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Tajani “Anche Forza Italia farà sacrifici sui nomi. Il Pnrr non cambierà”

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ROMA (ITALPRESS) – In Forza Italia andranno fatti «sacrifici» in merito alle liste elettorali. Lo ammette, in un’intervista al Corriere della Sera, il vicepresidente e coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani.
«Sono tutti meritevoli i nostri uscenti – spiega – e siamo certi di poter offrire agli elettori liste molto competitive. Certo i numeri sono ridotti rispetto al passato, il taglio dei parlamentari pesa per tutti. Ma troveremo il modo di far sentire ognuno parte della squadra . Chi ci metterà la faccia anche nelle sfide difficili, sarà sostenuto, valorizzato, sia nella vita del partito che alle amministrative, alle Regionali e alle Europee».
Tajani sottolinea che “la presenza stessa di FI nella coalizione è garanzia di un profilo liberale, cristiano, garantista, europeista, atlantico. E la continuità con il Pnrr e con le cose positive fatte dal governo Draghi è fuori discussione».
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

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Tajani “Le tante crisi sono tasselli di un unico mosaico di instabilità. Target spese per la sicurezza al 5% del Pil nel prossimo decennio”

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ROMA (ITALPRESS) –Il vertice Nato di Ankara ha segnato un passaggio chiave per il futuro dell’Alleanza Atlantica, ribadendo l’unità. Lo ha fatto in un frangente storico particolarmente complesso, attraversato da una profonda instabilità del quadro internazionale tra le più critiche degli ultimi decenni, anche contro le previsioni di quanti hanno voluto vedere solo le singole prese di posizione della vigilia, perdendo di vista l’insieme”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso dell’audizione nelle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. “Come ho sempre detto, l’amicizia che ci lega agli Stati Uniti va oltre il singolo presidente, va oltre il singolo post sui social media. Sono valori, persone, imprese, legami storici e profondi”, ha aggiunto Tajani.

“La guerra di aggressione della Russia all”Ucraina continua senza tregua, colpendo indiscriminatamente, infliggendo indicibili sofferenza la popolazione civile, si sono riaccese le tensioni anche nel Golfo con le ripercussioni in tutto il Medio Oriente, nell’area del Mediterraneo allargato al Libano, le minacce degli Houthi. Non siamo davanti a crisi separate, sono tutti tasselli di un unico mosaico di instabilità che parte dall’Africa subsahariana attraverso il Mediterraneo e Medio Oriente e arriva fino al continente europeo – ha proseguito Tajani -, un quadro geopolitico in cui la diversificazione delle rotte di approvvigionamento e l’accesso alle materie prime sono diventati imperativi strategici che la crisi dello Stretto di Hormuz ha resa ancora più urgenti”.

“Il vertice di Ankara ha raggiunto il suo principale obiettivo, cioè quello di riaffermare l’unità e la coesione dell’Alleanza , solo un Occidente unito è in grado di affrontare le sfide che abbiamo di fronte. Abbiamo sempre posto questo obiettivo al centro della nostra azione, forti di una convinzione: l’Europa non può fare a meno degli Stati Uniti e gli Stati Uniti non possono fare a meno dell’Unione Europea. Un’unione che deve essere sempre più consapevole della propria forza, della propria importanza – ha aggiunto Tajani -, un’Europa capace di offrire garanzie di pace, di sicurezza per gli oltre 450 milioni di cittadini”. Per il ministro degli Esteri “la credibilità della nostra difesa collettiva dipendere dalla nostra capacità di realizzare il pilastro europeo dell’Alleanza. Abbiamo cambiato il paradigma, passando da spese per la difesa a spese per la sicurezza”.

“Abbiamo portato le spese per la sicurezza al 2,8% del Pil, intendiamo confermare il raggiungimento del 5% nel prossimo decennio, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e naturalmente delle prerogative del Parlamento. L’Italia vuole essere protagonista del percorso di rafforzamento del pilastro europeo della Nato, i nostri militari sono portatori di pace in tutte le aree strategiche che ci riguardano da vicino, dall’Africa subsahariana al Corno d’Africa, ai Balcani e Libano fino al Mar Rosso. Abbiamo una grande industria della sicurezza, con competenze di assoluta eccellenza, le nostre imprese hanno tutte le carte in regola per contribuire a rafforzare la sicurezza del nostro paese e dell’intera Alleanza Atlantica”, ha aggiunto Tajani. “Ad Ankara sono stati annunciati accordi industriali tra alleati per più di 50 miliardi di dollari e l’Italia, parteciperà a molti di questi progetti , con effetti positivi su tutto il comparto industriale dei grandi gruppi, delle piccole e medie imprese”, ha spiegato.

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“La settimana scorsa ho partecipato al vertice di Parigi della coalizione dei volenterosi, al nome del governo ho anche aderito alla nuova coalizione contro i missili balistici. E’ un’iniziativa chiave, un primo passo importante nella costruzione di una difesa europea e l’Italia, è tra i paesi promotori di questo progetto, insieme ai principali partner dell’Unione Europea al Regno Unito e all’Ucraina. ha aggiunto Tajani -. L’obiettivo è mettere a sistema competenze tecnologie e capacità industriali per sviluppare una risposta europea più efficace nel settore della difesa anti missilistica, in primis, per quanto riguarda l’Ucraina, e poi in prospettiva per altre situazioni”.

– Foto Ipa Agency –
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Cortei, Salvini “Maggioranza sia compatta su garanzia per pagare i danni”. Sulla legittima difesa: “Nessuno invoca far west, ma estendere il perimetro”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non capisco come si possa essere contrati a una norma quasi banale, di buon senso. Chi organizza un evento pubblico risponde di quello che accade durante quell’evento, può essere un concerto, una manifestazione sportiva o una manifestazione di piazza. Se durante una manifestazione di piazza vengono feriti 60 poliziotti, vengono bruciate macchine, si assaltano banche, deve pagare la collettività? Deve pagare chi organizza la manifestazione e non è in grado di garantire la sicurezza”. Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a “Start” su Sky Tg24. “Conto che la maggioranza sia compatta su questo. Chi organizza una manifestazione deve presentare al prefetto una garanzia economica, per eventuali risarcimenti in caso di danni. Chi fa le manifestazioni tranquille non ha nulla da temere, non paga un euro”, ha aggiunto.

“Nessuno invoca il far west o la giustizia personale. Nel caso di Roggero si invoca comprensione umana per persona che ha subito l’ennesima rapina, con la vita di sua moglie e sua figlia messa in pericolo, e ha reagito. Merita 14 anni di carcere? Secondo me no. La legge sulla legittima difesa già ha evitato carcere e sofferenza a tante persone, dobbiamo ragionare su come estendere il perimetro e come valutare anche lo shock di chi subisce una rapina e reagisce. Ci sono anche modi alternativi al carcere per scontare una pena: gli arresti domiciliari o l’affidamento ai servizi sociali”, ha aggiunto.

“Le compagnie non segnalano problemi o mancanze”. Così rispondendo a una domanda su eventuali problemi per il rifornimento di carburante per le compagnie aeree a causa della crisi in Iran.

“Quando si attaccano le forze dell’ordine non faccio nessun passo indietro. Quando si mette in pericolo la vita di chi rischia quotidianamente la vita” per la tutela della sicurezza degli italiani “faccio otto passi in avanti. C’è chi sbaglia anche in divisa, in ospedale o al ministero, però non accetto che le forze dell’ordine vengano infangate”. “Che si debba capire cosa ha portato alla tragica morte” di Fakir “è fuori discussione. Ci sono anche le bodycam speriamo che in fretta venga spiegato innanzitutto ai familiari e poi a tutti gli italiani cosa è successo”.

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Fakir, Meloni “Irresponsabile l’idea del sindaco Lepore di chiamare la piazza all’indomani della tragedia”

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MILANO (ITALPRESS) – “Ho trovato irresponsabile l’idea del sindaco Lepore di chiamare la piazza all’indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le eventuali responsabilità. Era evidente che quella scelta sarebbe suonata come una condanna a priori delle forze dell’ordine e un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuco Bologna, alimentare lo scontro sociale, aggredire la polizia e seminare violenza in città”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, intervistata da “il Giornale”.

“Fa molto riflettere, poi, che la sinistra non sia mai scesa in piazza per esprimere solidarietà in occasione del decesso in servizio di un agente delle forze dell’ordine” ha aggiunto.

A proposito invece del caso Roggero, Meloni ha detto “E’ evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c’è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate. Non si possono dare otto anni a un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto dei propri giorni in carcere, perché ha reagito a una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia. Come si può chiedere a un comune cittadino di avere, in un contesto di alto pericolo, stress e picchi emotivi, il sangue freddo necessario per capire quando è venuto meno il pericolo, o che la minaccia è cessata? Sono situazioni difficili da gestire anche per i professionisti addestrati a questo, figuriamoci per un normale cittadino. Non si può non tenere minimamente conto di questo”.

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