Economia
Stellantis, nel primo semestre vendite nell’Ue30 a +3.8% sul 2025
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2 ore fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La prima metà del 2026 si chiude in crescita per il mercato europeo dell’auto e anche Stellantis incrementa le vendite con una crescita rispetto al 2025. Nella prima metà del 2026, infatti, Stellantis ha immatricolato 1.370.000 veicoli, con una cescita del 3,8% rispetto 2025, guadagnando una quota di mercato del 16,7%. Includendo i risultati di Leapmotor, l’aumento dei volumi sale al 7,3%, mentre la quota mercato cresce al 17,4% (+0,3 pp vs. 2025). Come sottolinea Emanuele Cappellano, COO di Enlarged Europe: “Nei primi sei mesi del 2026 abbiamo confermato il trend positivo già evidenziato da Stellantis verso la fine dell’anno scorso. Sulla scorta del nostro piano strategico FaSTLAne 2030, abbiamo consolidato la nostra leadership nei segmenti A e B del mercato europeo, dove le nostre immatricolazioni sono cresciute di 67.000 unità rispetto allo scorso anno e fino a 93.000 se includiamo le vendite Leapmotor. Analogamente Stellantis Pro One ha confermato la propria leadership nel competitivo mercato dei Veicoli Commerciali”.
Stellantis con Leapmotor è l’unico OEM tra i primi otto che incrementa la propria quota mercato nel primo semestre
Stellantis è leader nei segmenti A e B. Fiat Pandina è il best seller in Italia e Peugeot 208 in Francia. Le vendite della gamma Smart Car (Citroèn C3 Aircross, Fiat Grande Panda e Opel Frontera) sono più che raddoppiate, rafforzando la leadership nel segmento B. Fiat (+21.6%), Citroèn (+8.3%), Opel (+7.4%) e Lancia (+5.2%), sono i marchi che ottengono le migliori performance di vendita, crescendo più del mercato. Tra i mercati maggiori, Stellantis ha raggiunto buoni risultati in Germany (+7.3%), UK (+4.7%), Italia (+4.5%), Belux (+1,5%) e Spagna (+0,8%), ma brillano anche le performance di Austria (+31%), Polonia (+10,1%) e Portogallo (+5.2%). Stellantis Pro One è numero uno sul mercato dei Veicoli Commerciali Leggeri, col 28,7% di quota Stellantis è anche al primo posto nel segmento delle vetture ibride con una quota mercato del 17,3%.
– Foto ufficio stampa Stellantis –
(ITALPRESS).
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2 ore fa-
16 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A maggio 2026 si stima una crescita congiunturale più ampia per le importazioni (+1,5%) rispetto alle esportazioni (+0,2%). Il modesto incremento su base mensile dell’export è sintesi di un aumento delle vendite verso l’area extra Ue (+0,8%) e di una riduzione di quelle verso l’area Ue (-0,4%). Nel trimestre marzo-maggio 2026, rispetto al precedente, l’export cresce del 4,6%, l’import del 7,2%. Lo rileva l’Istat. “A maggio 2026 l’export cresce su base annua del 4,1% in valore mentre si riduce del 2,4% in volume”. La crescita tendenziale delle esportazioni in termini monetari è più sostenuta per i mercati extra Ue (+6,8%) rispetto a quelli Ue (+1,7%). “L’import registra una crescita tendenziale del 7,3% in valore, molto più intensa per l’area extra Ue (+15,5%) rispetto a quella Ue (+1,3%); in volume, le importazioni diminuiscono del 2,5%”.
Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export si segnalano: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+26,2%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+62,0%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+20,6) e autoveicoli (+13,9%). Si riducono su base annua le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-9,7%).
Nel periodo gennaio-maggio 2026, rileva ancora l’Istat, “l’export registra una crescita tendenziale del 3,4%, spiegata soprattutto dalle maggiori vendite di metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (+29,5%)”. L’apporto negativo maggiore deriva, invece, dalle minori esportazioni di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-4,0%) e articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti non classificati altrove (-5,3%). Il saldo commerciale a maggio 2026 è pari a +4.793 milioni di euro (era +6.103 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-5.700 milioni) è superiore rispetto a un anno prima (-3.457 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici sale da +9.560 milioni di maggio 2025 a +10.493 milioni di maggio 2026. Nel mese di maggio 2026 i prezzi all’importazione aumentano dello 0,4% su base mensile e del 6,5% su base annua (da +4,6% di aprile).
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
A giugno l’inflazione scende al 3%, i dati Istat
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2 ore fa-
16 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A giugno 2026 l’inflazione scende al +3,0% (dal +3,2% di maggio). Lo rileva l’Istat. “Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%); in accelerazione sono invece i prezzi degli Energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,2%) e non regolamentati (da +12,5% a +13,3%)”.
A giugno l’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,7% a +1,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%). Decelerano su base annua sia i prezzi dei beni (da +3,4% a +3,3%) sia quelli dei servizi (da +2,8% a +2,6%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, resta negativo passando da -0,6 a -0,7 punti percentuali. Decelerano anche i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,9% a +1,3%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,4% a +3,9%).
La variazione congiunturale dell’indice generale risente, da un lato, della diminuzione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,5%) e, dall’altro, dell’aumento di quelli dei Servizi ricreativi, culturali, e per la cura della persona (+0,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,5%). L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,6% per l’indice generale e a +1,7% per la componente di fondo.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Urso “Liberiamo le imprese dal Green Deal, a settembre altro pacchetto shock di semplificazioni”
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6 ore fa-
16 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il Pil italiano è cresciuto nella prima parte dell’anno più della media dell’Unione e molto più della Germania. La produzione industriale è in ripresa: abbiamo avuto sette mesi positivi negli ultimi dodici”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in un’intervista a La Stampa, smentendo che la crescita del Paese stia arrestando la sua corsa e delineando i prossimi passi per sostenere le aziende. Per fare fronte a una congiuntura internazionale che resta comunque complessa, il ministro indica tre mosse urgenti da attuare subito. “La prima è liberare le imprese dalla zavorra regolatoria del Green Deal. Incalziamo la Commissione perché le riforme siano attuate il prima possibile” ha affermato Urso nell’intervista, mettendo poi l’accento sui costi energetici come secondo punto chiave: “La seconda è intervenire in modo strutturale sui costi dell’energia. La produzione da fonti rinnovabili è aumentata in questi tre anni del 40 per cento, ma dobbiamo rimuovere le resistenze di alcune Regioni e avviare la produzione di energia nucleare di nuova generazione”. La terza direttrice riguarda invece gli investimenti sull’innovazione, campo in cui il governo intende muoversi su più fronti. “Con Transizione 5.0, ci sono altri dieci miliardi per l’industria. Se serviranno altre risorse, le aggiungeremo con la legge di bilancio” .
Rispetto alle richieste arrivate dal territorio di estendere le agevolazioni fiscali delle Zes (Zone economiche speciali) anche alle regioni settentrionali, il ministro ha chiarito il limite imposto dalle norme europee, indicando però una via alternativa basata sulle semplificazioni burocratiche. “La prima è estendere a tutto il Centro-Nord quanto già previsto nelle aree Zls, così da creare una Zls unica e omogenea su tutto il territorio, per quanto riguarda le procedure di semplificazione amministrativa e, ove ci fossero disponibilità di bilancio, anche alcuni incentivi economici, sempre nel rispetto delle regole europee”. La novità più rilevante per le imprese arriverà subito dopo la pausa estiva con un provvedimento ad hoc. “Presenterò il decreto Imprese a settembre con un altro ‘pacchetto shock’ di semplificazioni, soprattutto sul fronte della produzione energetica” . Lo ha annunciato il ministro a La Stampa, spiegando che l’obiettivo è definire d’intesa con le Regioni le cosiddette “aree di accelerazione industriale”.
Urso ha infine blindato la tenuta dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, escludendo l’ipotesi di elezioni anticipate e rivendicando la stabilità politica italiana rispetto al resto del continente. “Solo questo governo è in condizione di affrontare la crisi europea, anche perché le formule socialdemocratiche sono in crisi ovunque in Europa. La sinistra non ha risposte, né in Italia né altrove”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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