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Lombardia

PAVIA UNO TV INFORMAZIONE – LA PRIMA FESTA DI SAN MARTINO A VOGHERA

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Pavia Uno Tv Informazione. I^ Festa del Ringraziamento di San Martino a Voghera, presentata questa mattina in conferenza stampa. L’iniziativa, organizzata da Hub Voghera della cooperativa sociale 381 ONLUS, intende riportare l’agricoltura al centro dell’attenzione della comunità vogherese rinsaldando i rapporti con le nostre radici culturali più profonde. L’11 novembre è una data ricca di significato capace di creare un legame forte con il mondo agricolo, i suoi prodotti, il suo passato e il suo futuro. L’evento vuole sensibilizzare la cittadinanza ai temi dell’agricoltura piccola, a quell’agricoltura che è ancora familiare sociale e contadina e permettere ad essa una conoscenza diretta di alcuni dei prodotti caratteristici del territorio vogherese e dell’Oltrepò Pavese attraverso un ricco palinsesto di eventi di carattere culturale, scientifico, sociale e commerciale. L’occasione offrirà l’opportunità di approfondire lo stato dell’agricoltura di prossimità e delle filiere corte a livello italiano, contestualizzando quindi quanto portato avanti a Voghera e dell’Oltrepò Pavese nell’ambito della valorizzazione della biodiversità e delle produzioni locali di qualità. La Repubblica riconosce il giorno 11 novembre come Giornata nazionale dedicata alla cultura e alle tradizioni dell’agricoltura contadina. 

Presenti alla conferenza stampa di presentazione di questa mattina: 

Moreno Baggini Voghera Solidale GRUP
Maria Cristina Malvicini Assessore al Commercio del Comune di Voghera Silvana Bassi Preside Istituto Tecnico Agrario C. Gallini
Michele Fontefrancesco Università di Scienze Gastronomiche Pollenzo Graziano Rossi Università di Pavia
Luca C. Benicchi COOP 381 Hub Voghera
Teresio Nardi Fiduciario Slow Food Oltrepò Pavese
Stefano Greppi Coldiretti Presidente Provinciale Pavia
Paolo Rainelli Direttore ASCOM Voghera 

HUB VOGHERA, è punto di riferimento della Comunità di Voghera e dell’Oltrepò Pavese, per condividere idee, per capacità di connettere piccole e giovani realtà che vogliono far conoscere i propri prodotti e servizi nonché per creare le condizioni ideali alla nascita nuove start up territoriali agricole e sociali. COOP 381 Servizi Agricoli e Sociali Oltrepò ONLUS porta avanti i valori della sua fondatrice Alfonsa Erta ora incarnati dalla Presidente Sara Fasani e dalla squadra che ha saputo creare anche grazie alle relazioni nate all’Interno di Voghera Solidale GRUP. HUB VOGHERA organizza insieme a decine di partner tra cui Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Università di Pavia, Istituto Tecnico Agrario C.Gallini, Slow Food Oltrepò Pavese, Strada del Vino e dei Sapori dell’Oltrepò Pavese, Consorzio Vini DOC, Club del Buttafuoco Storico, La Schita dell’Oltrepò Pavese, Associazione Artigiani Oltrepò Lombardo, Ascom, Valorizziamo Voghera, Campagna Amica, Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri,Comune di Voghera e tutte le filiere agricole locali giovedì 11 novembre 2021 

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CENNI STORICI 

Martino è figlio di un Tribuno Romano, nato intorno al 316 d.C. (sotto l’Impero di Costanzo II che portò all’Impero di Giuliano) da genitori pagani dalla Pannonia si trasferisce a Ticinum (ora Pavia) precisamente nella zona che ore si chiama San Martino Siccomario. A circa 20 anni divenuto soldato dell’esercito romano in Gallia vide un mendicante che tremava di freddo tagliò in due il suo mantello e ne diede la metà al povero. Dopo questo gesto di generosità il tempo cambiò e le giornate si fecero miti ed è da qui che si origina quella che viene chiamata l’estate di San Martino che si ripete ogni anno verso la metà di novembre. La tradizione dice che la fine dell’anno agrario cada proprio l’11 novembre (ancor oggi i contratti di affitto agrario scadono in tale data) e in quella data scadevano di conseguenza anche i contratti di lavoro dei braccianti e dei mezzadri che potevano essere rinnovati oppure no, in questo caso avveniva un trasloco (da qui il detto Fare San Martino quando si trasloca), chi doveva andare via caricava le sue poche cose su un carro e si spostava, per chi rimaneva (come noi che abbiamo scelto di restare) l’11 novembre si trasformava in una grande festa a cui seguiva il riposo che si concludeva con il Carnevale. 

Cronaca

REGIONE LOMBARDIA – SIGLATO ACCORDO COLLABORAZIONE TRA REGIONE LOMBARDIA E ENI

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Firmato a Palazzo Lombardia dal presidente Attilio Fontana e da Giuseppe Ricci, Direttore Generale Energy Evolution di Eni, un accordo di collaborazione per le iniziative di economia circolare e per lo sviluppo e la diffusione di tecnologie più sostenibili. Presente anche l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione. Eni sta studiando la riconversione di alcuni suoi siti industriali sul territorio lombardo con l’obiettivo di sperimentare soluzioni in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni della mobilità stradale, aerea e marittima. “Per noi il termine sostenibilità – ha sottolineato il governatore Fontana – ha tre declinazioni: ambientale, economica e sociale. La collaborazione con un partner come Eni è cruciale”.

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Cronaca

OLTREPÒ CULLA DELLA VITICOLTURA ITALIANA, MA QUANTO VALGONO I TERRENI? ECCO COSA LASCIANO I “VOLPONI” AGLI “ASINI”

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Il rinnovamento del software del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, fino a poco tempo fa pieno di bug, dà i suoi frutti. La neo presidente Francesca Seralvo e una maggioranza solida e con le idee chiare creano discontinuità con il passato: il patto fra produttori di filiera e cantine cooperative non lascia spazio a chi è disallineato. La leadership manageriale di Umberto Callegari (CEO di Terre d’Oltrepò), che ha deciso per amore del territorio di mettere la sua esperienza professionale internazionale e il suo network a servizio del territorio, ha portato a un piano gestionale e a una determinazione che hanno segnato una vera ripartenza. La cura ha portato alla fuoriuscita di 5 dissidenti, tra i quali big delle passate gestioni consortili, per far entrare aria nuova e rafforzare il nuovo che avanza. E di aria nuova c’è un gran bisogno se si pensa che dopo dichiarazioni  e fiumi di parole c’è un quadro per nulla idilliaco che permane: quanto vale un ettaro di vigna in Oltrepò Pavese, sulla carta forse la zona storicamente più vocata d’Italia per la vitivinicoltura di qualità?

Ecco un raffronto fra l’Oltrepò Pavese e le altre zone di produzione.

1. Alta Langa:
Barolo: 2.000.000 €/ha
Barbaresco: circa 700.000 €/ha

2. Alto Adige:
Zona del Lago di Caldaro: tra 440.000 e 900.000 €/ha

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3. Toscana:
Brunello di Montalcino: tra 250.000 e 900.000 €/ha
Bolgheri: tra 240.000 e 750.000 €/ha
Chianti Classico (Firenze): tra 90.000 e 210.000 €/ha
Chianti Classico (Siena): tra 90.000 e 150.000 €/ha

4. Veneto:
 Valdobbiadene: tra 300.000 e 600.000 €/ha

5. Lombardia:
Franciacorta: circa 115.000 €/ha
Lugana: circa 150.000 €/ha
Valtellina: circa 70.000 €/ha
Oltrepò Pavese: tra 25.000 e 35.000 €/ha
Collina bresciana: tra 130.000 e 250.000 €/ha
Colline bergamasche: tra 120.000 e 200.000 €/ha

6. Trentino-Alto Adige:
Nord di Trento: tra 220.000 e 500.000 €/ha
Valle Isarco di Bressanone: tra 300.000 e 500.000 €/ha

Cosa resta dopo tante parole sulla storia vitivinicola ed enologica dell’Oltrepò Pavese? Non si sta parlando di una zona di scarso valore ma della prima superficie viticola della Lombardia (13.000 ettari), della prima zona di produzione di pregiate uve Pinot nero d’Italia, della prima superficie a Riesling d’Italia, della culla dello spumante Metodo Classico italiano dal 1865 e di un territorio unico per microclima, composizione dei terreni e per la maturazione fenolica delle uve, sull’asse del 45° Parallelo (latitudine delle più grandi zone vinicole del mondo). Si sta parlando di un territorio a un’ora da Milano e molto vicino alle grandi città che sono motore dell’economia d’Italia. Cosa non funziona? La mentalità retrograda del territorio che ha consentito di drenare ricchezza portandola fuori dal territorio. La formula fiere, viaggi internazionali, banchetti ed eventi autoreferenziali è stata solo un’operazione di “distrazione di massa” che non ha cambiato nulla e non ha curato la radice malata del territorio. I disciplinari in vigore sono rimasti gli stessi: l’Oltrepò è una terra di vino IGT in cisterna, fino ad oggi è stato un territorio da “pochi, maledetti e subito”, incapace di sviluppare modelli e strategie d’impresa lasciando il maggior utile, quello dal vino finito allo scaffale, agli imbottigliatori, per la maggior parte di fuori territorio. L’Oltrepò è stato fino ad oggi, di fatto, l’unica zona storica e vocata d’Italia in cui i viticoltori sono rotolati lungo il crinale degli allevatori delle “quote latte”, divenuti schiavi delle multinazionali del settore.

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Oggi il nuovo Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ha cambiato aria per cambiare musica, tra meritocrazia e competenza. L’intento è quello di passare da una gestione “quattro amici in trattoria” a un piano di business per fare dell’Oltrepò un brand ripartendo dalle fondamenta. Il momento è propizio: il consiglio d’amministrazione del gruppo Terre d’Oltrepò (Cantina di Broni, Cantina di Casteggio e La Versa) ha varato il primo piano industriale pluriennale per scrivere un futuro diverso generando valore da trattenere sul territorio e non consentendo più che venga “depredato”. Nel contempo si sono sviluppate relazioni per riposizionare il vino dell’Oltrepò in Italia e nel mondo come merita, in filiera completa. Si stava meglio quando si stava peggio? No, quello era doping: produzioni raddoppiate con il “vino di carta” e retribuzioni gonfiate con un pesante accesso al credito foriero di debiti e pesanti lasciti. Cosa decideranno di fare i viticoltori dell’Oltrepò? Vogliono lasciare debiti a figli e nipoti oppure vini, uve e terreni valorizzati?

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Cronaca

Milano, Pilazzo Pirelli illuminato per ricordare strage via D’Amelio

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MILANO (ITALPRESS) – Sulla facciata di Palazzo Pirelli, questa sera, in occasione del 32mo anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo, nella quale persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, è comparsa la data “19-7-92”. Mentre il belvedere di Palazzo Lombardia si è illuminato di rosso, colore indicato dalla Commissione regionale antimafia per ricordare il tragico evento. “Un gesto simbolico – ha commentato il presidente della Regione, Attilio Fontana – per onorare e non dimenticare mai le vittime della mafia e per affermare i valori e i principi della legalità”.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa –

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