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Rosenior nuovo allenatore del Chelsea, contratto fino al 2032
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2 giorni fa-
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Redazione
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Dopo il divorzio shock da Enzo Maresca a Capodanno, il Chelsea annuncia il sostituto nel giorno dell’Epifania. Nessun colpo di scena, con la scelta dei Blues che è caduta su Liam Rosenior, 41enne emergente tecnico inglese che nell’ultimo anno e mezzo si è messo in mostra allo Strasburgo.
Dopo i colloqui positivi di ieri a Londra, lo stesso Rosenior ha tenuto in mattinata una conferenza stampa nella città francese per comunicare la sua scelta, e a stretto giro di posta è arrivata l’ufficialità: contratto fino al 2032 per l’ex terzino che dovrebbe esordire direttamente sabato in FA Cup col Charlton, lasciando per domani contro il Fulham le luci della ribalta ancora al tecnico ad interim Calum McFarlane, già in panchina domenica col City.
“Sono estremamente onorato e lusingato di essere stato nominato allenatore del Chelsea – le prime parole di Rosenior – E’ un club con uno spirito unico e una storia gloriosa di trofei vinti. Il mio compito è proteggere questa identità e creare una squadra che rifletta questi valori in ogni partita che giochiamo, continuando a vincere trofei. Essere scelto per questo ruolo significa tutto per me e voglio ringraziare tutti per l’opportunità e la fiducia dimostrate. Darò tutto me stesso per portare questo club al successo che merita. Credo profondamente nel lavoro di squadra, nell’unità, nello stare insieme e nel lavorare l’uno per l’altro, e questi valori saranno al centro di tutto ciò che faremo. Saranno il fondamento del nostro successo. C’è fame di vittorie e darò tutto, ogni singolo giorno, per aiutare questa squadra a competere e vincere ai massimi livelli”.
Il fatto che Strasburgo e Chelsea abbiano la stessa proprietà, la BlueCo che fa capo a Todd Boehly e Clearlake Capital, ha agevolato l’arrivo di Rosenior, che allo Strasburgo ha fatto bene (settimo in Ligue 1 alla sua prima stagione e qualificazione in Europa mentre quest’anno la squadra è già agli ottavi di Conference dopo aver chiuso in testa la League Phase) ma che si misurerà per la prima volta con la Premier League anche se Oltre Manica ha già allenato in Championship Derby County (luglio-settembre 2022) e poi Hull City (novembre 2022-giugno 2024). Per il giovane tecnico inglese è l’occasione della vita.
“Non posso rifiutare questa opportunità di entrare a far parte di un club incredibile, con una rosa incredibile e che è campione del mondo per club – aveva spiegato a Strasburgo poche ore prima dell’ufficialità – Gli ultimi 18 mesi sono stati il periodo migliore della mia carriera professionale, amerò questo club per il resto della mia vita, ma non posso rifiutare il Chelsea. Non avrei mai accettato se non mi fossi sentito pronto e ci sono club a cui non puoi dire di no, spero che i tifosi dello Strasburgo possano comprenderlo. Inoltre potrò stare più vicino ai miei figli, che mi mancano”, ha motivato ancora Rosenior, che porterà con sè i collaboratori Kalifa Cissè, Justin Walker e Ben Warner.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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Il Psg vince la Supercoppa di Francia ai rigori, il Marsiglia di De Zerbi beffato al 95′
Pubblicato
1 ora fa-
8 Gennaio 2026di
Redazione
KUWAIT CITY (KUWAIT) (ITALPRESS) – Un botta e risposta con finale thrilling, poi il verdetto che arriva dal dischetto e premia, ancora una volta, il Psg di Luis Enrique. Una beffa difficile da mandar giù per Roberto De Zerbi visto che, all’87°, il suo Marsiglia aveva trovato la rete del 2-1 nella finale della Supercoppa francese disputata allo Jaber Al-Ahmad International Stadium di Kuwait City.
Match che si sblocca presto con Dembelè che, al 13°, porta in vantaggio i campioni di Francia. L’OM non si arrende e al 76° Greenwood, su rigore, trova la rete dell’1-1. Non è tutto, perchè al minuto 87 l’autorete di Pacho porta sul 2-1 la squadra di De Zerbi. Sembra finita, ma non è così perchè al 95° Goncalo Ramos sigla il gol del 2-2 che manda le due squadre direttamente ai calci di rigore. Il Psg ne segna 4 su 4, il Marsiglia soltanto 1.
Supercoppa ai parigini per la 14esima volta nella loro storia (la 4° consecutiva), per De Zerbi e il suo OM la beffa di una sconfitta dagli 11 metri quando la vittoria e il trionfo sembravano ormai cosa fatta.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Sport
Il Cagliari riacciuffa la Cremonese: da 2-0 a 2-2
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1 ora fa-
8 Gennaio 2026di
Redazione
CREMONA (ITALPRESS) – Sfuma il ritorno alla vittoria per la Cremonese che prolunga a cinque la sua striscia senza successi: avanti di due gol, i grigiorossi si fanno riacciuffare sul 2-2 dal Cagliari.
I lombardi non avevano mai segnato nelle ultime quattro gare, ma si sbloccano subito grazie a un errore degli ospiti. Bastano infatti solo quattro minuti per il vantaggio della Cremonese, nato da un errore di Mina: Vardy ruba palla e serve Johnsen, che insacca l’1-0. La mossa a sorpresa di Nicola si rivela subito decisiva, col norvegese a muoversi tra le linee e creare superiorità con le punte, mentre Pisacane sbaglia a stravolgere la formazione rossoblù. Non convince in particolare la scelta di spostare Palestra sulla sinistra, inibendo e limitando il gioiello dell’U21. La manovra del Cagliari ne risente e i sardi non girano, subendo anche il bis al 28′. Questa volta sbaglia Luperto, che aziona la ripartenza di Bonazzoli: assist per Vardy ed è 2-0. Il risveglio rossoblù avviene solo negli ultimi dieci minuti del primo tempo, con qualche iniziativa incoraggiante e un’occasione: Rodriguez, in proiezione offensiva, impegna Audero.
Si va dunque al riposo col doppio vantaggio grigiorosso e la Cremonese opta per un atteggiamento più conservativo, mentre il Cagliari lancia l’assalto alla garibaldina. Pisacane inserisce subito Esposito e, nell’arco di venti minuti, ne cambia quattro passando al 4-2-3-1 con Kilicsoy dietro a Borrelli. La scossa è evidente e dà seguito all’ottimo finale di tempo, con gli isolani che prendono il controllo del possesso (64% nella ripresa) e dominano a tutto campo. Il Cagliari accorcia al 51′ con Adopo (che sfrutta la sponda di Borrelli e insacca con un perfetto rasoterra) e spinge a caccia del pari. Esposito se lo vede annullare al 69′, mentre Zappa e Borrelli peccano di precisione.
Serve un’altra scossa e Pisacane si affida a uno dei suoi uomini, ovvero l’ex Primavera Trepy che è decisivo. Lancio di Mazzitelli, controllo e tiro dell’attaccante ed è 2-2. Una rete magistrale vale il pareggio per il Cagliari, che però rischia di restare in dieci nel finale: Bonacina valuta male un intervento di Luperto e lo espelle, ma viene corretto dal Var. Si proseguire dunque in undici contro undici e, nel maxi-recupero, la Cremonese ha una clamorosa chance: Vandeputte si divora il gol-vittoria in contropiede, calciando a lato a tu per tu con Caprile.
Finisce 2-2: Cremonese a quota 22 dopo il girone d’andata, il Cagliari sale a 19 punti. I sardi, dopo aver riacciuffato un pari preziosissimo con grande impeto, tornano così a +6 sulla zona-retrocessione.
IL TABELLINO
CREMONESE (3-5-2): Audero 6; Terracciano 6, Baschirotto 5.5, Bianchetti 5.5; Floriani Mussolini 5.5, Payero 5.5 (47′ st Grassi sv), Bondo 5.5 (14′ st Vandeputte 5.5), Johnsen 6.5 (14′ st Zerbin 5.5), Pezzella 6 (14′ st Barbieri 6); Vardy 7 (47′ st Sanabria sv), Bonazzoli 6.5. In panchina: Silvestri, Nava, Valoti, Moumbagna, Vazquez, Ceccherini, Faye, Lordkipanidze, Folino. Allenatore: Nicola 5.5.
CAGLIARI (3-4-2-1): Caprile 5.5; Luperto 5, Mina 4.5 (1′ st Esposito 6.5), Rodriguez 6; Zappa 5.5 (38′ st Trepy 6.5), Adopo 6.5, Prati 5.5 (10′ st Mazzitelli 6.5), Palestra 5.5; Luvumbo 5.5 (10′ st Obert 6), Gaetano 5.5 (21′ st Kilicsoy 6); Borrelli 6.5. In panchina: Ciocci, Sherri, Idrissi, Di Pardo, Cavuoti, Pintus, Liteta, Pavoletti. Allenatore: Pisacane 6.5.
ARBITRO: Bonacina di Bergamo 5.
RETI: 4′ Johnsen, 28′ Vardy, 5′ st Adopo, 43′ st Trepy.
NOTE: Serata serena, terreno in perfette condizioni.
Ammoniti Borrelli, Bondo, Bonazzoli, Luperto.
Angoli 2-4.
Recupero: 1′, 6′.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Sport
Abodi “Saremo pronti per Milano-Cortina, speriamo siano le Olimpiadi più belle della storia”
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10 ore fa-
8 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo essere pronti e saremo pronti. La cerimonia del 6 febbraio sarà uno spettacolo meraviglioso e inizierà questa avventura fatta non solo di eventi sportivi ma anche di umanità, socialità, confronti pacifici, la dimostrazione che un altro modo di vivere insieme è sempre possibile”. Andrea Abodi non vede l’ora. Manca ormai poco all’inizio di Milano-Cortina e vivere un’Olimpiade in Italia da ministro dello Sport “è una sorta di consacrazione dal punto di vista emotivo ma anche un motivo di grande responsabilità, qualcosa che si ricorda per tutta la vita. È fantastico, è come partecipare – confessa ai microfoni di “Da casello a casello” su Rai Isoradio – Nello sport gli unici protagonisti sono lo sport e gli atleti, noi dobbiamo prendere le decisioni migliori possibili perchè un grande avvenimento possa essere vissuto, partecipato, accessibile. E questo è motivo di grande responsabilità. Speriamo che il 15 marzo, quando si chiuderanno anche le Paralimpiadi invernali, sia andato tutto bene. C’è chi spera di no ma fa parte del gioco, noi speriamo di celebrare le Olimpiadi più belle della storia”.
Il governo, dal canto suo, cerca di “essere presente senza disturbare. La nostra è una presenza dietro le quinte che non si vede negli effetti plateali ma contribuisce a questa organizzazione che è molto complessa, è l’Olimpiade più diffusa della storia con oltre 22 mila chilometri quadrati. Sarà anche un modello per il futuro, specie per i Giochi invernali che hanno bisogno di una distribuzione dei pesi organizzativi, anche per evitare impatti dal punto di vista ambientale. Ma i protagonisti saranno gli atleti, che hanno passato 4 anni ad allenarsi: i Giochi hanno un fascino unico e tutti puntano alla medaglia. Ho avuto modo a Parigi di vivere l’Olimpiade dall’interno e quando si è dentro il meccanismo organizzativo ti rendi conto della grandiosità dell’evento, che in questo caso permetterà all’Italia di essere al centro del mondo. I valori dell’olimpismo e del paralimpismo fanno capire che c’è una ragione per cui tutti puntano a una medaglia olimpica al di là di quanto abbiano già vinto a livello internazionale. Per Milano-Cortina ci saranno due miliardi di telespettatori nel mondo e sono attesi due milioni di spettatori in Italia. E mi fa piacere che le medaglie siano italiane perchè le realizza la Zecca di Stato, un’altra eccellenza del nostro Paese che ha messo a disposizione il suo ingegno, la sua creatività per premiare i migliori”.
A questo proposito, sulla misura adottata a fine 2024 in vista dei Giochi di detassare i medagliati, Abodi sottolinea che “il merito non si tassa. C’è questa disponibilità, in collaborazione col ministro Giorgetti, che va nella direzione del riconoscimento del merito, del talento, dell’impegno di questi atleti. È paradossale che si dia loro un premio e poi lo si tassi. E’ un incentivo, un riconoscimento che si aggiunge al prestigio sportivo, un modo di dire grazie: questi ragazzi sono un esempio, un punto di riferimento, il messaggio che parte attraverso le prestazioni sportive diventa educativo, sociale, di promozione del benessere psico-fisico. La potenza educativa dello sport va oltre la prestazione sportiva, è importante che attraverso i grandi avvenimenti e i grandi atleti si promuova lo sport come fattore di benessere, individuale e sociale. Lo sport è come una difesa immunitaria che va rafforzata, abbiamo ancora un grande nemico che è la sedentarietà e si contrasta anche attraverso la pratica sportiva, l’educazione al movimento”. Ma lo sport è anche messaggero di pace. La firma della tregua olimpica è stata “una delle tante emozioni di questa mia esperienza da ministro” e l’auspicio è che venga rispettata.
“E’ stata sottoscritta da 165 Paesi su 193 alle Nazioni Unite, significa che c’è voglia di pace, di tregua, di far prevalere le ragioni della pace sugli interessi delle guerre – ha ricordato – Lo sport ha un solo interesse, quello della supremazia del rispetto”. Abodi ha anche parlato dell’obbligo del casco per chi scia (“bisogna investire sulla vita, sull’educazione alla vita, al rispetto, ce ne rendiamo conto solo quando diventa cronaca nera. Dobbiamo essere più efficaci, lavorando sia con le norme che con l’educazione”) e dell’impegno sul fronte paralimpico. “A Roma 1960 ci sono state le prime Paralimpiadi, siamo la culla del paralimpismo ma c’è ancora molta strada da fare, c’è ancora una cultura dell’handicap che stiamo cercando di trasformare in una cultura paralimpica che va oltre la disabilità, mettendo tutti nelle stesse condizioni di fare sport. Lo stiamo facendo lavorando col Parlamento per trovare le risorse per i cosiddetti ausili, cioè protesi, carrozzine, non solo per chi fa già sport ma anche per chi è ancora a casa in una condizione di disagio e deve avere una prospettiva di speranza attraverso la pratica sportiva, che permetta di ritrovare il sorriso. Le Paralimpiadi sono il manifesto dell’impegno che dobbiamo portare avanti tutti insieme”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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