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Cronaca

Calenda “Draghi ha detto no? Non poteva fare altrimenti”

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ROMA (ITALPRESS) – “La nostra lista sta crescendo molto anche attingendo all’elettorato moderato di centrodestra che non vuole un’alleanza a guida Meloni. Noi abbiamo una strategia: sconfiggere la destra, sottraendole voti sul proporzionale, e andare avanti con un governo di unità nazionale, affidato alla guida di Draghi”. Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, il leader di Azione Carlo Calenda. Draghi ha detto che non è disponibile a un nuovo incarico. “Se grazie a noi non si formerà una maggioranza di Centrodestra, tutti si renderanno conto che serve un governo di unità nazionale, possibilmente a guida di Mario Draghi. Interpellato ha detto di no? Altro non poteva dire, come è ovvio. Letta sta facendo una campagna divisiva e sbagliata. E non chiarisce con chi governerebbe: non con i suoi alleati, non col M5S, allora con chi, con il mago Zurlì? Quello al Pd è un voto buttato perchè non è in grado di fare una proposta di governo”. “Non daremo mai appoggio politico a un governo di destra. E non faremo mai un’alleanza con Pd e M5S, che cinque minuti dopo il voto torneranno insieme. Noi siamo nati per dare vita a una cosa diversa e saremo il perno per costruirla…”.
(ITALPRESS).

– credit photo agenzia fotogramma.it –

Cronaca

Inchiesta urbanistica, tutti assolti in primo grado gli imputati del processo sul grattacielo Torre Milano

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MILANO (ITALPRESS) – Sono stati assolti in primo grado, dal Tribunale di Milano, gli otto imputati nel processo sul grattacielo Torre Milano di via Stresa. Le accuse erano di abuso edilizio e lottizzazione abusiva. La Procura aveva chiesto condanne per tutti e la confisca formale dell’intera torre.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Sabotaggio all’alta velocità, 7 arresti per terrorismo anarchico

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ROMA (ITALPRESS) – Blitz antiterrorismo della Polizia di Stato. I medici della Digos di Roma, insieme alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, hanno smantellato una cellula anarco-insurrezionalista radicata nella Capitale e legata a gruppi simili a Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli. Su richiesta della Procura di Roma, il Gip ha emesso sette misure cautelari: 5 persone sono finite in carcere e 2 agli arresti domiciliari, tutte accusate di associazione con finalità di terrorismo ed eversione.

L’indagine ha fatto luce sul grave sabotaggio dello scorso 14 febbraio contro la linea ferroviaria dell’Alta Velocità Roma-Firenze. Due degli arrestati sono infatti accusati di aver piazzato ordigni esplosivi rudimentali ma efficaci, provocando il blocco della circolazione e danni all’infrastruttura per 455 mila euro. L’attacco, insieme a un altro tentato sulla Roma-Napoli, era stato rivendicato sul sito ispiraazione.noblogs.org in concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, con messaggi antimilitaristi.

Tra gli obiettivi della cellula c’era anche quello di mantenere viva la protesta del movimento anarchico contro il regime di 41bis a cui è sottoposto Alfredo Cospito, pianificando altre azioni violente. Oltre agli arresti, la Digos ha avviato decine di perquisizioni in tutta Italia, che hanno coordinato le questure di Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti, e che hanno interessato anche il centro sociale romano Bencivenga Occupato.

L’inchiesta, data la sua portata internazionale, è coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

IL VIDEO

– Foto: Da video Polizia

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(ITALPRESS).

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Cronaca

Stroncato traffico internazionale di droga tra Lazio e Sud America, 11 indagati

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ROMA (ITALPRESS) – Blitz dei Carabinieri di Civitavecchia nelle province di Roma, L’Aquila, Reggio Calabria e Catania. I militari, coordinati dalla Dda di Roma, hanno smantellato una banda di narcotrafficanti che importava fiumi di cocaina dal Sud America per rivenderla in Italia: 11 le persone coinvolte, di cui 8 finite in carcere e 3 indagate a piede libero.

L’operazione è il risultato di mesi di indagini partiti nell’agosto 2025. La rete criminale aveva la sua base tra Roma e il litorale nord del Lazio, ma contava su solidi agganci con i clan calabresi e campani. A gestire i fili della spola internazionale c’erano figure chiave con ruoli ben definiti: un broker dominicano per i soldi e i contatti esteri, un capo colombiano (chiamato “Il Presidente”) a gestire i rifornimenti, un broker romano per piazzare la droga sul mercato del centro Italia e un complice calabrese che modificava le auto creando doppi fondi telecomandati.

I canali d’ingresso della droga erano tre: via terra dalla Spagna con le auto truccate, via mare dal porto di Guayaquil (Ecuador) gettando i borsoni in acqua con localizzatori Gps per il recupero, e attraverso i corrieri “ovulatori” negli aeroporti. La banda lavorava come un’azienda: la cocaina veniva comprata all’ingrosso a 16-17 mila euro al chilo e rivenduta a 21-24 mila. Al telefono usavano codici come “Biancaneve” o “Rosalba” (per la cocaina rosa).

Le intercettazioni hanno svelato anche un “colpo gobbo” subito dalla banda: esponenti della Camorra napoletana sono riusciti a rubare ai colombiani 10 chili di cocaina (un danno da 280 mila euro) inscenando un finto controllo della Polizia. Per risolvere lo sgarro senza scatenare una guerra, i boss hanno dovuto organizzare dei veri e propri summit chiarificatori in Campania.

La violenza del gruppo era comunque altissima: per recuperare i soldi da chi non pagava erano pronti a usare mazze da baseball, armi e a sequestrare i debitori in appartamenti affittati per l’occasione. Contavano inoltre sul supporto dei “Los Choneros”, il clan più spietato dell’Ecuador, e ripulivano i guadagni usando le criptovalute.

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L’inchiesta si è chiusa con la scoperta di una vera e propria raffineria clandestina nelle campagne di Sant’Agata del Bianco, a Reggio Calabria. Lì i Carabinieri hanno sequestrato presse, stampi e oltre 500 chili di sostanze chimiche usate per tagliare la droga e raddoppiare i profitti. Tutti gli indagati sono da considerare innocenti fino a una condanna definitiva.

IL VIDEO

– Foto: ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).

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