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Politica

Tajani “Relazioni con Iran e Siria decisive per la liberazione di Sala”

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ROMA (ITALPRESS) – “C’è stato un dialogo continuo e la nostra intelligence, la diplomazia, il governo hanno fatto il massimo. Essere un Paese come il nostro che ha rapporti con tutti i paesi dell’area del Medio Oriente, anche con quelli di cui non condivide politiche e azioni, rende possibile agire con efficacia anche di fronte a grandi difficoltà. Non a caso noi abbiamo tenuto aperti i rapporti politici con l’Iran, abbiamo tenuto aperta l’ambasciata in Siria, dove andrò domani dopo che si sarà riunito il Quintetto”. A dirlo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando al “Corriere della Sera” della liberazione della giornalista Cecilia Sala dopo 21 giorni in carcere a Teheran. “La liberazione dell’ingegnere iraniano Abedini? Sono due cose separate, lo hanno spiegato anche le autorità iraniane. Il caso Abedini è trattato dalle autorità giudiziarie italiane, vedremo cosa succederà. Poi, eventualmente, sarà di competenza del ministro della Giustizia”.
Parlando poi di Elon Musk e del suo “legame” con l’Italia, il vicepremier ha evidenziato che “a oggi Musk è un privato cittadino e un grandissimo imprenditore; quando sarà al governo è ovvio che dovrà misurare le sue dichiarazioni. Poi, per quanto riguarda il sistema di comunicazioni satellitari della sua azienda, è un altro discorso. Parliamo di una scelta tecnologica che deve fare lo Stato italiano. Io non ho preclusioni a prescindere, una cosa è Musk, altra la sua azienda. Se è in grado di fornire i migliori servizi, perchè dire no a priori? Vedremo, ci saranno valutazioni, si sceglierà il meglio per garantire i servizi necessari alle nostre amministrazioni”.

– foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

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Immigrazione, Meloni alla riunione dei leader dell’Ue: “Accelerare su norme rimpatri”

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ROMA (ITALPRESS) – A margine del Consiglio europeo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, insieme ai Primi Ministri danese, Mette Frederiksen, e olandese, Rob Jetten, ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio. Lo rende noto Palazzo Chigi.

Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, hanno preso parte all’incontro Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Polonia, Malta, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia e Ungheria.

“La Presidente Ursula von der Leyen ha illustrato i principali filoni di lavoro della Commissione in ambito migratorio, soffermandosi in particolare sulle possibili conseguenze migratorie derivanti dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente e sulle iniziative necessarie per garantire una risposta europea efficace e tempestiva”, si legge in una nota.

Nel corso della riunione “è stato espresso apprezzamento per i risultati conseguiti negli ultimi mesi, tra cui l’istituzione della lista europea dei Paesi sicuri di origine, l’introduzione del nuovo concetto di Paese terzo sicuro, l’adozione della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione, l’accordo politico sul nuovo Regolamento Rimpatri e, più recentemente, l’inserimento di un riferimento al sostegno finanziario dell’Unione per le soluzioni innovative in materia migratoria nell’ambito dei negoziati sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale”.

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Il Presidente Meloni ha sottolineato “la necessità di passare rapidamente dalla definizione delle nuove regole alla loro concreta attuazione, a partire dal Regolamento Rimpatri”. Richiamando la lettera congiunta inviata oggi insieme al Primo Ministro Frederiksen ed altri 17 Capi di Stato e di Governo UE, il Presidente del Consiglio ha evidenziato “l’importanza di avviare rapidamente progetti pilota concreti e replicabili”. A tale riguardo, “la discussione tra i leader ha fatto emergere l’interesse a valutare anche ipotesi di centri di rimpatrio congiunti in Paesi terzi”, conclude la nota.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Salvini “Ponte sullo Stretto prima grande opera pubblica già indagata prima di essere cominciata”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il Ponte è la prima grande opera pubblica che è già indagata prima di essere cominciata”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, agli Stati generali dei Trasporti e della Logistica organizzati da Confindustria a Roma. “Un treno merci per coprire quei 3 km tra la Calabria e la Sicilia ci mette 180 minuti, un treno passeggeri 120 minuti. I tecnici mi dicono che col Ponte si scende a 15. Credo che investire 13,5 miliardi di euro per unire l’Italia all’Europa sia qualcosa di dovuto: andiamo avanti”, sottolinea. “Conto che agosto sia il mese in cui verranno delle risposte positive”, aggiunge.

“Sono state Olimpiadi straordinarie, non ci aspettavamo statue equestri ma neanche delle inchieste, che non commento. Purtroppo, per qualcuno in Italia se fai impresa sei un presunto colpevole o hai qualcosa da nascondere”, ha detto su Milano-Cortina.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

A San Pietro i funerali del cardinale Ruini, Papa Leone XIV “La Chiesa italiana gli deve tantissimo”

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ROMA (ITALPRESS) – Si sono svolti nella Basilica di San Pietro i funerali del cardinale Camillo Ruini, scomparso lo scorso 16 giugno all’età di 95 anni. A presiedere le esequie è stato Papa Leone XIV, che nell’omelia ha ricordato il porporato come un “saggio pastore”, protagonista di una lunga stagione della vita della Chiesa italiana e punto di riferimento per generazioni di fedeli.

Nel corso della celebrazione, il Pontefice ha ripercorso il ministero del cardinale Ruini, richiamandone l’impegno ecclesiale, culturale e civile, e sottolineando il valore della sua testimonianza di fede. Papa Leone XIV ha inoltre ricordato il motto episcopale del porporato, “La verità vi farà liberi”, indicandolo come una sintesi efficace della sua visione cristiana e del suo servizio alla Chiesa. Numerose le autorità religiose, politiche e istituzionali presenti nella Basilica vaticana. Tra queste Pier Ferdinando Casini, Andrea Riccardi, Maurizio Gasparri, il cardinale Salvatore De Giorgi e l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi. In rappresentanza del Governo ha preso parte alla celebrazione il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Presenti alla funzione anche l’attuale presidente della Cei e arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, il segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Parolin, il Vicario di Roma Baldo Reina.

“Affidiamo alla misericordia del signore il nostro fratello cardinale Camillo Ruini, pastore saggio e sollecito nel gregge di Cristo – sottolinea Papa Leone nell’omelia, – Per molti anni ha servito la Chiesa svolgendo con la stessa dedizione gli incarichi più umili e quelli più gravidi di responsabilità che il Signore ha voluto affidargli, come sacerdote, vescovo e cardinale, nell’insegnamento, nello studio, nell’approfondimento teologico, nel servizio pastorale, nell’animazione giovanile, in ambito culturale, nelle cure del laicato e delle vocazioni, nell’esercizio dell’autorità”.

A lui, aggiunge il Pontefice, deve moltissimo “la Chiesa italiana, che ha servito per 17 anni come presidente della Cei e alla guida della Diocesi di Roma, in cui per altrettanto tempo ha svolto il ruolo di vicario del Santo Padre. Ha guidato il popolo di Dio e i fratelli dell’episcopato in momenti importanti e delicati, affrontando con entusiasmo, fermento e coraggio molteplici sfide. A lui si devono intuizioni e iniziative che hanno lasciato un segno profondo nel cammino della comunità ecclesiale e anche in quella civile: pensiamo all’impegno profuso per promuovere l’apporto del mondo cattolico nei più diversi ambiti della vita religiosa, civile e politica italiana. Pensiamo anche al grande lavoro del sinodo diocesano e della sua applicazione qui a Roma e alla sua presenza attiva e dialogante ai vari livelli della vita della Chiesa, del mondo laico e della società: lo affidiamo alle braccia del padre celeste e ci lasciamo illuminare dalla parola di Dio”.

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Ruini, conclude Papa Leone XIV, “ha avuto la grazia di conoscere personalmente alcuni grandi Santi dei tempi recenti, quali Paolo VI e Giovanni Paolo II, e lavorare con loro: per tanti anni è stato collaboratore di Papa Wojtyla. Ritengo che dall’esempio di unità e di vita del grande pontefice il cardinale abbia saputo trarre tanto: in lui possiamo ritrovare molti dei tratti con cui descrive il Santo Papa. Penso che tale consonanza di sentimenti possa animare anche noi nel nostro cammino. Le sue parole ‘la verità ci renderà liberi’ riassumono la profonda concezione di persona e di libertà che Cristo ci ha rivelato e che la Chiesa insegna: siamo fatti per la verità e il bene, solo in questo troviamo pace, unità e piena realizzazione nella vita terrena e nell’eternità”.

– foto IPA Agency –

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