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Economia

Giovanni Sacripante nuovo direttore generale di Veronafiere

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VERONA (ITALPRESS) – Giovanni Sacripante è il nuovo direttore generale di Veronafiere Spa. Professionista con una consolidata esperienza nel general management, nella trasformazione digitale, nel business development e nell’organizzazione di grandi eventi, Sacripante torna in Fiera a Verona dove aveva già ricoperto il ruolo di direttore commerciale nel biennio 2010-2012.

Durante la sua precedente esperienza a Veronafiere, la società aveva registrato una crescita dell’EBITDA del 20% e una quota di mercato salita al 16,6%, avviando al contempo un percorso di espansione internazionale attraverso accordi fieristici e le prime acquisizioni a livello di Gruppo in Brasile. La nomina da parte del CdA “consolida il modello organizzativo di Veronafiere e punta a rafforzare la capacità gestionale di tradurre gli indirizzi strategici in progetti concreti – si legge in una nota -: un assetto funzionale ad accompagnare lo sviluppo delle manifestazioni, in uno scenario caratterizzato dalla crescente internazionalizzazione dei mercati e dall’integrazione tra attività fisiche e nuovi strumenti digitali di relazione con le imprese”.

Sacripante lavorerà inoltre alla definizione del nuovo Piano industriale, chiamato a proseguire la forza propulsiva di “ONE Veronafiere 2024-2026”, che giunge quest’anno a compimento “dopo aver sostenuto il rafforzamento dei brand in Italia e all’estero, l’ampliamento del portafoglio di manifestazioni e l’evoluzione dei servizi e delle infrastrutture”.

“Con Giovanni Sacripante torna a Veronafiere un manager che conosce la nostra realtà e il settore fieristico, portando al tempo stesso un patrimonio di competenze maturate in importanti aziende multinazionali, grandi eventi come Expo Milano 2015 e organizzazioni complesse – commenta Federico Bricolo, presidente di Veronafiere -. Il suo profilo unisce orientamento ai risultati, capacità di innovazione e visione internazionale: caratteristiche importanti per accompagnare la prossima fase di sviluppo di Veronafiere come event factory, capace di ideare, sviluppare e organizzare direttamente manifestazioni dotate di una solida brand equity come Vinitaly, Marmomac, Fieracavalli, Fieragricola, SaMoTer e Progetto Fuoco”.

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“Ringrazio il Presidente e il Consiglio di amministrazione per la fiducia – dichiara Giovanni Sacripante, direttore generale di Veronafiere -. Tornare a Veronafiere significa riconnettersi con un ecosistema straordinario, che ha segnato una tappa fondamentale del mio percorso professionale. Assumo questo incarico con grande responsabilità e con la chiara volontà di mettere a sistema le competenze maturate in contesti eterogenei, oggi cruciali per l’evoluzione del business fieristico. Metteremo al centro il lavoro di squadra, l’attenzione e la valorizzazione delle persone, accelerando sull’innovazione e sulla capacità di leggere in anticipo i macro-trend di mercato per offrire risposte tempestive e competitive alle imprese. In fiera siamo consapevoli di lavorare allo sviluppo di piattaforme strategiche al servizio delle filiere produttive più importanti del sistema-Paese, capaci di aggregare imprese leader nei mercati globali, ed è proprio verso il loro sviluppo che orienteremo la nostra prossima fase di crescita”.

Giovanni Sacripante sarà operativo come nuovo direttore generale di Veronafiere da settembre. Prima di lui, aveva ricoperto l’incarico Adolfo Rebughini.

– foto ufficio stampa Veronafiere –

(ITALPRESS).

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Economia

Stellantis, nel secondo trimestre ricavi +13%, Filosa “Continui progressi”

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AMSTERDAM (PAESI BASSI) (ITALPRESS) – Stellantis ha annunciato i risultati del secondo trimestre 2026, con ricavi netti in aumento del 13% su base annua e pari a 43,5 miliardi di euro. Il miglioramento è stato trainato principalmente dal Nord America, in crescita del 32% su base annua, e sostenuto dal Sud America, in crescita del 6% su base annua, mentre l’Europa allargata non ha registrato variazioni e le regioni Medio Oriente e Africa e Asia-Pacifico sono in leggero calo. L’utile netto è migliorato a 0,3 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2026, riflettendo volumi più elevati e un ulteriore miglioramento delle prestazioni operative.
Il gruppo sottolinea come i risultati del secondo trimestre siano “positivi, un buon inizio per FaSTLAne 2030. Abbiamo registrato un miglioramento anno su anno di tutti gli indicatori finanziari e delle principali priorità di esecuzione: significativo ritorno alla redditività; Free Cash Flow nuovamente positivo nel secondo trimestre; il primo semestre è nettamente più solido rispetto allo scorso anno”.
AMSTERDAM (PAESI BASSI) (ITALPRESS – “Il secondo trimestre è stato caratterizzato da continui progressi, trainati dal Nord America e supportati da importanti contributi da tutte le altre regioni. Abbiamo migliorato le prestazioni di tutti i nostri principali indicatori finanziari con ricavi netti, AOI e flusso di cassa industriale che mostrano tutti incrementi significativi. Con il piano strategico FaSTLAne 2030 in piena fase di attuazione e gli entusiasmanti lanci di prodotti previsti per quest’anno che procedono secondo i piani, restiamo fiduciosi sulla guidance finanziaria per il 2026”, commenta Antonio Filosa, CEO di Stellantis.
Ricavi netti saliti a 43,5 miliardi di euro (+13% rispetto al secondo trimestre 2025); AOI pari a 0,8 miliardi di euro nel secondo trimestre 2026, con un margine AOI dell’1,8% (+120 punti base anno su anno); Industrial Free Cash Flow positivo per 1 miliardo di euro (+1 miliardo rispetto allo scorso anno).
Le vendite in Nord America sono in crescita del 6% anno su anno, in Europa in crescita del 3% anno su anno (+7% includendo le vendite Leapmotor). Posizioni solide in Sud America, dove prosegue la leadership di mercato, e nella regione MEA, con una crescita in Cina-Asia Pacifico, “nonostante le numerose sfide presenti in ciascuna di queste aree”.
Il gruppo è “sulla buona strada per raggiungere la guidance per l’intero esercizio 2026” e conferma l’aspettativa di conseguire un Industrial Free Cash Flow positivo nel 2027. Stellantis parla di “avvio solido dell’implementazione di FaSTLAne 2030. Il piano è pienamente operativo e sta affrontando alcune delle principali sfide strutturali: ampliamento della copertura di mercato, grazie all’introduzione di prodotti quali il nuovo Ram 1500 SRT TRX, il Ram Dakota lanciato in Brasile, DS N°7 e Fiat Grande Panda con motore termico; interventi sui costi attraverso il VCP (Value Creation Program), comprese misure per ridurre i costi di trasformazione, i costi logistici – con miglioramenti significativi – e l’OPE (Overall Production Efficienc), grazie alla sostituzione dei materiali e all’introduzione di nuove tecnologie più efficienti in termini di costo (ad esempio, i catalizzatori); miglioramento della qualità: l’indicatore 3MIS è migliorato del 38% in Nord America e del 24% in Europa su base annua”.
“Il VCP (Value Creation Program) sta accelerando con nuove iniziative per aiutarci a raggiungere l’obiettivo di un run rate annuo di 6 miliardi di euro nel 2028”.
Entro la fine del 2026 sarà implementato il 40% delle iniziative che compongono i 6 miliardi di euro.
Nel 2027 l’AOI beneficerà di 2,4 miliardi di euro – pari al 40% dei 6 miliardi – oltre all’impatto parziale delle iniziative implementate nel corso del 2027. Stellantis inoltre sta “registrando significativi progressi iniziali sul VCP (Value Creation Program)” ed è “sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi del 2026 e del 2027”.

– Foto ufficio stampa Stellantis –

(ITALPRESS).

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Economia

Webuild, nel I sem. Ebitda +14% e ricavi livelli record 2025. Opa 295 mln su Trevi

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MILANO (ITALPRESS) – Webuild ha lanciato un’Offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria su Trevi Finanziaria Industriale, con l’obiettivo di acquisirne il controllo e integrarne le competenze specialistiche nel settore delle fondazioni e dell’ingegneria del sottosuolo. L’offerta prevede un corrispettivo interamente in contanti pari a 4,50 euro per azione e valorizza il gruppo Trevi circa 295 milioni di euro.
Il prezzo incorpora un premio del 29,8% rispetto alla quotazione del 26 giugno 2026, ultimo giorno di Borsa aperta prima dell’annuncio dell’offerta concorrente promossa da ICOP, e una valorizzazione superiore dell’8,1% rispetto a quella implicita nell’operazione rivale. La struttura cash dell’offerta, spiega l’azienda, garantisce agli azionisti di Trevi un valore certo e immediatamente monetizzabile.
L’operazione si inserisce nella strategia di rafforzamento della piattaforma industriale del gruppo guidato da Pietro Salini, che punta a integrare verticalmente competenze considerate strategiche per l’esecuzione di grandi opere infrastrutturali complesse. In particolare, l’acquisizione consentirebbe di internalizzare attività ad elevato valore aggiunto oggi affidate a fornitori esterni, aumentando il controllo sui processi esecutivi, sulla qualità e sulla gestione dei rischi del portafoglio lavori, pari a circa 54 miliardi di euro.
Dal punto di vista industriale e finanziario, Webuild stima sinergie ricorrenti per circa 80-90 milioni di euro di EBITDA annuo a regime. L’operazione sarebbe inoltre accrescitiva sull’EBITDA del Gruppo per 150-170 milioni di euro, includendo gli effetti delle sinergie operative e commerciali. A tali benefici potrebbero aggiungersi ulteriori vantaggi sul fronte finanziario, grazie a un miglior accesso ai mercati dei capitali e a un costo del funding più competitivo.
Per Trevi, l’ingresso nel perimetro Webuild significherebbe accesso diretto alla pipeline commerciale e al backlog del gruppo infrastrutturale, oltre alla possibilità di ampliare la presenza internazionale facendo leva sulla piattaforma globale di uno dei principali contractor mondiali. Webuild ha sottolineato l’intenzione di preservare l’identità industriale di Trevi, il suo radicamento territoriale e il patrimonio di competenze tecniche e manageriali sviluppato in oltre sessant’anni di attività.
“L’operazione consente di rafforzare la competitività del Gruppo nell’esecuzione dei grandi progetti complessi e di valorizzare un’eccellenza italiana come Trevi all’interno di una piattaforma globale”, ha affermato l’amministratore delegato Pietro Salini, evidenziando le opportunità di crescita derivanti dall’accesso a nuove geografie, clienti e gare di maggiori dimensioni.
L’offerta è subordinata, tra l’altro, all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari e al raggiungimento di una partecipazione almeno pari al 66,7% dei diritti di voto di Trevi. Il completamento dell’operazione è previsto nel secondo semestre del 2026. Qualora venisse superata la soglia del 90% del capitale, Webuild valuterà il delisting della società da Euronext Milan nell’ottica di massimizzare le sinergie industriali e accelerare il percorso di integrazione.
Per Webuild si tratta di una delle operazioni strategiche più rilevanti degli ultimi anni, coerente con il percorso di crescita che ha portato il gruppo a chiudere il 2025 con ricavi per 13,6 miliardi di euro, un EBITDA superiore a 1,1 miliardi e un portafoglio ordini complessivo di 58 miliardi di euro, consolidandone il ruolo tra i leader globali delle infrastrutture.
Webuild chiude il primo semestre con un ebitda di 673 milioni di euro in crescita del 13,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi ammontano a 66,7 miliardi e sono in linea con il 2025, anno record per il gruppo; oltre il 60% dei ricavi è generato all’estero. L’ebit si attesta a 464 milioni, in crescita del 15%, il risultato netto delle attività operative cessate evidenzia un utile per 1 milione (perdita di 9 milioni nel primo semestre 2025), il risultato netto attribuibile alle interessenze di terzi evidenzia un utile di 15 milioni, rispetto a una perdita di 20 milioni registrata nel primo semestre 2025. L’utile netto attribuibile ai soci della controllante adjusted è di 113 milioni (132 milioni nel primo semestre 2025). La posizione di cassa netta ammonta a 110 milioni, positiva per l’ottavo semestre consecutivo, la leva finanziaria è a 2,67 volte mentre il portafoglio ordini del semestre è pari a 53,7 miliardi che, secondo il management “garantisce ampia visibilità per i prossimi anni”. Da inizio anno i nuovi ordini raggiungono i 7,7 miliardi mentre la pipeline commerciale di breve termine del Gruppo ammonta a 108,3 miliardi e include gare presentate e in attesa di aggiudicazione per 19,6 miliardi e gare in fase di preparazione per 14,2 miliardi.
-foto ufficio stampa Webuild-
(ITALPRESS).

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Economia

La Fed lascia i tassi di interesse invariati al 3,50-3,75%

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ROMA (ITALPRESS) – La Federal Reserve ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse sul dollaro in una forchetta del 3,50-3,75%. L’economia degli Stati Uniti “continua a espandersi a un ritmo solido, nonostante l’elevata incertezza dovuta, in parte, al conflitto in Medio Oriente”, scrive il Fomc della Fed nel comunicato diffuso a fine meeting.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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