Cronaca
Webuild: analisti si attendono una rivalutazione 50% del prezzo del titolo
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3 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – I risultati 2025 di Webuild sono stati complessivamente accolti in modo positivo dagli analisti finanziari, che sottolineano la solidità della crescita registrata negli ultimi anni e il posizionamento favorevole del gruppo per migliorare redditività e generazione di cassa nel prossimo ciclo industriale, pur in un contesto di discontinuità dell’ordine mondiale quale mai si è registrato nell’ultimo secolo.
Il consenso degli analisti evidenzia come Webuild entri nella prossima fase industriale con fondamentali solidi, un backlog molto elevato e una presenza internazionale diversificata. In questo contesto, il nuovo piano industriale di giugno è atteso come il prossimo catalizzatore per mettere ulteriormente in evidenza il potenziale di creazione di valore del gruppo. La media dei target price degli analisti è di 3,6 euro, che implica quindi una rivalutazione del titolo del 50%.
Secondo Intermonte, che ha un rating buy e un prezzo obiettivo di 4,5 euro sul titolo, i risultati dell’esercizio hanno superato le attese grazie a una dinamica dei ricavi particolarmente robusta. I ricavi a 13,6 miliardi di euro, in crescita del 15% su base annua, confermano il forte trend di espansione degli ultimi anni. Dal 2022 al 2025, infatti, Webuild ha evidenziato un tasso medio annuo di crescita dei ricavi intorno al 18%, sostenuto da un’elevata acquisizione di nuovi ordini.
Gli analisti evidenziano come la dimensione raggiunta dal gruppo rappresenti oggi un importante punto di forza. Il backlog complessivo si attesta a circa 59 miliardi di euro, di cui 50 miliardi nel segmento costruzioni, garantendo una copertura pari a circa quattro anni di ricavi. Questo livello di visibilità, secondo gli osservatori, fornisce una base molto solida per la pianificazione dei prossimi anni.
Anche Equita (rating buy, target price 4,1 euro) sottolinea il sostanziale raggiungimento delle attese a livello di EBITDA nel 2025. Il management ha inoltre evidenziato che tutte le attività operative proseguono regolarmente.
Guardando al 2026, la società ha fornito indicazioni prudenti alla luce delle incertezze legate al contesto geopolitico: i ricavi sono attesi stabili, mentre è previsto il proseguimento delle iniziative volte al miglioramento della profittabilità e alla generazione di cassa rimanendo con una cassa netta positiva. Gli analisti ritengono che le opportunità nel settore infrastrutturale rimangano significative nonostante il contesto geopolitico, con Webuild ben posizionata per coglierle grazie alla sua presenza geografica.
Per il nuovo piano industriale, previsto per giugno, Intermonte si attende un continuo focus sul miglioramento della marginalità e sulla generazione di cassa, riflettendo la crescente qualità del portafoglio ordini, una miglior redditività implicita dei progetti e una maggiore selettività nell’acquisizione di nuovi contratti.
Dal punto di vista geografico, le prospettive restano interessanti in diversi mercati chiave. Equita evidenzia in particolare la forte pipeline commerciale in Australia, destinata a rappresentare una delle principali aree di crescita del gruppo. Negli Stati Uniti, inoltre, il processo di turnaround sta procedendo positivamente e sta migliorando sensibilmente la qualità del backlog in un mercato infrastrutturale in forte espansione.
Gli analisti sottolineano anche i progressi compiuti nella strategia di rafforzamento del bilancio. Negli ultimi anni Webuild ha ridotto significativamente il profilo di rischio delle proprie attività, concentrandosi su aree geografiche più stabili e aumentando la scala operativa.
Un ulteriore elemento positivo per il gruppo arriva dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Commissari, che prevede uno stanziamento complessivo di 2,8 miliardi di euro a favore di Rete Ferroviaria Italiana: 1,8 miliardi per il 2026 e 1 miliardo per il 2027. Le risorse sono destinate a ridurre l’esposizione debitoria della società e sostituire fondi già utilizzati da RFI per il pagamento di imprese e fornitori impegnati nella realizzazione di infrastrutture ferroviarie e grandi opere per la mobilità. Secondo gli osservatori, la misura contribuisce a rafforzare la capacità di spesa della filiera infrastrutturale e rappresenta un segnale favorevole per i principali operatori del settore, tra cui Webuild.
– Foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).
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L’articolo Tg News 17/6/2026 proviene da Pavia Uno TV.
Cronaca
A Shanghai in mostra 140 opere originali di Giorgio Morandi
Pubblicato
49 minuti fa-
17 Giugno 2026di
Redazione
SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una mostra dedicata a Giorgio Morandi ha aperto al pubblico oggi presso il Museum of Art Pudong (MAP) di Shanghai, nella Cina orientale. Sono esposte oltre 200 opere provenienti da più di 30 istituzioni e collezioni private di tutto il mondo, di cui più di 140 sono opere originali di Morandi.
Co-organizzata dal MAP e dal Museo Morandi di Bologna, la mostra “Giorgio Morandi: Solo” offre una visione panoramica della vita tranquilla e introspettiva dell’artista e della sua fusione spirituale tra culture orientali e occidentali.
Per trasmettere meglio l’essenza dell’opera di Morandi, la sala espositiva di 3.000 metri quadrati del MAP è stata suddivisa in 35 “piccole sale”. L’allestimento complessivo guida i visitatori attraverso spazi modesti, paragonabili per dimensioni agli studi dello stesso Morandi.
“Il titolo della mostra, ‘Solò, riflette la vita appartata dell’artista e il suo stile pittorico fortemente personale”, ha spiegato Lorenzo Balbi, direttore del Museo Morandi e curatore della mostra. “Per tutta la vita non si sposò e visse da solo, con le sue routine quotidiane concentrate in due piccoli studi, uno a Bologna e l’altro a Grizzana Morandi”.
“Il termine ‘Solò evoca anche una performance solistica, suggerendo che i dipinti tranquilli di Morandi risuonano come musica in continuo mutamento, suscitando una ricca gamma di emozioni”, ha aggiunto Balbi.
Giorgio Morandi è considerato uno degli artisti più influenti del XX secolo. La tavolozza dai toni tenui e a bassa saturazione da lui prediletta, oggi ampiamente nota come “colori Morandi”, è diventata un trend molto ricercato nel design contemporaneo.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Cronaca
Contratti, Landini “Importante proposta unitaria, ora negoziato con le imprese”
Pubblicato
49 minuti fa-
17 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – E’ stata varata la piattaforma di CGIL, CISL, UIL che qualifica la proposta delle tre confederazioni per un accordo quadro interconfederale con le principali associazioni datoriali.
Nel testo sono stati affrontati i temi relativi a modello contrattuale, crescita dei salari, rappresentanza sindacale e datoriale, contrasto al dumping, formazione, salute e sicurezza, partecipazione dei lavoratori. Il testo dell’intesa è stato trasmesso questa mattina alle Associazioni datoriali.
“Per la prima volta dopo molti anni è stata raggiunta un’importante proposta unitaria di Cgil, Cisl e Uil su temi così importanti come la struttura contrattuale e la rappresentanza”, afferma il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, che aggiunge: “E’ necessario un accordo con tutte le parti datoriali per riaffermare il ruolo delle parti sociali e sottrarre le materie della contrattazione a interventi legislativi impropri e non utili. E’ la prima volta che ci si pone l’obiettivo di riunificare il modello contrattuale di tutti i settori privati, dall’industria al terziario. Si punta a rafforzare il ruolo del contratto nazionale, a partire dalla difesa e dalla crescita dei salari, e ad estendere la contrattazione decentrata”.
Per Landini è “fondamentale procedere, in tutti i settori, alla misurazione della rappresentanza attraverso il mix tra iscritti e voti, al fine di conferire efficacia generale ai contratti. Un diritto che viene così pienamente restituito alla volontà delle lavoratrici e dei lavoratori. E’ inoltre importante, in una fase di così profonda trasformazione tecnologica, riconoscere la centralità della formazione come diritto universale, nonchè della salute e della sicurezza, a partire dall’estensione della presenza dei rappresentanti nei luoghi di lavoro”.
“Inoltre – aggiunge Landini – occorre favorire la partecipazione alle scelte dell’impresa, fondata su pratiche negoziali di codeterminazione che mettano al centro la persona e la qualità del lavoro, nei processi di cambiamento organizzativo e gestionale delle imprese”.
“Ora – conclude Landini – ci aspettiamo che le associazioni datoriali sappiano cogliere e condividere la necessità e l’urgenza di avviare il negoziato”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


Tg News 17/6/2026
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