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Martin vince la sprint del Gp di Francia, Bagnaia conquista la pole. Marquez cade e si frattura il piede
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4 mesi fa-
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Redazione
LE MANS (FRANCIA) (ITALPRESS) – Jorge Martin vince la gara Sprint del Gran Premio di Francia, quinto appuntamento stagionale della MotoGp. Lo spagnolo dell’Aprilia, scattato dall’ottava posizione, precede sul podio la Ducati di Pecco Bagnaia e l’altra Aprilia di Marco Bezzecchi, che rimane leader della classifica piloti ma ora è tallonato dal compagno di squadra. Segue in quarta posizione lo spagnolo Pedro Acosta (Ktm), davanti al francese Fabio Quartararo (Yamaha) e lo spagnolo Joan Mir (Honda). Chiudono la top ten il giapponese Ai Ogura (Aprilia), lo spagnolo Alex Marquez (Ducati), il brasiliano Diogo Moreira (Honda) e il francese Johann Zarco (Honda). Caduta per Marc Marquez (Ducati) al penultimo giro.
MARQUEZ CADE E SI FRATTURA IL PIEDE
Marc Marquez ha riportato una frattura al quinto metatarso del piede destro in seguito alla caduta nella Sprint del Gran Premio di Francia di MotoGp. Lo riporta una nota della Ducati, aggiungendo che il pilota spagnolo “volerà a Madrid questa sera per sottoporsi a un intervento chirurgico nei prossimi giorni” e “non parteciperà al Gp in Catalunya della prossima settimana”.
“Avevo già programmato un’operazione alla spalla destra dopo la Catalogna, perché dopo Jerez avevo capito che stava succedendo qualcosa. Guardando bene hanno visto che c’era una vite rotta e un’altra storta che tocca il nervo radiale, che usa tutto il braccio: per questo sto guidando in maniera incostante. È un’operazione lunga ma con un recupero che dovrebbe essere breve, vediamo come si evolve. Per questo motivo questo weekend andavo con molta calma. Salterò la Catalogna, vediamo per il Mugello“. Così il pilota della Ducati, Marc Marquez, ai microfoni di Sky Sport dopo la caduta nel Gran Premio di Francia di MotoGp, nel quale ha riportato la frattura al quinto metatarso del piede destro. “Quando cado provo a rialzarmi veloce, ma avevo già capito che era successo qualcosa al piede – ha detto parlando dell’incidente nella Sprint -. Per fortuna si è rotto solo il quinto metatarso”.
L’ORDINE DI ARRIVO DELLA GARA SPRINT
1. Jorge Martin (Esp) Aprilia in 19’46″830 alla velocità media di
165 km/h
2. Francesco Bagnaia (Ita) Ducati a 1″107
3. Marco Bezzecchi (Ita) Aprilia a 2″786
4. Pedro Acosta (Esp) Ktm a 3″808
5. Fabio Quartararo (Fra) Yamaha a 4″402
6. Joan Mir (Esp) Honda a 4″630
7. Ai Ogura (Jpn) Aprilia Trackhouse a 5″670
8. Alex Marquez (Esp) Ducati Gresini a 6″608
9. Diogo Moreira (Bra) Honda Lcr a 10″368
10. Johann Zarco (Fra) Honda Lcr a 11″771
CLASSIFICA PILOTI
1. Marco Bezzecchi (Ita) 108 punti
2. Jorge Martin (Esp) 102
3. Pedro Acosta (Esp) 72
4. Fabio Di Giannantonio (Ita) 71
5. Marc Marquez (Esp) 57
6. Alex Marquez (Esp) 55
7. Raul Fernandez (Esp) 54
8. Ai Ogura (Jpn) 51
9. Francesco Bagnaia (Ita) 43
10. Enea Bastianini (Ita) 30
CLASSIFICA COSTRUTTORI
1. Aprilia 137 punti
2. Ducati 115
3. Ktm 85
4. Honda 43
5. Yamaha 19
POLE A BAGNAIA DAVANTI A MARC MARQUEZ E BEZZECCHI
Pecco Bagnaia ha invece conquistato la pole position. Il due volte campione del mondo ha firmato il crono di 1’29″634 e, oltre a essere partito davanti a tutti nella Sprint di oggi pomeriggio, scatterà dalla prima casella anche nella gara di domani. Appena dietro c’è l’altra Ducati ufficiale di Marc Marquez a 0″012, mentre a chiudere la prima fila c’è l’Aprilia di Marco Bezzecchi (+0″023), leader della classifica piloti. Quarta casella in griglia per la Ducati VR46 di Fabio Di Giannantonio, che precede in seconda fila la Ktm di Pedro Acosta e la Yamaha di Fabio Quartararo, che come Marquez arrivava dal Q1. Terza fila con Joan Mir (Honda), Jorge Martin (Aprilia) e Ai Ogura (Aprilia). Dalla quarta fila partiranno Alex Marquez (Ducati), Johann Zarco (Honda) e Alex Rins (Yamaha).
LA GRIGLIA DI PARTENZA
1^ fila
1. Francesco Bagnaia (Ita) Ducati in 1’29″634 alla velocità media di 168 km/h
2. Marc Marquez (Esp) Ducati in 1’29″646
3. Marco Bezzecchi (Ita) Aprilia in 1’29″657
2^ fila
4. Fabio Di Giannantonio (Ita) Ducati VR46 in 1’29.699
5. Pedro Acosta (Esp) Ktm in 1’29″817
6. Fabio Quartararo (Fra) Yamaha in 1’29″831
3^ fila
7. Joan Mir (Esp) Honda in 1’29″837
8. Jorge Martin (Esp) Aprilia in 1’29″847
9. Ai Ogura (Jap) Aprilia Trackhouse in 1’29″888
4^ fila
10. Alex Marquez (Esp) Ducati Gresini in 1’29″931
11. Johann Zarco (Fra) Honda Lcr in 1’30″371
12. Alex Rins (Esp) Yamaha in 1’30″616
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Sport
F1, Mercedes domina le libere del venerdì a Madrid: Antonelli il più veloce nelle FP2 davanti alle due Ferrari
Pubblicato
3 ore fa-
11 Settembre 2026di
Redazione
MADRID (SPAGNA) – Andrea Kimi Antonelli conferma il dominio Mercedes nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna 2026 di Formula 1. Il leader del Mondiale, infatti, stampa un 1’33″662 e si mette alle spalle le due Ferrari di Charles Leclerc (+0″113) e Lewis Hamilton (+0″149), che dimostrano di avere un buon feeling con il Madring.
George Russell, primo al mattino, non va oltre un quinto tempo a 0″228 dal compagno di box; davanti a lui c’è la Racing Bulls di un ottimo Arvid Lindblad, nonostante l’incidente avuto a metà sessione. Max Verstappen è sesto a 0″401 davanti alla McLaren di Oscar Piastri. Problemi al cambio sulla monoposto di Lando Norris, che non riesce a far segnare alcun crono e chiude ultimo. Domani alle 12:30 sono in programma le FP3, mentre alle 16 via alle qualifiche.
CLASSIFICA TEMPI PROVE LIBERE
1a sessione
1. George Russell (Gbr) Mercedes 1’34″077
2. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes 1’34″363
3. Charles Leclerc (Mon) Ferrari 1’34″536
4. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari 1’34″620
5. Max Verstappen (Ned) Red Bull 1’34″702
6. Lando Norris (Gbr) McLaren 1’34″947
7. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls 1’35″033
8. Oscar Piastri (Aus) McLaren 1’35″148
9. Nico Hulkenberg (Ger) Audi 1’35″529
10. Liam Lawson (Nzl) Red Bull 1’35″539
2a sessione
1. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes 1’33″662
2. Charles Leclerc (Mon) Ferrari 1’33″775
3. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari 1’33″811
4. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls 1’33″890
5. George Russell (Gbr) Mercedes 1’33″999
6. Max Verstappen (Ned) Red Bull 1’34″063
7. Oscar Piastri (Aus) McLaren 1’34″200
8. Yuki Tsunoda (Jpn) Racing Bulls 1’34″758
9. Esteban Ocon (Fra) Haas 1’34″867
10. Liam Lawson (Nzl) Red Bull 1’34″938
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Sport
L’ex Gattuso pronto a sgambettare il Milan, Napoli già a un bivio
Pubblicato
3 ore fa-
11 Settembre 2026di
Redazione
di Enrico Currò
ROMA (ITALPRESS) – Dopo l’intermezzo della Champions, illuminato dallo scintillante Como, il vortice del calendario inghiotte recriminazioni e rimpianti. Il veleno nella coda dei successi in extremis di Inter e Roma contro Napoli e Atalanta lo ha diluito l’Europa. Dove i chiaroscuri delle italiane confermano il persistente divario tecnico dalle migliori, al di là della linea arbitrale di Orsato contro le perdite di tempo, che sembra avere allenato la serie A all’indispensabile aumento del ritmo. Se il Como ha annichilito il Lipsia, l’Inter autolesionista ha fatto due regali ai giocolieri del Real Madrid e il Napoli ha constatato la forza superiore dell’Arsenal e perso per infortunio Alisson Santos e Meret. La Roma, indenne a Istanbul, ha verificato quanto il Fenerbahce sia stato potenziato dal mercato.
Nella quarta di campionato, in assenza di scontri diretti tra aspiranti allo scudetto, si profila intrigante – dato l’imprevisto trio Inter-Roma-Lazio al comando – la sfida di Rino Gattuso al suo Milan: in caso di vittoria la Lazio può lasciarlo 5 punti dietro. La romana meno considerata ha issato la Capitale in vetta con entrambi i suoi club. Le fosche profezie che avvolgevano la Lazio, per via della contestazione al presidente Lotito con l’Olimpico semideserto e dell’eliminazione in Coppa Italia col Mantova, potrebbero allontanarsi ulteriormente, se andasse in porto la tregua.
Ex ct ammaccato dalla sconfitta ai rigori in Bosnia e dal Mondiale mancato, Gattuso è il garante indiretto della trattativa: ai 9 punti in 3 giornate ha unito un gioco limpido e tante occasioni da gol, sublimate dallo svelto Frattesi. Ora destino vuole che il mediano del ciclo d’oro di Ancelotti milanista abbia l’occasione di sgambettare il Milan, reduce dall’ordinario 1-1 allo Stadium con la Juventus. Tocca ad Amorim, che ha il dubbio Modric e progetta il graduale reinserimento di Pulisic, sventare l’agguato e cercare il sorpasso in una trasferta al momento sui generis: col boicottaggio a Lotito all’Olimpico i tifosi rossoneri sarebbero in larga maggioranza.
Roma e Inter non vogliono scivolare nei posticipi del lunedì. L’offensivista Gasperini (10 gol in 3 giornate) non può distrarsi in casa del Torino risollevato da Abate, che ha spodestato Grosso dalla Fiorentina. Chivu ha l’esigenza di aggiustare la difesa al Meazza contro i velocisti dell’Udinese, poche ore dopo l’esame più stuzzicante, quello per Fabregas.
Il Como torna nel ristrutturato Sinigaglia, ma nelle 3 trasferte di seguito ha comunque raccolto 7 punti. Per scalare ancora la classifica, alla squadra più esterofila potrebbe servire un gol italiano, magari di Kean: per il Parma, ancora inchiodato a 0, pare complicato resistere.
Piena di insidie è la visita della Juventus al Sassuolo di Berardi: la decimazione del centrocampo, col serio infortunio di Locatelli (e in attacco si è fermato Boga, aggiungendosi a Yildiz), obbliga Spalletti a ricorrere a Koopmeiners e al sostegno esterno di Alajbegovic.
Il lento avvio del Napoli di Allegri, subito staccato in campionato e in Champions, trasforma in pericoloso bivio la partita casalinga col Bologna, che col Sassuolo ha incassato il primo faticoso punto: Tedesco medita sulla formula offensiva con Piccoli e soprattutto su quella difensiva contro il roccioso Hojlund. Anche De Rossi è pensieroso: il Genoa non ha ancora raccolto nulla, la coppia Colombo-Osmajic è chiamata a rimediare davanti al Frosinone, che ha già 6 punti grazie al sorprendente goleador Raimondo, lanciato da Alvini.
Atalanta-Cagliari, appaiate sempre a quota 6, si presta al balzo in avanti, in teoria più alla portata di Sarri grazie anche all’innesto di Kessié. Pisacane lo fronteggia con l’ispirato Daniel Maldini.
Lecce-Monza appartiene infine alla categoria delle partite da non sbagliare per non cadere in zona retrocessione. Per Di Francesco si candida a match-winner uno tra Monteiro e Stulic, per Juric un veterano tra Dani Mota e Cutrone.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Sport
La finale degli Us Open sarà Sabalenka-Rybakina, eliminate Pegula e Gauff
Pubblicato
13 ore fa-
11 Settembre 2026di
Redazione
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Sono la numero uno e la due del mondo, e lo saranno anche da lunedì, sebbene a parti invertite. Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina si giocheranno sabato (ore 22 italiane) il titolo dello Us Open, dopo i rispettivi successi in semifinale contro le due statunitensi Jessica Pegula e Coco Gauff.
Quest’anno, a livello Slam, era già successo agli Australian Open, in quel caso con la vittoria della kazaka, che dalla prossima settimana sarà la nuova regina del ranking Wta indipendentemente dal risultato. Per la bielorussa, però, c’è tanto in gioco in quella che è la sua ottava finale Major consecutiva sul cemento, perché un successo le permetterebbe di mettere in bacheca il terzo titolo di fila a Flushing Meadows.
Contro Pegula, terza forza del seeding, Sabalenka porta a 19 la striscia di match vinti a New York, imponendosi per 7-5 6-2 in un’ora e 20 minuti di gioco e confermandosi bestia nera per Pegula allo Us Open, avendola sempre eliminata nelle ultime tre edizioni, nel 2024 in finale e nei due anni successivi al penultimo atto.
“Sono felicissima di essere riuscita a giocare un tennis del genere – le sue parole dopo il successo -. Volevo disperatamente questa vittoria“. Servono invece due ore e nove minuti a Rybakina per piegare la resistenza di Coco Gauff, testa di serie numero quattro del torneo, superata in tre per 3-6 6-4 6-4.
Una rimonta che vale alla prossima leader della classifica la seconda finale Slam dell’anno e la quarta nella sua carriera. “Ero nervosa – afferma la kazaka parlando della partenza complicata con il primo set vinto da Gauff –. Mi sono detta che dovevo lottare. La finale con Sabalenka? È una giocatrice incredibile. Dovrò sicuramente servire molto meglio di oggi e rimanere aggressiva”.
Il pubblico dell’Arthur Ashe Stadium non potrà tifare nessuna tennista a stelle e strisce, ma domani, sabato, potrà consolarsi con la sfida tra le due tenniste più forti del momento.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).


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