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Cronaca

Da Monet a Renoir, “Tesori impressionisti” in mostra al Palazzo Reale di Palermo

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PALERMO (ITALPRESS) – Sono trascorsi più di 150 anni dall’aprile del 1874 quando 31 artisti rifiutati dal mondo dell’arte accademico decisero di organizzare una mostra “rivoluzionaria” per l’epoca, nella galleria del fotografo Nadar a Parigi. La mostra ‘Tesori Impressionisti: Monet e la Normandià – presentata questa mattina a Palazzo Reale di Palermo dalla Fondazione Federico II con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Istituto Francese – esplora il movimento impressionista sin dalla sua nascita, presentando alcuni capolavori del patrimonio della Collezione Peindre en Normandie, inedita in Sicilia e tra le più rappresentative del periodo, insieme ad opere provenienti dal MuMa di Le Havre e di collezionisti privati, che dialogheranno con il luogo simbolo della storia normanna nel Mediterraneo.
Un viaggio che racconta gli scambi, i confronti, le influenze, le affinità e le collaborazioni tra i più grandi artisti dell’Ottocento che hanno contribuito alla fama della provincia normanna.
Pittori come Monet riuscirono a cogliere l’istantaneità del paesaggio imprimendo sulla tela il luccichio dell’acqua e gli umori del cielo, le valli lussureggianti della Normandia, culla del Movimento artistico e pittorico.
Le 97 opere rivelano al mondo la potenza estetica di una terra che ha ispirato i più grandi artisti del XIX secolo. Monet, Boudin, Bonnard, Dufy e tanti altri hanno catturato le luci mutevoli, le coste e le campagne della Normandia, trasformandole in tele universali, oggi riunite in una grande collezione.
Nelle Sale Duca di Montalto i dipinti di 45 artisti incantano i visitatori: i quadri di Claude Monet e del suo maestro e amico Eugène Boudin, di Thèdore Gericault, di Jean-Baptiste Camille Corot, di Adolphe-Fèlix Cals, sempre poco noto ma reputato da parte della critica come il vero antesignano dell’Impressionismo, di Gustave Courbet, di Eugène Delacroix, di Jacques Villon, di Pierre-Auguste Renoir e Berthe Morisot, unica donna in mostra.
A curare l’esposizione è Alain Tapiè, conservatore capo onorario dei musei di Francia e direttore della Collezione Peindre en Normandie. Insieme a lui Antonella Razete, direttore generale ad interim della Fondazione Federico II e il co-curatore e project manager Gabriele Accornero.
La Fondazione Federico II quest’anno compie trent’anni e la mostra ‘Tesori impressionisti: Monet e la Normandià dà l’avvio a un anno celebrativo che sarà contraddistinto, ancora una volta, da eventi e iniziative articolate tra la storia, la memoria, la ricerca e la sperimentazione di nuovi linguaggi dell’arte.
L’esposizione si articola e si sviluppa su cinque sezioni che riflettono dei punti focali come la nascita del gruppo, le tecniche, la raffigurazione della Normandia e della natura, il ruolo degli artisti, il loro influsso sull’arte contemporanea.
Più nel dettaglio e nella loro definizione stilistica sono: Fattoria Saint-Simèon (luogo d’incontro e di confronto degli artisti sulla costa normanna); In riva al mare, villeggiatura (spiagge e litorali, porti e falesie, barche e bagni al mare); In riva al mare, lavoro (la rappresentazione di un mondo immerso nella realtà della fatica quotidiana); Terra normanna (terra pittoresca, segnata da molteplici microcosmi naturali che gli artisti colgono dando vita ad una poetica del frammento); Lungo la Senna (lungo le rive della Senna, l’aria e l’acqua sono le protagoniste, ritratte nella loro atmosfera mutevole e piena di fascino, la Senna che guarda a Parigi).
“La Fondazione Federico II prosegue con determinazione, anche in questo 2026 – ha detto Gaetano Galvagno, Presidente della Fondazione Federico II – il proprio impegno nel rendere il Palazzo Reale di Palermo un centro culturale di respiro internazionale. Con questa mostra dedicata all’Impressionismo offriamo al pubblico un percorso di alto valore scientifico. Un progetto capace di raccontare, secondo canoni classici e innovativi, la storia di uno tra i più importanti movimenti artistici di sempre. Scelta che unisce tutela, innovazione e apertura al mondo, rafforzando la vocazione della sede del Palazzo Reale come luogo vivo di culturà.
L’Impressionismo, considerato uno dei movimenti più importanti della storia della pittura moderna, rappresentò un vero e proprio spartiacque. Nell’arte, senza ombra di dubbio, ci fu un prima e un dopo.
Nato in Francia a metà del XIX secolo ha rivoluzionato il modo di rappresentare la realtà.
Il nome deriva dall’epiteto, utilizzato in un primo momento nell’accezione spregiativa contro i pittori del gruppo, affibbiatogli dal giornalista Louis Leroy che pubblicò su ‘Le Charivarì un articolo assai critico dal titolo “Mostra degli impressionisti” e prendeva anche spunto dal titolo di un quadro di Monet, Impressione, levar del sole del 1872.
Gli Impressionisti danno vita ad un nuovo metodo di pittura e di rottura rispetto al tradizionale lavoro in atelier, ovvero il lavoro en-plein-air, a diretto contatto con quel mondo naturale di cui si voleva catturare per sempre l’impressione. E di questo i pittori ne erano ben consapevoli.
“Alla fine dell’800 – illustra Alain Tapiè, curatore della mostra – la terra, il cielo e il mare della Normandia si impongono come soggetti in cui la fisica della natura risponde alla fisica della pittura, in una mescolanza spesso inaspettata di attività di fatica e di villeggiatura. Sul palcoscenico di questa terra normanna, pittori come Monet, Renoir, Delacroix e Courbet colgono l’immediatezza e la vitalità del paesaggio imprimendo sulla tela gli umori del cielo, lo scintillio dell’acqua e le valli verdeggianti della Normandia, culla dell’Impressionismo. Luoghi come Dieppe, l’estuario della Senna, Le Havre, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur a Deauville, il porto di Fècamp, le Falesie di Etretat diventano fonte di espressioni artistiche di grande potenza, dove i microcosmi generati dal vento, dal mare e dalla bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori francesi giungono ad afferrare dipingendo en plein air dando il via così al movimento impressionistà.
Ad arricchire l’esposizione sono, inoltre, tre componenti complementari alle opere che trasformano ‘Tesori Impressionisti: Monet e la Normandià in un viaggio multisensoriale nell’impressionismo attraverso video proiezioni e fotografie ricorrendo anche alla nuova frontiera dell’intelligenza artificiale.
Nel percorso espositivo troviamo, infatti, tre installazioni immersive dai titoli esaustivi: Pittura en Plein Air, Paesaggi Normanni, Cieli Impressionisti e omaggio al post Impressionismo di Vincent Van Gogh.
Un ulteriore tratto distintivo è poi quello di una sezione didattica e divulgativa con particolare riferimento alla pittura en plein air e al legame tra la Sicilia e la Normandia rivolta ai più giovani sul filo di una narrazione semplice con l’obiettivo dell’eduntainment, educare intrattenendo.
Ed infine offre al visitatore la lettura e la comprensione della mostra da un punto di vista unico e privilegiato: una videointervista al curatore Alain Tapiè.
Il 2026 vede una importante ricorrenza: i cento anni dalla morte di Claude Monet (5 dicembre 1926). Un’occasione per raccontare e celebrare la continua rinascita del mondo naturale attraverso l’arte che diventa veicolo di un tempo sospeso e mitico capace di cristallizzare una poetica dell’istante.
Ma c’è anche un’altra data da ricordare. Questo appuntamento culturale e artistico, infatti, anticipa le celebrazioni del millenario della nascita di Guglielmo il Conquistatore, previste per il 2027.
“L’ensemble di questa mostra – spiega Gabriele Accornero, co-curatore della mostra – racconta la fascinazione del connubio tra la luce, il vento, la natura, le falesie e il mare che attirò gli Impressionisti verso la Normandia. Liberi di viaggiare grazie alla crescente mobilità garantita dalla rete ferroviaria, oltre che all’invenzione del tubetto di colore che consentì con un semplice cavalletto, una tela, una tavolozza, un ombrellino e un seggiolino di registrare le impressioni luministiche. I diversi piani di lettura della mostra, quello storico artistico con quasi 100 dipinti, quello emozionale e immersivo su spazi molto ampi e spettacolari ed infine quello didattico e divulgativo dialogano in modo coerente, offrendo al visitatore un’esperienza unica, avvolgente ed integrata”.
“Desidero esprimere il mio apprezzamento per un’iniziativa che rende omaggio a una delle stagioni più luminose dell’arte francese, – sottolinea Martin Briens, Ambasciatore di Francia in Italia – presentandola al pubblico siciliano e italiano in un contesto di eccezionale prestigio quale il Palazzo dei Normanni di Palermo. La mostra, che riunisce circa cento opere provenienti da importanti istituzioni francesi e collezioni private, offre un’occasione unica per riscoprire la Normandia come culla dell’Impressionismo, e per celebrare quel dialogo fecondo tra natura, luce e pittura che ha segnato in profondità la storia dell’arte moderna. La presenza di opere di Monet, insieme a quelle di Renoir, Boudin, Courbet, Corot, Bonnard e di altri maestri che hanno contribuito alla nascita e all’evoluzione di questo movimento, testimonia la qualità scientifica e la rilevanza internazionale del progetto”.
“Questa mostra non è solo un evento artistico – dichiara Hervè Morin, Presidente della Regione Normandia -. S’inscrive in una storia comune dei popoli europei. Dalla luce impressionista alle pietre medievali, dalla pittura alle epopee, la Normandia racconta sè stessa, orgogliosa del suo passato e proiettata verso il futuro. A Palermo come altrove, invita a un viaggio sensibile e intellettuale tra arte, memoria e diplomazia, per continuare a brillare in Europa e nel mondo”.

– foto ufficio stampa Fondazione Federico II –
(ITALPRESS).

Cronaca

Da Napoli parte la sfida di Orizzonti26 per costruire l’Italia dell’inclusione

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NAPOLI (ITALPRESS) – Oltre 400 giovani, più di 70 delegazioni territoriali provenienti da tutta Italia, decine di organizzazioni del terzo settore e tantissimi cittadini coinvolti. Con Orizzonti26, andato in scena in Piazza Municipio a Napoli, il CNGEI – Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani ha portato per la prima volta la voce dello scautismo laico nel cuore dello spazio pubblico partenopeo, trasformando una delle piazze più simboliche del Paese in un luogo aperto di confronto, ascolto e partecipazione. L’iniziativa rappresenta una delle attività centrali del progetto “Insieme Per…” ammesso a finanziamento a valere sulle risorse dell’Avviso 2 2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Non una semplice manifestazione associativa, ma una dichiarazione d’intenti. Un invito rivolto alla città e all’intero Paese a immaginare insieme nuove forme di cittadinanza attiva, inclusione e responsabilità collettiva.
«Abbiamo scelto di scendere in piazza perchè crediamo che lo scautismo debba abitare il presente e confrontarsi apertamente con la società», afferma Filomena Grasso, Presidente del CNGEI. «Orizzonti26 è stato molto più di una celebrazione: è stato un invito rivolto a tutta la cittadinanza a costruire comunità più inclusive, aperte e solidali. Da Napoli parte un
percorso che coinvolgerà tutto il Paese e che vedrà il CNGEI impegnato con ancora maggiore determinazione nella promozione delle pari opportunità e nel contrasto a ogni forma di discriminazione».
Per tre giorni Napoli è diventata il punto cardinale di una riflessione nazionale sul futuro. Oltre 70 delegazioni territoriali hanno raggiunto il capoluogo partenopeo per confrontarsi sulle grandi trasformazioni che stanno ridefinendo il nostro tempo: salute mentale, cambiamento climatico,
educazione, innovazione tecnologica, partecipazione democratica e nuove forme di cittadinanza.
Una scelta che conferma il ruolo di Napoli come uno dei più importanti laboratori italiani di rinascita urbana e innovazione sociale. Una città che negli ultimi anni ha saputo trasformare luoghi segnati dall’abbandono in presìdi di cultura, educazione, inclusione e sviluppo. In questa prospettiva, i giovani partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino alcune delle esperienze più significative di rigenerazione urbana del Paese, attraverso attività realizzate a favore di realtà come La Santissima Community Hub, Fondazione Morra Greco, FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli e Quartiere Intelligente.
Progetti diversi ma accomunati dalla capacità di dimostrare che la lotta al degrado non passa soltanto attraverso il recupero fisico degli spazi, ma soprattutto attraverso la crescita culturale, educativa e civile delle comunità che li abitano. Luoghi che oggi rappresentano esempi concreti di come la
partecipazione possa trasformarsi in sviluppo, inclusione e opportunità.
«Napoli ci insegna che la rigenerazione non è soltanto una questione urbanistica. E’ un processo culturale, educativo e umano», sottolinea Mariano Iadanza, Capo Scout del CNGEI e attivamente impegnato nelle attività della Fondazione Morra Greco. «Nei luoghi che abbiamo illustrato durante Orizzonti26 abbiamo visto come sia possibile trasformare il degrado
in opportunità e l’esclusione in partecipazione. Portare centinaia di giovani a conoscere queste esperienze significa offrire loro una prova concreta che il cambiamento non solo è possibile, ma è già in corso».
Il momento più simbolico della manifestazione si è consumato proprio in Piazza Municipio, dove centinaia di ragazze e ragazzi hanno affidato a post-it e messaggi personali le proprie speranze, paure e aspettative sul futuro, trasformando la piazza in un grande esercizio collettivo di ascolto. Un gesto
semplice ma potente, capace di restituire la voce di una generazione troppo spesso raccontata dagli altri e troppo raramente ascoltata direttamente.
«In questi giorni abbiamo capito che non siamo una generazione
disinteressata o rassegnata», racconta Paride Fiori, giovane scout laziale e portavoce dei partecipanti. «Siamo una generazione che vuole essere ascoltata. Abbiamo parlato di ambiente, salute mentale, tecnologia, diritti e
futuro perchè sono questioni che riguardano la nostra vita. Da Napoli portiamo a casa un messaggio semplice: nessuno deve sentirsi escluso dalla possibilità di contribuire a costruire la società di domani».
Da Napoli, Orizzonti26 lascia così in eredità qualcosa che va oltre l’evento stesso. Le idee emerse nei gruppi di lavoro e negli incontri pubblici costituiranno la base di una nuova stagione associativa destinata a coinvolgere tutto il territorio nazionale. Una stagione che pone al centro inclusione, partecipazione e pari opportunità.
-foto ufficio stampa CNGEI –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 18 giugno 2026

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Lombardia, cronaca in primo piano tra Ticino, Garlasco, trasporti e sicurezza

Mini rassegna stampa lombarda dalle ultime notizie di cronaca. In apertura il dramma di Vigevano, dove un giovane straniero è morto annegato nel fiume Ticino dopo essersi tuffato per fare il bagno. Il corpo è stato recuperato dai vigili del fuoco nella zona della lanca Ayala, mentre restano da chiarire tutti i dettagli della tragedia. Il fatto richiama l’attenzione sulla sicurezza lungo i corsi d’acqua, soprattutto con l’arrivo del caldo e l’aumento delle presenze sulle rive.

Resta alta l’attenzione anche sul caso Garlasco. Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, è stata ricoverata d’urgenza dopo un’overdose di farmaci. La donna, secondo quanto riportato dalla cronaca, era stata sentita più volte dai carabinieri nell’ambito degli accertamenti legati all’omicidio di Chiara Poggi. Una vicenda che continua a intrecciare piano giudiziario, pressione mediatica e dimensione familiare.

A Milano si guarda anche ai dossier giudiziari. Si chiude l’indagine sulle mascherine Covid che coinvolge Irene Pivetti e altre otto persone, tra cui la figlia e il genero. L’inchiesta riguarda la società Only Italia Logistics e potrebbe aprire la strada alla richiesta di processo. Sempre sul fronte giudiziario, nel caso Ramy la condanna in appello all’amico Fares Bouzidi per resistenza a pubblico ufficiale è stata dimezzata.

Disagi nei trasporti nel Lodigiano, dove un treno dell’Alta velocità è rimasto bloccato per ore sotto il sole e senza aria condizionata a causa della rottura di un cavo elettrico della linea aerea di alimentazione. La giornata difficile per i pendolari e per i viaggiatori si inserisce in un quadro già segnato da rallentamenti e problemi sulla rete ferroviaria.

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Nel Milanese, a Cinisello Balsamo, una ragazza di 25 anni è stata trovata morta in una camera d’albergo. L’ipotesi è quella dell’overdose, mentre gli investigatori cercano un uomo che avrebbe preso la stanza insieme alla vittima. Nella stanza sarebbero state trovate tracce di cocaina e bottiglie di alcolici.

In provincia di Pavia, la cronaca segnala anche un tentativo di spaccata a un’edicola nel capoluogo, sventato grazie all’intervento dei residenti che hanno contribuito all’arresto del responsabile. A Vigevano emergono invece gli sviluppi di un’inchiesta su furti seriali e conti svuotati, con nove arresti, uno dei quali proprio in città.

Attenzione anche agli incidenti e alla sicurezza sul lavoro. Un operaio di 30 anni è morto a Binasco in un nuovo incidente sul lavoro, mentre un motociclista ventenne è rimasto gravemente ferito dopo l’impatto contro un camion della Galbani. A Sannazzaro, un camion ha urtato un ponte ferroviario, provocando lo stop dei treni tra Pavia e Alessandria.

Sul territorio pavese spazio anche ai cantieri e alla viabilità. A Voghera, via Cavallotti è chiusa al traffico per i lavori alle case popolari. A Pavia prosegue il caso dei maxi camini di piazza della Vittoria, al centro delle polemiche. Intanto cresce l’attesa per l’arrivo del Papa a Pavia, con indicazioni su parcheggi, organizzazione e temperature da bollino rosso previste nel fine settimana.

Infine, un segnale importante arriva dall’economia locale: venduta la Cantina La Versa, storico marchio dell’Oltrepò Pavese, passata a Mack & Schuhle Italia. Una notizia che apre una nuova fase per uno dei simboli della produzione spumantistica del territorio.

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Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore (Pavia Uno Tv/Radio Pavia, Lombardia Live 24, Itinerari News), potete trovare le notizie in breve del territorio Pavese e della regione Lombardia. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in pochi minuti.

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Cronaca

Sicurezza, il neo assessore alla Sicurezza di Voghera incontra i Carabinieri: «Collaborazione assoluta per il bene dei cittadini»

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Il vertice si è tenuto in via Verdi presso la sede della Compagnia. Presenti l’assessore Salerno e il comandante della Polizia Locale Cuniberti

Uno dei primi atti istituzionali del nuovo mandato dell’amministrazione comunale di Voghera porta la firma di un incontro — concreto e operativo — con i Carabinieri. Il vertice si è svolto ieri presso il Comando Compagnia in via Verdi e ha avuto una durata di circa due ore: un segnale preciso della volontà della giunta guidata dal Sindaco Paola Garlaschelli di costruire da subito un rapporto di stretta collaborazione con le forze dell’ordine del territorio.

Per l’Arma erano presenti il Maggiore Flavio Pressi, Comandante della Compagnia di Voghera e il Luogotenente Vincenzo Accetta, Comandante della Stazione locale. A rappresentare il Comune l’assessore alla sicurezza Daniele Salerno e il comandante della Polizia Locale Giacomo Cuniberti, entrambi entrati in carica da pochi giorni a seguito dell’insediamento della nuova giunta.

«Abbiamo ritenuto opportuno presentarci a chi ha il compito di svolgere una funzione importantissima di ordine pubblico nel nostro territorio» ha spiegato l’assessore Salerno. «Devo ringraziare il Maggiore Pressi per l’ospitalità e per la notevole preparazione che i carabinieri manifestano quotidianamente».

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Un gesto che vuole essere non soltanto formale ma l’avvio di un dialogo operativo continuativo tra l’ente locale e l’Arma, nell’ottica di affrontare con maggiore efficacia le sfide legate alla sicurezza urbana. L’assessore ha sottolineato il valore del lavoro svolto quotidianamente dalle forze dell’ordine sul territorio vogherese: «L’impegno quotidiano compiuto a Voghera ci permette di vivere a un livello di sicurezza migliore rispetto a molte altre città italiane. Ciò non toglie — come ci richiedono a gran voce i cittadini — che il lavoro da fare sia ancora tanto e in tal senso ci sarà un’assoluta collaborazione da parte dell’amministrazione comunale con l’Arma dei Carabinieri per il bene e la sicurezza dei nostri concittadini».

Anche il Sindaco Garlaschelli ha voluto aggiungere la propria voce: «Ringrazio i carabinieri per il prezioso lavoro che svolgono per la città ogni giorno dell’anno e mi fa piacere che la collaborazione da noi sperimentata nel corso del precedente mandato continui e si articoli ancora. La sicurezza è un quotidiano e metodico lavoro di squadra con tutte le forze dell’ordine».

Un incontro che traccia la rotta: il nuovo quinquennio vogherese parte dalla prossimità istituzionale con chi presidia ogni giorno le strade della città.

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