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Cronaca

Inter eliminata, Atletico Madrid ai quarti dopo i rigori

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MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Delusione Inter, che cade ai calci di rigore contro l’Atletico Madrid e deve dire addio alla Champions League. Dopo il 2-1 dei tempi regolamentari in favore degli spagnoli deciso dalle reti di Griezmann e Depay, a seguito gol del momentaneo 0-1 di Dimarco, tre gli errori dal dischetto fatali per i nerazzurri che consegnano i quarti agli spagnoli. Parte subito forte l’Atletico, con la progressione sulla sinistra di Lino che prova ad incrociare sul secondo palo, trovando attento Sommer in tuffo. Risponde l’Inter, al 13′, con la fuga di Dumfries innescata da Calhanoglu e conclusa con il destro dell’olandese sul quale interviene Oblak. Il vantaggio interista arriva però dieci minuti più tardi, con l’azione manovrata a favorire l’inserimento di Barella, che scappa alle spalle della difesa degli spagnoli e serve il pallone arretrato per Dimarco che con il destro beffa Oblak. 1-0 nerazzurro che tuttavia dura pochissimo, perchè al 35′ l’Atletico Madrid si riporta in avanti e sulla palla messa in area da Koke un errore di Pavard favorisce la girata in rete di Griezmann. Gara equilibrata e attacchi da un parte e dall’altra, anche nella ripresa, con Griezmann ancora pericoloso al minuto 52, con la palla ricevuta a centro area da Llorente ma calciata debolmente con il destro che non crea problemi a Sommer. Al 76′ l’Inter ha la grande chance per chiudere la partita, con la ripartenza orchestrata da Lautaro Martinez, che sulla trequarti serve con i tempi giusti Thuram, non preciso nella conclusione potente ma alta. Nel finale l’Atletico Madrid alza il suo baricentro e schiaccia l’Inter nella sua area, riuscendo così a trovare il gol del 2-1: è il neo entrato Depay che – dopo aver colpito un palo qualche minuto prima – si fa trovare pronto sul filtrante di Koke e porta in vantaggio i colchoneros. Ai tempi supplementari Atletico ancora pericoloso, sempre con Depay, innescato dal cross di Riquelme e bravo a girare verso la porta, trovando però ancora reattivo Sommer. Inter che avrebbe poi l’occasione del pareggio, sul primo corner della sua partita battuto da Calhanoglu e ricevuto da Lautaro che di testa non trova per poco la porta. Gara che si protrae fino ai calci di rigore, dove sono Sanchez, Klaassen e Lautaro a sbagliare per l’Inter e consegnare così la vittoria e il passaggio ai quarti agli spagnoli.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Cronaca

Tg News 9/3/2026

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ROMA (ITALPRESS) – La Difesa Nato intercetta un missile diretto in Turchia – Rubio “Teheran vuole tenere il mondo in ostaggio” – Cinque calciatrici iraniane chiedono asilo all’Australia – Crans-Montana, cinque nuovi indagati, c’è anche il sindaco – Famiglia nel bosco, arrivano gli ispettori del Ministero – Frana Niscemi, per gli esperti “il rischio resta elevato” – Mattarella alle donne: “L’equilibrio non è ancora alla pari” – Iran, Tajani “Lavoriamo per de-escalation” – Previsioni 3B Meteo 10 Marzo.

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Cronaca

Lombardia Live 24 Breaking News – 9/3/2026

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I fatti del giorno: Carburanti alle stelle, rincari anche a Pavia – 20enne finisce fuori strada e si ribalta a Fossarmato – Incendio in una casa di ringhiera, evacuate famiglie – Notte di vandalismi a Vigevano, auto distrutte – Corteo studentesco a Milano, traffico in tilt – Incidente in parapendio, muore giovane comasca – Smog record a Milano, già superato il limite annuale – Pronto Meteo Lombardia per il 10 Marzo.

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Cronaca

Energia più cara e rischio stagflazione in Europa con la guerra in Iran

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ROMA (ITALPRESS) – La crisi tra Iran, Stati Uniti e Israele, insieme alla chiusura dello Stretto di Hormuz, ha generato forti tensioni nei mercati energetici mondiali. Gli economisti avvertono del rischio di stagflazione, una situazione in cui l’economia rallenta mentre i prezzi continuano a salire. In questo scenario la Banca centrale europea dovrà valutare con attenzione le sue prossime mosse sui tassi di interesse. Ne parla, in un approfondimento sul tema, Floriana Liuni di idealista.
Per le famiglie le conseguenze potrebbero tradursi in carburanti e bollette più costosi, aumenti dei prezzi alimentari e possibili rialzi delle rate dei mutui se l’inflazione dovesse spingere verso politiche monetarie più restrittive.
Secondo l’analisi di Cribis, l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran – culminata con attacchi incrociati e raid su Teheran – ha trasformato uno scenario di rischio teorico in un evento concreto: il 28 febbraio 2026 il corridoio marittimo è stato ufficialmente chiuso, aprendo una fase di forte volatilità energetica, logistica e finanziaria.
Il peso strategico di questo passaggio è enorme. Dallo Stretto di Hormuz transita circa il 25% del commercio marittimo mondiale di petrolio, pari a circa 20 milioni di barili al giorno, e circa il 20% delle esportazioni globali di gas naturale liquefatto. Le alternative terrestri, come gli oleodotti che aggirano il Golfo, possono sostenere meno di un ottavo dei volumi necessari: una capacità del tutto insufficiente per compensare l’eventuale blocco.
Secondo l’analisi di Rick de los Reyes di T. Rowe Price, proprio questo snodo rappresenta “l’arteria principale per i flussi globali di petrolio e GNL”. La sospensione dei volumi di trasporto nelle fasi iniziali del conflitto ha immediatamente spinto i mercati a incorporare un premio di rischio energetico, anche se resta da capire se l’interruzione sarà breve o prolungata. Nel secondo caso si configurerebbe un vero shock dell’offerta energetica globale, con implicazioni dirette su inflazione, crescita e tassi di interesse.
Il primo effetto tangibile della crisi riguarda i prezzi energetici. Parallelamente, le quotazioni del gas naturale sono aumentate rapidamente. Questi movimenti hanno implicazioni dirette sull’inflazione.
L’impatto della crisi non si limita al comparto energetico. Secondo Cribis, lo Stretto di Hormuz rappresenta anche uno snodo fondamentale per il commercio mondiale di fertilizzanti: tra il 25% e il 35% dei flussi globali transita da quest’area.
Un aumento dei costi dei fertilizzanti tende a trasferirsi nel giro di pochi mesi sull’intera filiera agricola, facendo crescere i prezzi delle produzioni agricole e quindi dei prodotti alimentari. Il risultato è un aumento dell’inflazione nel cosiddetto “carrello della spesa”, con un impatto diretto sul potere d’acquisto delle famiglie.
Il vero timore degli economisti è “che l’Europa possa entrare in una fase di stagflazione, cioè una combinazione di crescita debole e inflazione elevata”.
Secondo Henry Cook di MUFG Bank, “l’area euro aveva iniziato il 2026 con segnali di ripresa ciclica e un’inflazione prevista leggermente sotto l’obiettivo del 2%, attorno a una media dell’1,7%. Tuttavia, l’impennata dei prezzi energetici potrebbe cambiare rapidamente il quadro, portando l’inflazione a superare moderatamente l’obiettivo della BCE”.
Allo stesso tempo lo shock energetico rischia di frenare la crescita. Secondo Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager di RBC BlueBay, “l’impatto negativo potrebbe essere particolarmente forte in Germania, che quest’anno avrebbe dovuto fungere da motore della crescita europea”.
Lo scenario complessivo è dunque complesso: prezzi più alti e crescita più debole. Cook sottolinea che “i rischi di stagflazione sono aumentati e che questo rappresenta una delle situazioni più difficili da gestire per una banca centrale”.
Sul fronte dei consumatori, gli effetti della crisi potrebbero essere molto concreti. Secondo l’analisi del Codacons, “i primi segnali riguardano i carburanti. L’aumento dei prezzi del petrolio si traduce rapidamente in rincari alla pompa, con effetti a catena sui costi di trasporto delle merci e quindi sui prezzi dei prodotti nei supermercati”.
Anche il settore dei trasporti e del turismo potrebbe risentirne.
Le bollette rappresentano un altro fronte sensibile. Chi ha un contratto energetico a prezzo variabile potrebbe vedere presto salire le tariffe di luce e gas, mentre le imprese potrebbero trasferire parte dei costi energetici sui prezzi finali dei prodotti.
In uno scenario di inflazione più elevata, la BCE “potrebbe decidere di aumentare i tassi, con un effetto diretto sulle rate dei mutui a tasso variabile e sui costi dei finanziamenti”.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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