Cronaca
Ucraina, Zelensky “Putin teme per la sua vita, pace vicina se lascerà Mosca”
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2 ore fa-
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Redazione
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Putin “teme per la sua vita”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista al Financial Times, di cui ha riportato alcuni stralci sui suoi profili social. “Quando non saranno più cento, ma mille i droni che raggiungeranno Mosca, e quando lui lo percepirà e lo vedrà, gli verrà consigliato di spostarsi oltre gli Urali. Quello sarà il momento che aprirà un nuovo capitolo sul cammino verso la fine della guerra. Più Putin si allontana da Mosca, più la fine della guerra e la pace saranno vicine”, sottolinea. “Gli attacchi in profondità hanno avuto e continuano ad avere un impatto enorme. Dobbiamo continuare a lavorare su questo. E’ un lavoro costante, difficile e quotidiano” ma “se lo faremo, porteremo una pace giusta e duratura all’Ucraina”, sottolinea Zelensky. Per il presidente ucraino “questa guerra sta cambiando: il fronte è fermo” e “quando la linea del fronte si muove a fatica e il nemico non può avanzare via mare, resta solo il cielo. Questo rappresenta un cambiamento nelle priorità, ci stiamo spostando nei cieli” dove “siamo già competitivi. I cieli saranno il fattore cruciale in questa guerra”, spiega. “Qualche tempo fa abbiamo lanciato l’operazione in Crimea, dimostrando cosa significa controllare operativamente i cieli in un punto specifico”, con “attacchi mirati contro il settore energetico e le infrastrutture portuali della Federazione Russa”. Le imprese russe “hanno iniziato a capire che non vinceranno la guerra. Stanno perdendo tempo e denaro”, conclude.
(ITALPRESS).
– foto: Ipa Agency –
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Cronaca
Il 99% dei laureati magistrali italiani del Politecnico di Milano è occupato a un anno dal titolo
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6 minuti fa-
7 Luglio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il 99% dei laureati magistrali italiani del Politecnico di Milano è occupato a un anno dal titolo e il 95% trova lavoro entro sei mesi. Quasi un terzo, il 32%, risulta già occupato alla data della laurea. Sono alcuni dei principali dati emersi dall’Indagine occupazionale 2026 del Politecnico di Milano, che ha coinvolto oltre 9.000 laureati, italiani e internazionali, a uno e cinque anni dal conseguimento del titolo. A un anno dalla laurea, i laureati magistrali italiani confermano un inserimento molto rapido e qualificato nel mercato del lavoro: l’82% lavora nel settore privato, il 63% ha un contratto a tempo indeterminato, l’88% lavora in Italia e il 94% svolge un impiego coerente con il percorso di studi. La retribuzione media mensile netta è pari a 1.880 euro, con valori più elevati per chi lavora all’estero e nei settori tecnologici, scientifici, consulenziali e finanziari.
Il dato è significativo anche per i laureati magistrali internazionali: a un anno dal titolo il tasso di occupazione è pari al 90% e il 70% lavora in Italia, soprattutto a Milano e in Lombardia. Un segnale della capacità del Politecnico e del sistema produttivo italiano di attrarre e trattenere competenze qualificate provenienti da tutto il mondo. A cinque anni dalla laurea, la traiettoria professionale si consolida. Tra i laureati magistrali italiani, il 91% è assunto a tempo indeterminato e la retribuzione media mensile netta arriva a 2.356 euro, con una crescita del 52% rispetto allo stipendio dichiarato dagli stessi laureati a un anno dal titolo.
Il 90% dichiara inoltre di avere un lavoro coerente con gli studi e il 90% sceglierebbe di nuovo il Politecnico di Milano. Nei cinque anni successivi al titolo, i laureati magistrali italiani hanno cambiato lavoro in media 1,9 volte. Il 17% ha svolto un’esperienza lavorativa all’estero di almeno sei mesi, principalmente in Svizzera, Germania e Regno Unito, e il 66% ha assunto ruoli di responsabilità, in particolare nella gestione di progetti. Il 3% lavora in una start up e, tra questi, si registrano anche esperienze di fondazione d’impresa.
“Lo sviluppo economico dipenderà sempre più dalla capacità di costruire un allineamento stabile tra formazione, imprese e politiche industriali. – commenta la Rettrice, Donatella Sciuto – Non basterà produrre conoscenza: sarà decisivo trasformarla rapidamente in competenze qualificate, in grado di guidare i processi di innovazione. È questa la cerniera che tiene insieme università, mondo produttivo e sviluppo del Paese. Siamo quindi molto soddisfatti di questi risultati, che confermano il ruolo del Politecnico di Milano nel formare competenze in grado di generare valore per le imprese, la società e il Paese”. Risultati positivi anche per i laureati triennali italiani che scelgono di non proseguire gli studi al Politecnico: a un anno dal titolo il 93% è occupato, l’82% trova lavoro entro sei mesi e la retribuzione media mensile netta è pari a 1716 euro.
A cinque anni, il tasso di occupazione sale al 97%, con l’89% dei laureati a tempo indeterminato e una retribuzione media di 2113 euro. L’indagine conferma una forte soddisfazione verso il percorso formativo: tra i laureati magistrali italiani a un anno dal titolo, il 94% si dichiara soddisfatto del corso di laurea e l’89% sceglierebbe nuovamente il Politecnico. Restano, tuttavia, alcune differenze da monitorare: l’accesso all’occupazione è sostanzialmente paritario tra uomini e donne, ma permangono divari nelle retribuzioni e nella stabilità contrattuale.
– foto di repertorio ufficio stampa PoliMi –
(ITALPRESS).
Cronaca
Doppio De Ketelaere e Lukaku: il Belgio batte gli Usa 4-1 ed è ai quarti
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4 ore fa-
7 Luglio 2026di
Redazione
SEATTLE (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Gli Stati Uniti sono l’ultima delle tre selezioni dei paesi ospitanti a salutare il Mondiale. Gli Usa si arrendono per 4-1 al Belgio e, come Canada e Messico, chiudono la competizione agli ottavi di finale. Decisive la doppietta di De Ketelaere e le reti di Vanaken e Lukaku, mentre serve a poco il momentaneo pareggio di Tillman, in una partita preceduta da ore movimentate per il caso Balogun. Il Belgio, invece, prosegue la sua corsa, e ai quarti affronterà la Spagna. Diavoli Rossi subito avanti e al 9′ la partita si sblocca. Cross di Trossard, respinta della difesa a stelle e strisce sulla quale si avventa Raskin; il pallone calciato dal numero 23 arriva a De Ketelaere, che da due passi sigla il primo gol della sua carriera a un Mondiale. C’è solo il Belgio nella prima mezz’ora, ma a sorpresa al 31′ arriva il pareggio dei padroni di casa. Punizione di Tillman, deviazione di testa di Vanaken, entrato da dieci minuti al posto dell’infortunato Onana, e pallone che sorprende Courtois infilandosi in porta. Bastano due minuti al Belgio, però, per tornare avanti. Cross di Trossard che stavolta raggiunge il centro dell’area, dove c’è nuovamente un De Ketelaere formato bomber, bravo a saltare di testa battendo Freese per il 2-1. Gli Usa guadagnano campo in avvio di ripresa, pur non creando particolari pericoli. A pungere, invece, è il Belgio, che al 57′ trova il terzo gol. Lancio lungo di Mechele dalle retrovie, Freese esce per anticipare De Ketelaere, ma si addormenta col pallone tra i piedi facendoselo strappare dall’attaccante dell’Atalanta; la sfera arriva a Vanaken, che vede la porta vuota e dalla distanza firma il 3-1. Nel finale la squadra di Pochettino si riversa in avanti nel tentativo di salvare la partita, ma nel recupero arriva anche il 4-1 di Lukaku. Il Belgio vola ai quarti e si prepara ad affrontare la Spagna, gli Usa salutano il torneo.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Le tensioni tra Donald Trump, Giorgia Meloni e l’Europa attraversano quasi tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali. Il vertice Nato di Ankara, il caso della squalifica annullata al calciatore americano Balogun e la nuova escalation in Ucraina sono i temi dominanti. Accanto alla politica internazionale, spazio all’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci, con Valter Lavitola indagato come presunto mandante.
Cronaca e politica
Il Corriere della Sera apre con “Vertice Nato, il gelo di Meloni verso Trump”, sottolineando il clima teso tra la premier italiana e il presidente americano alla vigilia del summit di Ankara. In evidenza anche l’appello di Zelensky dopo la pioggia di missili russi sull’Ucraina e il caso Ranucci, con Lavitola indicato dagli inquirenti come possibile mandante dell’attentato.
Sullo stesso fronte, La Repubblica titola “Trump, mani sui mondiali”: il presidente Usa avrebbe ammesso di aver chiamato Gianni Infantino per chiedere la revoca della squalifica al giocatore americano Balogun. La vicenda diventa un caso politico e sportivo internazionale, con il calcio europeo contro il numero uno della Fifa. In taglio centrale anche i timori di Meloni per l’incontro con Trump ad Ankara.
La Stampa insiste sullo stesso tema con “Trump, i timori di Meloni” e definisce il caso Balogun “Il fallaccio di Donald”. Il quotidiano torinese affianca alla diplomazia anche la cronaca: in primo piano l’inchiesta sull’attentato al giornalista di Rai 3 Sigfrido Ranucci, con perquisizioni a casa dell’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola.
Il Messaggero apre con “Gelo tra Meloni e Trump”, mettendo insieme vertice Nato, sfida di Putin e nuova strage a Kiev. In evidenza anche lo “scandalo Mondiali” e l’imbarazzo nei rapporti tra Stati Uniti e alleati. A Roma, intanto, il giornale segnala il caos sui bus scoperti nel centro direzionale svenduto per pochi euro.
Più aggressivi i quotidiani di area centrodestra. Il Giornale titola “Nato per sfasciare tutto”, accusando Trump di aver aperto una guerra nel calcio dopo il caso Fifa e di arrivare ad Ankara per un confronto durissimo con i leader europei. Libero sceglie “Espulso”, con una caricatura di Trump e Meloni in campo: il quotidiano parla di pressioni americane sui Mondiali e di attacchi alla premier prima del vertice Nato. La Verità concentra invece l’apertura sull’aggressione di Milano, con il titolo “Sono criminali, non matti! E bisogna rimandarli a casa”, e affianca la notizia al caso Trump-Infantino.
Sul Fatto Quotidiano il titolo principale è “Non hanno pane? Mangino cannoni”, con una critica al vertice Nato, alle nuove spese militari e al ruolo europeo. In apertura anche lo scontro interno al Pd sulle preferenze e il caso del “patentino antifascista” per la fiera “Più libri più liberi”.
Economia
Il Sole 24 Ore apre con un tema economico-amministrativo: “Effetto Pnrr, ora la Pa paga le fatture con 16,1 giorni di anticipo medio”. Il quotidiano economico sottolinea il miglioramento nei tempi di pagamento della Pubblica amministrazione, pur segnalando ritardi persistenti tra fornitori di beni e servizi.
In evidenza anche il settore della difesa, con “Fincantieri, poker di M&A per il polo della subacquea”, e il dossier sul debito pubblico: il Tesoro prepara nuove emissioni in dollari. Tra gli altri temi economici, Sky compra parte di Tivùsat, Marchesini oltre i 600 milioni di ricavi e il mondo degli pneumatici e yacht che torna a puntare sull’Italia.
Sempre sul fronte imprese, il Sole segnala l’intervento di Confindustria: il presidente Orsini chiede di “mettere in sicurezza la crescita e il futuro del Paese”. Spazio anche ai trasporti, con il caos ferroviario tra disagi a Firenze e circolazione in tilt a Milano Centrale.
Sport
Lo sport è dominato dal caso Mondiali e dalla fine dell’avventura di Cristiano Ronaldo. Il Corriere dello Sport apre con “È finita, Cris”: la Spagna batte il Portogallo 1-0 al 91’ e chiude l’epoca d’oro di CR7, in lacrime e probabilmente al suo ultimo Mondiale. In taglio alto, il quotidiano parla anche di “Fifa ai quarti” e del caso Infantino-Trump-Balogun.
La Gazzetta dello Sport titola “Il Mondiale preso a calci”, parlando apertamente di scandalo per il rosso cancellato a Balogun. Il giornale mette insieme la bufera politica e sportiva, le proteste dell’Uefa e la vittoria della Spagna sul Portogallo. Grande spazio anche a Wimbledon: Cobolli perfetto, Paolini rinata e Sinner atteso contro Struff.
Tuttosport apre invece sul mercato: “Pellegrino mossa Juve”, con i contatti riallacciati per l’attaccante valutato 30 milioni e il Parma aperto al prestito. In prima pagina anche il titolo “Flavio e Jas, oh yes!” per Cobolli e Paolini ai quarti di Wimbledon, mentre Sinner punta alla semifinale. Spazio inoltre al caso Balogun, definito una bufera oltre ogni limite, e alla Ferrari, con la Mercedes che si innervosisce.
I principali titoli de La Provincia Pavese
La Provincia Pavese dedica l’apertura agli affitti: “Affitti +45% in 7 anni: un bollettino di guerra”. Il focus è su Pavia e sull’analisi della Uil, con il tema del caro locazioni e delle difficoltà anche per chi ha un lavoro.
Il titolo principale di cronaca è “Ceffa e Ciocca si difendono: ‘Mai corrotto nessuno’”, legato all’inchiesta che coinvolge l’ex sindaco leghista di Vigevano e l’ex eurodeputato Angelo Ciocca.
Tra gli altri titoli: a Pavia “I saldi non fanno tutti felici, i commercianti critici: mancano eventi e posteggi”; sempre a Pavia “Lissia sale nei consensi, ma in via Brichetti spunta una minaccia: Raus”; a Voghera “Cantiere terminato, l’istituto Maserati avrà la sua palestra”; a Linarolo “Scaduto il Pnrr, a rischio i fondi per il nuovo nido”.
In evidenza anche il tema universitario e tecnologico: “Quando gli ingegneri sono oro, Pavia, la Silicon Valley italiana”, con il racconto dell’alleanza tra università e imprese e dei talenti che scelgono di rientrare sul territorio.
L’articolo Radio Pavia Breakfast News – 7 luglio 2026 proviene da Pavia Uno TV.


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