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Addio a Nicola Pietrangeli, l’icona del tennis italiano aveva 92 anni. Mercoledì la camera ardente al Foro Italico

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ROMA (ITALPRESS) – Il tennis italiano piange la scomparsa della sua icona. È morto a 92 anni Nicola Pietrangeli, primo giocatore italiano inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale, poi seguito da Gianni Clerici. E’ ancora oggi il primatista mondiale di tutti i tempi in Coppa Davis per partite giocate (164), incontri vinti in singolare (78-32) e in doppio (42-12). Ha formato con Orlando Sirola la coppia più vincente di sempre nella manifestazione (34 successi in 42 partite) ma l’ha vinta solo da capitano, nel 1976. Il suo merito maggiore, ha sempre dichiarato, è stato l’aver portato l’Italia in Cile, aver vinto la partita sul piano diplomatico e politico contro chi spingeva per il boicottaggio come forma di protesta contro il regime del generale Augusto Pinochet. Campione della “Dolce Vita” resa marchio e identità da Federico Fellini, Pietrangeli è stato considerato fra i dieci migliori tennisti del mondo fra il 1957 e il 1964, quando le classifiche le stilavano i giornalisti.

Ha trionfato due volte al Roland Garros, nel 1959 e 1960, anni in cui è stato indicato come numero 3 del mondo. Ha vinto due volte agli Internazionali d’Italia e vinto complessivamente 48 titoli, ai quali si aggiungono la medaglia d’oro ai IV Giochi del Mediterraneo di Napoli nel 1963 (battendo lo spagnolo Manuel Santana) e quella di bronzo nel doppio insieme a Sirola. Ha conquistato anche la medaglia di bronzo nel singolare maschile al torneo di esibizione di tennis ai Giochi Olimpici di Città del Messico nel 1968. “Se mi fossi allenato di più – ha detto -, avrei vinto di più ma mi sarei divertito di meno”.

CAMERA ARDENTE E FUNERALI

La camera ardente per Nicola Pietrangeli sarà allestita al Foro Italico, a Roma, sul campo “Pietrangeli”, mercoledì dalle 9 alle 14. I funerali saranno celebrati alle 15 a Ponte Milvio presso la Chiesa di Santa Maria della Gran Madre di Dio. Lo fa sapere la famiglia dell’ex campione di tennis.

CONI, 1′ SILENZIO IN OCCASIONE MANIFESTAZIONI PROSSIMI GIORNI

Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, invita le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un momento di raccoglimento in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nei prossimi giorni a partire da oggi, in memoria di Nicola Pietrangeli, icona del mondo del tennis. Lo si legge in una nota del Coni.

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IL COMUNICATO DELLA FAMIGLIA

“La famiglia Pietrangeli annuncia con profondo dolore la scomparsa di Nicola Pietrangeli, venuto a mancare oggi, circondato dall’affetto dei suoi cari. Figura iconica dello sport italiano e internazionale, esempio di eleganza, talento e dedizione, ha segnato in modo indelebile la storia del tennis e ha rappresentato per generazioni un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. La sua passione, il suo spirito competitivo e la sua ironia rimarranno per sempre patrimonio di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di seguirlo e di amarlo. Nei prossimi giorni saranno comunicate le informazioni relative alle esequie e agli eventuali momenti pubblici di commemorazione”. Questo il comunicato diffuso oggi dalla famiglia di Nicola Pietrangeli. “La famiglia desidera ringraziare sin d’ora quanti stanno esprimendo vicinanza e affetto, testimoniando ancora una volta quanto profonda e diffusa sia stata l’eredità sportiva e umana di Nicola Pietrangeli”, si legge ancora nella nota odierna.

MATTARELLA “AUTENTICO DISPIACERE, AVEVA L’AFFETTO DEGLI ITALIANI”

“Ho appreso la notizia della morte di Nicola Pietrangeli con autentico dispiacere. I suoi straordinari successi sportivi, la sua umana simpatia, gli hanno procurato l’affetto di tanti italiani, sportivi e non. Esprimo ai familiari cordoglio e sentimenti di vicinanza”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

MELONI “HA FATTO LA STORIA DELLO SPORT”

“Oggi perdiamo una figura che ha fatto la storia dello sport con straordinario talento e passione. Nicola Pietrangeli è stato un simbolo del tennis italiano, il primo azzurro a vincere uno Slam, inserito nella Hall of Fame mondiale, un campione capace di ispirare diverse generazioni e che ha portato in alto il nome dell’Italia nel mondo. Condoglianze alla sua famiglia, ai tanti tifosi che lo hanno sostenuto nel corso della sua carriera e a chi gli ha voluto bene”. Così, su X, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

ABODI “CI LASCIA UNA LEGGENDA, HA SCRITTO LA STORIA”

“Oggi è un giorno triste per l’Italia, in particolare per lo sport, ci lascia una leggenda, Nicola Pietrangeli, simbolo del tennis nazionale e internazionale. La sua storia, i suoi successi e il suo stile hanno segnato generazioni di appassionati, contribuendo in modo indelebile alla crescita e alla diffusione di questa meravigliosa disciplina nella nostra Nazione”. Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. “È difficile saper coniugare la grandezza dello sportivo con la semplicità dell’uomo, per certi versi un rivoluzionario che ha scritto la storia del tennis italiano, ecco Nicola era proprio questo, ma soprattutto ci lascia un amico, una persona schietta che ha combattuto intensamente e che ci regala un’eredità immensa, non solo sportiva, ma culturale e valoriale. Sono certo che il suo esempio continuerà a vivere nei nostri ricordi e nel futuro dello sport”, ha aggiunto.

BUONFIGLIO “AMBASCIATORE AUTENTICO DEI NOSTRI VALORI”

“La scomparsa di Nicola Pietrangeli addolora profondamente tutto lo sport italiano. Con lui perdiamo non solo un campione straordinario, ma un’icona, un simbolo eterno della sua disciplina. Pietrangeli ha incarnato il tennis italiano: il suo talento, il suo carisma e le sue vittorie hanno attraversato indissolubilmente intere generazioni”. Così il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio. “Con i suoi successi ha portato l’Italia sulla ribalta internazionale, aprendo la strada a una tradizione che oggi continua a brillare grazie anche al solco da lui tracciato. Oggi perdiamo un punto di riferimento assoluto, un ambasciatore autentico dei valori che accomunano il nostro mondo. Alla sua famiglia, al presidente Angelo Binaghi e all’intero movimento del tennis italiano va il cordoglio più sincero mio e del CONI”, ha aggiunto.

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BINAGHI “GRAZIE NICOLA, PERDIAMO UN SIMBOLO E IO UN AMICO”

“Oggi il tennis italiano perde il suo simbolo più grande, e io perdo un amico”. Comincia così la lunga lettera-ricordo pubblicata sul sito della Federazione Italiana Tennis e Padel dal presidente Angelo Binaghi. “Nicola Pietrangeli non è stato soltanto un campione: è stato il primo a insegnarci cosa volesse dire vincere davvero, dentro e fuori dal campo. È stato il punto di partenza di tutto quello che il nostro tennis è diventato. Con lui abbiamo capito che anche noi potevamo competere con il mondo, che sognare in grande non era più un azzardo”, ha aggiunto Binaghi. “Quando si parla di Nicola, si pensa subito ai record, alle Coppe Davis, ai titoli e ai trionfi che resteranno per sempre nella nostra storia. Ma la verità è che Nicola era molto di più. Era un modo di essere. Con la sua ironia tagliente, il suo spirito libero, la sua voglia inesauribile di vivere e di scherzare, riusciva a rendere il tennis qualcosa di umano, di vero, di profondamente italiano. Parlare con lui era sempre un piacere e una sorpresa: potevi uscire da una conversazione ridendo a crepapelle o con una riflessione che ti restava dentro per giorni”, ha proseguito il numero uno della FITP.

“Nel mio ufficio c’è una foto a cui tengo moltissimo: io bambino, raccattapalle in una sfida di Coppa Davis a Cagliari, e davanti a me proprio lui, Nicola Pietrangeli. Ogni volta che la guardo, mi sembra di tornare a quel giorno. E mi rendo conto che, in fondo, tutto per me è cominciato lì. Quella foto non è solo un ricordo: è un simbolo. Il simbolo di come un bambino possa innamorarsi di uno sport grazie a chi lo incarna in modo così pieno e naturale. Per me Nicola non era solo il più grande giocatore della nostra storia. Era il tennis, nel senso più profondo del termine”, ha scritto ancora Binaghi. “Gli devo molto, come uomo e come presidente. Non solo per quello che ha fatto per la Federazione e per tutti noi, ma per come lo ha fatto: con stile, con coraggio, con quella sua irriverenza che era il segno dei veri fuoriclasse. A modo suo, Nicola non è mai cambiato: diretto, sincero, incapace di essere banale. Anche quando provocava, lo faceva con un’intelligenza che nasceva dall’amore profondo per il nostro sport”, ha precisato il numero uno della FITP.

“Oggi ci piace pensare che abbia raggiunto in cielo Lea, e che insieme stiano già giocando uno straordinario doppio misto, divertendosi come solo loro sapevano fare. Due icone del tennis italiano, inseparabili anche lassù. Ma per noi che restiamo, è un colpo durissimo. Nel giro di poco più di un anno abbiamo perso due pezzi della nostra anima. Due persone che hanno scritto la nostra storia e che continueranno a ispirarci, ogni giorno, dentro e fuori dal campo”, si legge poi nella lettera odierna. “Ci mancherà la sua voce, ci mancherà il suo sorriso, quella sua capacità di dire sempre quello che pensava, senza paura e senza filtri. Oggi salutiamo un monumento del nostro sport, ma anche un amico vero. Uno di quelli che ti dicono le cose in faccia, che sanno farti arrabbiare e poi ridere un secondo dopo. E questo, nel mondo di oggi, vale più di mille trofei. Grazie, Nicola. Per tutto quello che ci hai dato e per tutto quello che continuerai a rappresentare per il tennis italiano”, ha concluso Binaghi.

MALAGÒ “CIAO NIC, SABATO SONO VENUTO AD ABBRACCIARTI”

“Ciao Nic. Sabato sono venuto ad abbracciarti. Ma io ti voglio ricordare sempre così”. E’ quanto ha scritto su Instagram Giovanni Malagò, ex presidente del Coni e attuale presidente della Fondazione Milano-Cortina, postando una foto di Nicola Pietrangeli, in bianco e nero, in un campo da tennis, intento a fare uno dei suoi proverbiali rovesci. Nella foto postata la dedica di Pietrangeli: “A Giovanni, amici da sempre… per sempre”.

VOLANDRI E GARBIN “GRAZIE DI TUTTO, LEGGENDA”

I capitani dei team azzurri di Coppa Davis e di BJK Cup, Filippo Volandri e Tathiana Garbin, esprimono il loro cordoglio per la scomparsa della leggenda del tennis azzurro. “Oggi il nostro tennis perde un gigante. Nicola Pietrangeli è stato il primo idolo e il primo vero punto di riferimento per chiunque abbia amato questo sport. Per noi che indossiamo o abbiamo indossato la maglia azzurra, non è mai stato soltanto un grande campione del passato”, ha detto Volandri. “Dalla battuta ironica al consiglio più serio, aveva sempre il modo giusto per farti riflettere e per ricordarti cosa significhi rappresentare l’Italia. Era libero, diretto, autentico: per questo unico. Ha aperto la strada a tutti noi. Le sue vittorie, la sua personalità e il suo modo di vivere il tennis hanno permesso all’Italia di credere di poter competere ai massimi livelli. Siamo cresciuti con i suoi racconti, con la sua passione travolgente, con la sua capacità di farci sentire parte di una storia più grande. Perdiamo un simbolo e un maestro, ma il suo spirito resterà con noi, in ogni Coppa Davis e in ogni ragazzo che entra in campo con la maglia azzurra. Grazie, Nicola, per tutto ciò che hai rappresentato e continuerai a rappresentare per il nostro tennis”, ha aggiunto il capitano dell’Italia di Davis.

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A fargli eco Garbin: “Nicola per me è stato molto più di un grandissimo campione. È stato un punto fermo del nostro tennis, una presenza che sentivi sempre lì, anche quando non era fisicamente accanto a te. Per la mia generazione , e per tutte quelle che sono venute dopo , rappresentava una guida silenziosa: un esempio, una voce autorevole, il custode vero della nostra storia”. “Aveva un modo unico di trasmettere amore per questo sport e per la maglia azzurra. Bastavano poche parole, una battuta, un aneddoto, e subito ti ricordava quanto fosse speciale ciò che stavamo vivendo. Era diretto, sincero, autentico. Ascoltarlo era un privilegio, perché ogni volta ti lasciava qualcosa dentro. La sua storia resterà per sempre intrecciata a quella di Lea Pericoli: insieme hanno acceso la prima grande luce del tennis italiano, facendo innamorare intere generazioni e dando stile, anima e identità al nostro movimento”, ha aggiunta la capitana azzurra.

“Oggi perdiamo una pietra miliare del nostro sport, ma quello che Nicola ci ha lasciato va ben oltre i risultati e i trofei. Vive nelle nostre Nazionali, nelle ragazze che scendono in campo con il sogno di indossare l’azzurro, in chi ogni giorno lavora per portare avanti quei valori che lui ha incarnato così bene. Grazie Nicola, per la strada che hai aperto e per l’esempio che continuerai a essere per tutti noi. Buon viaggio, leggenda”, ha concluso Garbin.

LE ALTRE REAZIONI

“Nicola era ‘il mio amico’. Io lo voglio ricordare con allegria: Nicola è stato un personaggio straordinario, al di là di essere un campione assoluto, che ha vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere nel periodo in cui giocava”. Così Adriano Panatta, ai microfoni di “Storie Italiane”, su Rai 1, ricordando Nicola Pietrangeli. “Alla mia nascita lui era un 17enne che giocava al tennis Parioli ed era già una promessa, poi abbiamo fatto un po’ il cambio della guardia io e lui. Abbiamo anche giocato il doppio insieme, ci siamo divertiti tanto e abbiamo fatto le vacanze insieme. Io e Nicola eravamo molto amici“, ha aggiunto Panatta. “La cosa che mi faceva più male in questo ultimo periodo era che non volevo che soffrisse: lui ha avuto un colpo tremendo quando è morto Giorgino (suo figlio, ndr.) poco tempo fa. L’ultima volta che l’ho chiamato, pochi giorni fa, gli ho detto ‘alzati dal letto, accidenti a te’. Lui mi ha risposto dicendomi che non voleva alzarsi. Però ha fatto una vita bellissima”, ha concluso l’ex tennista azzurro, uomo di punta del team di Coppa Davis azzurro capitanato da Pietrangeli vincitore della prima “mitica” insalatiera per i colori italiani.

“E’ un gran brutto lunedì. Nicola Pietrangeli è stato il nostro capitano nella prima vittoria in Coppa Davis, in Cile nel 1976, ma soprattutto é stato il primo grande giocatore italiano, recordman assoluto per quanto riguarda i match disputati in Coppa Davis, un record che nessuno potrà mai togliergli”. Così, in un video pubblicato da Sport Mediaset, Paolo Bertolucci, che nel ’76 vinse la Coppa Davis da giocatore, con Pietrangeli capitano. “E’ stato il nostro primo eroe tennistico, da ragazzini lo guardavamo giocare a bocca aperta, nel bianco e nero dei primi incontri di Davis. Nicola aveva anche una grande personalità, era un grande personaggio, che ha scritto pagine indelebili. E’ il tennis italiano. Purtroppo, dopo Lea Pericoli, abbiamo perso anche lui”, ha aggiunto Bertolucci.

“Ho appena saputo della triste notizia della ‘dipartita’ di un grande del tennis italiano e mondiale. Le mie più sentite condoglianze a tutta la sua famiglia e tutto il tennis italiano. RIP Nicola”. Così, su X, Rafa Nadal.

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“L’Italia piange la scomparsa di Nicola Pietrangeli. Icona del tennis italiano, uno dei più grandi sportivi nazionali del secolo scorso. Il primo azzurro a vincere uno Slam. Sincere condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari. Riposa in pace”. Così Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

“Ci lascia uno dei più grandi tennisti italiani di sempre, il primo azzurro a vincere uno Slam. Una leggenda dello sport nazionale e internazionale. Buon viaggio”. Lo ha scritto Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

“Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis, ci lascia a 92 anni. Primatista assoluto in Coppa Davis e protagonista di tante pagine indimenticabili, il suo ricordo resterà nella memoria di tutti. Alle persone a lui care giungano le mie condoglianze e quelle del Senato della Repubblica”. Questo il messaggio del presidente del Senato, Ignazio La Russa.

“La scomparsa di Nicola Pietrangeli priva il tennis di un protagonista della sua storia. Campione straordinario, autore di imprese indimenticabili, resterà un punto di riferimento per intere generazioni. Il mio pensiero va ai familiari, agli amici e al mondo del tennis, che oggi piange un suo esponente eccellente”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Ufficiale, Manchester City dichiarato colpevole di aver violato le norme finanziarie della Premier League. Il club annuncia ricorso

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LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Manchester City colpevole. Non ci sono più dubbi, è tutto ufficiale: la commissione indipendente della Premier League ha “dichiarato il Manchester City FC colpevole di tutte le accuse relative a gravi violazioni del regolamento finanziario in un periodo di nove stagioni e della maggior parte delle accuse relative alla mancata collaborazione con l’indagine della Lega”. E’ il comunicato della Premier.

“La Commissione indipendente ha riscontrato che tra le stagioni 2009/10 e 2017/18: – Il Manchester City ha stipulato contratti fittizi (che falsificavano il vero accordo tra le parti) con diversi partner commerciali, e si è avvalso di accordi fittizi anche con altri, per gonfiare artificialmente i ricavi del club e ridurne i costi. – Il club ha presentato bilanci falsificati e ha nascosto la reale situazione finanziaria ai revisori dei conti e agli organi di controllo del calcio. – Il Manchester City ha violato in modo significativo i limiti di spesa imposti sia dalla Premier League che dalla Uefa. – Durante l’indagine della Premier League, il Manchester City ha commesso molteplici violazioni dei suoi obblighi di cooperazione e di massima buona fede nei confronti della Lega (tre delle quattro presunte violazioni sono state confermate)”.

“La Commissione indipendente ha riscontrato che il Manchester City ha stipulato accordi commerciali fittizi con diversi sponsor durante il periodo in esame, nell’ambito di un sistema di finanziamento mascherato, in base al quale tali aziende erano tenute a pagare solo una parte dei relativi canoni di sponsorizzazione – prosegue il comunicato della Premier -. La parte restante è stata finanziata da Abu Dhabi United Group Investment & Development Ltd (ADUG), proprietaria del club. Nell’ambito del piano, sono stati stipulati ulteriori accordi fittizi, finanziati da ADUG, per consentire al club di registrare spese operative inferiori a quelle effettivamente sostenute, nonché un accordo circolare fittizio con Fordham, un’entità che ha acquistato i diritti d’immagine dei giocatori del club, finanziato da ADUG. È emerso che lo scopo di questi schemi era quello di gonfiare artificialmente i ricavi del club e ridurne i costi di oltre 900 milioni di sterline durante il periodo in questione, al fine di apparire in regola con le normative finanziarie. La conseguenza di ciò, come accertato dalla Commissione, è stata che il club ha presentato bilanci falsificati e ha nascosto la vera situazione finanziaria ai revisori dei conti e agli organi di controllo del calcio”.

“La Commissione ha concluso che ‘con la sua condotta, il club intendeva chiaramente eludere il regolamento della Premier League”. Di conseguenza, il Manchester City non ha rendicontato correttamente le proprie entrate e uscite ai fini del “Regolamento sulla redditività e la sostenibilità della Premier League e del Regolamento Uefa sulle licenze per club e sul fair play finanziario. La Commissione ha constatato che, se tutti gli accordi rilevanti fossero stati correttamente riportati nei bilanci del club, quest’ultimo avrebbe violato i limiti di spesa sia della Lega che della Uefa per un importo considerevole. Inoltre – prosegue la nota -, nel corso dell’indagine quadriennale condotta dalla Premier League, il club ha commesso molteplici violazioni dei suoi obblighi di cooperazione e di massima buona fede nei confronti della Lega. La Commissione ha concluso che il club ha ‘compiuto sforzi concertati per fermare e ostacolare l’indagine della Premier League’”.

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Secondo l’ad della Premier League, Richard Masters, la commissione stabilisce che “il club ha sistematicamente violato le regole della Premier League per quasi un decennio e quindi giustifica la decisione della Premier di perseguire questo caso contro il Manchester City”.

“È una responsabilità fondamentale della Premier League garantire che le regole, approvate dagli stessi club, vengano rispettate per tutelare l’integrità della competizione. È di primaria importanza che la Lega rimanga competitiva ed equa per tutti i club e per i tifosi. Prendiamo questo ruolo estremamente sul serio – ha proseguito l’ad Richard Masters -. Questo procedimento disciplinare, e questa decisione, sono i più significativi nella storia della Premier League. Ci sono ancora elementi da definire, tra cui, aspetto fondamentale, la determinazione della sanzione da applicare per queste violazioni. Ora che abbiamo la decisione della Commissione, ci impegniamo a procedere rapidamente con la restante parte del processo, per fornire certezza alla Lega, ai nostri club e ai nostri tifosi”.

La Premier aggiunge spiegando che “ora che le accuse sono state provate, la questione della sanzione sarà affrontata separatamente in un’ulteriore udienza con la Commissione indipendente. In conformità con il regolamento della Premier League, tale udienza rimarrà privata e riservata fino a quando non sarà consentita la pubblicazione dell’esito. Il club ha il diritto di appellarsi alla decisione della Commissione indipendente”.

IL CLUB “PROVE INCONFUTABILI SU NOSTRA INNOCENZA,FAREMO RICORSO”

La batosta è arrivata. La lettera pubblicata qualche giorno fa sul sito del club e scritta dal numero 1 dei Citizens, Khaldoon Al Mubarak, aveva fatto ben sperare i tifosi del Manchester City ma oggi la Premier League ha dichiarato colpevole il club di tutte le accuse mosse sulle presunte violazioni finanziarie. Il club “è al contempo deluso e sorpreso dal parere della Commissione della Premier League pubblicato oggi.

Il club respinge le accuse mosse dalla Premier League e dispone di un ampio corpus di prove inconfutabili a sostegno della propria posizione in merito alla vicenda. Il club agirà pertanto con determinazione e, ove necessario, in modo proattivo in tutte le sedi normative e legali competenti – informa in una nota la società -. Il procedimento della Premier League è ancora in corso e presenta aspetti significativi non ancora definiti. Il Manchester City intende ora avvalersi delle possibilità di ricorso a sua disposizione, ritenendo che il parere contenga evidenti errori sostanziali – di diritto, di principio e di fatto – e che sia privo di fondamento giuridico”.

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“Per otto anni, il club ha rispettato scrupolosamente il regolare svolgimento del procedimento, confidando nel fatto che il Consiglio e la dirigenza della Premier League agissero come un organo di controllo indipendente, imparziale ed equo, libero da influenze di parte. Il club è ovviamente limitato nelle dichiarazioni che può rilasciare finché non saranno conclusi tutti i procedimenti in corso e futuri”, conclude il Manchester City.

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In attesa del crash test Francia, si rivede l’Italia del Mancio

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di Enrico Currò

ROMA (ITALPRESS) – La nitida vittoria di Bursa ha segnato l’avvio della nuova sfida tattica di Roberto Mancini, che ha fatto un bel regalo anche al presidente della Figc, viste le premesse politiche della partita e le critiche per il pessimo primo tempo della batosta romana col Belgio. Stavolta Malagò ha potuto lasciare raggiante lo stadio. Il ct della Nazionale ha invece inguaiato il suo amico Vincenzo Montella, collega della Turchia, che ha addirittura dovuto replicare nella conferenza stampa post partita alla richiesta di dimissioni da parte dei media locali. Per difendere il suo ex compagno di squadra alla Sampdoria, Mancini ha usato un argomento ineccepibile, spiegando che la serata di scarsissima vena dei calciatori turchi è dipesa in larga parte da quella eccellente degli italiani e dalla strategia di gioco azzeccatissima.

Modulo e schemi hanno ricordato per alcuni tratti lo spettacolare ed efficace sistema del 2021, marchio inconfondibile di quel titolo europeo. E’ stato inaugurato un nuovo percorso, fondato ancora sull’offensivismo e sull’egemonia nel palleggio, ma per certi versi ancora più ambizioso e coraggioso. Serviranno certamente dei contrappesi, che andranno cercati e trovati strada facendo.

Intanto l’impressione è ottima e sembra proprio che sia stato trovato il centravanti del futuro: l’interista Pio Esposito, 21 anni, 6 gol in 11 presenze. Le analogie con Euro 2021 sono state evidenti soprattutto nello sviluppo offensivo del 4-3-3 di partenza. Anche in questo caso il numero 10 – allora Lorenzo Insigne, oggi Giacomo Raspadori – si è mosso inizialmente da esterno sinistro, per poi accentrarsi e diventare rifinitore. Se però cinque anni fa il modulo elastico si trasformava durante la fase di possesso palla in un chiarissimo 3-2-5 con Jorginho e Verratti coppia di playmaker e un quintetto allineato in avanti – Chiesa ala destra e da lì verso sinistra Barella, Immobile, Insigne e il terzino Spinazzola autentica ala – ora le posizioni sono più fluide e perciò meno decifrabili dagli avversari.

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L’obiettivo base resta la creazione di una forte superiorità numerica nella metà campo altrui, che ha messo in seria difficoltà la Turchia, perché si è concretizzata nella presenza quasi stabile, durante il primo tempo, di addirittura 8 uomini nella porzione di campo turca, a delineare, se lo si vuole sintetizzare in cifre, una sorta di 2-1-4-2-1 sui generis. Dove i fratelli Esposito, volendo seguire la suggestione familiare, sembravano quasi la coppia di punta, nelle fasi più spinte di un offensivismo che si manifestava secondo canoni inediti, anche se in realtà Sebastiano, esterno sinistro teorico come Raspadori a destra, fungeva da rifinitore stretto, leggermente alle spalle di Pio.

Il disegno era il seguente. Di fatto c’erano due soli uomini, i centrali Scalvini e Bastoni comunque a loro agio nell’impostazione, a protezione del portiere Donnarumma. Davanti a loro di qualche metro il centrocampista diga, Tonali, addetto anche all’innesco dell’azione.

Poi la cruciale linea a 4, formata dai due terzini Kayode e Ruggeri, con Frattesi e Fagioli interni di palleggio e di incursione. In mezzo a loro, un po’ più avanzato, il suddetto Raspadori, che partiva da destra per accentrarsi in continuazione e dettare lo scambio stretto rasoterra all’incursore di turno (uno tra Frattesi, Fagioli e Kayode), oppure al centravanti Pio Esposito. Al quale molto spesso si avvicinava, pur rimanendogli per lo più di poco alle spalle in linea con Raspadori, il fratello Sebastiano, l’altro finto esterno nell’assetto di partenza. Questo impatto tattico ha confuso i giocatori turchi, in trafelata chiusura sugli azzurri in sovrannumero, generando tutte le azioni pericolose che hanno portato rapidamente al 3-0. Kayode ala è stato determinante. Nella ripresa c’è stata una correzione obbligata, con l’uscita di Raspadori per un colpo fortuito e l’ingresso di Cambiaghi, esterno più ortodosso di un sistema che, sotto la spinta fiosologica della Turchia, ha virato più verso quel 4-1-4-1 in fase difensiva che era franato contro i palleggiatori belgi.

Stavolta non è accaduto nulla del genere. Gli azzurri, semplicemente, non si erano ancora sistemati secondo le mutate esigenze, quando si sono lasciati cogliere scoperti e hanno permesso a Yilmaz il tocco del gol a porta vuota. Ma Pio Esposito ha subito ripristinato le distanze e ha garantito a Mancini quasi un tempo di ulteriori e graduali sperimentazioni tattiche, ad esempio con l’avanzamento di Frattesi nel tridente d’attacco.

A Saint-Denis, in casa della Francia, le verifiche saranno strutturali, perché è impensabile che di fronte ai formidabili velocisti giocolieri di Zidane, pur in assenza di Mbappé, la Nazionale si possa permettere la stessa presenza massiccia dalle parti del portiere avversario, che oltretutto è il milanista Maignan, certo più efficace del fallace Bayindir. Però la Nations League, ora che ci sono concrete speranze di evitare il quarto posto e di consolidare la testa di serie per le qualificazioni europee, va usata anche per questo: come parametro del valore ad altissimo livello di una squadra votata alla ricerca dell’equilibrio tra difesa e attacco.

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Vito Cozzoli è il nuovo presidente della Lega Volley Femminile

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VENEZIA (ITALPRESS) – Vito Cozzoli è il nuovo presidente della Lega Volley Femminile. Lo ha deciso l’assemblea ordinaria elettiva riunita a Venezia. L’attuale amministratore delegato di Autostrade per lo Stato, che ha battuto la concorrenza di Massimo Beduschi, succede a Mauro Fabris, rimasto al vertice della Lega Volley femminile per 20 anni.

Amministratore Delegato di Autostrade per lo Stato ed ex presidente di Sport e Salute, Cozzoli, manager classe ’64 nato a Bari ha ricevuto 18,75 voti, superando l’altro candidato in lizza, Massimo Beduschi, che ne ha ricevuti 11,25. L’Assemblea ha votato anche i Consiglieri di Serie A1 e di Serie A2 che comporranno il Consiglio d’Amministrazione.

Al secondo turno dopo accordo tra i candidati, che ha stabilito anche la delega al bilancio per Giuseppe Pirola e il ruolo di presidente della Consulta a Pietro Paolella, la Serie A1 ha eletto Ivano Angeli in rappresentanza della Megabox Ond. Savio Vallefoglia, Sandra Leoncini in rappresentanza della Savino Del Bene Scandicci e Andrea Veneziani in rappresentanza della ChorusLife Volley Bergamo.

In prima votazione – si legge in una nota – la Serie A2 ha eletto Stefano Condina in rappresentanza della Dragons Offanengo e Roberto Mignemi, in rappresentanza della Ferraro SMI Roma Volley. Infine, il nuovo CdA ha proposto all’unanimità il ruolo di Enzo Bruno Barbaro come Amministratore Delegato della Lega Volley Femminile nonché settimo Consigliere, ruolo approvato sempre all’unanimità dall’Assemblea. Nel corso dell’Assemblea, presieduta per l’ultima volta dall’ormai ex presidente Mauro Fabris, si è anche approvato all’unanimità il bilancio della passata stagione, presentato dal Consigliere uscente Giuseppe Pirola, che ha illustrato gli ottimi gli ottimi risultati d’esercizio e il rispetto delle previsioni del budget.

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LE REAZIONI

“Congratulazioni a Vito Cozzoli, nuovo presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile. Un professionista che conosco bene e che stimo. Sono certo che ci saranno occasioni per poter collaborare insieme rendere ancora più centrale questo sport nel panorama italiano e internazionale. La Pallavolo italiana, sia maschile che femminile, ci ha già riservato grandi emozioni e con spirito di collaborazione e dialogo possiamo ancora raggiungere traguardi importanti, rafforzando ulteriormente la visibilità di un movimento che rappresenta un’eccellenza per il nostro Paese. Buon lavoro”. Così il presidente della Lega Pallavolo Serie A Maschile Claudio Durigon.

“Rivolgo a Vito Cozzoli le mie congratulazioni per l’elezione alla presidenza della Lega Pallavolo Serie A Femminile. È un incarico importante alla guida di un movimento che negli ultimi anni ha saputo conquistare una crescente centralità nello sport italiano. A Cozzoli auguro buon lavoro, con l’auspicio che possa proseguire nel percorso di crescita della pallavolo femminile, valorizzando il lavoro dei club, delle atlete e di tutte le professionalità che ogni giorno contribuiscono allo sviluppo del movimento. Come responsabile Sport del Partito Democratico, confermo la nostra disponibilità a confrontarci e collaborare sulle questioni che riguardano il futuro dello sport femminile e la sua piena valorizzazione”. Lo dichiara Mauro Berruto, deputato Pd e responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.

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