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Cronaca

“Caso Sinner” resta aperto, Wada ancora in tempo per ricorso

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ROMA (ITALPRESS) – Non trova pace, Jannik Sinner, almeno fuori dal campo. Sembrava avesse tempo fino alla mezzanotte di ieri la Wada, l’Agenzia Mondiale Antidoping, per ricorrere contro la decisione del tribunale indipendente, dopo l’inchiesta avviata dall’Itia (International Tennis Integrity Agency), di “assolvere” Jannik Sinner dall’accusa di doping dopo le tracce (irrisorie) di Clostebol riscontrate nelle urine del 23enne fuoriclasse altoatesino in un controllo svolto a Indian Wells il 10 marzo e in un altro test effettuato la settimana successiva. Questo perchè era idealmente fissato a questa notte il termine dei 21 giorni per presentare ricorso al Tas di Losanna, scaduto il quale si poteva parlare di caso ufficialmente chiuso con un proscioglimento. Lo stesso azzurro, dopo il trionfo agli Us Open, aveva rimarcato il periodo difficile vissuto a causa di una vicenda subito chiarita e che ha portato al licenziamento dal suo staff del preparatore atletico Umberto Ferrara e del fisioterapista Giacomo Naldi.
Invece, le acque attorno al numero 1 della classifica mondiale restano agitate, almeno da questo punto di vista. Questo perchè la Wada ha richiesto sul “caso” materiale aggiuntivo all’Itia. Materiale che è pervenuto all’Agenzia Mondiale Antidoping solo la settimana scorsa. Così la Wada ha in teoria altre due settimane per appellarsi al Tas di Losanna: i 21 giorni per presentare ricorso, secondo un comma dell’articolo 13.2 del Codice Antidoping, partono infatti dalla data di ricezione di tutto il materiale e non dalla data della sentenza del tribunale indipendente.
“L’esame di questo caso da parte della Wada è in corso. Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito”, ha risposto all’Italpress l’Agenzia Mondiale Antidoping. Nessuna notizia in merito, invece, dal Tas che, sempre all’Italpress, fa sapere di non aver ricevuto “un ricorso da parte della Wada in relazione a questa vicenda”. “Il Tas non può commentare il termine per presentare un ricorso e se questo sia scaduto o meno, poichè solo l’organismo che ha emesso la decisione può confermare la scadenza”, hanno precisato da Losanna.
Di certo, tutto è ancora da decidere, con la Wada che ha richiesto all’Itia ulteriori documenti in merito. Un nuovo countdown è iniziato per capire se il “caso Sinner” possa finire realmente al più presto nel dimenticatoio.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Cronaca

Addio a Bonnie Tyler, la cantante di “Total Eclipse of the Heart” aveva 75 anni

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ROMA (ITALPRESS) – E’ morta a 75 anni la cantante Bonnie Tyler. L’annuncio è stato dato sui social dalla famiglia e dal team: “Abbiamo il cuore spezzato nell’annunciare che Bonnie è deceduta inaspettatamente la scorsa notte in ospedale in Portogallo a causa della malattia per cui era in cura. A breve rilasceremo un’ulteriore dichiarazione ma per ora chiediamo privacy per affrontare questa tragedia”. Pseudonimo di Gaynor Hopkins, era nata a Swansea l’8 giugno 1951. Interprete di brani di grande successo come Total Eclipse of the Heart e It’s a Heartache, che da soli hanno venduto circa 12 milioni di copie, nella sua carriera ha pubblicato 20 album. Nel 2013, dopo quasi 40 anni di attività artistica, ha rappresentato il Regno Unito all’Eurovision Song Contest con il brano Believe in Me.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Il Consiglio di Stato respinge l’appello della Fnob e dà ragione a Rossetto, può accedere alle fonoregistrazioni

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MILANO (ITALPRESS) – Dopo il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, anche il Consiglio di Stato ha respinto l’appello della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), confermando integralmente la decisione che riconosce il diritto di Rudy Alexander Rossetto ad accedere alle fonoregistrazioni della seduta del Comitato Centrale del 1° luglio 2025.

“Una doppia vittoria giudiziaria – si legge in una nota – che rafforza il principio della trasparenza amministrativa e rappresenta un importante precedente per tutti gli iscritti che intendano esercitare il proprio diritto di accesso agli atti, comprese le registrazioni delle riunioni quando ne ricorrano i presupposti previsti dalla legge”.

“In questi mesi ho subito attacchi personali, un procedimento disciplinare ancora pendente e un lungo contenzioso – afferma Rossetto, ex Presidente dell’Ordine dei Biologi della Lombardia -. Sarebbe stato più semplice fermarsi. Ho scelto invece di andare avanti, assumendomi personalmente ogni responsabilità e sostenendo di tasca mia tutte le spese legali necessarie per difendere un principio che ritengo fondamentale: il diritto alla trasparenza. Oggi, per la seconda volta, la giustizia amministrativa mi dà ragione”.

Tar e Consiglio di Stato hanno affermato che il diritto di accesso alle registrazioni richieste da Rossetto doveva essere riconosciuto. “Io ho affrontato questa battaglia con risorse personali. La FNOB ha invece scelto di difendere la propria posizione fino al Consiglio di Stato utilizzando le risorse dell’Ente, alimentate dai contributi che gli Ordini territoriali versano per ogni iscritto. È una scelta legittima, ma credo che ogni Biologo abbia il diritto di conoscere come vengono impiegate anche queste risorse”.

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In entrambi i gradi di giudizio, il giudice ha disposto la compensazione delle spese tra le parti. “Questa non è la vittoria di Rudy Rossetto. È una vittoria di ogni Biologo che ritiene che le istituzioni debbano essere trasparenti e che i diritti riconosciuti dalla legge vadano tutelati, anche quando questo significa affrontare anni di contenzioso. La giustizia continua il proprio corso. Io continuerò a fare lo stesso. Due giudici amministrativi su due hanno riconosciuto le mie ragioni su questo punto. Le sentenze restano. E rappresentano un principio destinato ad andare oltre la mia vicenda personale”, conclude.

-Foto ufficio stampa Dott. Rudy Alexander Rossetto-
(ITALPRESS).

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Cronaca

Sequestrati al porto di Gioia Tauro 113 kg di cocaina

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REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato presso il Porto di Gioia Tauro un ingente carico di circa 113 chilogrammi di cocaina purissima proveniente dall’America del Sud. Sulla base delle risultanze informative emerse nel corso del monitoraggio dell’area portuale e del controllo sulla movimentazione dei container, i finanzieri e i funzionari dell’Ufficio doganale hanno sottoposto a ispezione una sospetta partita di pellet proveniente dall’America Latina.
L’ispezione ha consentito di scoprire, all’interno del container selezionato, il notevole quantitativo di cocaina sottoposto a sequestro. Inferto un duro colpo ai sodalizi criminali che avrebbero beneficiato della ragguardevole fornitura di stupefacente, in quanto la partita di droga sequestrata, una volta immessa sul mercato, avrebbe potuto fruttare alle organizzazioni criminali destinatarie un introito di circa 20 milioni. A partire dal 2025, nel porto di Gioia Tauro, la Guardia di finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno sequestrato oltre 4,5 tonnellate di cocaina.

– foto Guardia di finanza –
(ITALPRESS).

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