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Rsa, rette in aumento per le famiglie pavesi

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La Voce Pavese – Rsa, rette in aumento per le famiglie pavesi

Cresce il costo delle rette nelle Rsa della provincia e per molte famiglie l’assistenza agli anziani diventa sempre più difficile da sostenere. Secondo i dati dell’Osservatorio Rsa del sindacato pensionati della Cisl, tra il 2021 e il 2024 le rette medie sono aumentate di circa il 10,5 per cento.

Nel 2024 la retta giornaliera media nelle strutture del territorio si aggira attorno ai 69 euro, mentre nel 2021 era poco superiore ai 62 euro. Questo significa che la spesa mensile può arrivare intorno ai 2 mila euro, una cifra spesso superiore alla pensione percepita dagli anziani.

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L’aumento riguarda anche le tariffe minime e massime delle strutture. In cinque anni la retta minima è cresciuta di oltre il 12 per cento, mentre quella massima ha registrato un incremento di circa 7 euro al giorno. Alla base dei rincari ci sono soprattutto l’aumento dei costi energetici, delle forniture e gli adeguamenti dei contratti del personale sanitario.

Il problema riguarda un sistema sempre più sotto pressione. L’invecchiamento della popolazione rende le Rsa un presidio fondamentale per l’assistenza agli anziani non autosufficienti, ma le spese ricadono in larga parte sulle famiglie, spesso con pensioni che non tengono il passo dell’inflazione.

Secondo i dati Inps, in provincia di Pavia la pensione media è di circa 1.180 euro al mese, quindi copre solo una parte della retta di ricovero. Non mancano casi estremi in cui le famiglie arrivano perfino a vendere la casa per sostenere i costi dell’assistenza.

Oltre ai prezzi, resta il nodo delle liste d’attesa: in Lombardia nel 2024 oltre 113 mila persone erano in attesa di un posto nelle strutture. Una situazione che, secondo i sindacati dei pensionati, richiede interventi pubblici più incisivi e un rafforzamento dell’assistenza domiciliare per sostenere gli anziani e le loro famiglie.

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BREAKING NEWS LOMBARDIA 24/4/2026

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BREAKING NEWS LOMBARDIA 24/4/2026
I fatti del giorno: Delitto di Garlasco, verso la revisione della condanna di Stasi – Aggredisce la compagna e la lancia dal balcone, arrestata a San Genesio – Spaccio di cocaina in centro a Voghera, arrestato 63enne – Donna sbranata dai cani, cinque cani sotto sequestro – Quindicenne cade con la moto e resta appeso a un albero, salvato – Anziano si ferisce con la motosega e muore dissanguato – Sequestrate 5mila paia di false Nike: indagini chiuse a Milano – Pronto Meteo Lombardia per il 25 Aprile.

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Tg News – 24/04/2026

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Tg News – 24/04/2026
ROMA (ITALPRESS) – Ok definitivo della Camera al Dl Sicurezza – Arriva il decreto Schillaci, medici di base in rivolta – Medio Oriente, Ghalibaf lascia i negoziati – Neonati sepolti, Chiara Petrolini condannata a 24 anni e 3 mesi – Garlasco, Procura Pavia pronta a chiedere revisione processo – Fisco, 11,3 milioni di italiani non pagano l’Irpef – Roma, la società allontana Ranieri e punta su Gasperini – Veolia, al Fuorisalone un’installazione sulla sicurezza ambientale – Previsioni 3B Meteo 25 Aprile

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25 aprile, una festa di memoria e libertà

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La Voce Pavese – 25 aprile, una festa di memoria e libertà

Il 25 aprile l’Italia celebra la Festa della Liberazione, una delle ricorrenze più significative della storia nazionale, simbolo della fine del nazifascismo e della riconquista della libertà. È il giorno che ricorda la liberazione dall’occupazione tedesca e il crollo del regime fascista, ma anche il valore della Resistenza e della lotta partigiana iniziata dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.
Quella del 25 aprile 1945 è una data simbolica. La guerra non si concluse esattamente in quel giorno, ma proprio allora ebbe inizio la ritirata delle truppe naziste e dei repubblichini della Repubblica di Salò da città chiave come Milano e Torino. Un passaggio decisivo, favorito dall’avanzata degli Alleati dopo lo sfondamento della Linea Gotica e dall’azione coordinata delle forze partigiane.
Da quel momento, il 25 aprile è diventato il segno concreto della fine del nazifascismo in Italia, un giorno definito ancora oggi “fatidico” perché rappresenta la riconquista dei diritti, della democrazia e della libertà.
La celebrazione ufficiale nasce nel dopoguerra. Il 22 aprile 1946, su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il re Umberto II di Savoia firmò il decreto che dichiarava il 25 aprile festa nazionale per quell’anno. Solo nel 1949 la ricorrenza venne istituzionalizzata in modo definitivo, accanto al 2 giugno, festa della Repubblica.
Da allora, ogni anno, in tutta Italia, da Nord a Sud, il 25 aprile è segnato da cerimonie, cortei e momenti di riflessione collettiva. Il momento più solenne si svolge a Roma, dove il Presidente della Repubblica rende omaggio al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria, con la deposizione di una corona d’alloro, in memoria dei caduti e dei dispersi di tutte le guerre.
Un appuntamento che rinnova il legame tra passato e presente, ricordando ogni anno il valore della libertà conquistata.

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