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Conte “Non vogliamo uscire dalla Champions, proveremo a sbalordire”

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NAPOLI (ITALPRESS) – “Dobbiamo essere ottimisti, nessuno di noi pensa di uscire dalla Champions, siamo arrivati all’ultima partita a giocarci la possibilità di andare avanti. Abbiamo voglia di farlo perchè è prestigio, è una vetrina, i ragazzi sanno cosa porta una partita di Champions. Lo stadio sarà pieno e il pubblico dovrà fare sentire cosa significa giocare al Maradona. Noi dovremo dare il massimo per andare oltre l’ostacolo, che è molto alto”. Antonio Conte chiama a raccolta il pubblico del Napoli per la sfida di domani col Chelsea in cui i partenopei sono obbligati a vincere se vogliono qualificarsi per i play-off.

“Sappiamo di giocarci tutto, conosciamo la forza dell’avversario e c’è rispetto, ma andiamo avanti per la nostra strada sapendo che stiamo facendo qualcosa di importante e che dovremo dare tutto per uscire dal campo a testa alta, poi vedremo che tipo di risultato uscirà”, sottolinea ancora Conte, sempre alle prese con una rosa in emergenza.

“Soluzione con due punte visto il ritorno di Lukaku? Io valuto tutto. Abbiamo perso creatività con Neres, vediamo se sul mercato troviamo un sostituto. Lukaku non è al 100%, avendo un distaccamento del quadricipite non è semplice. E’ arrivato Giovane, che ci può dare una mano sia da 10 che da seconda punta, e quando ci sarà il recupero di Anguissa, che sembrava breve, io le idee ce l’ho. Ma bisogna avere i calciatori. Oggi siamo gli stessi di quelli che eravamo con la Juventus e con il Sassuolo”.

Il tecnico salentino ammette che “quello che è accaduto quest’anno ha dell’inspiegabile. Ogni anno se uno va a vedere le squadre ci sono degli infortuni. Di solito sono muscolari, di solito è un mese. Avere infortuni da operazione o infortuni articolari è difficile da spiegare. Significa essere fortunati o sfortunati. Lukaku fuori sei mesi, De Bruyne sei mesi. Adesso Neres si è operato. Anguissa va in Nazionale e si strappa e sta fuori quattro mesi. Diventa difficile gestire. Io mi devo concentrare su quelli che abbiamo ma sfido chiunque a portarmi una squadra che ha avuto tutte queste problematiche. E siamo ancora a metà anno. Stiamo affrontando tutte queste situazioni con una rosa molto esigua – insiste Conte – Se iniziasse oggi il campionato, il Napoli verrebbe dato fra l’ottavo e il decimo posto. E’ una situazione molto difficile ma abbiamo voglia di lottare, di sbalordire come in Arabia dove in emergenza abbiamo vinto la Supercoppa Italiana. E’ inevitabile poi che alla lunga questa situazione non puoi non pagarla. Se è la mia peggiore navigazione in carriera? Parto dal presupposto che al peggio non c’è mai fine. Al tempo stesso bisogna essere ottimisti. Quando il vento tira nella giusta direzione navigare è facile per tutti. Quando le onde sono alte devi essere bravo. I calciatori devono credere in quello che si sta facendo ed essere pronti a dare tutto”.

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Conte parla anche della differenza fra un Napoli con un’età media alta e un Chelsea che invece ha puntato su giovani di talento. “Loro hanno preso Caicedo e Fernandez spendendo 250 milioni, Estevao a 60, anch’io lo farei fare al mio presidente ma in Italia non lo può fare nessuno. In Inghilterra, ma penso anche al Real che ha preso Vinicius a 17 anni a 70 milioni, vivono una realtà diversa, costruire una squadra giovane significa poter diventare negli anni più forti e dominanti”.

Non manca infine una polemica a distanza con Spalletti che, dopo la vittoria di domenica, si sarebbe riferito al Napoli come “gli ex campioni d’Italia”. “Sinceramente dopo le partite preferisco staccarmi, non andare a leggere cosa dice l’altro allenatore. Se ha detto ciò penso che sia una frase infelice. Noi abbiamo ancora lo scudetto sul petto e bisogna portare rispetto. Luciano Spalletti è un bravissimo allenatore ma deve stare più attento quando parla. Mancano sedici partite e se ci ha visto così male ci dispiace. Serve rispetto”.

– foto Ipa Agency –
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A Milano l’ultimo saluto a Franco Baresi, in migliaia fuori dalla basilica di Sant’Ambrogio / Fotogallery e Video

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MILANO (ITALPRESS) – Milano si è raccolta stamani per l’ultimo saluto a Franco Baresi, lo storico capitano del Milan scomparso all’età di 66 anni lo scorso 31 luglio. Il feretro è uscito dalla Basilica di Sant’Ambrogio, dove monsignor Carlo Faccendini, abate di Sant’Ambrogio, ha celebrato i funerali.

Applausi, cori e commozione per le migliaia di persone accorse all’esterno. Il coro “C’è solo un capitano” e sciarpe rossonere hanno accolto lo storico capitano del Milan. Arrivati accolti da lunghi applausi Demetrio Albertini, Paolo Maldini, Giovanni Galli e Aldo Serena. Ma anche Giuseppe Marotta, Roberto Baggio e Claudio Ranieri. Contestati al loro arrivo il presidente del Milan Paolo Scaroni e il proprietario Gerry Cardinale. Fischi anche per il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

“L’eredità è quella che riusciremo a cogliere, i messaggi Franco Baresi li ha mandati tutti. È stato un grande, ha cercato di coniugare sempre la classe e lo stile con la semplicità dei suoi comportamenti. L’appartenenza alla famiglia del Milan e a quella del calcio in generale è il motivo per cui è amato da tutti”. Lo ha detto il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, al suo arrivo alla basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

“Era un giocatore universale, rispettato da compagni e avversari, che portava dentro di se’ un valore che si è perso, il senso di appartenenza. Franco è un’icona del calcio, un esempio da seguire non solo per i giovani giocatori ma per tutti”. Lo ha detto il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta.

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“È un momento difficile, iniziato qualche giorno fa appresa la notizia. Come ricordarlo? Con le imprese sportive, tutti sapete quello che ha fatto e il segno che ha lasciato. Io ricordo Franco la sera della finale, dopo aver vinto la prima Champions a Barcellona. C’era il presidente della Uefa che dava la coppa, ero dietro a Franco e l’ho sollevato, era un uomo felice. Ha vissuto grandi sofferenze per e con il suo Milan, ma lo ha riportato dove doveva stare”. Così Giovanni Galli.

“Ci ha lasciato giovanissimo, ognuno ha i suoi ricordi e le emozioni che ci ha dato in questi anni di calcio, dentro e fuori dal campo. I ricordi sono tanti. L’abbraccio dopo il gol fatto in semifinale col Monaco, con il suo abbraccio quando mi è sembrato di riavere la stessa emozione del gol fatto venti secondi prima”. Così Demetrio Albertini.

“Ho giocato con lui quando ha avuto la fascia di capitano per la prima volta ed era un esempio e un campione. A 22 anni era maturo, non ne nascono spesso di persone così”. Lo ha detto l’ex attaccante del Milan Aldo Serena.

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Europei nuoto di fondo, Paltrinieri 4° nella 10 km vinta da Wellbrock

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Gregorio Paltrinieri è quarto nella 10 km agli Europei in acque libere di Parigi. Il 31enne di Carpi, nono ai Giochi Olimpici nella Senna nel 2024, termina a dieci secondi dalle medaglie e tocca appena davanti al connazionale Marcello Guidi, quinto a 18″40 dalla vetta.

Settimo l’altro azzurro Andrea Filadelli (+28″50). L’oro è del tedesco Florian Wellbrock, ottavo a Parigi nel 2024, in 1h55’18″39, che precede di 2″14 l’ungherese David Betlehem e l’altro tedesco, argento ai Giochi nel 2024, Oliver Klemet, terzo a 6″45.

“Secondo me c’è stato un mio errore di valutazione, ero lontano circa 15 o 20 secondi nel settimo giro. Ho sbagliato a gestire gli ultimi due giri e appena lasci uno spiraglio ai più forti diventa difficile. Pensavo che i francesi stessero sui piedi dei primi tre e invece c’era un buco di qualche metro, ma comunque ho lasciato troppo spazio ai primi. L’acqua era migliore rispetto al 2024 e si nuota meglio, forse la 5 km si addice meglio alle mie caratteristiche”. Così Gregorio Paltrinieri, ai microfoni di Sky Sport.

“Mi sono reso troppo tardi di essere troppo lontano dai primi, quando me ne sono accorto era troppo tardi. Ho cercato di rilanciare e non sono riuscito a recuperare in tempo. È un peccato perché il podio non era impossibile e stando in scia si poteva lottare per le medaglie”, aggiunge Marcello Guidi, quinto dietro Paltrinieri. “Oggi non mi sono sentito benissimo in acqua, era la mia prima volta in un fiume. Speravo di fare un po’ meglio, non sono riuscito a rientrare in scia dopo aver superato i francesi e mi sono mancate le energie negli ultimi 500 metri”, le parole di Andrea Filadelli, settimo al traguardo.

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Atp Masters 1000 Montreal, Berrettini out all’esordio contro Navone

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ROMA (ITALPRESS) – Dopo oltre 24 ore di attesa rispetto all’inizio previsto domenica e dopo tre ore effettive di gioco, Matteo Berrettini saluta al primo turno il National Bank Open presented by Rogers, il Masters 1000 canadese quest’anno in programma all’IGA Stadium di Montreal (montepremi 9.415.724 dollari). Il tennista romano, ex numero 6 del mondo e oggi 40, è stato sconfitto per 6-3 6-7(5) 6-3 dall’argentino Mariano Navone, 44 Atp, che l’ha battuto per la prima volta in carriera.

Il maltempo ha costretto gli organizzatori a ridurre il programma degli incontri lunedì. Rinviati a oggi i match d’esordio di Mattia Bellucci e Lorenzo Sonego. Il bustocco, n. 80 del ranking mondiale, giocherà per la prima volta contro l’argentino Sebastian Baez, 48esimo; Il torinese, 88esimo, affronta l’olandese Tallon Griekspoor, 69esimo: il match determinerà il primo avversario nel torneo del tedesco Alexander Zverev, testa di serie numero 1.

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