Cronaca
Fifa “La Russia giocherà in campo neutro, niente inno e bandiera”
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4 anni fa-
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Redazione
ZURIGO (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Nessuna competizione internazionale potrà essere giocata in territorio russo, con le partite “casalinghe” che saranno disputate in campo neutro e senza spettatori; inoltre, la Russia non potrà partecipare con il suo nome, ma sotto la denominazione “Football Union of Russia (RFU)”. E ancora, nessuna bandiera o inno della Russia verrà utilizzato nelle partite a cui partecipano squadre della Federcalcio russa. A stabilire all’unanimità “le prime misure immediate” in merito al conflitto in Ucraina l’Ufficio di presidenza del Consiglio Fifa, “in linea con le raccomandazioni del Comitato Olimpico Internazionale”.
In una lunga nota, la Fifa ribadisce la sua condanna “dell’uso della forza da parte della Russia nell’invasione dell’Ucraina. La violenza non è mai una soluzione e la Fifa esprime la sua più profonda solidarietà a tutte le persone colpite da ciò che sta accadendo in Ucraina”. La Federcalcio internazionale chiede ancora una volta “l’urgente ripristino della pace e l’avvio immediato di un dialogo costruttivo”, “rimane in stretto contatto con la Federcalcio ucraina e con i membri della comunità calcistica ucraina che hanno chiesto supporto per lasciare il Paese fintanto che l’attuale conflitto persiste”.
La Federazione guidata da Gianni Infantino “continuerà il suo dialogo in corso con il Cio, la Uefa e altre organizzazioni sportive per determinare eventuali misure o sanzioni aggiuntive, inclusa una potenziale esclusione dalle competizioni, che saranno applicate nel prossimo futuro se la situazione non dovesse migliorare rapidamente”. Viene poi sottolineato come l’intero movimento sportivo “debba essere unito nelle sue decisioni” su questo argomento e che lo sport debba “continuare a essere un vettore di pace e speranza”.
Per quanto riguarda le prossime qualificazioni ai Mondiali, la
Fifa “ha preso atto delle posizioni espresse tramite i social
media dalla Federcalcio polacca, dalla Federcalcio ceca e dalla
Federcalcio svedese e ha già avviato un dialogo con tutte queste
associazioni calcistiche”. “La Fifa rimarrà in stretto contatto
per cercare di trovare insieme soluzioni appropriate e
accettabili”.
E’ dura però la risposta della Federcalcio polacca, espressa via Twitter dal presidente Cezary Kulesza, secondo cui “la decisione odierna della Fifa è per noi inaccettabile. Non siamo interessati al gioco delle apparenze. La nostra posizione rimane la stessa: la Polonia non giocherà contro la Russia nello spareggio, indipendentemente dal nome della squadra russa”.
(ITALPRESS).
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Cronaca
Al via la rifunzionalizzazione del villaggio olimpico di Milano, assegnato il 65% dei posti letto
Pubblicato
1 ora fa-
2 Aprile 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il Villaggio Olimpico di Milano sviluppato da Coima e progettato per diventare lo studentato convenzionato più grande l’Italia con oltre 1.700 posti letto, in occasione della riconsegna da parte di Fondazione Milano Cortina 2026 delle stanze utilizzate durante i Giochi, dopo il successo olimpico avvia il processo di rifunzionalizzazione in studentato.
In soli sei mesi dall’avvio delle prenotazioni, il 65% dei posti letto della struttura è già stato assegnato attraverso accordi raggiunti con le università e richieste dirette tramite sito web. Inoltre, grazie ai contributi di CDP Real Asset SGR e del MUR (Ministero dell’Università e Ricerca), che ha confermato l’idoneità del Villaggio rispetto ai requisiti del Decreto Ministeriale n. 481 del 26 febbraio 2024 per la realizzazione di nuovi posti letto nelle residenze universitarie, 450 posti letto presentano tariffe agevolate e per il 30% di questi (135 posti letto) viene introdotta una tariffa di 250 euro al mese.Nel corso delle settimane olimpiche, gli spazi del Villaggio si sono configurati come un punto di incontro multiculturale, accogliendo più di 1.000 atleti olimpici e paralimpici provenienti da oltre 40 delegazioni internazionali e vincitori di numerose medaglie. Attraverso i social media, in molti hanno condiviso feedback positivi sulla qualità della permanenza: dal comfort delle camere e dei letti alla funzionalità dei servizi, dall’organizzazione degli spazi comuni dedicati alla socialità e al riposo, fino alla cura degli arredi e dei dettagli progettuali.
L’armonia di questi elementi, che ha contribuito a creare un ambiente funzionale a una preparazione sportiva di alto livello, ha consolidato l’immagine di una Milano moderna, efficiente e capace di offrire standard in linea con le aspettative della comunità olimpica internazionale. Oggi, dopo la riconsegna delle stanze da parte della fondazione Milano Cortina, prende avvio la riconversione del Villaggio in studentato, la più veloce nella storia degli eventi temporanei in Italia e una delle più rapide al mondo (4 mesi da aprile a luglio).
L’obiettivo è di aprire la futura residenza ad agosto, in tempo per l’avvio dell’anno accademico 2026/27, e raggiungere la piena occupazione della struttura già a settembre 2026. Gli interventi di rifunzionalizzazione prevedono, all’esterno, i lavori di accesso veicolare e pedonale, la realizzazione dei campi sportivi, l’integrazione degli spazi destinati a verde e degli elementi di arredo urbano. Inoltre, sin dall’inizio della progettazione, i piani terra sono stati ideati tenendo conto della configurazione post Olimpiadi per minimizzare costi e sprechi. Infatti, i circa 10.000 mq adibiti a servizi per gli atleti, che comprendono spazi dedicati a palestra, coworking, ristorazione e strutture medico-sanitarie, saranno destinati a attività e servizi che possano contribuire all’attivazione del quartiere e dello studentato.
All’interno del Villaggio verranno invece completati gli arredi, in particolare delle camere (con inserimento di scrivanie e sedie, non necessarie durante i Giochi), e i lavori di riconversione di lobby e spazi comuni (inclusi cucine, sale studio o aree relax). Il futuro studentato, con i suoi 1.700 posti letto, contribuirà a coprire il 6% del fabbisogno di posti letto per studenti della città di Milano, ad oggi stimato in 30mila unità a fronte di una popolazione complessiva di 200mila studenti. L’intervento è infatti uno degli investimenti simbolo del fondo Coima ESG City Impact (“Fondo Impact”), tra i primi in Italia strutturati secondo i principi dell’impact investing. Il Fondo si pone, quindi, l’obiettivo di generare simultaneamente ritorni finanziari, ambientali e sociali sulla base di target quantitativi definiti ex ante, all’interno di una strategia che privilegia la riqualificazione di aree già urbanizzate e la realizzazione di edifici fossil fuel free, nZEB e in Classe energetica A. Dal 2020 il Fondo ha mobilitato capitali complessivi per circa 5 miliardi di euro attraverso partnership strategiche e coinvestimenti e si è affermato a livello globale per la performance ESG, risultando Global Sector Leader nel benchmark GRESB con 99/100 e 5 stelle.
Avviata il 30 settembre 2025 tramite il sito web e le interlocuzioni con le università del territorio, l’assegnazione dei posti letto del Villaggio ha già raggiunto il 65% del totale, come segue: 135 posti DSU (Diritto allo Studio) in convenzionamento con università pubbliche, 730 posti letto all’Università Bocconi e 245 posti letto tramite registrazioni pervenute direttamente attraverso il sito www.villaggio.coima.com. Dei 450 posti a tariffe agevolate già previsti, il 30% (135 unità) vengono offerti a una tariffa ulteriormente agevolata di circa 250 euro al mese (IVA e servizi inclusi) a seguito della conferma dell’idoneità del Villaggio rispetto ai requisiti del bando MUR (Ministero dell’Università e Ricerca). Le stanze sono in corso di convenzionamento con gli atenei statali di Milano. Tutti i posti letto includono i servizi necessari per garantire sicurezza, comfort e socialità: sorveglianza h 24, 670 telecamere, portineria 7/7, 425 locker, pulizie, 6 locali lavanderia, tutte le utenze incluso WiFi, 1.000 posti bici coperti, 42 cucine 2 palestre, 42 sale studio e sale hobby (es. auditorium, cinema, musica e meditazione). Il Villaggio è uno studentato privato che rientra nella quota di edilizia residenziale sociale (ERS) prevista nel quartiere di Scalo Romana e, come tale, prevede un sistema di tariffe calmierate attraverso una convenzione con il Comune di Milano.
In particolare, i prezzi sono stati calcolati per coprire il costo di realizzazione dell’opera garantendo agli investitori di lungo termine che hanno investito nel progetto (es. casse di previdenza, fondi pensione, fondazioni bancarie) un rendimento del 5%, solo marginalmente superiore al rendimento dei BTP decennali malgrado un profilo di rischio dell’investimenti sostanzialmente maggiore. Le tariffe dello studentato, tutte convenzionate, sono differenziate in funzione della tipologia di stanza (singola o doppia) e includono l’IVA e tutti i servizi legati a sicurezza, comfort e socialità. La tariffa media complessiva di 864 euro al mese (IVA e servizi inclusi) è del 25% inferiore alla media di mercato milanese riferita alle locazioni comprensive di servizi (1.150 euro al mese[2]). Inoltre, grazie ai contributi del Fondo Nazionale dell’Abitare Sociale (FNAS) di CDP Real Asset e del Ministero dell’Università e Ricerca (MUR), i posti letto a tariffa agevolata sono stati triplicati rispetto alla quota iniziale, raggiungendo 450 unità con un costo medio a posto letto di 592 euro al mese (IVA e servizi inclusi), di cui il 30% (pari a 135 posti letto) destinato al Diritto allo Studio (DSU), al costo di circa 250 euro/mese. Per l’accesso ai posti letto a tariffa agevolata ordinaria sarà richiesta la certificazione ISEE inferiore a 44 mila euro/anno; per i posti letto DSU saranno applicati dagli atenei pubblici i criteri specificamente previsti per questa tipologia di posti letto.
Progettato come campus aperto e connesso al quartiere per diventare parte integrante della città dopo i Giochi, lo studentato di Scalo Romana è stato completato in soli 30 mesi grazie alla stretta collaborazione e integrazione di filiera, costituita da fornitori e know how italiani, selezionati tramite un rigoroso processo di valutazione delle performance di sostenibilità, al fine di realizzare un progetto nel pieno rispetto dei requisiti nZEB (Nearly Zero Energy Building, alta efficienza energetica e consumi ridotti). Il Villaggio risiede nel nuovo quartiere Scalo Romana che coprirà, fra studentato e abitazioni, il fabbisogno abitativo in edilizia residenziale sociale ed edilizia residenziale pubblica di oltre 2.500 persone, contribuendo concretamente al Piano Casa del Comune di Milano e al piano abitativo sostenibile promosso da Confindustria. Oltre ai posti letto convenzionati dello studentato, verranno infatti realizzate circa 320 unità abitative in edilizia sociale o convenzionata nell’ambito dell’accordo quadro siglato tra COIMA e CCL (Consorzio Cooperative Lavoratori), di cui 220 in edilizia convenzionata ordinaria (con costi di assegnazione inferiori a 4.000 €/mq) che finanzieranno circa 100 alloggi in edilizia residenziale pubblica (ERP, con canone di locazione medio di circa 30 €/mq anno).
La partnership tra CCL e COIMA mira a contribuire alla definizione di un nuovo modello imprenditoriale, urbanistico e finanziario in ambito residenziale finalizzato alla realizzazione di interventi immobiliari con prezzi e canoni accessibili, ma allo stesso tempo pienamente integrati nella realtà di quartiere: un obiettivo che verrà perseguito mediante la creazione di contesti residenziali dove le componenti di edilizia libera, convenzionata e sociale popolare coesisteranno armonicamente, esprimendo un canone estetico omogeneo a livello architettonico attraverso il coinvolgimento di giovani professionisti emergenti.
– Foto ufficio stampa SEC –
(ITALPRESS).
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Al via la rifunzionalizzazione del villaggio olimpico di Milano, assegnato il 65% dei posti letto
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1 ora fa-
2 Aprile 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il Villaggio Olimpico di Milano sviluppato da Coima e progettato per diventare lo studentato convenzionato più grande l’Italia con oltre 1.700 posti letto, in occasione della riconsegna da parte di Fondazione Milano Cortina 2026 delle stanze utilizzate durante i Giochi, dopo il successo olimpico avvia il processo di rifunzionalizzazione in studentato.
In soli sei mesi dall’avvio delle prenotazioni, il 65% dei posti letto della struttura è già stato assegnato attraverso accordi raggiunti con le università e richieste dirette tramite sito web. Inoltre, grazie ai contributi di CDP Real Asset SGR e del MUR (Ministero dell’Università e Ricerca), che ha confermato l’idoneità del Villaggio rispetto ai requisiti del Decreto Ministeriale n. 481 del 26 febbraio 2024 per la realizzazione di nuovi posti letto nelle residenze universitarie, 450 posti letto presentano tariffe agevolate e per il 30% di questi (135 posti letto) viene introdotta una tariffa di 250 euro al mese.Nel corso delle settimane olimpiche, gli spazi del Villaggio si sono configurati come un punto di incontro multiculturale, accogliendo più di 1.000 atleti olimpici e paralimpici provenienti da oltre 40 delegazioni internazionali e vincitori di numerose medaglie. Attraverso i social media, in molti hanno condiviso feedback positivi sulla qualità della permanenza: dal comfort delle camere e dei letti alla funzionalità dei servizi, dall’organizzazione degli spazi comuni dedicati alla socialità e al riposo, fino alla cura degli arredi e dei dettagli progettuali.
L’armonia di questi elementi, che ha contribuito a creare un ambiente funzionale a una preparazione sportiva di alto livello, ha consolidato l’immagine di una Milano moderna, efficiente e capace di offrire standard in linea con le aspettative della comunità olimpica internazionale. Oggi, dopo la riconsegna delle stanze da parte della fondazione Milano Cortina, prende avvio la riconversione del Villaggio in studentato, la più veloce nella storia degli eventi temporanei in Italia e una delle più rapide al mondo (4 mesi da aprile a luglio).
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All’interno del Villaggio verranno invece completati gli arredi, in particolare delle camere (con inserimento di scrivanie e sedie, non necessarie durante i Giochi), e i lavori di riconversione di lobby e spazi comuni (inclusi cucine, sale studio o aree relax). Il futuro studentato, con i suoi 1.700 posti letto, contribuirà a coprire il 6% del fabbisogno di posti letto per studenti della città di Milano, ad oggi stimato in 30mila unità a fronte di una popolazione complessiva di 200mila studenti. L’intervento è infatti uno degli investimenti simbolo del fondo Coima ESG City Impact (“Fondo Impact”), tra i primi in Italia strutturati secondo i principi dell’impact investing. Il Fondo si pone, quindi, l’obiettivo di generare simultaneamente ritorni finanziari, ambientali e sociali sulla base di target quantitativi definiti ex ante, all’interno di una strategia che privilegia la riqualificazione di aree già urbanizzate e la realizzazione di edifici fossil fuel free, nZEB e in Classe energetica A. Dal 2020 il Fondo ha mobilitato capitali complessivi per circa 5 miliardi di euro attraverso partnership strategiche e coinvestimenti e si è affermato a livello globale per la performance ESG, risultando Global Sector Leader nel benchmark GRESB con 99/100 e 5 stelle.
Avviata il 30 settembre 2025 tramite il sito web e le interlocuzioni con le università del territorio, l’assegnazione dei posti letto del Villaggio ha già raggiunto il 65% del totale, come segue: 135 posti DSU (Diritto allo Studio) in convenzionamento con università pubbliche, 730 posti letto all’Università Bocconi e 245 posti letto tramite registrazioni pervenute direttamente attraverso il sito www.villaggio.coima.com. Dei 450 posti a tariffe agevolate già previsti, il 30% (135 unità) vengono offerti a una tariffa ulteriormente agevolata di circa 250 euro al mese (IVA e servizi inclusi) a seguito della conferma dell’idoneità del Villaggio rispetto ai requisiti del bando MUR (Ministero dell’Università e Ricerca). Le stanze sono in corso di convenzionamento con gli atenei statali di Milano. Tutti i posti letto includono i servizi necessari per garantire sicurezza, comfort e socialità: sorveglianza h 24, 670 telecamere, portineria 7/7, 425 locker, pulizie, 6 locali lavanderia, tutte le utenze incluso WiFi, 1.000 posti bici coperti, 42 cucine 2 palestre, 42 sale studio e sale hobby (es. auditorium, cinema, musica e meditazione). Il Villaggio è uno studentato privato che rientra nella quota di edilizia residenziale sociale (ERS) prevista nel quartiere di Scalo Romana e, come tale, prevede un sistema di tariffe calmierate attraverso una convenzione con il Comune di Milano.
In particolare, i prezzi sono stati calcolati per coprire il costo di realizzazione dell’opera garantendo agli investitori di lungo termine che hanno investito nel progetto (es. casse di previdenza, fondi pensione, fondazioni bancarie) un rendimento del 5%, solo marginalmente superiore al rendimento dei BTP decennali malgrado un profilo di rischio dell’investimenti sostanzialmente maggiore. Le tariffe dello studentato, tutte convenzionate, sono differenziate in funzione della tipologia di stanza (singola o doppia) e includono l’IVA e tutti i servizi legati a sicurezza, comfort e socialità. La tariffa media complessiva di 864 euro al mese (IVA e servizi inclusi) è del 25% inferiore alla media di mercato milanese riferita alle locazioni comprensive di servizi (1.150 euro al mese[2]). Inoltre, grazie ai contributi del Fondo Nazionale dell’Abitare Sociale (FNAS) di CDP Real Asset e del Ministero dell’Università e Ricerca (MUR), i posti letto a tariffa agevolata sono stati triplicati rispetto alla quota iniziale, raggiungendo 450 unità con un costo medio a posto letto di 592 euro al mese (IVA e servizi inclusi), di cui il 30% (pari a 135 posti letto) destinato al Diritto allo Studio (DSU), al costo di circa 250 euro/mese. Per l’accesso ai posti letto a tariffa agevolata ordinaria sarà richiesta la certificazione ISEE inferiore a 44 mila euro/anno; per i posti letto DSU saranno applicati dagli atenei pubblici i criteri specificamente previsti per questa tipologia di posti letto.
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– Foto ufficio stampa SEC –
(ITALPRESS).
Ospitiamo la riflessione di Don Pietro Sacchi, sacerdote orionino della chiesa di San Pietro Apostolo di Voghera.
Anche quest’anno ci è dato di percorrere i tratti della vita di Gesù attraverso l’anno liturgico, nello scrutare le Sacre Scritture. Esse ci donano il loro lume se diventano vita, riflettendosi nelle sue pieghe, soprattutto le più pesanti e dolorose. Siamo sfiniti dai lutti, dai tradimenti subiti e dai fallimenti. La fatica nelle relazioni, i problemi sul lavoro o con la scuola segnano la nostra condizione interiore, generando la mappa delle nostre cicatrici che raramente mostriamo a qualcuno, affondando un po’ alla volta nelle nostre voragini interiori. Spesso affoghiamo negli eventi edonistici che anestetizzano, coprono e facilitano mille rimozioni di ciò che in noi non è accettabile né affrontabile…
Come capire la follia di un Dio che si incarna ed offre la sua vita per noi in modo così cruento come ha fatto Gesù, aderendo a modelli autocentrati la cui unica preoccupazione rimane la salvaguardia di sé nelle mille scappatoie che la vita offre?
Come far calare questa Parola nella nostra esperienza di vita ferita, che spesso è quella che ci allontana da Lui e da noi stessi? Come comprendere tale linguaggio nel tempo più edonista di sempre: “la tua vita per me vale più della mia”?
Viviamo in un’epoca in cui la dignità è sostituita da una sorta di “pedigree sociale”, misurabile attraverso parametri dalle diverse sfumature che hanno la pretesa di definirci nel bene e nel male, cucendoci addosso una versione accettabile di noi entro determinati confini, fuori dai quali non esiste più misura né alfabeto per definirci…
Devi poter dimostrare l’efficacia delle tue performance e il guadagno che ne deriva, la tua affermazione nel contesto lavorativo, i tuoi successi-trofeo nelle relazioni affettive, i tuoi passatempi acculturati, tutto in una “sana” competitività vincente, e la stima che gli altri nutrono per te dev’essere quantificabile anche virtualmente… oppure non sei più “visibile”, sei socialmente sfigurato, irriconoscibile. Esiste quindi una soglia che assomiglia all’orlo di una voragine, sul fondo della quale quelli che stanno sopra hanno relegato quelli che stanno sotto, poiché sfuggono a tutti i parametri di valutazione che promuovono l’individuo come efficace e degno di stima. Come unico canale relazionale e comunicativo riservano a loro uno sguardo… che dall’alto è rivolto verso il basso e li raggiunge caricandoli con tutto il suo peso sfigurante. Questo è anche quello che trasmetteva l’immagine prefigurata di Gesù nell’icona biblica del “servo sofferente”: «Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, né splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima» (Is 53,3).
L’immagine stereotipata di un Dio che abita i piani superiori ne resta davvero sfalsata, lasciando spazio invece a una follia d’amore dove le logiche di potere, piacere e arrivismo vengono capovolte. Chi stava davvero “in alto” è sceso dalle sue altezze per calarsi nei nostri inferni, amandoci… non solo facendoci godere di tale beneficio, ma concedendoci di sperimentare il sapore di farlo nella vita degli altri, dandoci la possibilità di cogliere, più che la gratificazione di farlo, l’urgenza della loro condizione di buio.
La Provvidenza mi ha concesso di entrare in punta di piedi in molte di queste voragini: al capezzale di amici malati terminali, per i quali il conforto vero, oltre a ricevere il Signore, era semplicemente esserci e sapere di non essere soli a un passo dalla fine; al fianco dei ragazzi del nostro oratorio e nella succursale del liceo Galilei che popola il nostro istituto Don Orione, i quali lottano per la loro identità e per appartenere a un gruppo; nella vita di detenuti ed ex detenuti che cercano di tornare a far parte di qualcosa; accanto a uomini e donne che abitano la strada e combattono la loro battaglia quotidiana con le dipendenze e l’invisibilità fiscale, che nega loro la sanità assistita (e non solo); e in giovani famiglie con bambini che vivono costantemente alla ricerca di una stabilità abitativa e lavorativa che manca…
Quand’ero piccolo e accompagnavo il mio papà, geometra, nei cantieri tortonesi vicini al torrente Scrivia, scoprii cosa fosse un tremaglio: una grande rete d’acciaio trainata da macchine, che aveva lo scopo di raschiarne il letto, ripulendolo dai detriti per poi deporli sulla riva, una volta sottratti al fondo che li celava. Gesù, salvandoci, è venuto a fare proprio questo partendo dal fondo: è sceso negli abissi delle nostre morti e ci ha agganciato con la sua passione, facendo di quel dono totale di sé il tremaglio capace di restituirci alla luce: «Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti» (Is 53,5).
Come vivere indifferenti dopo aver ricevuto questo nuovo alfabeto d’amore, rendendo impossibile l’indifferenza verso le tante morti delle sorelle e dei fratelli che giacciono sui fondali dimenticati delle nostre città? Se la Pasqua è amore e non edonismo, la vita che abbiamo ricevuto in dono non possiamo più tenercela per noi. Mi piacerebbe trovarmi al supermercato, nella moltitudine delle piazze, tra i negozi, e incontrare persone, la domenica, che mi dicano non “Buona Pasqua”, ma: “Buon dono di vita!”, poiché è lì che risiede il compimento della salvezza…
Don Pietro Sacchi
Parrocchia di San Pietro Apostolo (Don Orione) – Voghera
L’articolo PER LE SUE PIAGHE NOI SIAMO STATI GUARITI proviene da Pavia Uno TV.


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