico di Radio Deejay Linus, che davanti alla platea di docenti, personale amministrativo e studentesse e studenti, si è confrontato con tre esponenti della comunità universitaria: Margherita Lanz, docente di Metodologia della ricerca psicologica applicata, Jolie Casalini, studentessa della Facoltà di Scienze politiche e sociali, Maddalena Baitieri, Ufficio ricerca.
-foto f50/Italpress-
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Mattarella “Messaggio del Papa mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione”

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ROMA (ITALPRESS) – “Venendo qui ho letto i lanci d’agenzia sul messaggio che Papa Leone XIV questa mattina ha inviato all’Accademia delle Scienze Sociali della Santa Sede: un messaggio splendido sul potere, che ancora una volta rende evidente il debito di riconoscenza nei confronti del Papa che il mondo deve nutrire per i suoi richiami in questo periodo così difficile e travagliato. Un messaggio che mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale a una delegazione di studenti delle Scuole di Giornalismo.
“Mi torna in mente quando in questo salone numerosi anni fa uno studente delle scuole superiori mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere. Gli ho risposto che il potere, o quello cosiddetto tale, per chi ricopre ruoli di vertice nello Stato e nei sistemi sociali può in effetti inebriare e far perdere l’equilibrio – ha proseguito il presidente -. Ma vi sono due antidoti. Il primo è istituzionale: l’equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni di potere dello Stato tra i vari organi costituzionali. Il secondo è rimesso alla coscienza personale individuale ed è un’alta capacità di autoironia. Credetemi, ragazzi, è preziosa. Se i cosiddetti potenti della terra ne facessero un pò di uso anche in piccole dosi il mondo ne avrebbe grande giovamento e loro stessi eviterebbero tante difficoltà e motivi di imbarazzo”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

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