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Economia

Nel 2025 per Banca Generali utile netto in aumento del 3,4% a 445,8 milioni

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MILANO (ITALPRESS) – Banca Generali ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto consolidato di 445,8 milioni (+3,4% a/a), il livello più elevato mai raggiunto nella sua storia. Le masse gestite e amministrate per la clientela hanno toccato un nuovo picco a 113,5 miliardi (+9,3% a/a) mentre la raccolta netta del periodo ha superato i 6,8 miliardi (+2,9% a/a). La solidità del risultato emerge anche dalla crescita dell’utile netto ricorrente, salito a 362,5 milioni (+6,8% a/a), un nuovo massimo storico, e in aumento ad un tasso doppio rispetto all’utile complessivo. I profitti ricorrenti rappresentano l’81% dell’utile netto consolidato (79% nel 2024), confermando il continuo rafforzamento della sostenibilità finanziaria della banca. Il margine di intermediazione è salito a 1,03 miliardi (+2,0% a/a) trainato dall’aumento a doppia cifra delle commissioni nette ricorrenti (530 milioni, +11,3% a/a) e dal positivo contributo del margine finanziario (355,5 milioni, +5,0% a/a).

I costi operativi si sono attestati a 361,2 milioni (+22,9% a/a), includendo 38,3 milioni legati al cambio di perimetro e 13,5 milioni (3,6 milioni nel 2024) di spese non ricorrenti principalmente legate a costi relativi all’Ops di Mediobanca, al lancio di progetti strategici e ad iniziative di efficientamento interno. Il Cda ha deliberato di presentare all’assemblea degli azionisti programmata per il 16 aprile, la proposta di distribuire dividendi per 338,9 milioni, pari a 2,90 per azione (al lordo delle ritenute di legge) per ognuna delle 116.851.637 azioni emesse e corrispondenti ad un pay-out totale del 76% dell’utile consolidato dell’esercizio 2025. Al 31 dicembre 2025, il CET1 ratio di Banca Generali si è attestato al 17,1% e il Total Capital ratio (TCR) al 18,9%, inclusivi della proposta di distribuzione degli utili sopra descritta.

Entrambi i coefficienti patrimoniali risultano su livelli ampiamente superiori ai requisiti minimi fissati per il Gruppo da Banca d’Italia (CET1 ratio all’8,7% e Total Capital Ratio al 13,2%) nell’ambito del periodico processo di revisione e valutazione prudenziale SREP per il 2026. Al 31 dicembre 2025, le Masse totali gestite e amministrate per conto dei clienti di Banca Generali hanno raggiunto il nuovo massimo storico di 113,5 miliardi (+9,3% a/a). La raccolta netta totale del 2025 è stata pari a 6,8 miliardi, superiore all’obiettivo di 6,0 miliardi comunicato per l’anno ed in crescita del 2,9% rispetto al 2024.

“Siamo estremamente soddisfatti dei risultati conseguiti: utili e masse mai così alti, accompagnati da uno sviluppo commissionale in crescita a doppia cifra, confermano la solidità e la sostenibilità del percorso intrapreso. Nonostante l’impatto delle operazioni straordinarie, la banca e le sue persone hanno mantenuto una chiara direzione sugli obiettivi strategici, portando avanti progetti di grande rilievo quali l’integrazione di Intermonte, il lancio dell’insurbanking con Alleanza e lo sviluppo delle piattaforme di intelligenza artificiale a supporto dei banker, che rappresentano pilastri fondamentali per la crescita futura dell’istituto”. Così l’Ad e direttore generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, commentando i dati relativi all’esercizio 2025. “Più in generale – aggiunge –, si percepisce una nuova energia all’interno della banca, dopo aver definitivamente superato una fase caratterizzata da forte incertezza e inaugurato una stagione ricca di prospettive di crescita entusiasmanti”.

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“Riteniamo che questo sia il messaggio più significativo per tutti gli stakeholder – in primo luogo dipendenti, consulenti e clienti, ma anche istituzioni e mercati. In particolare, riteniamo essenziale rivolgere un segnale di grande attenzione ai nostri azionisti, attraverso una proposta di incremento costante della cedola e una gestione dei rischi e del business orientata alla creazione di valore sostenibile nel lungo periodo. Abbiamo iniziato questo nuovo esercizio con il passo giusto e lo affrontiamo con fiducia e ambizione, consapevoli del contesto caratterizzato da crescenti incognite e volatilità, ma forti delle opportunità che ci consentono di rafforzare ulteriormente la distintività del nostro modello di business e del nostro percorso di sviluppo”, conclude Mossa.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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Ex Ilva, Urso “Lavoriamo a piano per Taranto, a settembre tavolo a Chigi”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Non possiamo fare altro che prenderne atto, adeguando le procedure della gara internazionale in atto e lavorando da subito, come indicato dal presidente del Consiglio, a un piano straordinario per Taranto. In settembre si riunirà il Tavolo di Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario Mantovano”. Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a IlSussidiario nell’ambito del Meeting di Rimini. “I commissari hanno doverosamente fatto tutti gli atti necessari per salvaguardare il patrimonio aziendale, compreso il ricorso in Cassazione, ma nel contempo devono adempiere al decreto della Corte d’Appello, che impone la chiusura dell’area a caldo entro fine ottobre, con un impatto immediato sull’azienda e sull’indotto – spiega -. Per questo, in molti l’hanno definita una bomba sociale e produttiva”.
Per le imprese, inoltre, “si sta valutando di estendere anche al resto del Centro-Nord le modalità di accelerazione autorizzatoria oggi previste nella Zes unica, perchè è una delle principali richieste delle imprese per realizzare gli investimenti in tempi congrui e certi. Non sarà possibile, invece, estendere indistintamente gli stessi livelli di incentivazione previsti per le aree più svantaggiate, proprio al fine di ridurre il divario interno. Non lo consentono le regole europee sugli aiuti di Stato”, precisa.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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